Su una cosa hai ragione: non si critica cio' che non si conosce bene.Alla faccia del pessimismo cosmico... Quindi siamo solo un branco di pazzi erratici? Essù...
Tu compri/segui regolarmente le loro pubblicazioni? Sei francese? Hai comunque un background culturale che ti renda affine agli autori di quel giornale e/o alla satira francese in generale? Io non credo, e per questo ti manca il "decodificatore". Mentre invece credo che i 140.000 lettori medi settimanali che comprano la rivista non ne abbiano alcun bisogno. Ora si tratta solo di accettare il fatto che il giornale è a loro che sta inviando il messaggio, non a te o a me.
Nulla vieta che lo sia anche stavolta, per carità: nessuno sta affermando che i Charlies siano infallibili e perfetti. Anzi. Ma ciò non toglie che né io né tu siamo le persone più adatte a giudicare un lavoro molto probabilmente non diretto a noi.
Non mi pare questo il caso. Un giornale vive di comunicazione: se non ha nulla da dire, chiude, non viene assaltato in armi per ridurlo al silenzio.
Questo è ciò che dicono di loro, sulla home page del loro sito (attualmente irraggiungibile, ho preso i contenuti dalla copia cache di Google):
Who is charlie Hebdo?
Charlie Hebdo is a punch in the face....
Against those who try to stop us thinking.
Against those who fear imagination.
Against those who don’t like us to laugh.
Charlie Hebdo is an angry magazine, a paper that takes the piss.
It’s a weekly with a wallop, a digest with a dream.
It’s a periodical that argues and a journal that thinks.
It’s a gazette of the grotesque – because that’s what so much of life and politics is.
It’s a rag that has nothing to lose in the afterlife for the laudably simple reason that there is no afterlife.
Charlie Hebdo has no need of God, nor any need of Wall Street. Charlie doesn’t need two cars and three cellphones to be happy.
To be happy, Charlie Hebdo draws, writes, interviews, ponders and laughs at everything on this earth which is ridiculous, giggles at all that is absurd or preposterous in life. Which is to say - very nearly everything.
Because life is so awfully short that it would be a pity to spend it whining in dismay instead of laughing it up a storm.
(per i non anglofoni:
Chi è Charlie Hebdo?
Charlie Hebdo è un pugno in faccia ....
Contro coloro che cercano di impedirci di pensare.
Contro coloro che temono l'immaginazione.
Contro coloro cui non piace che noi ridiamo.
Charlie Hebdo è una rivista arrabbiata, un documento che prende per il culo.
Si tratta di un settimanale con un pugno, un tascabile con un sogno.
Si tratta di un periodico che sostiene e un diario che pensa.
Si tratta di una gazzetta del grottesco - perché questo è quello che sono gran parte della vita e della politica.
E' un giornalaccio che non ha niente da perdere nella vita ultraterrena per la lodevolmente semplice ragione che non c'è vita dopo la morte.
Charlie Hebdo non ha bisogno di Dio, né alcun bisogno di Wall Street. Charlie non ha bisogno di due auto e tre cellulari per essere felice.
Per essere felice, Charlie Hebdo disegna, scrive, intervista, medita e ride di tutto ciò che su questa terra è ridicolo, sghignazza su tutto ciò che è assurdo o stupido nella vita. Il che vale a dire - quasi tutto.
Perché la vita è così terribilmente breve che sarebbe un peccato trascorrerla a piagnucolare sgomenti invece di ridere come pazzi.)
e questa è la vignetta subito sotto, con lo spiegone della loro idea di satira a fumetti.
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ora, si può essere d'accordo oppure no, apprezzare oppure no, comprendere oppure no, ma di certo non si può dire che questi non abbiano nulla da dire e facciano solo ammuina per pagarsi vitto e alloggio alle spalle del prossimo...
Quindi non vado oltre al replicare.
Per rispetto altrui, chiunque esso sia o faccia.
Rispetto: prima di parlare
Rispetto: prima di fare
Rispetto: prima di accusare
Rispetto: prima di difendere
Rispetto: prima di ridere
Questo ci manca a questo mondo, caro PanDemonio.
Secondo me.