<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Bollo auto via per un'accisa. La Proposta | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Bollo auto via per un'accisa. La Proposta

il discorso si presta ad almeno due chiavi di lettura, una meramente contabile e l'altra di principio.

Dal punto di vista del bilancio dello Stato, il bollo auto è una delle tante imposte esistenti senza le quali non sarebbe possibile assicurare stipendi pubblici, pensioni, sanità, etc. Attualmente vale circa 6 miliardi all'anno (dato letto su internet, non so se sia corretto) per cui una potenziale riforma a costo zero dovrebbe limitarsi a rimodulare la stessa: se così fosse, alcuni ci guadagnerebbero ma altri si troverebbero a pagare di più. In alternativa, la rimodulazione andrebbe a mutare anche l'entità dell'entrata per l'erario, ma a questo punto il discorso sarebbe più ampio e andrebbe a toccare la politica economica nel suo complesso. Ridurre il gettito di un'imposta si può, ma bisogna valutare a 360° il suo impatto.

Dal punto di vista del principio, invece, ognuno è libero di pensarla come vuole: c'è chi ritiene più equo un bollo legato all'uso dell'auto (e quindi all'inquinamento prodotto), c'è chi ritiene che invece il parametro dovrebbe essere legato ad altri fattori. Legarlo all'uso sarebbe effettivamente una soluzione, sulla cui equità però avanzerei alcuni dubbi: oltre all'esempio della Ferrari che fa 1.000 km all'anno, c'è quello di un lavoratore che fa 50.000 km annui, a cui i costi di trasporto lieviterebbero notevolmente con ripercussioni di vario genere (aumento dei prezzi dei beni di consumo o dei servizi nel caso di commerciante o professionista, riduzione dei salari reali nel caso del lavoratore dipendente, etc.).

Io, di principio, legherei piuttosto l'imposta al valore dell'auto: se compro una mercedes da 50.000 euro devo pagare di più rispetto ad una generalista segmento B o C con cilindrata o potenza analoga che però costa la metà. Se sia più equo questo sistema non saprei, ma temo che questo sia il classico problema della quadratura del cerchio...
 
Inoltre ci sarebbe da ricollocare tutti quei parass... dipendenti legati alla gestione della tassa di possesso, l'ACI pesterebbe i piedi, per me non se ne farà niente :evil:
 
alex.79 ha scritto:
il discorso si presta ad almeno due chiavi di lettura, una meramente contabile e l'altra di principio.

Dal punto di vista del bilancio dello Stato, il bollo auto è una delle tante imposte esistenti senza le quali non sarebbe possibile assicurare stipendi pubblici, pensioni, sanità, etc. Attualmente vale circa 6 miliardi all'anno (dato letto su internet, non so se sia corretto) per cui una potenziale riforma a costo zero dovrebbe limitarsi a rimodulare la stessa: se così fosse, alcuni ci guadagnerebbero ma altri si troverebbero a pagare di più. In alternativa, la rimodulazione andrebbe a mutare anche l'entità dell'entrata per l'erario, ma a questo punto il discorso sarebbe più ampio e andrebbe a toccare la politica economica nel suo complesso. Ridurre il gettito di un'imposta si può, ma bisogna valutare a 360° il suo impatto.

Dal punto di vista del principio, invece, ognuno è libero di pensarla come vuole: c'è chi ritiene più equo un bollo legato all'uso dell'auto (e quindi all'inquinamento prodotto), c'è chi ritiene che invece il parametro dovrebbe essere legato ad altri fattori. Legarlo all'uso sarebbe effettivamente una soluzione, sulla cui equità però avanzerei alcuni dubbi: oltre all'esempio della Ferrari che fa 1.000 km all'anno, c'è quello di un lavoratore che fa 50.000 km annui, a cui i costi di trasporto lieviterebbero notevolmente con ripercussioni di vario genere (aumento dei prezzi dei beni di consumo o dei servizi nel caso di commerciante o professionista, riduzione dei salari reali nel caso del lavoratore dipendente, etc.).

Io, di principio, legherei piuttosto l'imposta al valore dell'auto: se compro una mercedes da 50.000 euro devo pagare di più rispetto ad una generalista segmento B o C con cilindrata o potenza analoga che però costa la metà. Se sia più equo questo sistema non saprei, ma temo che questo sia il classico problema della quadratura del cerchio...

