reFORESTERation ha scritto:
gasato70 ha scritto:
Una preghiera per i defunti...
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2012/01/13/visualizza_new.html_44175735.html
Chiaramente il primo pensiero va ai defunti, rip.
Mio padre per circa 15 anni, è stato comandante di una superpetroliera da 250.000 tonnellate, un mostro da 374 metri fuori tutto, lui, sentendo la notizia, non si spiega come possa essere successo
, ai tempi suoi non esistevano computer satellitari che manovravano da soli, i bowtrust erano appena comparsi e non efficienti come gli attuali, all'epoca l'errore umano era possibile (anni 70), ma oggi, dovrebbe essere impossibile una cosa del genere, appunto dovrebbe, questo vuol dire che anche la tecnologia non è perfetta, oppure?
Si è dato la risposta da solo. Se sulle auto molti confidano su san ESP, nella nautica, dove hai una grande distesa azzurra dove puoi muoverti, l'attenzione dei comandanti, professionisti o diportisti poco cambia, è scesa inversamente proporzionale alla fiducia nell'elettronica.Vedo tantissmi in motoschifo che se ne fregano altamente delle altre imbarcazioni presenti perchè "c'hanno (mi adeguo al loro linguaggio) il pilota automatico". Inseriscono l'auopilota e chi s'è visto s'è visto. Non importa se le imbarcazioni a vela hanno sempre e comunque la precedenza, loro vanno per la loro strada. Idem nelle grosse navi, senza contare l'enorme mole di trumenti da monitorare. Tuo padre veniva da un'epoca, come dice, dove gli ausili alla navigazione erano pochi, rudimentali, e appena usciti, quindi guardati con poca fiducia. Tuo padre, guardava davanti a sè dalla sua cabina, conosceva precisamente la sua posizione sulla cartina, imparava la rotta e la seguiva con le debite correzioni. Vero, aveva maggiori possibilità di sbagliare rispetto ad un comandante di oggi, ma non sbagliava perchè non impostava sistemi elettronici, semplicemente
navigava. Oggi, se l'elettronica va in tilt, si rischia molto più di un tempo, perchè ci si trova di fronte ad un problema inaspettato, e si rimedia quando ormai il danno è fatto. Con l'attenzione, il problema si previene.