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Cosenza: genitori si &#34; fanno giutizia &#34;

maurofiorini ha scritto:
Si tratta di una alunna di un liceo classico, cosa pensavano di trovare, una scuola facile per conseguire il "pezzo di carta"?
magari sa tutto "Tre metri sopra il cielo"a memoria (il film, dubito legga...), e voleva iscriversi anche lei a liceo per diventare così...

certo che, anche giornali e TV la smettessero di trattare così male gli istituti tecnici e professionali...

scuole di serie B, secondo loro, tant'è che quando si parla di esami di maturità si indicano le prove del liceo classico e del liceo scientifico. STOP.

gli altri, figli di nessuno.

che poi, ancora mi devono spiegare, se uno non va all'università (e moltissimi non ci andranno...o si ritireranno prima della laurea), che accidenti impara con la maturità, cultura generale?
non ha un mestiere, può fare giusto i lavori di uno con la licenza media....?
 
maurofiorini ha scritto:
Si tratta di una alunna di un liceo classico, cosa pensavano di trovare, una scuola facile per conseguire il "pezzo di carta"?
Di certo hanno sbagliato strada, atteggiamento, mosse... e la ciliegina sulla torta col pestaggio finale.
Che dire: fuori dalle balle l'alunna, genitori denunciati e in osservazione dai servizi sociali per sospetta incapacità genitoriale. :twisted:
 
NEWsuper5 ha scritto:
[

certo che, anche giornali e TV la smettessero di trattare così male gli istituti tecnici e professionali...

scuole di serie B, secondo loro, tant'è che quando si parla di esami di maturità si indicano le prove del liceo classico e del liceo scientifico. STOP.

...già il liceo scientifico opzione scienze applicate (scelto da mia figlia) in cui il latino è sostituito da più ore di scienze e informatica è visto dai "classicisti" con il sopracciglio alzato.....
 
Ricordo a tutti quelli che pensano solo al denaro, che lo studio è un diritto oltre che un dovere, e come tale non è sempre piacevole, atto a non avere una Popolazione ignorante e facilmente manipolabile, come avvenuto in passato con la dittatura e come si sta ripetendo oggi per l'ennesima volta.
I ragazzi possono anche non trovare bello aprire un libro, e posso anche capirli, ma la famiglia deve educarli al dovere prima di tutto e poi al piacere.
Ma visto che spesso i veri caproni analfabeti sono i genitori, sperare che i loro figli facciano da soli è assurdo, anche se ho riscontrato casi dove la prole ragionava meglio del genitore.
 
Il più delle volte gli analfabeti hanno molto rispetto per chi è istruito, spesso anche una sorta di ammirazione, specie se non hanno avuto possibilità di poter andare a scuola, e si impegna a che i figli pensino prima al dovere e poi al piacere.
Non è un caso che una volta il rispetto per gli insegnanti fosse diverso da ora: il livello di istruzione medio era decisamente inferiore.

Invece trovo che quelli che alzano di più la voce sono quelli che si sentono superiori e, purtroppo, a molti basta poco per sentirsi superiore.

Ciao.
 
Trotto@81 ha scritto:
atto a non avere una Popolazione ignorante e facilmente manipolabile, come avvenuto in passato con la dittatura e come si sta ripetendo oggi per l'ennesima volta.

oddio nel caso italiano e' stato l'esatto opposto sono "quelli studiati" che han voluto la dittatura.... :D :D :D

convengo che alla base della dittatura inizialmente ci sia stata una buone dose di analfabetismo...
 
Quelli che hanno studiato hanno messo sotto la popolazione ignorante con discorsi privi di senso e che la gente non poteva valutare, e ucciso chi era in grado di capire e reagire. Non a caso l'istruzione è il nemico numero uno in questo contesto.
Il genitore che non ha rispetto per il ruolo dell'insegnate è uno stupido, sia che abbia un titolo di studio sia che non lo abbia. Per questa categoria non c'è scuola che tenga. Uno stupido dopo la laurea è solo uno stupido laureato la cui istruzione non è valsa a nulla.
 
Ci sono diritti è doveri.

- Il diritto allo studio deve valere per tutti e non si deve toccare altrimenti tornaimo al feudalismo.

