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Borse mondiali....rinuncio a capirci ( I ): se qualcuno....

economyrunner ha scritto:
Niente di nuovo sul globo sono giochetti visti e rivisti nella storia, cambiano le tecnologie, gli strumenti ma nella sostanza sono speculazioni sulle masse e grandi profitti per pochi mafiosi che pilotano l'economia con la parvenza della legalità.

piuttosto che affidare il frutto del proprio lavoro a dei conclamati...truffatori, meglio impiegarlo per vivere in modo confortevole: casa, alimentazione di qualità, viaggi e, perchè no, sostituire un po' più spesso la macchina

e l'ultima battuta è autoironica :D , perchè devo aspettare ancora 3 - 4 anni prima di potermi permettere una vettura di livello pari all'attuale BMW 320d E92 (giusto in tempo per la Giulia :D )
 
ROVIGOLAW ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Niente di nuovo sul globo sono giochetti visti e rivisti nella storia, cambiano le tecnologie, gli strumenti ma nella sostanza sono speculazioni sulle masse e grandi profitti per pochi mafiosi che pilotano l'economia con la parvenza della legalità.

piuttosto che affidare il frutto del proprio lavoro a dei conclamati...truffatori, meglio impiegarlo per vivere in modo confortevole: casa, alimentazione di qualità, viaggi e, perchè no, sostituire un po' più spesso la macchina

e l'ultima battuta è autoironica :D , perchè devo aspettare ancora 3 - 4 anni prima di potermi permettere una vettura di livello pari all'attuale BMW 320d E92 (giusto in tempo per la Giulia :D )

Bravo è così.
 
pilota54 ha scritto:
Appunto, come dicevo prima io vedo due tipi di "globalizzazione". La prima, sintetizzando al massimo, avente carattere soprattutto economico-commerciale, che nasce dalla volontà delle aziende multinazionali di allargare sempre più i mercati, di rivolgersi a clientele sempre più diversificate e ampie, e che si manifesta anche con le famose fusioni-acquisizioni, concentrazioni industriali, joint-venture, sinergie, in poche parole con l'oligopolio economico, che ovviamente nasce già negli anni '70, per poi svilupparsi vertiginosamente fino al punto di diventare, in alcuni settori (ben noti) duopolio.

La seconda è di tipo mediatico-informatico-sociale, coinvolge praticamente tutti perché tutti ormai siamo "connessi", comporta diverse conseguenze, che non starò qui ad elencare (anche politico-culturali) e certamente interagisce sotto vari aspetti con la prima, basti pensare agli acquisti on-line, e in "all the world", o a facebook e twitter.

Ambedue penso che influenzino l'andamento delle borse mondiali, che risultano ogni anno sempre più interconnesse nei comportamenti, nei movimenti, nelle manifestazioni tecnico-operative.
La cosa buffa è che la gente pensa alla globalizzazione come ad un concetto che riguarda solo i prodotti commercializzati, quando in realtà è uno strumento utile a colpire la classe operaia.
Non potete pensare di acquistare prodotti cinesi a basso costo mantenendo il vostro stile di vita elevato, oggi più che mai.
 
arizona77 ha scritto:
La globalizzazione parte con Craxi e Prodi e le loro " gite " in Cina
con gli aerei di Stato carichi di imprenditori nostrani che vedevano nel miliardario ( a persone ) mercato Cinese una sterminata opportunita'.
Un po' come quella dei suonatori che andavano a suonare e furono suonati.
Tacci loro :evil:
La globalizzaziona affonda le sue radici ben prima, è sbocciata in quegli anni, ma i grandi US e UK erano già a vele spiegate, il treno era già partito e poi l'italiano medio ha smesso di essere imperialista (per incapacità manifesta) dalla caduta dell' imper romano d'occidente, da quel momento la nostra penisola è sempre stata pro-vincia e non caput mundi e gli imperi mondiali sono stati appannaggio di altri popoli, quelli che hanno colonizzato il mondo e quello che lo stanno colonizzando ora, noi siamo tra i colonizzati...
 