Posso condividere senza riserve la prima parte del discorso (tanto che sopra, sebbene con diverse parole, avevo espresso un concetto assolutamente analogo); meno la seconda.

Ci deve essere una libertà individuale nello spendere il proprio denaro in ciò che ognuno, soggettivamente ed insindacabilmente, trova più gratificante per sé stesso; ma, citando una frase trita, la mia libertà individuale deve comunque finire esattamente dove comincia la tua. La mia libertà non deve essere limitante per te.

Io posso comprare una costosa auto sportiva per lo stesso prezzo di un SUV di fascia alta, superaccessoriato.

La prima è relativamente piccola; sarà magari larga, ma non è poi così lunga, è bassa, e pesa poco. All'interno di essa mi sento vulnerabile e, poichè, se l'ho comprata sono un appassionato, faccio d tutto per salvaguardarla: non schiaccio inutilmente l'acceleratore in città, assumo un atteggiamento sulla difensiva nel traffico, sto attento a parcheggiare regolarmente e non occupo poi così tanto spazio, etc.

Con un SUV gigantesco posso fare il prepotente, appena sfioro l'acceleratore, considerata la massa, consumo quanto le cascate del Niagara, inquino e rompo le palle al mondo intero.

Eppure il valore è uguale. Ti rendereai conto che pagare la stessa cifra è iniquo...
 
Sarebbe ottimo sicuramente per me che con due auto percorro in tutto 10mila km l'anno. Risparmierei in modo sensibile. Per mio padre pensionato ancora di più che con due auto se ci fa 3mila km l'anno è tanto. Chi lavora con l'auto avrà poi un rimborso?
 
C'è già un'imposta legata al valore dell'auto, l'IVA pagata in fase di acquisto. E non sono 20 cent, ma il 22% del valore.
Idem per l'usato acquistato in concessionaria.

Quindi direi, ipotesi da scartare a priori.
 
Paoazzo ha scritto:
hgtpunto ha scritto:
Si discute una Proposta di Legge per abolire il bollo auto in cambio di una maggiorazione delle accise pari a 15 cent. per litro. Facendo due calcoli una utilitaria per 10.000 km l'anno pagherebbe in piu di carburante circa 80 euro contro i 120 -140 euro in media di bollo auto attuale. Lo stato incasserebbe da tutti gli automobilisti la quota senza "rincorrere" gli evasori. Praticamente Piu' si circola piu' si paga.
Oh bene bene, magari, così anziché pagare 300? di bollo su 15.000km/anno andrei a 118.
E, come già stato detto, sarebbe una cosa che pagherebbero tutti, evasori inclusi.
Per me OK!

Io continuo a rimarcare una cosa, magari inutilmente.

Una volta esisteva il "bollo auto" come tassa di circolazione. Cioè i relativi proventi, almeno in teoria, sarebbero dovuti servire per mantenere ed incrementare la viabilità; di contro, pagavi solo se ne usufruivi. Pertanto potevi benissimo tenere l'automobile in garage e non pagare nulla. Se usavi un mese l'anno pagavi per un mese l'anno (per due, per essere precisi).

Questa faccenda allo Stato non andò più bene, e trasformò il "bollo auto" in un'imposta sul possesso, che è un'imposta diretta. Dal primo gennaio del 1999 "...la riscossione, l'accertamento, il recupero, i rimborsi, l'applicazione delle sanzioni ed il contenzioso amministrativo relativo alle tasse automobilistiche non erariali sono demandati alle regioni a statuto ordinario..."

Quindi le regioni caricano sul loro budget annuale una cifra che, contrariamente alla tassa, come imposta diretta è prevedibile in base al numero di veicoli circolanti. E chi evade l'imposta è comunque individuabile con facilità. I costi relativi al recupero sarebbero a carico dell'evasore.

