<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Charlie Hebdo, ci mancava | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Charlie Hebdo, ci mancava

Alla faccia del pessimismo cosmico... Quindi siamo solo un branco di pazzi erratici? Essù...


Tu compri/segui regolarmente le loro pubblicazioni? Sei francese? Hai comunque un background culturale che ti renda affine agli autori di quel giornale e/o alla satira francese in generale? Io non credo, e per questo ti manca il "decodificatore". Mentre invece credo che i 140.000 lettori medi settimanali che comprano la rivista non ne abbiano alcun bisogno. Ora si tratta solo di accettare il fatto che il giornale è a loro che sta inviando il messaggio, non a te o a me.


Nulla vieta che lo sia anche stavolta, per carità: nessuno sta affermando che i Charlies siano infallibili e perfetti. Anzi. Ma ciò non toglie che né io né tu siamo le persone più adatte a giudicare un lavoro molto probabilmente non diretto a noi.


Non mi pare questo il caso. Un giornale vive di comunicazione: se non ha nulla da dire, chiude, non viene assaltato in armi per ridurlo al silenzio.


Questo è ciò che dicono di loro, sulla home page del loro sito (attualmente irraggiungibile, ho preso i contenuti dalla copia cache di Google):

Who is charlie Hebdo?

Charlie Hebdo is a punch in the face....

Against those who try to stop us thinking.
Against those who fear imagination.
Against those who don’t like us to laugh.

Charlie Hebdo is an angry magazine, a paper that takes the piss.
It’s a weekly with a wallop, a digest with a dream.
It’s a periodical that argues and a journal that thinks.
It’s a gazette of the grotesque – because that’s what so much of life and politics is.
It’s a rag that has nothing to lose in the afterlife for the laudably simple reason that there is no afterlife.

Charlie Hebdo has no need of God, nor any need of Wall Street. Charlie doesn’t need two cars and three cellphones to be happy.

To be happy, Charlie Hebdo draws, writes, interviews, ponders and laughs at everything on this earth which is ridiculous, giggles at all that is absurd or preposterous in life. Which is to say - very nearly everything.

Because life is so awfully short that it would be a pity to spend it whining in dismay instead of laughing it up a storm.


(per i non anglofoni:
Chi è Charlie Hebdo?

Charlie Hebdo è un pugno in faccia ....

Contro coloro che cercano di impedirci di pensare.
Contro coloro che temono l'immaginazione.
Contro coloro cui non piace che noi ridiamo.

Charlie Hebdo è una rivista arrabbiata, un documento che prende per il culo.
Si tratta di un settimanale con un pugno, un tascabile con un sogno.
Si tratta di un periodico che sostiene e un diario che pensa.
Si tratta di una gazzetta del grottesco - perché questo è quello che sono gran parte della vita e della politica.
E' un giornalaccio che non ha niente da perdere nella vita ultraterrena per la lodevolmente semplice ragione che non c'è vita dopo la morte.

Charlie Hebdo non ha bisogno di Dio, né alcun bisogno di Wall Street. Charlie non ha bisogno di due auto e tre cellulari per essere felice.

Per essere felice, Charlie Hebdo disegna, scrive, intervista, medita e ride di tutto ciò che su questa terra è ridicolo, sghignazza su tutto ciò che è assurdo o stupido nella vita. Il che vale a dire - quasi tutto.

Perché la vita è così terribilmente breve che sarebbe un peccato trascorrerla a piagnucolare sgomenti invece di ridere come pazzi.
)

e questa è la vignetta subito sotto, con lo spiegone della loro idea di satira a fumetti.

Luz-Version-Finale-2.png


ora, si può essere d'accordo oppure no, apprezzare oppure no, comprendere oppure no, ma di certo non si può dire che questi non abbiano nulla da dire e facciano solo ammuina per pagarsi vitto e alloggio alle spalle del prossimo...
Su una cosa hai ragione: non si critica cio' che non si conosce bene.
Quindi non vado oltre al replicare.
Per rispetto altrui, chiunque esso sia o faccia.
Rispetto: prima di parlare
Rispetto: prima di fare
Rispetto: prima di accusare
Rispetto: prima di difendere
Rispetto: prima di ridere
Questo ci manca a questo mondo, caro PanDemonio.
Secondo me.
 
Quindi non vado oltre al replicare.
Per rispetto altrui, chiunque esso sia o faccia.
Rispetto: prima di parlare
Rispetto: prima di fare
Rispetto: prima di accusare
Rispetto: prima di difendere
Rispetto: prima di ridere
Totalmente d'accordo.

Questo ci manca a questo mondo, caro PanDemonio.
Secondo me.
Manca a tanti, troppi. Fortunatamente, e me lo dimostri, non a tutti.

Buonanotte.
 
