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Cosa pensate ci sia dopo?

G5 ha scritto:
NEWsuper5 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
NEWsuper5 ha scritto:
capnord ha scritto:
trinacrio ha scritto:
Chissà se si puo' essere raccomandati per andar in paradiso 8)
perché senno' noi italiani saremo in tanti ....la coooodaaaa 8) :D :D :D

In passato vendevano le indulgenze...........
perchè, quando hanno smesso? :shock:

è come se tu vendessi il tuo perdono ad un amico,che senso profondo ha?nessuno,lo faresti solo per guadagnare..
in pratica i preti che vendevano le indulgenze raggiravano il popolo dicendogli che comprando queste indulgenze si sarebbero salvati dalla furia divina o cose simili..insomma,che ne giorno del giudizio universale dio avrebbe avuto un occhio di riguardo per loro!
ovviamente è una frottola,tutta una truffa
si, so bene cosa sono....
me ne parlò a lungo un mio carissimo sacerdote, ma ancora di più, amico.
e non era per niente contento della cosa....

in sostanza, era un modo come un altro di ottenere denaro truffando....
fenomeno tipico del medioevo, dove la chiesa in europa faceva bello e cattivo tempo.(lo dico da cattolico).

Invece oggi che tempo fa?
oggi non fa il tempo per TUTTA la popolazione. molti nemmeno credono.
sicuramente non fa il tempo per i musulmani :lol:
 
io sono convinto c siano paradiso e inferno....se una persona si comporta bene ed è di cuore va in paradiso, se uno invece fa del male agli altri va all'inferno....
Sarà un pensiero infantile, ma io c credo....anche perchè se dopo la morte nn c fosse la vita eterna che senso avrebbe vivere la nostra vita?
 
cmq io personalmente credo che non ci sia nulla dopo la morte...x nulla intendo che si spenge la luce e buonanotte !!

questo perchè non do un significato mistico alla vita....la scienza ci spiega che la nascita e la morte sono naturali e almeno la morte sappiamo che è inevitabile...è la nascita che l'uomo può evitare casomai......

non credo nemmeno a spiriti...non-morti...reincarnazioni...paradisi.... inferni....ufo e via discorrendo...poi se lo vedrò con le mie pupille e da sobrio allora ci crederò
 
Se trovo l'articolo ve lo posto. In gran Bretagna dopo un'esperienza vissuta da un paziente hanno deciso di affrontare con metodo scentifico la dimostrazione dell'esistenza della vita dopo la morte. E' successo che un paziente svegliatosi dopo una lunga e tormentata operazione abbia rivelato ai medici dove si trovavano delle cose che avevano perso. Alla domanda come faceva a saperlo questo ha risposto che lo ha visto mentre lo stavano perando.
 
Considero che dopo ci sia un lungo periodo di attesa, fino al ritorno di Gesù Cristo in gloria.
Dopo il di Lui Giudizio saremo destinati chi al Paradiso, chi all'Inferno, chi al Purgatorio.
Comunque, fino al giorno del Giudizio sarà una noia mortale, dato che la passeremo in loculi piuttosto piccoli, almeno la maggior parte di noi.

Chi si ricorda "A' LIVELLA" di Totò?

Da una fotografia del mondo post mortem.
 
Io, da credente, non mi pongo il problema del dopo, ma dell'adesso.

Lui ci disse: - Chi crede in me non solo avrà il Paradiso, ma il centuplo quaggiù -

Non credere al Paradiso o avere difficoltà a crederlo è normalissimo, ma come si può non desiderare di vivere cento volte meglio quello che si vive sulla terra?

La vita è un dono, nessuno se l'è richiesta, e perciò va trattata per bene cioè cercando la Felicità, l'Infinito. La vita ha un senso quando ogni gesto quotidiano, ogni gesto di routine è fatto con una tensione all'infinito.
Chi vive in questo modo ha come un "assaggio" di Paradiso sulla Terra ed allora non ha paura della morte e non si preoccupa di quello che sarà dopo.
 
Barzelletta - L'inferno milanese e l'inferno napoletano

Un uomo di Roma muore e va all'inferno: qui trova un bivio: da una parte c'è scritto "Inferno Milanese" e dall'altra "Inferno Napoletano". Di li passa un'anima e l'uomo appena morto gli chiede:
- come mai esistono due inferni?.
e l'altro:
- è vero esistono due inferni perchè hai possibilità di visitarli e scegliere... 8)

L'uomo inizia a visitare l'inferno Milanese e trova persone che scontano la pena portando un grosso macigno sopra una montagna per poi farlo cadere e corrergli davanti. Arrivati giu si devono frustare 100 volte sulla schiena, camminare sui carboni ardenti e infine darsi una martellata sul dito, per poi ricominciare.

