<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> coppie di fatto ? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

coppie di fatto ?

hewie ha scritto:
Dipende:
Se se fai testamento a favore di una persona che non è ne tua moglie ne tua parente, può essere ritenuto nullo qualora gli eredi legittimi facessero causa (ex moglie con prole, fratelli, sorelle ecc..ecc...).
Non è affatto nullo, ma riducible in base alle quote di legittima. (si riallacciaanche al discorso sugli effetti obbligatori anche per i terzi non consenzienti ..)
 
Mauro 65 ha scritto:
hewie ha scritto:
I motivi possono essere molti:
-Il matrimonio, che che se ne dica, è un costo! Per molti rilevante...
Forse qualche marca da bollo ... suvvia ... la stipula di un contratto di matrimonio è, se non erro, il più economico tra gli atti pubblici ...

-In caso di matrimonio, se ci si lascia, c'è tutto l'iter del divorzio che è un flagello...e mi pare che i divorzi siano sempre più frequenti.,,
puoi sempre pensarci prima

-può essere che nella coppia ci sia già una persona divorziata che non se la sente di risposarsi.
e allora che differenza farebbe con un mini-matrimonio? (perché di questo si parla)

-differenze di religione e cultura.
non è che un mini-matrimonio le possa risolvere (semmai le questioni da affrontare in caso di differenze culturali sono quelle connesse all'eventuale rito religioso)

-situazioni patrimoniali particolari.
Se c'hai i soldi, le risolvi prima in altro modo. Se non ce li hai, non ti sposi e basta (perché il minimatrimonio non risolve affatto queste questioni, anzi, le complica maledettamente)

-casi di omosessualità.
Pensa che, per assurdo, è più semplice "gestire" sotto il profilo normativo un contratto di matrimonio tra due persone dello stesso sesso che non tutta la sequela finora inventata di pacs, coppie registrate etc etc (tra l'altro il cc non vieta espressamente la stipula di contratto matrimoniale tra persone dello stesso sesso ... è, se non erro, una prassi, che i forumiti legali potranno spiegare meglio)

Io non sono per niente contro il matrimonio, anzi, ma rispetto anche chi decide di convivere: non trovo giusto giudicare, sono scelte...
Guardate, per esempio,la vicenda di Lucio Dalla...la dice lunga...
ma nessuno si sogna di vietare le convivenze, il punto è che il contrato di matrimonio è l'unico che pone effetti obbligatori anche tra terze parti non consenzienti, e pertanto necessita di una particolare forma pubblicistica. Trasformare una convivenza in un mezzo matrimonio, anche e soprattuttosotto il profilo degli obblighi e dei diritti dei terzi, mi pare un'abominio degno della paggior civiltà giuridica

Credo che nel 2012, un po più di apertura non sarebbe una cosa sbagliata.
Come sopra. Un po' forzatamenet esemplificando, i mini-matrimonio sono come le "lauree" triennali (buone sole a procurare clienti alle università)

E guarda che, professionalmente, ci avrei solo che da guadagnare dai mini-matrimoni (hai idea di casini ne uscirebbero fuori per successioni e donazioni? :XD: )

Saluti

Credo che nessun convivente voglia un "mini matrimonio", altrimenti si sposerebbe...
Credo che le questioni siano più legate alle eredità et simila...
 
Mauro 65 ha scritto:
hewie ha scritto:
FAUST50 ha scritto:
ultimamente mi pare fuori come un balcone,non e' che prima .......regolarizzarsi anche solo per l'eredita o per la reversibilita' della pensione mi sembra na cosa logica , ma vasco e' mai stato logico??
Non mi pare tanto logico:
Sarebbe a dire che chi è sposato è regolare, mentre chi convive no? Mi pare un po assolutista come concetto...
Altro che se è logico: un po' come tra chi stipula un regolare contratto di affitto e chi affitta in nero.
Oppure dici che si può fare l'affitto di fatto?

(non mi riferisco all'aspetto fiscale, ma ai doveri ed ai diritti del proprietario e del conduttore)

Non ti seguo: vorresti dire che convivere equivale ad un affitto in nero, mentre il matrimonio ad uno regolare? :shock:
Spero di aver capito male...
 
hewie ha scritto:
Credo che nessun convivente voglia un "mini matrimonio", altrimenti si sposerebbe...
Credo che le questioni siano più legate alle eredità et simila...
cerchiamo di capirci
la convivenza è una cosa molto chiara
i diritti e gli obblighi patrimoniali pure
per i secondi ci vuole un contratto "solenne"
facciamo un mezzo contratto con mezzi diritti?

ripeto, quin non c'entra in alcun modo l'impostazione culturale e/o religiosa
ma solo ed esclusivamente la perimetrazione degli obblighi e dei diritti.