pilota54 ha scritto:
Ambedue penso che influenzino l'andamento delle borse mondiali, che risultano ogni anno sempre più interconnesse nei comportamenti, nei movimenti, nelle manifestazioni tecnico-operative.
Verissimo,

questo spiega come mai in passato i valori di borsa tenevano conto dei patrimoni immobiliari, dei brevetti, delle quote di mercato e le relative oscillazioni erano più "hardware", ovvero legate a concrete condizioni delle aziende, ora, ma da lameno 25 anni, i valori quotati o presunti o basati su future e derivati, è più legata a valorizzazioni "aleatorie" in cui contano solo i fatturati presenti e a breve scadenza, anche chi sta in borsa naviga a vista, pronto a vendere tutto spingendo un tasto e riacquistarsi tutto rendendo virtuale (oppure virtuosa se si vuole dal punto di vista speculativo ma non quello etico-morale) la vendita precedente.

Insomma chi muove le leve compra dopo avere creato il calo e vende prima di creare il successivo, basti ricordare quando tiscali valeva più di tutta la fiat, o delle quotazioni che hanno facebook et similia... stiamo attribuendo valori all' aria fritta, che spesso non è nemmeno fritta e forse nemmeno aria... altro che dematerializzazione...
 
pi_greco ha scritto:
arizona77 ha scritto:
La globalizzazione parte con Craxi e Prodi e le loro " gite " in Cina
con gli aerei di Stato carichi di imprenditori nostrani che vedevano nel miliardario ( a persone ) mercato Cinese una sterminata opportunita'.
Un po' come quella dei suonatori che andavano a suonare e furono suonati.
Tacci loro :evil:
La globalizzaziona affonda le sue radici ben prima, è sbocciata in quegli anni, ma i grandi US e UK erano già a vele spiegate, il treno era già partito e poi l'italiano medio ha smesso di essere imperialista (per incapacità manifesta) dalla caduta dell' imper romano d'occidente, da quel momento la nostra penisola è sempre stata pro-vincia e non caput mundi e gli imperi mondiali sono stati appannaggio di altri popoli, quelli che hanno colonizzato il mondo e quello che lo stanno colonizzando ora, noi siamo tra i colonizzati...

in altre parole sudditi.
 
bumper morgan ha scritto:
pi_greco ha scritto:
arizona77 ha scritto:
La globalizzazione parte con Craxi e Prodi e le loro " gite " in Cina
con gli aerei di Stato carichi di imprenditori nostrani che vedevano nel miliardario ( a persone ) mercato Cinese una sterminata opportunita'.
Un po' come quella dei suonatori che andavano a suonare e furono suonati.
Tacci loro :evil:
La globalizzaziona affonda le sue radici ben prima, è sbocciata in quegli anni, ma i grandi US e UK erano già a vele spiegate, il treno era già partito e poi l'italiano medio ha smesso di essere imperialista (per incapacità manifesta) dalla caduta dell' imper romano d'occidente, da quel momento la nostra penisola è sempre stata pro-vincia e non caput mundi e gli imperi mondiali sono stati appannaggio di altri popoli, quelli che hanno colonizzato il mondo e quello che lo stanno colonizzando ora, noi siamo tra i colonizzati...

in altre parole sudditi.
l'italiano è suddito per mentalità, deferente verso il potente per convenienza, ma pronto a correre in soccorso del vincitore di turno...
 
pi_greco ha scritto:
...stiamo attribuendo valori all' aria fritta, che spesso non è nemmeno fritta e forse nemmeno aria... altro che dematerializzazione...

Infatti... per questo non mi piace né mi attira. La velocità dell'informazione causa i movimenti ma non li giustifica. Anche 100 anni fa si modificava il prezzo del caffè quando l'emissario tornava dalle Americhe con la nave carica. Ma si giocava su materia, non su idee strampalate di materia. Materia che peraltro si è già in parte rifiutata di essere trattata a quel modo, non per nulla oggi si vende quasi solo fumo. Oggi altro tonfo cinese e subito dietro le borse europee. Ma perché? E poi, scusate, ma mi sono veramente stancato di sentire "150 miliardi bruciati" quando la Cina va bene e uguale quando va male, mentre la gente ha i suoi razzi a cenare ogni sera.
Come caucaso deve andare, 'sta benedetta di Cina?
Bene quando fa comodo a noi e male quando ci garba?

Maaaaddài...