Vorresti gentilmente dirmi cosa intendeva realmente dire l'artista, a chi si rivolge, qual'è il bersaglio della frecciata?
Questo, in verità, è proprio quello che non ho capito, e che per quanto mi sforzi non riesco a capire. Per quanto espresso in modo forte, macabro, disgustoso, il messaggio dietro la vignetta del bambino morto con il cartellone pubblicitario dietro è molto chiaro: dietro i morti in mare ci sono interessi economici criminali. Ma qui, a meno che gli artisti in questione non conoscano cose che noi non sappiamo, il bersaglio chi sarebbe? Una montagna di neve che un bel giorno decide di seppellire un albergo, peraltro ben costruito,dato che è rimasto in piedi?
 
Questo, in verità, è proprio quello che non ho capito, e che per quanto mi sforzi non riesco a capire. Per quanto espresso in modo forte, macabro, disgustoso, il messaggio dietro la vignetta del bambino morto con il cartellone pubblicitario dietro è molto chiaro: dietro i morti in mare ci sono interessi economici criminali. Ma qui, a meno che gli artisti in questione non conoscano cose che noi non sappiamo, il bersaglio chi sarebbe? Una montagna di neve che un bel giorno decide di seppellire un albergo, peraltro ben costruito,dato che è rimasto in piedi?
Il che è quello che sto dicendo anch'io dall'inizio. Non capisco. Non capisco la battuta, non capisco il disegno, non intuisco l'oggetto della critica. L'avesse fatta un Vauro, un Altan, un Vincino, perfino un Forattini, avrei detto "mah, chissà che ha bevuto...", ma quelli sono francesi, non li conosco, non so qual'è il loro stile, la loro tradizione satirica, non ho niente in mano per decidere se sono dei fottuti geni o dei poveri mentecatti, perciò, nel dubbio, o qualcuno me la spiega o giro pagina e passo oltre. Di sicuro non mi incazzo per qualcosa che nemmeno capisco, magari solo per far vedere che sul carro degli indignados ci sono anch'io...
 
non fa ridere. Meglio quella del sindaco del comune colpito...Ad ogni modo trovo penoso scagliarsi contro chi di mestiere fa satira quando le responsabilità oggettive del disastro sono attribuibili ad altri mestieranti. La satira non può essere censurata: chi è con la censura può andare a vivere tranquillamente nelle teocrazie.

Sulle disgrazie di innocenti e sulla morte, soprattutto, non vedo quale satira possa esistere.....
 
Sulle disgrazie di innocenti e sulla morte, soprattutto, non vedo quale satira possa esistere.....
che TU non la veda, non significa che non ci possa essere. Il pensiero PERSONALE non è IL PENSIERO ASSOLUTO. Se vuoi che il TUO pensiero venga seguito come "il verbo", fonda pure un religione personale. Finiamola di scagliare la frustrazione contro i soggetti sbagliati.
 
che TU non la veda, non significa che non ci possa essere. Il pensiero PERSONALE non è IL PENSIERO ASSOLUTO. Se vuoi che il TUO pensiero venga seguito come "il verbo", fonda pure un religione personale. Finiamola di scagliare la frustrazione contro i soggetti sbagliati.

Puoi fare lo stesso pure tu...
Visto che ti scaldi tanto, e non è proprio il caso...!!!;)
 
Sulle disgrazie di innocenti e sulla morte, soprattutto, non vedo quale satira possa esistere.....
Sulle disgrazie, no. Sulle vittime innocenti, no. Sulla morte, no (anche perché sarebbe inutile). Sulle cause, sugli artefici, sui mandanti, sui complici, sugli sciacalli, su tutto il campionario di varia umanità che altrimenti la passerebbe liscia sgusciando tra le maglie di leggi e codicilli scritti apposta per non ingabbiarlo, sì perDio! Almeno questo...
 
Sulle disgrazie, no. Sulle vittime innocenti, no. Sulla morte, no (anche perché sarebbe inutile). Sulle cause, sugli artefici, sui mandanti, sui complici, sugli sciacalli, su tutto il campionario di varia umanità che altrimenti la passerebbe liscia sgusciando tra le maglie di leggi e codicilli scritti apposta per non ingabbiarlo, sì perDio! Almeno questo...


Io mi sono limitato alla morte ed alle disgrazie chi vi ha perso un familiare, e credo meritino rispetto...!!!!
Si vuol fare satira su questo..???
BENE, la si faccia in un'altra sede...!!!!!
Per il resto ognuno la pensi come crede...
E non scaldiamoci ulteriormente, lasciando stare il buon Dio...!!!!
 
non fa ridere. Meglio quella del sindaco del comune colpito...Ad ogni modo trovo penoso scagliarsi contro chi di mestiere fa satira quando le responsabilità oggettive del disastro sono attribuibili ad altri mestieranti. La satira non può essere censurata: chi è con la censura può andare a vivere tranquillamente nelle teocrazie.

fa ridere quella di charlie, ma fame rider.

per me discorso chiuso
 
Si vuol fare satira su questo..??
No. Si vuol fare satira TRAMITE questo. Nessuno prende in giro i morti. Si usa l'evento per fustigare chi lo ha causato, chi doveva fare e non ha fatto, chi dovrebbe star zitto e invece parla. Chi lo merita, insomma. Non certo le vittime incolpevoli.
Se non si capisce questo stiamo solo perdendo tempo...
 
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