<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Deceduto pilota Jap Tomizawa | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Deceduto pilota Jap Tomizawa

armandino0312 ha scritto:
hai perfettamente ragione: ad un certo punto bisogna avere un po' di rispetto

scusate,ma rispetto di cosa?correre in moto era un suo sogno prima ancora di una sua scelta.consapevole dei rischi del caso.
tutti noi motociclisti che sistematicamente andiamo in pista siamo consci dei rischi che corriamo.
è un mondo del quale non fate parte,non potete capire.
(rispetto per una vita che se ne andata)...penso che sia sufficiente, anche io andavo molto in pista ora un po' meno, e tiravo anche, sopratutto al Santa Monica di cui conosco ogni centimetro di quella pista, ma certo non entro in pista con la consapevolezza che ci lascio le penne, se no non entro proprio, anzi entro con la consapevolezza che mi divertirò, ma mai penso e mi viene in mente che una fatalità' mi porterà' via, si penso che potrò cadere come già' avvenuto 4 volte ma mai penso al peggio.
 
E' da illusi pensare che il sistema si fermi.
Ormai manco sulle strade di tutti i giorni la gente si ferma in caso di incidente con corpo sull'asfalto
http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_06/motociclista-morto-bolzano_edf0acba-b9dd-11df-90df-00144f02aabe.shtml

In un mondo perfetto dovrebbe succedere, ma non è questo mondo; inoltre, è brutto da dire, ma la morte fa parte del gioco.

Provo molta pena per il ragazzo, che sapeva però di aver intrapreso uno sport rischioso.
RIP
 
stefano_68 ha scritto:
E' da illusi pensare che il sistema si fermi.
Ormai manco sulle strade di tutti i giorni la gente si ferma in caso di incidente con corpo sull'asfalto
http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_06/motociclista-morto-bolzano_edf0acba-b9dd-11df-90df-00144f02aabe.shtml

In un mondo perfetto dovrebbe succedere, ma non è questo mondo; inoltre, è brutto da dire, ma la morte fa parte del gioco.

Provo molta pena per il ragazzo, che sapeva però di aver intrapreso uno sport rischioso.
RIP

io da motociclista se dovessi rimanere sull'asfalto mai vorrei che i miei 'compagni di merende' abbandonassero solo per un momento la nostra passione...
 
(rispetto per una vita che se ne andata)...penso che sia sufficiente, anche io andavo molto in pista ora un po' meno, e tiravo anche, sopratutto al Santa Monica di cui conosco ogni centimetro di quella pista, ma certo non entro in pista con la consapevolezza che ci lascio le penne, se no non entro proprio, anzi entro con la consapevolezza che mi divertirò, ma mai penso e mi viene in mente che una fatalità' mi porterà' via, si penso che potrò cadere come già' avvenuto 4 volte ma mai penso al peggio.

non ti offendere,ma se entri in pista credendoti immortale allora sei solo un incosciente,uno di quelli che spesso-in preda al loro delirio di onnipotenza-mette in pericolo la vita sua e degli altri.
al punto di corda del curvone ieri il mio gps ha segnato 225 km orari.come diceva biaggi,mica stiamo facendo un concerto di musica classica.

io penso che il povero tomizawa sarebbe stato il primo che avrebbe voluto che la gara andasse avanti.anzi,ne sono sicuro.e continuare a correre per un pilota è il segno di rispetto più grande per chi aveva la tua stessa viscerale passione.se non capisci questo vuol dire che conosci bene il santa monica perchè sei un collaudatore,non un motociclista.
 
armandino0312 ha scritto:
io da motociclista se dovessi rimanere sull'asfalto mai vorrei che i miei 'compagni di merende' abbandonassero solo per un momento la nostra passione...