Le accise sono invece un'imposta indiretta (quindi comunque non configurabili come "tassa"), che alla fine divengono entrata statale. Alle regioni verrebbe a mancare una voce in bilancio e questa dovrebbe essere supplita dallo Stato, attraverso un apposito finanziamento. Qualunque sia la modalità con la quale il finanziamento venga determinato, non vi è alcuna corrispondenza diretta, di alcun tipo, tra l'imposta diretta riscossa dalle regioni su una base di calcolo precisa, e l'imposta indiretta riscossa dallo Stato in sostituzione della prima.

E' una revisione di voci di bilancio che ha come conseguenza una redistribuzione di certi oneri. Punto. La redistribuzione può essere vantaggiosa per alcuni piuttosto che per altri, equa o iniqua, semplice o complicata... ma l'equazione "bollo auto = accise sui carburanti" è fuorviante. Non funziona così. Affermare di sostituire una cosa con l'altra è, semplicemente, propaganda politica.

Poi, un politico, un gruppo, etc. può sempre fare un lavoro vero(se è in grado) di revisione delle voci di bilancio. Ma è quello che deve fare; non una proposta di legge per fare proseliti (e potenziali elettori). Dire, sic et simpliciter, che "poichè l'introito annuo sulle tasse di possesso è X, d il consumo di carburante e Y, Y/X fa 15 centesimi" non riesco a vederlo come un comportamento corretto.

Questo, secondo il mio modesto parere, è giusto che venga precisato.
 
involt ha scritto:
Io continuo a rimarcare una cosa, magari inutilmente.

Una volta esisteva il "bollo auto" come tassa di circolazione. Cioè i relativi proventi, almeno in teoria, sarebbero dovuti servire per mantenere ed incrementare la viabilità; di contro, pagavi solo se ne usufruivi. Pertanto potevi benissimo tenere l'automobile in garage e non pagare nulla. Se usavi un mese l'anno pagavi per un mese l'anno (per due, per essere precisi).

Questa faccenda allo Stato non andò più bene, e trasformò il "bollo auto" in un'imposta sul possesso, che è un'imposta diretta. Dal primo gennaio del 1999 "...la riscossione, l'accertamento, il recupero, i rimborsi, l'applicazione delle sanzioni ed il contenzioso amministrativo relativo alle tasse automobilistiche non erariali sono demandati alle regioni a statuto ordinario..."

Quindi le regioni caricano sul loro budget annuale una cifra che, contrariamente alla tassa, come imposta diretta è prevedibile in base al numero di veicoli circolanti. E chi evade l'imposta è comunque individuabile con facilità. I costi relativi al recupero sarebbero a carico dell'evasore.

Le accise sono invece un'imposta indiretta (quindi comunque non configurabili come "tassa"), che alla fine divengono entrata statale. Alle regioni verrebbe a mancare una voce in bilancio e questa dovrebbe essere supplita dallo Stato, attraverso un apposito finanziamento. Qualunque sia la modalità con la quale il finanziamento venga determinato, non vi è alcuna corrispondenza diretta, di alcun tipo, tra l'imposta diretta riscossa dalle regioni su una base di calcolo precisa, e l'imposta indiretta riscossa dallo Stato in sostituzione della prima.

E' una revisione di voci di bilancio che ha come conseguenza una redistribuzione di certi oneri. Punto. La redistribuzione può essere vantaggiosa per alcuni piuttosto che per altri, equa o iniqua, semplice o complicata... ma l'equazione "bollo auto = accise sui carburanti" è fuorviante. Non funziona così. Affermare di sostituire una cosa con l'altra è, semplicemente, propaganda politica.

Poi, un politico, un gruppo, etc. può sempre fare un lavoro vero(se è in grado) di revisione delle voci di bilancio. Ma è quello che deve fare; non una proposta di legge per fare proseliti (e potenziali elettori). Dire, sic et simpliciter, che "poichè l'introito annuo sulle tasse di possesso è X, d il consumo di carburante e Y, Y/X fa 15 centesimi" non riesco a vederlo come un comportamento corretto.

Questo, secondo il mio modesto parere, è giusto che venga precisato.

Lavori in Regione? :lol:
 
alex.79 ha scritto:
il discorso si presta ad almeno due chiavi di lettura, una meramente contabile e l'altra di principio.