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza fa sorgere i diritti e gli obblighi di cui si parla, allora è un contratto di matrimonio sotto altro nome, e va formalizzato in un detreminato modo (proprio per gli effetti cogenti verso i terzi, ancorché non consenzienti)

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza fa sorgere "un po' di diritti" ma non tutti, è un mezzo matrimonio

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza non fa sorgere alcun diritto, allora rimane una convivenza
 
Mauro 65 ha scritto:
hewie ha scritto:
Credo che nessun convivente voglia un "mini matrimonio", altrimenti si sposerebbe...
Credo che le questioni siano più legate alle eredità et simila...
cerchiamo di capirci
la convivenza è una cosa molto chiara
i diritti e gli obblighi patrimoniali pure
per i secondi ci vuole un contratto "solenne"
facciamo un mezzo contratto con mezzi diritti?

ripeto, quin non c'entra in alcun modo l'impostazione culturale e/o religiosa
ma solo ed esclusivamente la perimetrazione degli obblighi e dei diritti.

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza fa sorgere i diritti e gli obblighi di cui si parla, allora è un contratto di matrimonio sotto altro nome, e va formalizzato in un detreminato modo (proprio per gli effetti cogenti verso i terzi, ancorché non consenzienti)

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza fa sorgere "un po' di diritti" ma non tutti, è un mezzo matrimonio

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza non fa sorgere alcun diritto, allora rimane una convivenza
5 stelle per aver espresso in maniera esemplare quello che intendevo dire :thumbup:
 
hewie ha scritto:
Non ti seguo: vorresti dire che convivere equivale ad un affitto in nero, mentre il matrimonio ad uno regolare? :shock:
Spero di aver capito male...
Hai capito benissimo.
Sempre esemplificando, se io proprietario registro il contrato di affitto, posso esercitare dei diritti sull'inquilino (oltre ad avere degli obblighi), altrimenti sono nelle sue mani. Se proprietario e conduttore vanno d'amore e d'accordo, non c'è nessun problema, altrimenti sono volatili per diabetici.

Forse avevi inteso che volessi stigmatizzare la convivenza come un affitto a nero, nel senso negativo, ma avevo precisato che non era in discussione l'aspetto fiscale. Per quanto mi riguarda, non valuto e non mi permetterei mai di valutare "moralmente" la scelta di chi convive rispetto a chi stipula contratto di matrimonio. Nota che non uso il termine "sposarsi", che afferisce più alla sfera dell'impostazione culturale di ciascuno, ma solo quella asettica sulla stipula di un contratto (che poi sarebbem, sempre sotto il profilo guiridico, "il" contrato per eccellenza ... )
 
Mauro 65 ha scritto:
hewie ha scritto:
Credo che nessun convivente voglia un "mini matrimonio", altrimenti si sposerebbe...
Credo che le questioni siano più legate alle eredità et simila...
cerchiamo di capirci
la convivenza è una cosa molto chiara
i diritti e gli obblighi patrimoniali pure
per i secondi ci vuole un contratto "solenne"
facciamo un mezzo contratto con mezzi diritti?

ripeto, quin non c'entra in alcun modo l'impostazione culturale e/o religiosa
ma solo ed esclusivamente la perimetrazione degli obblighi e dei diritti.

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza fa sorgere i diritti e gli obblighi di cui si parla, allora è un contratto di matrimonio sotto altro nome, e va formalizzato in un detreminato modo (proprio per gli effetti cogenti verso i terzi, ancorché non consenzienti)

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza fa sorgere "un po' di diritti" ma non tutti, è un mezzo matrimonio

se si decide che la registrazione anagrafica di una convivenza non fa sorgere alcun diritto, allora rimane una convivenza

Partiamo da un presupposto.
Il matrimonio, di fatto, è un contratto...già, ma anomalo:
I contratti, di solito, si fanno in due e prevedono degli obblighi.
Il matrimonio, si fa in due, ma il divorzio lo può fare il singolo e con le nuove leggi (non c'è più l'abbandono del tetto coniugale, il tradimento non è necessariamente motivo di addebito ecc..ecc...) è diventato semplicissimo e senza "risarcimenti" per la parte lesa.
Essendo il matrimonio stesso un contratto "particolare", non vedo perchè non ce ne possano essere altri nella libertà di scelta di ogni individuo...
 
