a_gricolo ha scritto:
Domanda, da profano del nordest: ma con tutte le rogne che danno, 'sti sanpietrini non si potrebbe asfaltarli e basta?
Domanda intelligente e pragmatica, naturalmente.
Permettimi però di darti una risposta articolata, un pò lunga.
Il selciato é impropriamente detto sampietrino: il nome era quello dato agli operai della Fabbrica Di San Pietro, detti appunto sampietrini. Fra le attività svolte dai sampietrini ci fu anche il lastricare a selci l'intera Piazza omonima.
Il selciato ha due qualità innegabili: la capacità di drenare la pioggia e la resistenza al'usura. Ovviamente la superifice del selciato, con il passaggio continuo, finisce per provocarne un allisciamento, che in caso di pioggia provoca un'elevata scivolosità.
Il selciato appena posato ha una ua rugosità superficiale che "tiene" bene anche con la pioggia, e gli interstizi fra un selce e l'altro permetono un drenaggio della pioggia che super ogni tipo di asfalto drenante.
La posa in opera dei selci richiede una elevata maestria, ovviamente, ma una volta fatto il lavoro... il selciato dura anni ed anni senza più nessun ulteriore intervento.
Il tratto selciato che va da Porta San Sebastiano fino alla chiesa del Quo vadis venne rifatto completamente negli anni '90, col sistema di togliere il selciato, rifare il fondo (sabbia e pozzolana) e posando poi nuovamente i selci ("sampietrini", se preferite).
Ciò avvenne all'incirca nel 1994, forse 1995.
Da allora non é servito più niente, non so se rendo l'idea: non c'é stata necessità di manutenzione, salvo occasionali punti in cui le violente piogge con abbondante ruscellamento d'acqua hanno "smosso" alcuni selci e si sono resi necessari alcuni "rappezzi" (stupidamente esegiti con asfalto, che continua a saltare via come niente).
ALGEPA riferisce, giustamente, dell'antica Via Appia ma non so se si riferisce al tratto pedonale, quello diciamo da "Cecilia Metella" verso il GRA, dove ancora si possono trovare le lastre di pietra di grandi dimensioni, che dopo circa 2000 anni di permanenza in loco hanno subìto un'usura elevatissima negli interstizi. Le vie "consolari" (Appia in primis ma non l'unica) erano realizzate con una poderosa massicciata, sulla quale veniva posato un "pavè" che per l'appunto ha resistito per un paio di migliaia di anni.
Per concludere: le strade pavimentate a pietra, se ben fatte, durano molto ma molto di più di qualsiasi asfaltatura.
Perdonate la mia prolissità.