- E' dovere della scuola dare a tutti pari opportunità di studio, venendo incontro alle esigenze di tutti

- E' dovere delle famiglie mettere la scuola e gli insegnanti nelle migliori condizioni possibili per poter provvedere alla formazione etica, culturale e caratteriale dei ragazzi

- E' diritto degli insegnanti avere i mezzi didattici e il giusto "potere" per poter insegnare in un ambiente tranquillo, con ragazzi disciplinati, e sopratutto senza interferenze.

Si potrebbe continuare ancora.
Comunque, quando non si riesce ad esercitare uno dei diritti/doveri di cui sopra, ci dovrebbe (e purtroppo il condizionale è dobblico) essere un sistema/istituzione (assistenti sociali, autorità competenti, centri sociali, ...) che ripristinano la normalità del sistema senza ledere i diritti di nessuno.

Qualsiasi tentativo di "scavalcare" il problema mettendo dei paletti all'accesso all'istruzione o peggio utilizzando la forza non è ammissibile, a mio modesto parere, in un paese civile e democratico.

I ragazzi difficili devono essere recuperati e non messi da parte, altrimenti si rafforza anno dopo anno quella frangia di popolazione che parcheggia sui marciapiedi, non rispetta la fila e che in genere cercano di farsi giustizia da soli.

I giovani non hanno colpe innate se non hanno la fortuna di trovare degli educatori (genitori, insegnanti, personaggi in grado di influenzare l'opinione pubblica come attori politici sportivi, ..) all'altezza della situazione.

Noi "adulti" (sempre a mio modesto parere) non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia pontificando interventi drastici, che servono non a risolvere il problema, ma solo a bypassarlo e ad rimandarlo.

La figlia degli sciagurati attori di questa vicenda non deve essere colpevolizzata ed emarginata. Sarebbe una sconfitta per tutti gli Italiani.

La più grande vittoria sarebbe vederla fra una quindicina d'anni, con un buon lavoro, un famiglia felice ed integrata nella società magari in una posizione idonea a formare nuove leve che una volta grandi contribuiranno a migliorare ancora di più il nostro bel paese.

Adesso, chiedendovi scusa per essermi dilungato troppo, svesto i panni di moralizzatore e mi levo dalle b.lle

:D ;)
 
Secondo me bisognerebbe discriminare gli allievi in base al percorso formativo che scegli. Chi si propone come futura classe dirigente DEVE avere una preparazione e una cultura adeguata per cui capre out.
Se tu dirigente vuoi per forza "sistemare" tuo figlio che è capra lo fai in una tua bottega PRIVATA di famiglia, non vai a forzare i professori tutti gli anni per far passare la capra.
 
economyrunner ha scritto:
Secondo me bisognerebbe discriminare gli allievi in base al percorso formativo che scegli. Chi si propone come futura classe dirigente DEVE avere una preparazione e una cultura adeguata per cui capre out.
Se tu dirigente vuoi per forza "sistemare" tuo figlio che è capra lo fai in una tua bottega PRIVATA di famiglia, non vai a forzare i professori tutti gli anni per far passare la capra.
La Costituzione per fortuna è di tutt'altra opinione. Voi confondete le persone capaci con le persone istruite. Spesso le due caratteristiche non si hanno nello stesso individuo.
 
a_gricolo ha scritto:
...già il liceo scientifico opzione scienze applicate (scelto da mia figlia) in cui il latino è sostituito da più ore di scienze e informatica è visto dai "classicisti" con il sopracciglio alzato.....

non solo dai classicisti.
mio figlio (che peraltro in latino va malissimo per le mie pretese) che fa lo scientifico alza il sopracciglio per i suoi amici che fanno lo scientifico scienze applicate dall'altra parte della strada.
 
Trotto@81 ha scritto:
Voi confondete le persone capaci con le persone istruite. Spesso le due caratteristiche non si hanno nello stesso individuo.

da quello che ho letto, non mi pare.

gli studenti sono tutti di partenza "non istruiti" per definizione; mi pare che economy distinguesse gli studenti che imparano da quelli che non imparano.

a mio modesto parere, finché la scuola la paga Pantalone non deve essere un servizio "egoistico" per passare il tempo ma un servizio sociale per la promozione culturale della popolazione; quindi, dovrebbe mirare a provocare la migliore promozione personale di ciascuno per quello che vuole e per quello che può.

dando a chi può meno tutto quello che può ricevere, a chi vuole meno quello che è disposto a ricevere (in termini di cultura, non di promozione gratuita), senza sottrarre a chi può e vuole imparare di più la possibilità di farlo

se no si finisce davvero ad ostacolare la crescita culturale di chi vuole anche sforzarsi, e limitare quella possibilità a chi proviene da famiglie che possono sopperire alle risorse
il che mi pare sbagliato.
 
economyrunner ha scritto:
Secondo me bisognerebbe discriminare gli allievi in base al percorso formativo che scegli. Chi si propone come futura classe dirigente DEVE avere una preparazione e una cultura adeguata per cui capre out.
Se tu dirigente vuoi per forza "sistemare" tuo figlio che è capra lo fai in una tua bottega PRIVATA di famiglia, non vai a forzare i professori tutti gli anni per far passare la capra.

