rosberg ha scritto:Miranda....ebbasta con questo pessimismo....addirittura "incubo in cui viviamo"...dai...!
Cerchiamo di essere positivi, anche se a volte è difficile e verrebbe voglia di piantare tutto.
Però non è cosa: dobbiamo guardare avanti, voltare pagina, trarre insegnamenti dalla vita e trasmetterli agli altri, proprio per evitare che loro stessi ricadano negli errori o nelle situazioni che abbiamo vissuto.
Dopotutto è l'essenza dell'uomo, è l'essere uomo, genitore (beato te che lo sei a prescindere)...è la legge della vita.
Il senso è quello di dire: guardiamo le persone e cerchiamo di vedere gli aspetti della vita in maniera meno arida.
Riguardo alle tue parole devo dire che sono belle riferite al bimbo.
Desidero soltanto ricordare però che quotidianamente tali situazioni sono innumerevoli e vengono poste in risalto solo se riguarda qualcuno "dei nostri", ma se ci si spostasse in Angola, in India, nella pampa argentina...beh...si convivrebbe con queste cose tutti i giorni e allora lì...hai voglia a piangere...
miranda453 ha scritto:Rosberg wrote : Caro miranda, sai quanto ti apprezzo, quanto ti stimo e quanto ti voglio bene ( in senso lato del termine ), ma basta che raffronti il problema depressione col problema morte di Alessandro...e solo questo basterebbe per darti quello scossone che qualcuno menzionava!
Desidero farti un regalo...ascolta ogni frase, parola per parola e capisci:
http://www.youtube.com/watch?v=U7MGzOve28Q
(non facendoti distrarre dalla ragazza a cui l'utente ha dedicato il video)
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Vivi e disegnati un'altra realta'.
L'ho fatto a maggio del 2007 ed ora son qua con Voi.
ps : meravigliosa la ragazza.
rosberg ha scritto:Vero vero...ma io mica dicevo dche nessuno si deve indignare...dico soltanto che ci vorrebbe un po' più di coerenza e non dar peso a determinate cose solo quando si è più deboli, fragili o portati a riflettere, mentre quando tutto ci gira bene allora il mondo è bellissimo...
Tutto qui!
Non sono sicuro di nulla, ma so che a volte gli strattoni servono se non altro a far capire che in un mondo di incertezza qualcuno può anche essere un po' più deciso, proprio come quando si deve dare uno strattone.
miranda453 ha scritto:...
Si, forse non e' un vero e proprio incubo dove viviamo ......
[...]
... di " regalarmi un atto di giustizia profonda " che immagino Augusto abbia voluto significarmi come " vivere ".
gasato70 ha scritto:BEH... CHE DIRE....
....
agusmag ha scritto:miranda453 ha scritto:...
Si, forse non e' un vero e proprio incubo dove viviamo ......
[...]
... di " regalarmi un atto di giustizia profonda " che immagino Augusto abbia voluto significarmi come " vivere ".
Mi scuso se forse non sono riuscito ad essere sufficientemente chiaro nel mio post, ma l'ho scritto di getto alla fine di due giorni di lavoro massacranti a 4 ore per notte di sonno.
Per me la prima frase è un passo. Un passo nella direzione giusta. Ponderare i due lati della medaglia. E pensare di conseguenza.
Purtroppo la nostra testa spesso ci gioca brutti scherzi. E forse, a volte ci si avvita su se stessi, sulle proprie imperfezioni, sui propri limiti solo perchè si rimane a ragionare troppo su questi pensieri giusti ma "pericolosi". E questo succede o può succedere a tutti, non solo a chi ha oggettivi problemi di salute.
Esprimersi con pensieri e parole non catastrofiche su ciò che ci accade, su ciò che siamo o che ci accade non è solo un passo nella direzione giusta.
E' questo l'atto di giustizia nei nostri confronti: essere giusti con se stessi.
Non avere indulgenze surreali sui nostri errori, ma dall'altra parte non trasformarci in inutili aguzzini di noi stessi.
Essere giusti ci consente, sì di imparare dalle esperienze più dolorose, anche quelle che non ci coinvolgono in prima persona, ma soprattutto.... Soprattutto ci lascia aperta una porta, uno spiraglio che ci consente di sgusciare fuori dall'empasse, di trarci di impaccio, e di guardare comunque avanti. E' questo l'atto di giustizia profonda.
Dare una valutazione di se stessi veramente neutra. Nonostante il pensiero abbia spaziato dai pensieri più negativi a quelli più positivi. Un pensiero neutro per capire che non possiamo essere dei supereroi, ma nemmeno degli incapaci. Nel nostro intimo, in fondo al nostro cuore, dove non c'è maschera che tenga, noi non ci possiamo imbrogliare in questo. Sono convinto che se messi alle strette tutti sappiamo come fare. Tutti. Non uno di meno (come nell'omonimo film di Zhang Yimou).
Mi piacerebbe che le mie parole arrivassero a Giorgio non come una maldestra lezione di psico-qualcosa che non conosco. E' solo un confidenza, qualcosa che penso. E che voglio condividere. Senza nessuna pretesa salvifica.
ALGEPA - 11 giorni fa
AKA_Zinzanbr - 10 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 8 mesi fa