<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Chi è Isacco Buondenaro? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Chi è Isacco Buondenaro?

belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
io venderei la casa solo per investire o per emergenza
o per pagare i debiti.
soprattutto quando l'esposizione crea una emergenza.

ovviamente, è cosa saggia se paghi i debiti e contemporaneamente smetti di andare in vacanza a montecarlo con lo yacht.
certo, mi spiego meglio, vendere un ambito di un servizio sociale

e quale sarebbe il servizio sociale che qualcuno pagherebbe per comprare?
per esempio le poste e la rai che volenti o nolenti certi servizi pubblici in perdita devono fornirli, cosa che non rientra nella logica del profitto, evento già sperimentato nella vendita nella mia città delle farmacie comunali in attivo, nella privatizzazione di scuola e sanità e nell' appaltare servizi ad esse collegati.

andiamo (e non lo dico io ma illustri economisti della destra liberista che non cito per non scatenare inutili vespai) verso una divaricazione della forbice sociale, con una società spaccata in due (torniamo al medioevo con classi non attigue e non comunicanti) e nessuna possibilità di passaggio da una all'altra, nè per meriti, nè per demeriti, e questo porat inevitabilmente al declino per la mancanza della molla del miglioramento del proprio stato sociale
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
non crederai mica che le sorti della penisola si giochino a roma? ..

non crederai mica che sia così ingenuo...... però, se chi a Roma fa finta di comandare proviene dallo stesso pollaio dei galli che decidono, è proprio la resa incondizionata :?
non stiamo perdendo una guerra e non ci stiamo arrendendo, siamo già colonie conquistate di un impero straniero
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
io venderei la casa solo per investire o per emergenza
o per pagare i debiti.
soprattutto quando l'esposizione crea una emergenza.

ovviamente, è cosa saggia se paghi i debiti e contemporaneamente smetti di andare in vacanza a montecarlo con lo yacht.
E prima che te la vendano gli altri...
 
pi_greco ha scritto:
per esempio le poste e la rai che volenti o nolenti certi servizi pubblici in perdita devono fornirli, cosa che non rientra nella logica del profitto, evento già sperimentato nella vendita nella mia città delle farmacie comunali in attivo
Poste Italiane fornisce un servizio in concorrenza, nessuno di questi servizi (sempre che tali possano essere definiti, e penso alla RAI) impedisce che sia esercitato da soggetti privati secondo regole dirette a garantire la copertura.

il compito del "pubblico" è quello di porre le regole (che siano per sé o per il privato) e farle rispettare, non quello di esercitare impresa.
del resto, se non è capace di porre e far rispettare regole, allora il servizio sarà costoso e inefficiente sia che venga esercitato da un privato che dal pubblico; come del resto lo è quello della RAI pubblica.

mi permetto dubitare che le farmacie "ex comunali" della tua città, una volta privatizzate, abbiano rifiutato di vendere determinati farmaci, oppure abbiano fatto mancare il servizio di presidio.
mentre è un dato di fatto che le farmacie comunali di Roma siano in permanente e grave dissesto, che si ripercuote sul già sofferente bilancio dell'Ente, il che è incredibile visto che in tutto il resto del Paese le farmacie private sono fonte di (cospicui) guadagni, e vendono gli stessi prodotti con le stesse regole.
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
per esempio le poste e la rai che volenti o nolenti certi servizi pubblici in perdita devono fornirli, cosa che non rientra nella logica del profitto, evento già sperimentato nella vendita nella mia città delle farmacie comunali in attivo
Poste Italiane fornisce un servizio in concorrenza, nessuno di questi servizi (sempre che tali possano essere definiti, e penso alla RAI) impedisce che sia esercitato da soggetti privati secondo regole dirette a garantire la copertura.

il compito del "pubblico" è quello di porre le regole (che siano per sé o per il privato) e farle rispettare, non quello di esercitare impresa.
del resto, se non è capace di porre e far rispettare regole, allora il servizio sarà costoso e inefficiente sia che venga esercitato da un privato che dal pubblico; come del resto lo è quello della RAI pubblica.

mi permetto dubitare che le farmacie "ex comunali" della tua città, una volta privatizzate, abbiano rifiutato di vendere determinati farmaci, oppure abbiano fatto mancare il servizio di presidio.
mentre è un dato di fatto che le farmacie comunali di Roma siano in permanente e grave dissesto, che si ripercuote sul già sofferente bilancio dell'Ente, il che è incredibile visto che in tutto il resto del Paese le farmacie private sono fonte di (cospicui) guadagni, e vendono gli stessi prodotti con le stesse regole.
chiedo venia se quoto tutto insieme ma andando per gradi:

poste italiane per essere concorrenziale ha dovuto e dovrà operare tagli ai servizi prima nei piccoli centri ed ora anche nelle periferie delle città (da me viene consegnata la corrispondenza ordinaria 2 volta al max a settimana) e una sola ne periodi di ferie e vacanze

