Essendo io un credente, trovo che il garbo e lo stile sobrio con cui hai affrontato e tratti l'argomento, sia degno di plauso.Cari tutti, in questo periodo fa comodo che la stampa ne parli, poiché fa notizia.
In realtà dietro alle necessità dei malati terminali c'è molto di più, i nomi noti non sono che la punta di un iceberg e non rendono minimamente l'idea del perché si ricorra al suicidio assistito.
Qui in Svizzera non è consentita l'eutanasia attiva o passiva, ovvero non si decide di somministrare un farmaco letale senza il consenso del morente e non si decide di interrompere la somministrazione di farmaci salva vita e/o liquidi. In realtà è noto che negli ospedali (non solo svizzeri) si procede nei casi più gravi alla sedazione del paziente (coma farmacologico) di pari passo con un sempre minore apporto di liquidi. Non sempre, non dappertutto, ma è una pratica di grande umanità se gestita con coscienza.
Il suicidio assistito è molto differente da tutto questo, è una scelta privata e legata ad uno stato di salute cagionevole. Personalmente sono contro il suicidio nella misura in cui il sofferente (ed egoista) di turno scelga di farlo (coscientemente o no) in modo plateale, ovvero in pubblico. Non provo alcuna pietà per chi si lanci da un autosilo in mezzo alla gente, semmai rabbia e ribrezzo.
Spesso è capitato, troppo spesso qui a Lugano, che uscendo dallo studio medico o dall'ospedale dopo una diagnosi infausta, che la persona si sia recata all'autosilo Motta o al Balestra per gettarsi nel vuoto. Al di là dello choc del momento, sapere che esistano realtà come Exit e Dignitas sono per il futuro un deterrente a tutto questo. Io sono membro, si paga una quota annuale (a dire il vero modesta) e si è consapevoli che un giorno qualcuno ci aiuterà ad affrontare un grande problema con professionalità e garbo.
Nel nostro ufficio un paio di anni fa è mancato un -senatore-, un signore d'altri tempi, un professionista ed una persona generosa all'inverosimile. Un uomo così forte ha combattuto una forma di leucemia in età avanzata (settantina d'anni) per un paio d'anni. È arrivato ad un punto che ha preso una decisione, a circa 3/6 mesi dall'epilogo, ha chiamato a se i più cari per salutarli, un giorno prima di ricevere visita da parte di Exit. Ha gestito tutto, testamento, funerale (ricordo vecchio frac all'accompagnamento al crematorio), modalità e rinfresco post cerimonia.
Essendo un non credente, pur di famiglia cattolica, non è per me difficile concepire una scelta simile, è anzi semplicissimo condividerla e ci vedo nulla di male.
È bene sapere che non accolgono qualsiasi richiesta.
Grazie.
Aggiungo, per la cronaca, che concordo per la gran parte con quanto hai scritto