Dal punto di vista del bilancio dello Stato, il bollo auto è una delle tante imposte esistenti senza le quali non sarebbe possibile assicurare stipendi pubblici, pensioni, sanità, etc. Attualmente vale circa 6 miliardi all'anno (dato letto su internet, non so se sia corretto) per cui una potenziale riforma a costo zero dovrebbe limitarsi a rimodulare la stessa: se così fosse, alcuni ci guadagnerebbero ma altri si troverebbero a pagare di più. In alternativa, la rimodulazione andrebbe a mutare anche l'entità dell'entrata per l'erario, ma a questo punto il discorso sarebbe più ampio e andrebbe a toccare la politica economica nel suo complesso. Ridurre il gettito di un'imposta si può, ma bisogna valutare a 360° il suo impatto.

Dal punto di vista del principio, invece, ognuno è libero di pensarla come vuole: c'è chi ritiene più equo un bollo legato all'uso dell'auto (e quindi all'inquinamento prodotto), c'è chi ritiene che invece il parametro dovrebbe essere legato ad altri fattori. Legarlo all'uso sarebbe effettivamente una soluzione, sulla cui equità però avanzerei alcuni dubbi: oltre all'esempio della Ferrari che fa 1.000 km all'anno, c'è quello di un lavoratore che fa 50.000 km annui, a cui i costi di trasporto lieviterebbero notevolmente con ripercussioni di vario genere (aumento dei prezzi dei beni di consumo o dei servizi nel caso di commerciante o professionista, riduzione dei salari reali nel caso del lavoratore dipendente, etc.).

Io, di principio, legherei piuttosto l'imposta al valore dell'auto: se compro una mercedes da 50.000 euro devo pagare di più rispetto ad una generalista segmento B o C con cilindrata o potenza analoga che però costa la metà. Se sia più equo questo sistema non saprei, ma temo che questo sia il classico problema della quadratura del cerchio...

sono d'accordo al 100% con la tua analisi
 
53AR ha scritto:
Inoltre ci sarebbe da ricollocare tutti quei parass... dipendenti legati alla gestione della tassa di possesso, l'ACI pesterebbe i piedi, per me non se ne farà niente :evil:

il 14 o 17 luglio di quest'anno sapremo se il PRA esiste ancora o no e quindi anche cosa succederà all'Aci
 
Jambana ha scritto:
Lavori in Regione? :lol:

Anche se molto, ma davvero molto, indirettamente la cosa potrebbe anche essere vista così.

E quindi ogni volta che si parla di 'ste robe, tremo, perchè conosco i miei polli.

L'accoppiata populismo-dipendenti regionali è una delle massime cause del nostro disastro :lol:
 
Paoazzo ha scritto:
hgtpunto ha scritto:
Si discute una Proposta di Legge per abolire il bollo auto in cambio di una maggiorazione delle accise pari a 15 cent. per litro. Facendo due calcoli una utilitaria per 10.000 km l'anno pagherebbe in piu di carburante circa 80 euro contro i 120 -140 euro in media di bollo auto attuale. Lo stato incasserebbe da tutti gli automobilisti la quota senza "rincorrere" gli evasori. Praticamente Piu' si circola piu' si paga.
Oh bene bene, magari, così anziché pagare 300? di bollo su 15.000km/anno andrei a 118.
E, come già stato detto, sarebbe una cosa che pagherebbero tutti, evasori inclusi.
Per me OK!

questa tasse anche se odiosa non ha evasori, è una delle poche dove tutti pagano. l'unica eniquità di questa tassa sta nel fatto che alcune regione incassino i soldi dei bolli anche per veicoli che non circolano sul loro territorio.
 
involt ha scritto:
[Alle regioni verrebbe a mancare una voce in bilancio e questa dovrebbe essere supplita dallo Stato, attraverso un apposito finanziamento.

Lo stato sa quanto incassa dalle accise, in linea di principio si potrebbe trasferire alle regioni la quota corrispondente ai 15 cent in proporzione al numero di auto immatricolate nelle regioni. Non si dovrebbe sbagliare di tanto, credo.
 
