Bombazza95 ha scritto:
Però trattandosi di una macchina stock non credo che ci siano particolari accorgimenti tecnici...scegliendo gli pneumatici più stretti ad esempio, si tratta comunque di una Insigna quindi la misura più piccola disponibile sarà 205 al massimo, più probabilmente 215. Anche la pressione e il peso credo siano relativi, a meno che non usi il trucchetto di dire che la macchina è stock perché non ha aggiunto niente, quando però ha tolto qualcosa (panchetta posteriore+ sedile passeggero, magari anche il condizionatore)
Possibile che a velocità costante "picchietti" l'acceleratore sfruttando il cutoff per qualche frazione di secondo che, moltiplicata per i 2000 km, magari diventa una mezz'ora di consumo 0?
Di solito c'è un certo ritardo nel cut off, per cui picchettare l'acceleratore credo sia controproducente.
L'articolo parla di auto "di serie", ma non è chiaro cosa voglia significare, se automobile senza modifiche meccaniche o aerodinamiche specificamente eseguite per raggiungere questo record, o automobile alla quale non sia stata apportata la benchè minima modifica. La pressione di sovralimentazione può essere variata "via software" e questo, senza altre modifiche, si traduce in un lieve aumento del rendimento pur senza alterare i tempi di iniezione. E d'altra parte, non pare che il risultato sia stato "omologato" in qualche modo
Opel stessa, su molto modelli, riporta sul manuale diverse pressioni di gonfiaggio degli pneumatici tra le quali una definta "Eco". Andando al di là di questa (senza esagerare

), potresti avere un ulteriore vantaggio in termini di riduzone dell'attrito volvente, con una lieve riduzione della tenuta (che per lui non credo proprio avesse importanza).
Il peso è assolutamente fonadamentale per questo tipo di performance. Ogni volti che devi accelerare la massa, è lì che consumi. Per mantenere la velocità devi solo vincere la resistenza dell'aria. E' il motivo per il quale i consumi urbani sono sempre i più elevati, eccetto che quando non vai a velocità ben superiori a quella codice. La resistenza dell'aria aumenta con il quadrato della velocità, per cui a basse velocità incide poco; nelle accelerazioni, invece, anche minime, i consumi si impennano. E lo stesso vale per mantenere la velocità in salita. In questi casi conviene sfruttare l'abbrivio della discesa precedente (avendo studiato il percorso) e aumentare leggermente la pressione sul pedale all'inizio della salita per perdere velocità il meno possibile. Ma anche così è facile giungere alla sommità delle grandi salita utostradali a velocità più basse di 60 km/h.
L'aspetto speculare è costituito dal frenare il meno possibile: ogni volta che deceleri stai trasformando in calore quell'energia cinetica che dovrai riacquistare ria ccelerando. In città pertanto una delle tattiche è quella di "prevedere" i semafori, mettere in folle molto prima, turarsi le orecchie per non sentire gli improperi di quelli che seguono, rallentare innestando la marcia e toccare il freno solo se indispensabile.
Ripeto. è da suicidio. L'ultima volta che feci un giochetto del genere (circa due anni fa) stiedi, in autostrada, dietro ad un'"APE Poker" carica di verdure forse per quindici chilometri...