Ma infatti il problema non si pone, mi pare montato ad arte dai media per poter aver qlcosa di cui discutere per qlche giorno.
Abbiamo per caso sentito protestare i suoi famigliari/amici? Sono rinchiusi nel loro dolore, hanno altro cui pensare.
 
copincollo un, per me condivisibilissimo, intervento di Sigfried Stohr:

L'ex pilota di Formula 1 Siegfried Stohr, direttore di una delle scuole di pilotaggio più famose e rinomate d'Italia, ha scritto sul suo sito GuidarePilotare.com un articolo per ricordare Shoya Tomizawa, il giovane giapponese deceduto sul circuito di Misano domenica 5 settembre durante la gara di Moto2.

E? morto un pilota, proprio a Misano dove lavoro.
Di fronte alla morte abbiamo sempre due diversi problemi:
1. Chiedersi se si poteva evitare e come fare in futuro.
2. Onorare la memoria.

Questo vale per la morte di un pilota, per quella della signora investita sulle strisce pedonali, per le 85 vittime della strage di Bologna, per il generale dalla Chiesa, la moglie e la scorta.
Se il punto 1 invita a riflessioni su cosa non si è fatto, cosa andava fatto, cosa si potrà fare, anche il punto 2 si pone gli stessi obiettivi: la memoria ci deve far riflettere, aiutare a non ripetere gli errori del passato e migliorare il futuro.
Tutto il resto a posteriori non serve, né alla vittima, né alle prossime vittime.
Sono le inutili polemiche che ho sentito alla tv e ho letto sui giornali.
Inutili perché non si sono poste il problema della sicurezza in termini reali, ma solo con gli occhi di chi vede un ralenti un?ora dopo e non era sul posto a intervenire in pochi secondi.
Qualcuno ha invocato il senso etico e il rispetto della vita chiedendo di non disputare la gara successiva.
Il senso etico e il rispetto della vita invece, sta in quanto detto sopra, non nel piangere i morti ?dopo? o nel non correre una gara fingendo che il motociclismo, come la boxe e l?alpinismo, non siano sport sempre e comunque pericolosi.

Personalmente piango di più il pedone investito inconsapevole (magari dall?ubriaco di turno che scappa) piuttosto che il pilota che, come me, ha messo in conto anche l?estrema fatalità.
Ma oramai è la televisione che suscita le nostre lacrime e piangiamo solo le tragedie che possiamo vedere in diretta tv.
Non sarebbe servito nulla fermare la gara e Claudio Costa lo ha spiegato lucidamente pur dopo avere pianto.
Non sarebbe servito non far correre la MotoGP un?ora dopo la tragedia: di certo non sarebbe servito a salvare Tomizawa.

Ma se vogliamo stimolare qualche riflessione rispondo così.
Forse invece di fermare una domenica di gare, servirebbe fermare le nostre auto, anche solo per poche ore, per ricordare le vittime della strada: persone che andavano incontro a un momento di svago o si recavano semplicemente al lavoro senza contemplare per questo la possibilità di morire.
Mi riferisco in particolare proprio ai motociclisti, utenti ?deboli? insieme a ciclisti e pedoni che spesso non sono rispettati da automobilisti frettolosi e prepotenti.
Non sarebbe un dramma: io ricordo ancora le domeniche a piedi durante la crisi del 1973, ma forse allora vivevamo in un altro mondo.

Siegfried Stohr

http://www.omnicorse.it/magazine/4098/siegfried-stohr-commento-morte-shoya-tomizawa-misano-moto2-2010
 
matteomatte1 ha scritto:
copincollo un, per me condivisibilissimo, intervento di Sigfried Stohr:

L'ex pilota di Formula 1 Siegfried Stohr, direttore di una delle scuole di pilotaggio più famose e rinomate d'Italia, ha scritto sul suo sito GuidarePilotare.com un articolo per ricordare Shoya Tomizawa, il giovane giapponese deceduto sul circuito di Misano domenica 5 settembre durante la gara di Moto2.

E? morto un pilota, proprio a Misano dove lavoro.
Di fronte alla morte abbiamo sempre due diversi problemi:
1. Chiedersi se si poteva evitare e come fare in futuro.
2. Onorare la memoria.