Mauro 65 ha scritto:
hewie ha scritto:
Non ti seguo: vorresti dire che convivere equivale ad un affitto in nero, mentre il matrimonio ad uno regolare? :shock:
Spero di aver capito male...
Hai capito benissimo.
Sempre esemplificando, se io proprietario registro il contrato di affitto, posso esercitare dei diritti sull'inquilino (oltre ad avere degli obblighi), altrimenti sono nelle sue mani. Se proprietario e conduttore vanno d'amore e d'accordo, non c'è nessun problema, altrimenti sono volatili per diabetici.

Forse avevi inteso che volessi stigmatizzare la convivenza come un affitto a nero, nel senso negativo, ma avevo precisato che non era in discussione l'aspetto fiscale. Per quanto mi riguarda, non valuto e non mi permetterei mai di valutare "moralmente" la scelta di chi convive rispetto a chi stipula contratto di matrimonio. Nota che non uso il termine "sposarsi", che afferisce più alla sfera dell'impostazione culturale di ciascuno, ma solo quella asettica sulla stipula di un contratto (che poi sarebbem, sempre sotto il profilo guiridico, "il" contrato per eccellenza ... )

Su questo aspetto, ti seguo e posso anche condividere.
Il problema, come sai, è che nella nostra società è molto difficile, se non improbabile, scindere l'aspetto giuridico da quello culturale (nel caso del matrimonio), con tutte le complicazioni che ne seguono dal punto di vista sociale.
 
hewie ha scritto:
Partiamo da un presupposto.
Il matrimonio, di fatto, è un contratto...già, ma anomalo:
I contratti, di solito, si fanno in due e prevedono degli obblighi.
Il matrimonio, si fa in due, ma il divorzio lo può fare il singolo e con le nuove leggi (non c'è più l'abbandono del tetto coniugale, il tradimento non è necessariamente motivo di addebito ecc..ecc...) è diventato semplicissimo e senza "risarcimenti" per la parte lesa.
temo che tu sia poco informato
tutti i contratti possono essere rescissi unilateralmente
non esiste l'obbligo fisico di eescuzione contrattuale
ci sono i risarcimenti, gli indennizzi e le penali
e se pensi che sia semplicissimo divorziare, prego accomodarsi in una qualsiasi cancelleria ...

Essendo il matrimonio stesso un contratto "particolare", non vedo perchè non ce ne possano essere altri nella libertà di scelta di ogni individuo...
la particolarità del contratto matrimonaile è che fa sorgere diritti-doveri anche in capo a terzi anche se non consenzienti
esempio i diritti e gli obblighi successori (ma non solo)
se tu vuoi predisporre un contratto di convivenza che non preveda tali diritti-obblighi, o solo alcuni di essi, ottieni appunto il mini-matrimonio o mezzo-matrimonio
che poi si decida di chiamarlo patto di convivenza piuttosto che convivenza rafforzata, sempre un contratto è e sempre davanti all'ufficiale di stato civile devi andare a firmare
 
hewie ha scritto:
Dipende:
Se se fai testamento a favore di una persona che non è ne tua moglie ne tua parente, può essere ritenuto nullo qualora gli eredi legittimi facessero causa (ex moglie con prole, fratelli, sorelle ecc..ecc...).

ALT!

l'ex moglie non è più "nessuno" e non ha nessun diritto;
i fratelli / sorelle nemmeno.

possono agire, non per la nullità ma solo per la riduzione della quota, gli eventuali figli (o i genitori, se ci sono ancora).
i quali figli hanno comunque diritto ad una quota di riserva anche in caso di nuovo matrimonio
se il figlio è uno: metà se non c'è coniuge; 1/3 se c'è coniuge (differenza di 1/6 sul totale, la puoi superare con una buona polizza assicurativa)
se i figli sono più: 2/3 se non c'è coniuge, metà se c'è. (ancora differenza di 1/6).

