Fino a non molti anni fa le Audi erano tristemente note per essere le auto piu' pesanti della categoria, vere e proprie betoniere che, accoppiate ad assetti improntati al comfort, producevano una tenuta di strada che andava dal discutibile al penoso.
Persino la A2, integralmente (o quasi) in alluminio era un macigno il cui unico risultato era di far riflettere "e pensa se la costruivano di ferro...".
Ma questo e' andato cambiando pian piano.
Col tempo Audi ha lavorato per produrre auto sempre piu' leggere, col risultato che oggi, grazie anche al fatto che alcuni concorrenti (come BMW) sono invece considerevolmente... ingrassati, alcune delle Audi in commercio sono auto di una straordinaria leggerezza, in confronto al resto del mercato.
E, se le cose continuano cosi', presto potrebbero diventarlo in assoluto.
Audi infatti sta lavorando a un nuovo concetto di telaio dove ogni parte e' realizzata con il materiale che meglio consente di ottenere il massimo della resistenza col minimo peso: si trovano cosi' unite parti in alluminio laminato, pressofuso, in acciaio laminato e anche forgiato, tutto volto a creare un telaio che pesa ben il 30% in meno che non la stessa struttura realizzata in modo tradizionale.
Un notevolissimo passo in avanti.
Ma quel che piu' conta e' che, come fan notare gli ingegneri Audi, permette di imboccare un circolo virtuoso.
Ora come ora telai sempre piu' pesanti richiedono sospensioni sempre piu' resistenti e dure, che a loro volta richiedono ulteriori rinforzi del telaio che portano a un appesantimento... e via cosi'.
Un telaio cosi' leggero puo' essere controllato da sospensioni molto piu' morbide, che mettono in gioco forze decisamente minori, e richiedono quindi componenti meno massicce e quindi piu' leggere, che permettono a loro volta di alleggerire il telaio, e via discorrendo.
Ma il livello massimo Audi lo tocca probabilmente con la Lamborghini Aventador.
Il processo di realizzazione di una scocca in carbonio e' sempre stato lungo, altamente oneroso in termini di manodopera e, come risultato, fortemente dispendioso.
Sembra pero' che non sia piu' cosi'.
Grazie al processo denominato "forged composites" (compositi forgiati) il telaio della Aventador puo' essere costruito in appena un'ora. Una balla di carbonio-resina viene immessa in una pressa (non dissimile da quelle che realizzano le comuni strutture di una carrozzeria) che "forgia" il materiale nella struttura finale.
Naturalmente si parla di fibra di carbonio sostanzialmente isotropa, non certo delle fibre orientate lungo le direzioni di maggior sollecitazione usate in ambito aerospaziale. Ma non e' affatto da escludere che, con opportuni processi di estrusione della materia grezza prima di procedere allo stampaggio, o con processi ibridi di iniezione e stampaggio, non ri riescano a ottenere strutture sa fibre orientate con direzioni di resistenza preferenziale che consentano ulteriormente di ridurre le masse.
Quello che e' certo e' che, in questi termini, la fibra di carbonio potrebbe finalmente diventare alla portata di tutti.
Non solo: potrebbe diventare anche facilmente riciclabile (le strutture a forte grado di ordinamento, come le strutture composite anisotrope, non lo sono).
Staremo a vedere.
Quello che e' certo e' che le case sembrano finalmente scuotersi dall'assurdo circolo vizioso di ingrossamento - appesantimento dei modelli che sembrava l'unica via percorribile fino a oggi.
E dove uno va, gli altri devono per forza seguire, se vogliono restare a galla.
Non dico che vedremo l'anno prossimo delle utilitarie con monoscocca in carbonio, ma chissa'...
E non e' escluso che, con fais
Persino la A2, integralmente (o quasi) in alluminio era un macigno il cui unico risultato era di far riflettere "e pensa se la costruivano di ferro...".
Ma questo e' andato cambiando pian piano.
Col tempo Audi ha lavorato per produrre auto sempre piu' leggere, col risultato che oggi, grazie anche al fatto che alcuni concorrenti (come BMW) sono invece considerevolmente... ingrassati, alcune delle Audi in commercio sono auto di una straordinaria leggerezza, in confronto al resto del mercato.
E, se le cose continuano cosi', presto potrebbero diventarlo in assoluto.
Audi infatti sta lavorando a un nuovo concetto di telaio dove ogni parte e' realizzata con il materiale che meglio consente di ottenere il massimo della resistenza col minimo peso: si trovano cosi' unite parti in alluminio laminato, pressofuso, in acciaio laminato e anche forgiato, tutto volto a creare un telaio che pesa ben il 30% in meno che non la stessa struttura realizzata in modo tradizionale.
Un notevolissimo passo in avanti.
Ma quel che piu' conta e' che, come fan notare gli ingegneri Audi, permette di imboccare un circolo virtuoso.
Ora come ora telai sempre piu' pesanti richiedono sospensioni sempre piu' resistenti e dure, che a loro volta richiedono ulteriori rinforzi del telaio che portano a un appesantimento... e via cosi'.
Un telaio cosi' leggero puo' essere controllato da sospensioni molto piu' morbide, che mettono in gioco forze decisamente minori, e richiedono quindi componenti meno massicce e quindi piu' leggere, che permettono a loro volta di alleggerire il telaio, e via discorrendo.
Ma il livello massimo Audi lo tocca probabilmente con la Lamborghini Aventador.
Il processo di realizzazione di una scocca in carbonio e' sempre stato lungo, altamente oneroso in termini di manodopera e, come risultato, fortemente dispendioso.
Sembra pero' che non sia piu' cosi'.
Grazie al processo denominato "forged composites" (compositi forgiati) il telaio della Aventador puo' essere costruito in appena un'ora. Una balla di carbonio-resina viene immessa in una pressa (non dissimile da quelle che realizzano le comuni strutture di una carrozzeria) che "forgia" il materiale nella struttura finale.
Naturalmente si parla di fibra di carbonio sostanzialmente isotropa, non certo delle fibre orientate lungo le direzioni di maggior sollecitazione usate in ambito aerospaziale. Ma non e' affatto da escludere che, con opportuni processi di estrusione della materia grezza prima di procedere allo stampaggio, o con processi ibridi di iniezione e stampaggio, non ri riescano a ottenere strutture sa fibre orientate con direzioni di resistenza preferenziale che consentano ulteriormente di ridurre le masse.
Quello che e' certo e' che, in questi termini, la fibra di carbonio potrebbe finalmente diventare alla portata di tutti.
Non solo: potrebbe diventare anche facilmente riciclabile (le strutture a forte grado di ordinamento, come le strutture composite anisotrope, non lo sono).
Staremo a vedere.
Quello che e' certo e' che le case sembrano finalmente scuotersi dall'assurdo circolo vizioso di ingrossamento - appesantimento dei modelli che sembrava l'unica via percorribile fino a oggi.
E dove uno va, gli altri devono per forza seguire, se vogliono restare a galla.
Non dico che vedremo l'anno prossimo delle utilitarie con monoscocca in carbonio, ma chissa'...
E non e' escluso che, con fais