il discorso si presta ad almeno due chiavi di lettura, una meramente contabile e l'altra di principio.
Dal punto di vista del bilancio dello Stato, il bollo auto è una delle tante imposte esistenti senza le quali non sarebbe possibile assicurare stipendi pubblici, pensioni, sanità, etc. Attualmente vale circa 6 miliardi all'anno (dato letto su internet, non so se sia corretto) per cui una potenziale riforma a costo zero dovrebbe limitarsi a rimodulare la stessa: se così fosse, alcuni ci guadagnerebbero ma altri si troverebbero a pagare di più. In alternativa, la rimodulazione andrebbe a mutare anche l'entità dell'entrata per l'erario, ma a questo punto il discorso sarebbe più ampio e andrebbe a toccare la politica economica nel suo complesso. Ridurre il gettito di un'imposta si può, ma bisogna valutare a 360° il suo impatto.
Dal punto di vista del principio, invece, ognuno è libero di pensarla come vuole: c'è chi ritiene più equo un bollo legato all'uso dell'auto (e quindi all'inquinamento prodotto), c'è chi ritiene che invece il parametro dovrebbe essere legato ad altri fattori. Legarlo all'uso sarebbe effettivamente una soluzione, sulla cui equità però avanzerei alcuni dubbi: oltre all'esempio della Ferrari che fa 1.000 km all'anno, c'è quello di un lavoratore che fa 50.000 km annui, a cui i costi di trasporto lieviterebbero notevolmente con ripercussioni di vario genere (aumento dei prezzi dei beni di consumo o dei servizi nel caso di commerciante o professionista, riduzione dei salari reali nel caso del lavoratore dipendente, etc.).
Io, di principio, legherei piuttosto l'imposta al valore dell'auto: se compro una mercedes da 50.000 euro devo pagare di più rispetto ad una generalista segmento B o C con cilindrata o potenza analoga che però costa la metà. Se sia più equo questo sistema non saprei, ma temo che questo sia il classico problema della quadratura del cerchio...
Dal punto di vista del bilancio dello Stato, il bollo auto è una delle tante imposte esistenti senza le quali non sarebbe possibile assicurare stipendi pubblici, pensioni, sanità, etc. Attualmente vale circa 6 miliardi all'anno (dato letto su internet, non so se sia corretto) per cui una potenziale riforma a costo zero dovrebbe limitarsi a rimodulare la stessa: se così fosse, alcuni ci guadagnerebbero ma altri si troverebbero a pagare di più. In alternativa, la rimodulazione andrebbe a mutare anche l'entità dell'entrata per l'erario, ma a questo punto il discorso sarebbe più ampio e andrebbe a toccare la politica economica nel suo complesso. Ridurre il gettito di un'imposta si può, ma bisogna valutare a 360° il suo impatto.
Dal punto di vista del principio, invece, ognuno è libero di pensarla come vuole: c'è chi ritiene più equo un bollo legato all'uso dell'auto (e quindi all'inquinamento prodotto), c'è chi ritiene che invece il parametro dovrebbe essere legato ad altri fattori. Legarlo all'uso sarebbe effettivamente una soluzione, sulla cui equità però avanzerei alcuni dubbi: oltre all'esempio della Ferrari che fa 1.000 km all'anno, c'è quello di un lavoratore che fa 50.000 km annui, a cui i costi di trasporto lieviterebbero notevolmente con ripercussioni di vario genere (aumento dei prezzi dei beni di consumo o dei servizi nel caso di commerciante o professionista, riduzione dei salari reali nel caso del lavoratore dipendente, etc.).
Io, di principio, legherei piuttosto l'imposta al valore dell'auto: se compro una mercedes da 50.000 euro devo pagare di più rispetto ad una generalista segmento B o C con cilindrata o potenza analoga che però costa la metà. Se sia più equo questo sistema non saprei, ma temo che questo sia il classico problema della quadratura del cerchio...