Se ne era parlato già in passato e, come allora, vorrei far presente alcuni aspetti, molti già citati.
Il bollo è un'imposta (@involt: indiretta e non diretta. Le dirette sono quelle sul reddito. Le uniche eque, peraltro!) legata al possesso, come detto. Ciò significa che la ratio di tassazione è il patrimonio. Quando era tassa di circolazione la ratio era diversa e legata al consumo delle strade, all'inquinamento, ecc.
Già come è adesso è un obrobio perchè non viene proporzionata al valore come dovrebbe essere una tassa sul patrimonio, ma alla potenza e aumenta con l'aumentare dell'età (legandola alla norma anti-inquinamento). In quest'ottica è legata all'inquinamento, quindi risulterebbe più corretto rimodularla sulle accise del carburante. Tuttavia una vettura euro6 che consuma in qualche caso (soprattutto i diesel) più di una euro4, ma inquina meno, sarebbe penalizzata.
Naturalmente sempre qualcuno resta penalizzato e qualcuno avvantaggiato. Credo che sia importante definire proprio la famosa ratio della tassa per capire su quale leva si vuole agire. Si vuole veramente far pagare per l'inquinamento? per l'uso delle strade? per il valore del bene?
Io temo che in fondo in fondo non freghi niente a nessuno delle motivazioni: alla politica interessa avere una maggior entrata facilmente controllabile e sulla quale può operare aumenti che danno introiti immediati. Al popolo che fa pochi km interessa solo risparmiare. Chi ne fa tanti (io sono tra quelli) la prenderà in quel posto (ma tanto siamo abituati :evil: :evil: ). Purtroppo, temo che anche chi crede di risparmiare, si troverà a veder entrare quei soldi dalla porta per vederli uscire dalla finestra.
Intanto io continuo a pagare sempre più per recarmi al lavoro. Come è stato detto faranno in modo che chi deve far km per lavorare abbia uno sconto fiscale, ma io sono dipendente e l'auto è mia: sarò fuori da tutti i calcoli di ogni tipo!
Vabbè, ma che frega alla politica. Sono pochi casi, in fondo... mica è colpa loro se abito in un piccolo comune non servito dai mezzi pubblici e lavoro in un altro piccolo comune a 40 km di distanza senza collegamenti pubblici. Colpa mia che abito lì, che lavoro là e che esisto!
L'opinione pubblica la convinci a votarti con l'eliminazione dell'odiato bollo auto...
 
rotagian ha scritto:
Intanto io continuo a pagare sempre più per recarmi al lavoro. .

Così a occhio, a rimetterci sul serio sarà chi ha un'auto "piccola", che beve "tanto" e fa "tanti" km. Io facendo due conti, su 25mila km l'anno con un'auto da 5 l/100 km che attualmente paga 220 euro circa di bollo riuscirei ancora a sparagnare qualcosa (in realtà, tra me e consorte ne facciamo un po'più di 30mila su due auto). Diciamo che la classica turbodiesel da 120 cavalli che fa 30mila km l'anno va in pareggio.

PS: anch'io sto a 45 km dal lavoro...
 
rotagian ha scritto:
Se ne era parlato già in passato e, come allora, vorrei far presente alcuni aspetti, molti già citati.
Il bollo è un'imposta (@involt: indiretta e non diretta. Le dirette sono quelle sul reddito. Le uniche eque, peraltro!) legata al possesso, come detto. Ciò significa che la ratio di tassazione è il patrimonio. Quando era tassa di circolazione la ratio era diversa e legata al consumo delle strade, all'inquinamento, ecc.
Già come è adesso è un obrobio perchè non viene proporzionata al valore come dovrebbe essere una tassa sul patrimonio, ma alla potenza e aumenta con l'aumentare dell'età (legandola alla norma anti-inquinamento). In quest'ottica è legata all'inquinamento, quindi risulterebbe più corretto rimodularla sulle accise del carburante. Tuttavia una vettura euro6 che consuma in qualche caso (soprattutto i diesel) più di una euro4, ma inquina meno, sarebbe penalizzata.
Naturalmente sempre qualcuno resta penalizzato e qualcuno avvantaggiato. Credo che sia importante definire proprio la famosa ratio della tassa per capire su quale leva si vuole agire. Si vuole veramente far pagare per l'inquinamento? per l'uso delle strade? per il valore del bene?
Io temo che in fondo in fondo non freghi niente a nessuno delle motivazioni: alla politica interessa avere una maggior entrata facilmente controllabile e sulla quale può operare aumenti che danno introiti immediati. Al popolo che fa pochi km interessa solo risparmiare. Chi ne fa tanti (io sono tra quelli) la prenderà in quel posto (ma tanto siamo abituati :evil: :evil: ). Purtroppo, temo che anche chi crede di risparmiare, si troverà a veder entrare quei soldi dalla porta per vederli uscire dalla finestra.
Intanto io continuo a pagare sempre più per recarmi al lavoro. Come è stato detto faranno in modo che chi deve far km per lavorare abbia uno sconto fiscale, ma io sono dipendente e l'auto è mia: sarò fuori da tutti i calcoli di ogni tipo!
Vabbè, ma che frega alla politica. Sono pochi casi, in fondo... mica è colpa loro se abito in un piccolo comune non servito dai mezzi pubblici e lavoro in un altro piccolo comune a 40 km di distanza senza collegamenti pubblici. Colpa mia che abito lì, che lavoro là e che esisto!
L'opinione pubblica la convinci a votarti con l'eliminazione dell'odiato bollo auto...