Questo vale per la morte di un pilota, per quella della signora investita sulle strisce pedonali, per le 85 vittime della strage di Bologna, per il generale dalla Chiesa, la moglie e la scorta.
Se il punto 1 invita a riflessioni su cosa non si è fatto, cosa andava fatto, cosa si potrà fare, anche il punto 2 si pone gli stessi obiettivi: la memoria ci deve far riflettere, aiutare a non ripetere gli errori del passato e migliorare il futuro.
Tutto il resto a posteriori non serve, né alla vittima, né alle prossime vittime.
Sono le inutili polemiche che ho sentito alla tv e ho letto sui giornali.
Inutili perché non si sono poste il problema della sicurezza in termini reali, ma solo con gli occhi di chi vede un ralenti un?ora dopo e non era sul posto a intervenire in pochi secondi.
Qualcuno ha invocato il senso etico e il rispetto della vita chiedendo di non disputare la gara successiva.
Il senso etico e il rispetto della vita invece, sta in quanto detto sopra, non nel piangere i morti ?dopo? o nel non correre una gara fingendo che il motociclismo, come la boxe e l?alpinismo, non siano sport sempre e comunque pericolosi.

Personalmente piango di più il pedone investito inconsapevole (magari dall?ubriaco di turno che scappa) piuttosto che il pilota che, come me, ha messo in conto anche l?estrema fatalità.
Ma oramai è la televisione che suscita le nostre lacrime e piangiamo solo le tragedie che possiamo vedere in diretta tv.
Non sarebbe servito nulla fermare la gara e Claudio Costa lo ha spiegato lucidamente pur dopo avere pianto.
Non sarebbe servito non far correre la MotoGP un?ora dopo la tragedia: di certo non sarebbe servito a salvare Tomizawa.

Ma se vogliamo stimolare qualche riflessione rispondo così.
Forse invece di fermare una domenica di gare, servirebbe fermare le nostre auto, anche solo per poche ore, per ricordare le vittime della strada: persone che andavano incontro a un momento di svago o si recavano semplicemente al lavoro senza contemplare per questo la possibilità di morire.
Mi riferisco in particolare proprio ai motociclisti, utenti ?deboli? insieme a ciclisti e pedoni che spesso non sono rispettati da automobilisti frettolosi e prepotenti.
Non sarebbe un dramma: io ricordo ancora le domeniche a piedi durante la crisi del 1973, ma forse allora vivevamo in un altro mondo.

Siegfried Stohr

http://www.omnicorse.it/magazine/4098/siegfried-stohr-commento-morte-shoya-tomizawa-misano-moto2-2010

standing ovation.null'altro da aggiungere.

anzi no,aggiungo io che si onora la memoria del pilota continuando a fare ciò che amava.cioè,correre...
 
Secondo me è molto più semplice: bandiera rossa (con un moribondo/morto ed altri due stesi, pezzi di moto ovunque credo che le condizioni "minime" per esporla c'erano se pensiamo che ora facciamo le multe a chi non si ferma a soccorrere un cane....).
Portato via il moribondo o il morto si riparte perchè questa è la vita: niente festa in segno di lutto ma la corsa era da continuare.

Ciao.
 
armandino0312 ha scritto:
(rispetto per una vita che se ne andata)...penso che sia sufficiente, anche io andavo molto in pista ora un po' meno, e tiravo anche, sopratutto al Santa Monica di cui conosco ogni centimetro di quella pista, ma certo non entro in pista con la consapevolezza che ci lascio le penne, se no non entro proprio, anzi entro con la consapevolezza che mi divertirò, ma mai penso e mi viene in mente che una fatalità' mi porterà' via, si penso che potrò cadere come già' avvenuto 4 volte ma mai penso al peggio.