Attached files /attachments/2051232=48964-mughini320.jpg
 
Trotto@81 ha scritto:
la gente pensa alla globalizzazione come ad un concetto che riguarda solo i prodotti commercializzati, quando in realtà è uno strumento utile a colpire la classe operaia.
Non potete pensare di acquistare prodotti cinesi a basso costo mantenendo il vostro stile di vita elevato, oggi più che mai.

la globalizzazione (= mercato unico) non è di per sè un male

si tratta di vedere come viene interpretata ed attuata

se il prodotto "cinocoreano" arriva in UE a basso costo grazie allo sfruttamento della manodopera (=stipendi sotto il livello di sussistenza, in base al costo della vita in quei Paesi; normativa antinfortunistica e previdenziale aeriforme ecc...) e/o inquinamento selvaggio (emissioni nell'atmosfera, immissioni nel suolo, accumulo rifiuti ecc..) il sistema è destinato al naufragio, perchè nel vecchio continente cala il potere di acquisto;

responsabilità in primo luogo della demenziali normative UE ed italiane
 
ROVIGOLAW ha scritto:
la globalizzazione (= mercato unico) non è di per sè un male
infatti, il problema è che hanno fatto un mercato unico con dentro non solo le merci ma anche gli esseri umani e l'intero ecosistema...

...è come se all'acquario di Genova facessero una solo vasca con dentro tutti i pesci... rimarrebbero solo gli squali...

...è quello che sta succedendo...
 
La butto là ... e se, per ipotesi, domani mattina ci svegliassimo di nuovo con le Lire, con uno Stato davvero sovrano e con la possibilità di stampare - di nostro conto - tutto il danaro che ci occorre?

Io credo che cambierebbe di molto le cose ... soprattutto considerando che siamo seduti sopra una miniera d'oro, fatta di capolavori artistici e di cultura millenaria.
Tornerebbero gli investitori (deprezzamento della lira = recupero del costo lavoro) decollerebbe il manifatturiero/terziario e i turisti tornerebbero a scegliere l'Italia quale meta preferita ...
 
automoto3 ha scritto:
La butto là ... e se, per ipotesi, domani mattina ci svegliassimo di nuovo con le Lire, con uno Stato davvero sovrano e con la possibilità di stampare - di nostro conto - tutto il danaro che ci occorre?...
Anche la befana si è adattata, porta gli euro di cioccoloato...
 
pi_greco ha scritto:
arizona77 ha scritto:
La globalizzazione parte con Craxi e Prodi e le loro " gite " in Cina
con gli aerei di Stato carichi di imprenditori nostrani che vedevano nel miliardario ( a persone ) mercato Cinese una sterminata opportunita'.
Un po' come quella dei suonatori che andavano a suonare e furono suonati.
Tacci loro :evil:
La globalizzaziona affonda le sue radici ben prima, è sbocciata in quegli anni, ma i grandi US e UK erano già a vele spiegate, il treno era già partito e poi l'italiano medio ha smesso di essere imperialista (per incapacità manifesta) dalla caduta dell' imper romano d'occidente, da quel momento la nostra penisola è sempre stata pro-vincia e non caput mundi e gli imperi mondiali sono stati appannaggio di altri popoli, quelli che hanno colonizzato il mondo e quello che lo stanno colonizzando ora, noi siamo tra i colonizzati...

....
interessante
....
Ma quella che ci ha fottuto e' quella li'.
Quella di coloro che pensavano di vendere ai Cinesi
e non di ( dover, alla fine ) comprare da loro

Poi il resto e' venuto coi " tossici "....
 
automoto 3 ha scritto:
La butto là ... e se, per ipotesi, domani mattina ci svegliassimo di nuovo con le Lire, con uno Stato davvero sovrano e con la possibilità di stampare - di nostro conto - tutto il danaro che ci occorre?

Stampare denaro non basta... e quando potevamo farlo non ci è servito granché.
 
Grattaballe ha scritto:
automoto 3 ha scritto:
La butto là ... e se, per ipotesi, domani mattina ci svegliassimo di nuovo con le Lire, con uno Stato davvero sovrano e con la possibilità di stampare - di nostro conto - tutto il danaro che ci occorre?

Stampare denaro non basta... e quando potevamo farlo non ci è servito granché.

....a prendere il 15% sui BOT ;)
 
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