Jambana ha scritto:La cosa secondo me più avvilente che appare da queste discussioni è che, nel senso comune, la cultura sia sempre meno importante e apprezzata, e meno degna di rispetto; e che tanta gente, dell'università, consideri come importanti solo le opportunità di lavoro che questa apre dopo.
L'università è anche un momento di crescita personale importante, trattarla alla stessa stregua di una specie di grosso istituto tecnico di livello più elevato credo sia sbagliatissimo.
Anche se è vero, secondo me, che l'università di massa produce sempre più formazione e sempre meno cultura.
L'università dovrebbe essere il luogo di nascita e propagazione della cultura e delle istanze più innovative, anche grazie alle energie fresche degli studenti, al confronto, alla volontà di crescita personale e nella società: possiamo dire che sia sempre così, o che piuttosto assomigli in certi casi più a un diplomificio?
La nostra società è sempre più materialista, e allo stesso tempo sempre più rozza, ignorante, livellata e omologata culturalmente nonostante le innumerevoli possibilità di comunicazione e informazione date dai media attuali: ciò è evidente vedendo chi critica "quelli che studiano". Ma a volte anche lo stesso livello culturale di chi ha studiato.
In tanti casi non c'è più rispetto e magari ammirazione per la cultura, ma solo, eventualmente, per i quattrini che questa può produrre.
Purtroppo e' il mondo ( tanto sbandierato ) del FARE
e non dell' ESSERE.