L'uomo per curiosità va a visitare anche l'inferno Napoletano, e vi trova le stesse pene. Cosi, ferma un dannato, e gli chiede:
- scusa, ma che differenza c'è tra l'inferno milanese e quello napoletano?. :shock:
il dannato gli risponde:
- C'è c'è...accà ogni tanto manca la pietra, manca il martello, manca la frusta........
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: tanto per sdrammatizzare :D
 
suppasandro ha scritto:
....anche perchè se dopo la morte nn c fosse la vita eterna che senso avrebbe vivere la nostra vita?

Lo stesso senso che hanno tutti gli altri esseri viventi ... non una virgola di più.
 
capnord ha scritto:
G5 ha scritto:
Notizie di prima mano da un tizio di 2000 anni fa? Per quanto mi riguarda tra lui ed il dalai lama c'è ben poca differenza.

E' ovvio che chi guarda esclusivamente con la lente della ragione esclude tutto il resto.

Le pagine che narrano di Gesù con le loro verità e loro bugie appartengono alla storia, sono state scritte da uomini terreni per uomini terreni. I miracoli narrati sono parabole e questo lo sanno anche i sassi.
 
Vado a sdrammatizzare, riporto direttamente dal Vernacoliere:

Sorpreso dar buio ?n mezzo alla ?ampagna, un frate viene ospitato da un contadino che però ?un cià artro posto e lo mette a dormì nella stanza della su? figliola, una ragazzona di vent?anni.
Verzo mezzanotte però lei principia a smanià, guarda ?r frate tutta supprievole e ni fa:
- Ovvìa, padre, me lo metta fra le puppe!
- Ma sei matta, figliola?! Io sono un religioso, certe ?ose ?un le posso mia fa?! Dormi, dormi!
- Ma come fo a dormì, padre?! ? Me lo faccia perpiacere, me lo metta magari ?n bocca!
- Ah, ma allora te ?un vòi capì! Ma ?un ti dice propio nulla la mi? veste? Un po? di rispetto, via!... Ecco, brava, bona così!
Passa cinque menuti, e riecco lei:
- Padre, ?un ne posso più, me lo ?nfili fra le gambe!
- T?ho detto no, ?un te lo posso mette? nemmeno lì!
- Senta, padre, me lo ficchi ?ndove ni pare, ma me lo levi dar culo perché ?un lo resisto più!
 
Ho l'impressione che il fatto di farsi queste profonde domande faccia parte degli effetti collaterali di quella evoluzione che ha portato gli esseri umani ad essere più "intelligenti" degli altri animali.

A un certo punto, così come ad esempio ai serpenti è "nato" il veleno, agli esseri umani è nata la consapevolezza di sé, la capacita di fare ragionamenti complessi e di adottare linguaggi assai articolati. Da ciò sono scaturite innumerevoli conseguenze che potremmo definire positive ed entusiasmanti, come ad esempio la scrittura, la capacità di usare e costruire utensili, di coltivare il terreno, di sfruttare le fonti energetiche, di mettere in piedi società organizzate e industrializzate e così via.
Però sono scaturite anche le inevitabili interrogazioni sui "perché", sul da dove si viene e dove si va e via dicendo. A queste interrogazioni nel corso dei millenni gli uomini hanno cercato di rispondere nelle più variegate e anche fantasiose maniere (alcune delle quali hanno avuto più... successo di altre), che proprio con la loro grande varietà non depongono molto a favore del presupposto che una di esse sia corretta e tutte le altre sbagliate.

Personalmente, quindi, ho la sensazione che il nostro "dopo" non abbia ad essere diverso da quello degli altri animali (nulla a che vedere, ovviamente, con le questioni relative al come ci si debba comportare durante la vita).
Non escludo di sbagliarmi, anche perché mi converrebbe, ma si tratta di una sensazione che con il passare del tempo e con l'osservazione di quanto accade in giro si va rafforzando sempre più nella mia mente.
 
Restando terra terra. Ho l'impressione che a molti l'idea di finire in concime non piaccia perché è sporco mentre un cadavere lo si vede come lindo di ogni "peccato". La cacca invece è sporca (pensate come viene insegnato ai bimbi piccoli) ancorché frutto della nostra vita e altrettanto fonte di vita. Tra i tanti ribaltamenti della verità annovererei anche questo.
 

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