<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ciclone Harry in Sicilia - Un disastro senza precedenti | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

Ciclone Harry in Sicilia - Un disastro senza precedenti

D'estate ci sono (c'erano) molte file di ombrelloni davanti al ristorante ed altro spazio tra la prima fila ed il mare. Da quel che ricordo 100 metri
ok.
Google Maps dice 25 metri.
Il discorso da fare su come dovrebbe essere gestita la costa e tutte le altre zone "sensibili" e' ovviamente
complesso e non possiamo certo noi senza competenze al riguardo risolverlo.
Mi sto' riferendo ai post precedenti adesso.
Chi studia la materia , geologi , intervistato dice sempre le stesse cose.
L'Italia ha tantissime emergenze su cui dover intervenire dal nord al sud.
Non e' che il sud e' cattivo e il nord buono.
Ricordo tante volte intervistato in radio Mario Tozzi che parlava anche dei famosi fenomeni di scivolamento.
E il discorso alla fine era sempre lo stesso , l'uomo non ha memoria spesso degli eventi "eccezionali" precedenti
e continua a costruire negli stessi posti. Questo si puo' dire. Il caso sopra della frana e' evidente.
Ci hanno costruito ad oltranza e non era certo nuovo come problema.
A questo punto il ditone lo punto verso le amministrazioni locali che negli ultimi 50 anni non hanno saputo pianificare la costruzione ben sapendo a che rischi andavano incontro.
Oggi , come scritto sopra, e' veramente complicato anche andare a spostarle quelle costruzioni.
Ma qualcosa si dovra' fare.
Le strade sono due , si programma oggi per domani rimettendo tutto come prima oppure si fa un piano serio di lungo termine. Ma la seconda soluzione non porta voti temo che non la vedremo mai accadere.
 
ok.
Google Maps dice 25 metri.
Il discorso da fare su come dovrebbe essere gestita la costa e tutte le altre zone "sensibili" e' ovviamente
complesso e non possiamo certo noi senza competenze al riguardo risolverlo.
Mi sto' riferendo ai post precedenti adesso.
Chi studia la materia , geologi , intervistato dice sempre le stesse cose.
L'Italia ha tantissime emergenze su cui dover intervenire dal nord al sud.
Non e' che il sud e' cattivo e il nord buono.
Ricordo tante volte intervistato in radio Mario Tozzi che parlava anche dei famosi fenomeni di scivolamento.
E il discorso alla fine era sempre lo stesso , l'uomo non ha memoria spesso degli eventi "eccezionali" precedenti
e continua a costruire negli stessi posti. Questo si puo' dire. Il caso sopra della frana e' evidente.
Ci hanno costruito ad oltranza e non era certo nuovo come problema.
A questo punto il ditone lo punto verso le amministrazioni locali che negli ultimi 50 anni non hanno saputo pianificare la costruzione ben sapendo a che rischi andavano incontro.
Oggi , come scritto sopra, e' veramente complicato anche andare a spostarle quelle costruzioni.
Ma qualcosa si dovra' fare.
Le strade sono due , si programma oggi per domani rimettendo tutto come prima oppure si fa un piano serio di lungo termine. Ma la seconda soluzione non porta voti temo che non la vedremo mai accadere.
programmare oggi per domani vuol dire zero voti
 
Quindi la colpa è di noi elettori...
di più quando non andiamo a votare, e quando ci andiamo per votare l'amico o il parente o l'assessore che ci ha fatto il favore eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee e non è che in Svizzera la cosa sia andata tanto diversamente (cito la svizzera solo perchè è storia recentissima che abbiamo ancora in memoria)
 
A tutti quelli che puntano il dito faccio una domanda, dove abitate? La casa l'avete costruita voi o l'avete comprata già esistente? E lo sapete in che condizione è la geologia di dove abitate? Siete disposti a trasferirvi in un posto teoricamente sicuro ma disabitato e a 3 ore dalla città? O lontano dai servizi primari come ospedali e quant'altro?
Rispondo per me: Io abito dove sono nato, lì sono cresciuto e lì ho la mia famiglia e i miei parenti, lì ho il lavoro, lì ho tutto, lì passano delle faglie, lì ci sono i terremoti, lì ho il mare dell'uragano Herry a 2 minuti e l'Etna ad altri 2 minuti (praticamente sto al centro) e ci dobbiamo preoccupare non solo delle mareggiate ma anche delle colate laviche, degli sciami sismici, delle bombe d'acqua che trasformano le strade cittadine in torrenti in piena...ma dove andiamo?...........Non esiste un luogo sicuro..............,

Io non ho puntato il dito e generalmente non lo punto mai, comunque rispondo per me.

