Mi sento di dover dare voce all'altra campana, quella dei ciclisti. Fortunatamente, eccezion fatta per il casa lavoro, raramente pedalo nel traffico, trasporto la bici in automobile fino al punto di partenza del giro, per poi prendere strade secondarie di montagna, forestali o sentieri; quando però questo accade, vedo davvero tantissimi automobilisti che hanno, loro per primi, comportamenti scorretti nei confronti dei ciclisti e dei pedoni: sorpassi a pelo e ad alta velocità, disprezzo dei limiti (lo spostamento d'aria a certe andature è notevole), distrazioni continue alla guida, tra cellulari e impianti di infotainment, mancate precedenze alle rotonde, svolte improvvise senza indicatore di direzione, lancio di oggetti dal finestrino, potrei continuare. Quindi, un po' di autocritica (come categoria), bisognerebbe farla. Questione ciclopedonali: tendo, se ci sono, a usarle, ma hanno spesso accessi difficili e solo in intersezione con altre strade, può capitare spesso di non riuscire a entrarci: finché è il rialzo in cemento, con la mountainbike, non è un problema, per altri ciclisti può esserlo. Se è poi frequentata da molti pedoni, diventa un problema percorrerle, non tanto per la fretta, ma perché la bici ha bisogno della sua velocità per stare in equilibrio, e mantenerla può rivelarsi pericoloso soprattutto se dovessero esserci cani o bambini, che cambiano direzione quando meno lo si aspetta. Sullo stare a bordo strada: è generalmente la sezione più rotta e irregolare, non è per me un problema, che ho gomme da 2.4" e bici biammortizzata, può esserlo per lo stradista che viaggia su gomme da 2 cm gonfiate a 11 bar su cerchi a profilo alto e forcella in carbonio; a ciò si aggiunge che a bordo strada c'è spessissimo del brecciolino che può essere pericoloso in frenata e porta a cadere: morale, stare quei 30 cm verso il centro è la discriminante il farsi male o portare a casa la pelle. Tutto ciò, senza ovviamente negare le turpitudini che vedo fare da moltissimi "colleghi" su due ruote, che sono palesi e da biasimare.