Il problema è chi decide se uno studente è una "capra" o meno ?
Ci sono molti ragazzini brillanti con disturbi dell'attenzione più o meno gravi.
Molti di questi se seguiti nel modo corretto, che attenzione non è lo stesso per tutti (alcuni posono aver bisogno di più fermezza altri di più accondiscendenza, ma spesso un mix delle due cose), hanno potenzialità enormi.
Non si può scegliere a 5 anni il destino di un bambino!

La SCUOLA deve essere in grado di portare avanti tutti con profitto.
Un dislessico o peggio un autistico, ad esempio, così come chi vive una situazione di disagio sociale (come presumibile nel caso in oggetto)) deve essere messo nelle condizioni di vivere la lezione e di partecipare insieme agli altri alunni. Poi se rende piu o meno non è la cosa più importante. E' fondamentale far emergere il più possibile il potenziale che spesso resta inespreso.

Questo non solo per il suo bene ma anche per una corretta educazione alla tollerenza ed all'accettazione delle diversità.

Una bocciatura è per prima cosa il fallimento dell'insegnante e della scuola, che non è stato in grado di interaggire, o quantomeno non ha trovato le condizioni ed il supporto necessario, con il ragazzo.

Poi ripeto, se le difficoltà sono fuori dall'ambito scolastico, ci sono altre istituzioni che dovrebbero sopperire alle carenze dell'ambiente di crescita.

Concludo precisando che abito a poche decine di Km dalla cuola dove è accaduto il fattaccio, e, conoscendo bene il contesto socile di alcuni quartieri della zona, sarebbe per me troppo facile dare adosso agli autori del pestaggio. Devo dire però che ben poco si fà per far crescere e sviluppare delle realtà e per creare delle iniziative idonee ad innescare un cambiamento radicale. Evidentemente a qualcuno conviene che le cose restino così.
 
Carlantonio70 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Secondo me bisognerebbe discriminare gli allievi in base al percorso formativo che scegli. Chi si propone come futura classe dirigente DEVE avere una preparazione e una cultura adeguata per cui capre out.
Se tu dirigente vuoi per forza "sistemare" tuo figlio che è capra lo fai in una tua bottega PRIVATA di famiglia, non vai a forzare i professori tutti gli anni per far passare la capra.

Il problema è chi decide se uno studente è una "capra" o meno ?
Ci sono molti ragazzini brillanti con disturbi dell'attenzione più o meno gravi.
Molti di questi se seguiti nel modo corretto, che attenzione non è lo stesso per tutti (alcuni posono aver bisogno di più fermezza altri di più accondiscendenza, ma spesso un mix delle due cose), hanno potenzialità enormi.
Non si può scegliere a 5 anni il destino di un bambino!

La SCUOLA deve essere in grado di portare avanti tutti con profitto.
Un dislessico o peggio un autistico, ad esempio, così come chi vive una situazione di disagio sociale (come presumibile nel caso in oggetto)) deve essere messo nelle condizioni di vivere la lezione e di partecipare insieme agli altri alunni. Poi se rende piu o meno non è la cosa più importante. E' fondamentale far emergere il più possibile il potenziale che spesso resta inespreso.

Questo non solo per il suo bene ma anche per una corretta educazione alla tollerenza ed all'accettazione delle diversità.

Una bocciatura è per prima cosa il fallimento dell'insegnante e della scuola, che non è stato in grado di interaggire, o quantomeno non ha trovato le condizioni ed il supporto necessario, con il ragazzo.

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Concordo pienamente.
Metodo Montessori? Potrebbe essere? Secondo me si. Peccato che in Italia Maria Montessori si è guadagnata solo un posto sulla banconota da 1000 lire, il suo metodo qui in Italia è poco (pochissimo) diffuso / apprezzato...
 
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