,
 
hewie ha scritto:
Il problema, come sai, è che nella nostra società è molto difficile, se non improbabile, scindere l'aspetto giuridico da quello culturale (nel caso del matrimonio), con tutte le complicazioni che ne seguono dal punto di vista sociale.
Assolutamente no
in tutte le società ci sono le azioni di lobby da parte degli uni o degli altri, e tutto diventa "ad impatto sociale" nel tentativo di favorire o ostacolare un progetto di legge. L'Italia non è diversa in questo dagli altri paesi
 
Mauro 65 ha scritto:
hewie ha scritto:
Partiamo da un presupposto.
Il matrimonio, di fatto, è un contratto...già, ma anomalo:
I contratti, di solito, si fanno in due e prevedono degli obblighi.
Il matrimonio, si fa in due, ma il divorzio lo può fare il singolo e con le nuove leggi (non c'è più l'abbandono del tetto coniugale, il tradimento non è necessariamente motivo di addebito ecc..ecc...) è diventato semplicissimo e senza "risarcimenti" per la parte lesa.
temo che tu sia poco informato
tutti i contratti possono essere rescissi unilateralmente
non esiste l'obbligo fisico di eescuzione contrattuale
ci sono i risarcimenti, gli indennizzi e le penali
e se pensi che sia semplicissimo divorziare, prego accomodarsi in una qualsiasi cancelleria ...

Essendo il matrimonio stesso un contratto "particolare", non vedo perchè non ce ne possano essere altri nella libertà di scelta di ogni individuo...
la particolarità del contratto matrimonaile è che fa sorgere diritti-doveri anche in capo a terzi anche se non consenzienti
esempio i diritti e gli obblighi successori (ma non solo)
se tu vuoi predisporre un contratto di convivenza che non preveda tali diritti-obblighi, o solo alcuni di essi, ottieni appunto il mini-matrimonio o mezzo-matrimonio
che poi si decida di chiamarlo patto di convivenza piuttosto che convivenza rafforzata, sempre un contratto è e sempre davanti all'ufficiale di stato civile devi andare a firmare

Guarda, non sono un legale e, quindi, non oso contraddirti, però so di per certo che divorziare, a oggi, non è facile, è facilissimo!
Parlo per esperienza... ;)
 
e ti lamenti anche di questo(divorziare e' facilissimo)
sono convinto che se non c'e piu' rimedio e' bene separarsi senza rancor
e sperare di rifarsi una vita con un'altra persona.
Nel lontano 1977 mi sono sposato nel 1980 la separazoione consensuale, ho dovuto aspettare altri quattro anni per divorziare, nel frattempo ho conosciuto un altra persona con qui ho avuto un figlio che soffriva per la situazione di convivenza . in comune ci hanno messo sullo stesso stato di famiglia praticamente una coppia di fatto, solo doveri e nessun diritto.
dopo quattro anni il secondo figlio,inserito anche lui nello stesso stato di "famiglia" all'anagrafe io risultavo celibe e la mia compagna nubile praticamente una famiglia di fatto.
Bhe per farla breve l'anno 2010 22 luglio ci siamo sposati senza fare tanto casino i nostri figli come testimoni e pochissimi intimi portati al Carlo Magno(Antonio conosci?)a pranzo.
Cosa e cambiato? che adesso abbiamo anche i diritti.
mi spiego , se prima tiravo quoia la mia compagna di pensione di reversibilita non beccava un centesimo (ho pagato contributi per 44anni)e continuo a pagarli pur essendo pensionato!
e io se mancava lei non avrei beccato un becco di quattrino, perche' lasciare cio' che ci spetta nelle mani di persone che non merita nulla ?
vasco sposati e non rompere i maroni!!!!
e falla finita na volta per tutte di farti pubblicita' gratuita
 
FAUST50 ha scritto:
e ti lamenti anche di questo(divorziare e' facilissimo)

No, assolutamente: stavo rispondendo a chi diceva il contrario...
Io, in realtà (perchè mi sa che non si è capito), non ho nulla contro il matrimonio, e nulla contro le coppie di fatto (una volta ero sposato, ora convivo): ognuno è libero di scegliere.
Quello che sostengo è che se hanno modificato molte regole per rendere facile il divorzio (abbandono tetto coniugale, tradimento ecc...ecc...), non vedo perchè non ci deve essere, allo stesso modo, un apertura alle coppie di fatto! Tanto, ormai la gente si sposa e ha libertà di separarsi in un batter d'occhio, tanto vale...
 
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