RAI offre un servizio pubblico, anche se non è visibile come i varietà o i giochi dei pacchi, ma c'è e diffuso e capillare, basta saperlo cercare

il pubblico non deve fare impresa? non è mica vietato se porta vantaggi alla colettività, ma qui si parla di servizi e ognuno di noi sa bene che servire anche chi è economicamente debole o disagiato non è remunerativo, le regole poi si sa bene che sono dettate dai poteri forti, lobbies etcetc, poi parlare di regole in italia con una lcasse dirigente inquisita, collusa e fiancheggiante mi vengono i brividi... lasciamo perdere il discorso rai che è volutamente resa ineffciente per meglio favorire la concorrenza (e qui mi autocensuro)

le farmacie ex comunali della mia città hanno cambiato "registro", "ottimizzando" i costi e la capillarità (riducendoli) delle aperture fuori orario, e la "politica commerciale" diventando più dei minimarket che delle seriose farmacie e con minor sollecitudine a consigliare il cliente ("ex contitolare") nelle scelte più convenienti. Questa cosa importa assai poco me, ben strutturato a documentarmi e a scegliere anche di percorre qualche km in più, ma ha messo in difficoltà molti anziani soli... senza timore di smentita so che le comunali erano in attivo e si accaparravano una preponderante fetta di mercato pur non essendo presenti nelle vie centrali o strategiche

sulle funzionalità di roma e dei relativi servizi ed aziende municipali o municipalizzati ci sono tonnellate di letteratura giornalistica e giudiziaria che mi astengo dal rivangare
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
io venderei la casa solo per investire o per emergenza
o per pagare i debiti.
soprattutto quando l'esposizione crea una emergenza.

ovviamente, è cosa saggia se paghi i debiti e contemporaneamente smetti di andare in vacanza a montecarlo con lo yacht.
... fotografia perfetta della situazione ... con gli anni non fai altro che migliorare, caro Belpi!
 
Inutile curare i sintomi se non si estirpa il male. Il male è quella che viene definita '' alta finanza'' ( cartolarizzazzioni, speculazioni etc.), fare soldi con i soldi con qualsiasi mezzo lecito o al limite del lecito. Purtroppo il male si è esteso e ha invaso quasi tutto il paziente: o si opera il paziente di urgenza o il paziente muore.
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
per esempio le poste e la rai che volenti o nolenti certi servizi pubblici in perdita devono fornirli, cosa che non rientra nella logica del profitto, evento già sperimentato nella vendita nella mia città delle farmacie comunali in attivo
Poste Italiane fornisce un servizio in concorrenza, nessuno di questi servizi (sempre che tali possano essere definiti, e penso alla RAI) impedisce che sia esercitato da soggetti privati secondo regole dirette a garantire la copertura.

il compito del "pubblico" è quello di porre le regole (che siano per sé o per il privato) e farle rispettare, non quello di esercitare impresa.
del resto, se non è capace di porre e far rispettare regole, allora il servizio sarà costoso e inefficiente sia che venga esercitato da un privato che dal pubblico; come del resto lo è quello della RAI pubblica.

mi permetto dubitare che le farmacie "ex comunali" della tua città, una volta privatizzate, abbiano rifiutato di vendere determinati farmaci, oppure abbiano fatto mancare il servizio di presidio.
mentre è un dato di fatto che le farmacie comunali di Roma siano in permanente e grave dissesto, che si ripercuote sul già sofferente bilancio dell'Ente, il che è incredibile visto che in tutto il resto del Paese le farmacie private sono fonte di (cospicui) guadagni, e vendono gli stessi prodotti con le stesse regole.

Non per infierire, ma e' solo un dato oggetttivo.....
A Roma " poche cose " vanno bene.....
Mentre dalle mie parti le Farmacie pubbliche vanno discretamente.
Molte citta' le hanno vendute per fare cassa e adesso se ne pentono
Incassavano X di guadagno l' anno
hanno preso 5X in contanti dalla vendita:
risultato: al sesto anno si ritrovano un buco di bilancio
 
a_gricolo ha scritto:
Compito in classe: scoprire chi è questo personaggio, cosa fa e qual è il suo background. Dalla risposta emergerà uno dei motivi per cui stiamo per scivolare dalla padella dritti nella brace.

Cosa ha fatto stavolta il solito Giudio :D :?:
 
arizona77 ha scritto:
...
Mentre dalle mie parti le Farmacie pubbliche vanno discretamente.
Molte citta' le hanno vendute per fare cassa e adesso se ne pentono
Incassavano X di guadagno l' anno
hanno preso 5X in contanti dalla vendita:
risultato: al sesto anno si ritrovano un buco di bilancio
Beati voi, da me sono state vendute per il guadagno di un solo anno, ma a ben scavare c'è il fil rouge che collega...
 
arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Compito in classe: scoprire chi è questo personaggio, cosa fa e qual è il suo background. Dalla risposta emergerà uno dei motivi per cui stiamo per scivolare dalla padella dritti nella brace.

Cosa ha fatto stavolta il solito Giudio :D :?:

Ho per caso scritto da qualche parte che il soggetto è ebreo?
 
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Compito in classe: scoprire chi è questo personaggio, cosa fa e qual è il suo background. Dalla risposta emergerà uno dei motivi per cui stiamo per scivolare dalla padella dritti nella brace.

Cosa ha fatto stavolta il solito Giudio :D :?:

Ho per caso scritto da qualche parte che il soggetto è ebreo?

se si chiama Isacco ma e' lo stesso un gentile.....
ritiro la bassa insinuazione :D
 
arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Compito in classe: scoprire chi è questo personaggio, cosa fa e qual è il suo background. Dalla risposta emergerà uno dei motivi per cui stiamo per scivolare dalla padella dritti nella brace.

Cosa ha fatto stavolta il solito Giudio :D :?:

Ho per caso scritto da qualche parte che il soggetto è ebreo?

se si chiama Isacco ma e' lo stesso un gentile.....
ritiro la bassa insinuazione :D

Si chiama Isacco e credo che quando incontra qualcuno lo saluti, per cui non è un cafone. Quindi, se non è un cafone, è gentile......
 
hai dimenticato " un....."
Devi perdonarmi, ma essere " gentile " o " un gentile " fa una bella differenza
per darti una mano ci metto pure la g maiuscola....." un Gentile "
Adesso dovrebbe essere lampante
 
Back
Alto