La casa dove abito (a Viagrande-CT, 450 metri s.m.), l'aveva comprata mia madre, vendendo un appartamento che aveva a Catania, in via Lago di Nicito (tu sai di cosa parlo). La comprò come investimento (prima di andarci ad abitare io con Pinuccia era affittata e già prima della scomparsa di mia madre è diventata mia), ed è in un luogo abbastanza "sicuro", costruita sostanzialmente su pietra lavica consolidata, lontano da fiumi, laghi e mari, e in caso di pioggia, essendo anche in una traversa, e non su una via importante, non è mai entrata acqua nemmeno nel garage.

Ovviamente, come dici tu, nessun posto è del tutto sicuro: in caso di fortissimo terremoto (a uno magnitudo 5, nel 2018, ha resistito benissimo) o eruzione super-vulcanica (il vulcano non è lontano...) addio e buonanotte ai suonatori.
 
Ultima modifica:
Tal Giovanni Cirasa scrive su Niscemi

NISCEMI: LA STESSA TERRA CHE SI MUOVE DA 235 ANNI
Nel marzo del 1790 Niscemi fu colpita da un evento che oggi definiremmo crisi geologica profonda:
il terreno si apriva e si richiudeva, le falde scomparvero, si udirono boati sotterranei, si sprigionarono fumi solforosi e dal suolo emersero coni di fango. L’aria era irrespirabile, il calore anomalo.
Un notaio fu chiamato a registrare l’accaduto perché la popolazione temeva di non sopravvivere.
Quello che allora fu chiamato “casma” era in realtà un collasso del sottosuolo legato a gas, falde e strati gessosi instabili.
Oggi, 235 anni dopo, Niscemi rivive lo stesso schema.
La frana di questi giorni non è un episodio isolato, né una fatalità: è la riattivazione dello stesso sistema fragile.
La città poggia su terreni argillosi, gessosi e fratturati, attraversati da acqua e gas profondi.
Quando cambia la pressione – per piogge intense, scavi, urbanizzazione o captazioni idriche – il sottosuolo cede.
Stesso territorio. Stessa dinamica. Stesso pericolo.
Nel 1790 il suolo si spezzò.
Nel 1997 si riattivarono le fratture.
Nel 2026 la terra torna a muoversi.
La differenza non è nel fenomeno, ma nel modo in cui viene raccontato:
ieri si scriveva per “memoria futura”, oggi si parla di “evento eccezionale”.
Ma non lo è.
Niscemi è un territorio geologicamente attivo.
Finché non verrà riconosciuto e messo in sicurezza a livello profondo, ogni frana sarà solo l’anticamera della prossima.
 
ok.
Google Maps dice 25 metri.
Il discorso da fare su come dovrebbe essere gestita la costa e tutte le altre zone "sensibili" e' ovviamente
complesso e non possiamo certo noi senza competenze al riguardo risolverlo.
Mi sto' riferendo ai post precedenti adesso.
Chi studia la materia , geologi , intervistato dice sempre le stesse cose.
L'Italia ha tantissime emergenze su cui dover intervenire dal nord al sud.
Non e' che il sud e' cattivo e il nord buono.
Ricordo tante volte intervistato in radio Mario Tozzi che parlava anche dei famosi fenomeni di scivolamento.
E il discorso alla fine era sempre lo stesso , l'uomo non ha memoria spesso degli eventi "eccezionali" precedenti
e continua a costruire negli stessi posti. Questo si puo' dire. Il caso sopra della frana e' evidente.
Ci hanno costruito ad oltranza e non era certo nuovo come problema.
A questo punto il ditone lo punto verso le amministrazioni locali che negli ultimi 50 anni non hanno saputo pianificare la costruzione ben sapendo a che rischi andavano incontro.
Oggi , come scritto sopra, e' veramente complicato anche andare a spostarle quelle costruzioni.
Ma qualcosa si dovra' fare.
Le strade sono due , si programma oggi per domani rimettendo tutto come prima oppure si fa un piano serio di lungo termine. Ma la seconda soluzione non porta voti temo che non la vedremo mai accadere.
posso solo dire...abbiamo sicuramente conoscenze mai avute prima

da un parte c'e' chi parla "bene" e Tozzi e' uno di questi... ma poi sulla carta o televisione e' un conto...

chi "opera" ovvero "ci vive e suda per lavorare nei territori" e' completamente diversa la versione e visione....

tenendo presente che proprio "fisicamente" sono sempre piu' difficile da fare....
non ci puoi mandare il 50enne 60enne 70enne che ancora deve andare in pensione a pensare e fare certe opere sul campo...
 
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