non ti offendere,ma se entri in pista credendoti immortale allora sei solo un incosciente,uno di quelli che spesso-in preda al loro delirio di onnipotenza-mette in pericolo la vita sua e degli altri.
al punto di corda del curvone ieri il mio gps ha segnato 225 km orari.come diceva biaggi,mica stiamo facendo un concerto di musica classica.

io penso che il povero tomizawa sarebbe stato il primo che avrebbe voluto che la gara andasse avanti.anzi,ne sono sicuro.e continuare a correre per un pilota è il segno di rispetto più grande per chi aveva la tua stessa viscerale passione.se non capisci questo vuol dire che conosci bene il santa monica perchè sei un collaudatore,non un motociclista.
Scusa la differenza tra collaudatore che tra l'altro non sono, e motociclista, ho anche collaudato le moto, e assai piu' rischioso che andarci dentro per divertirsi, ho fatto il mugello ho fatto il vecchio assen, ho comperato il mio primo motore a 14 anni un Malanca 50 elaborandolo poi con elaborazione Simonini, poi comperato aspes yuma 125, poi Yamaha rd 350 poi Yamaha rd 500, Suzuki gamma 500, ducati 916, ducati 1198, e ducati stretfaiter 1198 , sono abbastanza motociclista, ? :D :D
 
Scusa la differenza tra collaudatore che tra l'altro non sono, e motociclista, ho anche collaudato le moto, e assai piu' rischioso che andarci dentro per divertirsi, ho fatto il mugello ho fatto il vecchio assen, ho comperato il mio primo motore a 14 anni un Malanca 50 elaborandolo poi con elaborazione Simonini, poi comperato aspes yuma 125, poi Yamaha rd 350 poi Yamaha rd 500, Suzuki gamma 500, ducati 916, ducati 1198, e ducati stretfaiter 1198 , sono abbastanza motociclista, ? :D :D

avere i soldi per riempire il garage non vuol dire essere motociclista.e credere che si onori la memoria di un pilota non correndo è un discorso che accetto da chi NON è un motociclista.
 
armandino0312 ha scritto:
(rispetto per una vita che se ne andata)...penso che sia sufficiente, anche io andavo molto in pista ora un po' meno, e tiravo anche, sopratutto al Santa Monica di cui conosco ogni centimetro di quella pista, ma certo non entro in pista con la consapevolezza che ci lascio le penne, se no non entro proprio, anzi entro con la consapevolezza che mi divertirò, ma mai penso e mi viene in mente che una fatalità' mi porterà' via, si penso che potrò cadere come già' avvenuto 4 volte ma mai penso al peggio.

non ti offendere,ma se entri in pista credendoti immortale allora sei solo un incosciente,uno di quelli che spesso-in preda al loro delirio di onnipotenza-mette in pericolo la vita sua e degli altri.
al punto di corda del curvone ieri il mio gps ha segnato 225 km orari.come diceva biaggi,mica stiamo facendo un concerto di musica classica.

io penso che il povero tomizawa sarebbe stato il primo che avrebbe voluto che la gara andasse avanti.anzi,ne sono sicuro.e continuare a correre per un pilota è il segno di rispetto più grande per chi aveva la tua stessa viscerale passione.se non capisci questo vuol dire che conosci bene il santa monica perchè sei un collaudatore,non un motociclista.
poi per rispondere a quello che dici sul credendomi immortale,mmmmm no assolutamente no anzi sarebbe il piu' grande errore che si possa fare sia su due che su 4 ruote, quello che forse non hai percepito e che un pilota in una gara mondiale dove la sicurezza deve essere messa al primo posto e le bugie dette dalla tv non devono esistere in quel contesto, la gara andava se non altro sospesa, poi bisognava mettere al corrente i piloti, poi toccava a loro decidere, ma come si era sentito poteva arrivare un temporale, cio' significava mettere in pericolo la vita di altri piloti pero' di moto gp e non si poteva fare slittare l'orario di partenza delle 800, poi la passione il fatto che è il loro mestiere questo lasciamolo fuori, ( noi corriamo per divertici) quelli corrono per soldi, e parecchi, sanno i rischi che prendono come lo sappiamo noi. Pero' come ha detto Luchinelli e Grazziano la gara andava fermata.
 
