<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> "Ci pagheranno la pensione" | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

"Ci pagheranno la pensione"

chissà se qualcuno ha letto quello che ha scritto Boeri....

Presente. Il mio appunto era relativo a questo:

“In Italia – spiega - gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi. Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni: gli immigrati di oggi faranno parte dei pensionati di domani. Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono poi in pensioni”.​

La parte in rosso mi sembra di un'ovvietà che Catalano di "Quelli della notte" gli fa una pippa. Per i motivi che ho detto: anch'io verso migliaia di euro, e se non schiatto prima, ne rivedrò una parte quando avrò il pannolone.
 
Presente. Il mio appunto era relativo a questo:

“In Italia – spiega - gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi. Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni: gli immigrati di oggi faranno parte dei pensionati di domani. Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono poi in pensioni”.​

La parte in rosso mi sembra di un'ovvietà che Catalano di "Quelli della notte" gli fa una pippa. Per i motivi che ho detto: anch'io verso migliaia di euro, e se non schiatto prima, ne rivedrò una parte quando avrò il pannolone.

estrapolare un pezzo di quanto dice Boeri è scorretto.....
 
estrapolare un pezzo di quanto dice Boeri è scorretto.....

Non ho estrapolato, ho preso una frase compiuta che - secondo me - esprime un messaggio non errato, ma incompleto e che il resto del discorso, che peraltro non contesto, non contribuisce a chiarire.
Dice subito dopo:

“Abbiamo calcolato che sin qui gli immigrati ci abbiano “regalato” circa un punto di pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state loro erogate delle pensioni.​

Cosa ci avrebbero "regalato" più di tutti gli altri lavoratori nella stessa situazione contributiva? L'affermazione di Boeri vale nella misura in cui i lavoratori stranieri tolgano il disturbo prima di riavere indietro i loro contributi, ipotesi verosimile ma non necessariamente verificata.
 
Ultima modifica:
Non ho estrapolato, ho preso una frase compiuta che - secondo me - esprime un messaggio non errato, ma incompleto e che il resto del discorso, che peraltro non contesto, non contribuisce a chiarire.

il discorso è chiarissimo....invece questa è una frase importante che molti fan finta di non vedere:

"Sono ben altre le categorie, non certo gli immigrati, che ricevono più di quanto versano nel nostro sistema"

Pensa che nel passato sono state regalate pensioni a molti che non avevano pagato una lira, tra cui anche gli agricoltori.

Mi sono scordato di dire due cose:
gli irregolari non contribuiscono e non pesano sui bilanci dell'Inps
i fenomeni di sfruttamento del lavoro fanno comodo ad alcune categorie di datori di lavoro, in primis l'edilizia e l'agricoltura (con forte odore di mafia e assimilate), basta leggere notizie di cronaca recentissime
 
Ultima modifica:
il discorso è chiarissimo....invece questa è una frase importante che molti fan finta di non vedere:

"Sono ben altre le categorie, non certo gli immigrati, che ricevono più di quanto versano nel nostro sistema"

Pensa che nel passato sono state regalate pensioni a molti che non avevano pagato una lira, tra cui anche gli agricoltori

Vero, ma non contraddice quello che ho detto io. Che poi, ci siano fior di parassiti a carico dell'INPS, a partire dai politici, non lo scopriamo certo adesso.
 
Vero, ma non contraddice quello che ho detto io. Che poi, ci siano fior di parassiti a carico dell'INPS, a partire dai politici, non lo scopriamo certo adesso.
questa è più completa (poi uno ovviamente estrapola quello che gli fa comodo). Boeri dice:
"In Italia gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi. Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni: gli immigrati di oggi faranno parte dei
pensionati di domani. Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono poi in pensioni. Abbiamo calcolato che sin qui gli immigrati ci abbiano “regalato” circa un punto di pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state loro erogate delle pensioni. E ogni anno questi contributi a fondo perduto degli immigrati, valgono circa 300 milioni."

Poi magari uno ha il retropensiero che un immigrato dovrebbe lavorare, pagare i contributi e non avere pensione....come se fosse di una razza inferiore. O no?? Tra l'altro essendo oggi un sistema contributivo per tutti non vedo proprio dove stia il problema.
Giusto perché lo sappiate, se lavorate in un paese europeo i vostri contributi non vanno persi, ammesso che i paesi abbiano un accordo pensionistico (l'Italia ce l'ha con tutti i paesi UE e la Svizzera, e altri)
 
Ultima modifica:
Se alla fine parliamo di 300 milioni....
Mi pare che nel tro..io generale, contino non piu' della famosa fragola all' orso
 
Ultima modifica:
Poi magari uno ha il retropensiero che un immigrato dovrebbe lavorare, pagare i contributi e non avere pensione....come se fosse di una razza inferiore. O no??
Assolutamente no, questa è una tua illazione, se permetti. Io ho solo evidenziato che, correggimi dove sbaglio, dal momento che il grosso dei lavoratori stranieri non ha, verosimilmente, ancora maturato trenta o quarant'anni di contribuzione, mi sembra semplicemente ovvio che stiano versando più di quanto ricevono, ma questo vale per tutti i lavoratori attivi.
 
Assolutamente no, questa è una tua illazione, se permetti. Io ho solo evidenziato che, correggimi dove sbaglio, dal momento che il grosso dei lavoratori stranieri non ha, verosimilmente, ancora maturato trenta o quarant'anni di contribuzione, mi sembra semplicemente ovvio che stiano versando più di quanto ricevono, ma questo vale per tutti i lavoratori attivi.

infatti, e sono esattamente nella mia e nella tua posizione contributiva.
Con una differenza, che una parte (e sono tanti) perde quei contributi perché magari si sposta in un altro paese europeo o torna a casa e tra Italia e il suo paese d'origine non c'è accordo (ed è il motivo per cui i milioni di nostri emigrati attuali controllano se c'è accordo con il paese dove emigrano)....Non è vero che ad esempio gli italiani versano di più di quanto ricevono, oggi è esattamente il contrario, fintanto che non sarà a regime pieno il sistema contributivo (oggi la maggior parte dei pensionati, e sono quasi tutti italiani, sono con il regime retributivo).
 