il tuo discorso è giusto, ripeto è una tassa odiosa per mille motivi, pensa che io a Roma per andare da una parte all'altra faccio più di 50 km e ci sono anche i collegamenti pubblici, ma non convengono :D :D
 
a_gricolo ha scritto:
Lo stato sa quanto incassa dalle accise, in linea di principio si potrebbe trasferire alle regioni la quota corrispondente ai 15 cent in proporzione al numero di auto immatricolate nelle regioni. Non si dovrebbe sbagliare di tanto, credo.

Be' questo non dovrebbe essere esattamente così. Le accise sono imposte indirette su beni di consumo; pertanto, gli incassi sono correlati ai consumi. Questo per le imposte sulle proprietà non accade. L'introito per un'imposta sulle proprietà è determinato da numero ed entità dei beni e dalla modalità di calcolo dell'imponibile (al netto dell'evasione fiscale :D )

Nel caso delle accise non è così. Pensa per esempio a cosa accadrebbe se una regione volesse adottare dei provvedimenti atti a scoraggiare l'uso (chiaramente non il possesso) dell'automobile con motori a combustione interna per questioni di politiche energetiche, o antiinquinamento. Come si eseguirebbe la ripartizione dei finanziamenti statali? Una regione nella quale è stato venduto più carburante potrebbe insorgere sostenendo che i proventi del commercio dei carburanti vengono assegnati ad altri, "Roma ladrona!"

E se si attraversasse un periodo di "crisi" internazionale (energetica, importazioni, etc), la riduzione drastica dei consumi inciderebbe anche su questo. Mentre la tassa di proprietà "non fa operazioni".

Ma, ripeto, tutti questi sarebbero problemi risolvibili, nessuno lo nega.

Quello che io trovo fuorviante è la maniera di porgere la cosa. Una cosa è dire: "dobbiamo riformulare il modo in cui la tassazione sugli automobilisti viene messa in atto", ed un'altra è dire "si possono fare pagare 15 cent al posto del bollo auto".

Questo, a mio modesto modo di vedere, è un approccio al problema da bilancio domestico: "riduciamo di quattro l'anno il numero di volte in cui andiamo a cena fuori, e ci compriamo un paio di scarpe in più a testa". Ma per il bilancio di uno Stato, che tra l'altro ha, se non un "federalismo fiscale", almeno un decentramento di gestione, non può funzionare così.

Ed io non mi fido di chi cerca di farmelo credere.

Poi è chiaro che Caon può dire "l'idea è questa, e io me ne prendo il merito. Poi, chi la deve applicare si prenderà le scocciature".

Se poi penso che le persono da cui la proposta viene sono, appunto, quelle di "Roma ladrona" e del "federalismo fiscale", mi insospettisco ancor di più. In fin dei conti, il passaggio dallo stato alle Regioni della gestione della tassa di proprietà sull'automobile l'hanno voluta proprio loro, quando non erano di "Fare!".

Che vuoi farci, ogni volta che sento parlare di "Fare!" mi sembra di subodorare una fregatura, da qualunque parte venga... :D
 
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