poi per rispondere a quello che dici sul credendomi immortale,mmmmm no assolutamente no anzi sarebbe il piu' grande errore che si possa fare sia su due che su 4 ruote,

;)

quello che forse non hai percepito e che un pilota in una gara mondiale dove la sicurezza deve essere messa al primo posto

sacrosanta verità,che deve essere tale in una gara mondiale ma anche nelle giornate di pista di noi amatori

e le bugie dette dalla tv non devono esistere in quel contesto, la gara andava se non altro sospesa, poi bisognava mettere al corrente i piloti, poi toccava a loro decidere, ma come si era sentito poteva arrivare un temporale, cio' significava mettere in pericolo la vita di altri piloti pero' di moto gp e non si poteva fare slittare l'orario di partenza delle 800, poi la passione il fatto che è il loro mestiere questo lasciamolo fuori, ( noi corriamo per divertici) quelli corrono per soldi, e parecchi, sanno i rischi che prendono come lo sappiamo noi. Pero' come ha detto Luchinelli e Grazziano la gara andava fermata.

perchè andava fermata?non l'hanno mai spiegato,hanno solo fatto un'affermazione che può essere anche il frutto del così detto lancio di monetina:testa sì,croce no..
se si parla di sicurezza,sarebbe stato ininfluente.
se si parla di rispetto del povero tomi,probabilmente sarebbe stato lui stesso a dire di continuare.

poi che c'entra che sarebbe arrivato il temporale?perchè,sotto la pioggia non hanno mai corso?
 
armandino0312 ha scritto:
Scusa la differenza tra collaudatore che tra l'altro non sono, e motociclista, ho anche collaudato le moto, e assai piu' rischioso che andarci dentro per divertirsi, ho fatto il mugello ho fatto il vecchio assen, ho comperato il mio primo motore a 14 anni un Malanca 50 elaborandolo poi con elaborazione Simonini, poi comperato aspes yuma 125, poi Yamaha rd 350 poi Yamaha rd 500, Suzuki gamma 500, ducati 916, ducati 1198, e ducati stretfaiter 1198 , sono abbastanza motociclista, ? :D :D

avere i soldi per riempire il garage non vuol dire essere motociclista.e credere che si onori la memoria di un pilota non correndo è un discorso che accetto da chi NON è un motociclista.
IO invece non accetto sentirmi dire che NON sono un motociclista per me' parlano tutte le lastre e le fratture che mi sono fatto correndo sia in pista che con il cross, il mio garage non è pieno di moto perche' ho i soldi, di soldi non ne ho faccio 3 lavori per togliermi questo sfizio e mio figlio che lavora in Ducati mi aiuta mettendomi a posto la Moto, sono Operaio figlio di operaie in banca non ho un gran che' quello che ho me lo sputtano in modifiche, sempre tenendo conto che ho una famiglia dall'eta' di 14 anni che corro in moto, ne ho 47 e ancora corro e spero di correre fino a 75 anni almeno dopo mi godo la pensione e la moto, se mi tagli le vene non viene fuori il sangue ma il Castrol come mi dicono gli amici.
 
armandino0312 ha scritto:
poi per rispondere a quello che dici sul credendomi immortale,mmmmm no assolutamente no anzi sarebbe il piu' grande errore che si possa fare sia su due che su 4 ruote,

;)

quello che forse non hai percepito e che un pilota in una gara mondiale dove la sicurezza deve essere messa al primo posto

sacrosanta verità,che deve essere tale in una gara mondiale ma anche nelle giornate di pista di noi amatori

e le bugie dette dalla tv non devono esistere in quel contesto, la gara andava se non altro sospesa, poi bisognava mettere al corrente i piloti, poi toccava a loro decidere, ma come si era sentito poteva arrivare un temporale, cio' significava mettere in pericolo la vita di altri piloti pero' di moto gp e non si poteva fare slittare l'orario di partenza delle 800, poi la passione il fatto che è il loro mestiere questo lasciamolo fuori, ( noi corriamo per divertici) quelli corrono per soldi, e parecchi, sanno i rischi che prendono come lo sappiamo noi. Pero' come ha detto Luchinelli e Grazziano la gara andava fermata.