Il problema posto è molto interessante e vi propongo quello che ho letto e capito io. Anzitutto, è assolutamente vero che l'immigrazione (quella regolare, beninteso) è un fenomeno positivo per la nostra economia ben più di quanto si pensi.

Primo aspetto. La popolazione italiana è ormai in calo costante, i dati dei giorni scorsi hanno confermato l'ulteriore record negativo delle nascite. Una popolazione giorno dopo giorno più vecchia, visto che abbiamo sempre meno bambini e sempre più ultrasettantenni. Quali le conseguenze? In primo luogo, il rapporto tra popolazione attiva (quelli che lavorano, creano Pil e pagano contributi) e popolazione passiva (quelli che ricevono) tende a decrescere, quindi sono sempre meno i lavoratori che devono farsi carico di un numero sempre maggiore di anziani. Insomma, senza giovani in età da lavoro non ci può essere crescita economica: l'immigrazione ci consente di restare a galla ancora per poco, ma se il trend prosegue il declino sarà inevitabile. Gli immigrati che hanno un lavoro regolare, quindi, contribuiscono a produrre ricchezza e pagano contributi pensionistici.

Secondo aspetto: le pensioni. Il sistema pensionistico è a ripartizione, cioè i lavoratori di oggi, con i loro contributi, versano allo Stato i soldi necessari per pagare le pensioni dei lavoratori di ieri. Ora, se il numero dei pensionati è in continuo aumento e il numero dei giovani (e quindi dei lavoratori) in continua riduzione, avremo una spesa pensionistica crescente e una contribuzione da parte dei lavoratori in decrescita. Siccome in Italia si fanno pochi figli, come d'altra parte accade un po' dappertutto, bisogna compensare con l'immigrazione.

In conclusione. L'immigrazione regolare fornisce al nostro Paese un gran numero di giovani lavoratori che paga tasse e contributi con cui il nostro Pil cresce e l'Inps paga le pensioni. Ovviamente, gli immigrati hanno anche un costo, derivante dai servizi offerti loro (scuola, sanità, etc.). Essendo gli immigrati per lo più giovani, essi contribuiscono in misura maggiore rispetto a quanto lo Stato dia loro: lavorano, pagano le tasse e i contributi, sono meno esposti a problemi sanitari (in quanto giovani), non ricevono pensioni. Se aggiungiamo il fatto che molti di questi, un domani, torneranno nel Paese di origine, ecco che avranno pagato tasse e contributi per molti anni ma non graveranno sulla spesa pubblica sul versante sanitario e previdenziale.

Ovviamente, sono analisi generali e come tali vanno lette
 
Il problema posto è molto interessante e vi propongo quello che ho letto e capito io. Anzitutto, è assolutamente vero che l'immigrazione (quella regolare, beninteso) è un fenomeno positivo per la nostra economia ben più di quanto si pensi.

Primo aspetto. La popolazione italiana è ormai in calo costante, i dati dei giorni scorsi hanno confermato l'ulteriore record negativo delle nascite. Una popolazione giorno dopo giorno più vecchia, visto che abbiamo sempre meno bambini e sempre più ultrasettantenni. Quali le conseguenze? In primo luogo, il rapporto tra popolazione attiva (quelli che lavorano, creano Pil e pagano contributi) e popolazione passiva (quelli che ricevono) tende a decrescere, quindi sono sempre meno i lavoratori che devono farsi carico di un numero sempre maggiore di anziani. Insomma, senza giovani in età da lavoro non ci può essere crescita economica: l'immigrazione ci consente di restare a galla ancora per poco, ma se il trend prosegue il declino sarà inevitabile. Gli immigrati che hanno un lavoro regolare, quindi, contribuiscono a produrre ricchezza e pagano contributi pensionistici.

Secondo aspetto: le pensioni. Il sistema pensionistico è a ripartizione, cioè i lavoratori di oggi, con i loro contributi, versano allo Stato i soldi necessari per pagare le pensioni dei lavoratori di ieri. Ora, se il numero dei pensionati è in continuo aumento e il numero dei giovani (e quindi dei lavoratori) in continua riduzione, avremo una spesa pensionistica crescente e una contribuzione da parte dei lavoratori in decrescita. Siccome in Italia si fanno pochi figli, come d'altra parte accade un po' dappertutto, bisogna compensare con l'immigrazione.

In conclusione. L'immigrazione regolare fornisce al nostro Paese un gran numero di giovani lavoratori che paga tasse e contributi con cui il nostro Pil cresce e l'Inps paga le pensioni. Ovviamente, gli immigrati hanno anche un costo, derivante dai servizi offerti loro (scuola, sanità, etc.). Essendo gli immigrati per lo più giovani, essi contribuiscono in misura maggiore rispetto a quanto lo Stato dia loro: lavorano, pagano le tasse e i contributi, sono meno esposti a problemi sanitari (in quanto giovani), non ricevono pensioni. Se aggiungiamo il fatto che molti di questi, un domani, torneranno nel Paese di origine, ecco che avranno pagato tasse e contributi per molti anni ma non graveranno sulla spesa pubblica sul versante sanitario e previdenziale.

Ovviamente, sono analisi generali e come tali vanno lette

ti correggo solo una piccola inesattezza: in molti prenderanno (giustamente) una pensione a carico dell'Inps anche nel loro paese
 
Back
Alto