perchè andava fermata?non l'hanno mai spiegato,hanno solo fatto un'affermazione che può essere anche il frutto del così detto lancio di monetina:testa sì,croce no..
se si parla di sicurezza,sarebbe stato ininfluente.
se si parla di rispetto del povero tomi,probabilmente sarebbe stato lui stesso a dire di continuare.

poi che c'entra che sarebbe arrivato il temporale?perchè,sotto la pioggia non hanno mai corso?
non so' quanti anni hai tu ma se ti ricordi l'ultima volta che pioveva a dirotto sono scesi in pista in 8 ed ha vinto chili, Dooan non ha voluto correre come molti altri, se sai il perche', visto che sei un motociclista ti lancio la domanda :rolleyes: tocca a te rispondere, per quanto riguarda quello che hanno detto Luchinelli e Grazziano e Cereghini, cerano tutti gli estremi per stoppare la gara, 1 la sicurezza degli addetti al soccorso, poi hai visto che uno è scivolato cadendo e facendo cadere la barella? metti che avesse avuto un qualcosa alle vertebre, e questa situazione fatta di corsa l'avrebbe compromesso per sempre dalle gare pero' per colpa di chi, adesso qui' si parla di un ragazzo che era già deceduto ma metti che era solo lesionato alla colonna vertebrale????, anche il Dottor costa dopo ever visto le immagini dell'incidente si è ricreduto e ha detto assolutamente andava fermata, poi non stiamo a sentire sthor che parla bene e razzola male, gira in macchina senza patente per tutti i punti che gli tolgono, per alta velocità in centri urbani, proprio uno che deve tacere.
 
daitegas ha scritto:
armandino0312 ha scritto:
Scusa la differenza tra collaudatore che tra l'altro non sono, e motociclista, ho anche collaudato le moto, e assai piu' rischioso che andarci dentro per divertirsi, ho fatto il mugello ho fatto il vecchio assen, ho comperato il mio primo motore a 14 anni un Malanca 50 elaborandolo poi con elaborazione Simonini, poi comperato aspes yuma 125, poi Yamaha rd 350 poi Yamaha rd 500, Suzuki gamma 500, ducati 916, ducati 1198, e ducati stretfaiter 1198 , sono abbastanza motociclista, ? :D :D

avere i soldi per riempire il garage non vuol dire essere motociclista.e credere che si onori la memoria di un pilota non correndo è un discorso che accetto da chi NON è un motociclista.
IO invece non accetto sentirmi dire che NON sono un motociclista per me' parlano tutte le lastre e le fratture che mi sono fatto correndo sia in pista che con il cross, il mio garage non è pieno di moto perche' ho i soldi, di soldi non ne ho faccio 3 lavori per togliermi questo sfizio e mio figlio che lavora in Ducati mi aiuta mettendomi a posto la Moto, sono Operaio figlio di operaie in banca non ho un gran che' quello che ho me lo sputtano in modifiche, sempre tenendo conto che ho una famiglia dall'eta' di 14 anni che corro in moto, ne ho 47 e ancora corro e spero di correre fino a 75 anni almeno dopo mi godo la pensione e la moto, se mi tagli le vene non viene fuori il sangue ma il Castrol come mi dicono gli amici.

io non ho dubbi sul fatto che tu sia un motociclista vero (anche se fai dei discorsi che mi fanno pensare... :evil: ) però l'equazione moto in garage+fratture=motociclista vero mi fa venire i peli dritti alti almeno 10 cm.io che (sgratt) non mi sono mai ritto nulla non sarei degno di fregiarmi di tale titolo? ;)
 
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