<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> avremo il Ministero della Veritá? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

avremo il Ministero della Veritá?

controllare il fiume di notizie e informazioni che circolano sulla rete è impossibile, in questo concordo con alcuni di voi che lo hanno evidenziato. Infatti non ci sarà alcun "censore". Ma apprezzo il fatto che si sia posto il problema: il danno sociale che i diffusori di bufale recano è elevatissimo, non solo perché il 95% delle persone trae la maggior parte delle informazioni da media e social - e, si sa, nell'opinione popolare se una cosa la dicono tutti forse forse sarà vera... - ma anche e soprattutto perché si fa strada l'idea che le opinioni di tal Mario Rossi, laureato all'università della vita, valgano quanto quelle del medico o dell'ingegnere con 40 anni di esperienza. E' il trionfo della mediocrità, prima o poi questa deriva va arginata in qualche modo

se non si parla di ingegneria non vedo perchè l'opinione di un ingegnere debba valere più chi chi ingegnere non è; se l'argomento è, che so, l'eutanasia, il parere di un ingegnere deve valere più di chi ingnere non è o, non è laureato? è una follia.

praticamente così dicendo si da ragione alla botteri (vedi il post sopra)
 
non ho scritto che il medico e l'ingegnere debbano poter discettare su tutto, ci mancherebbe, era un esempio per dire che se parliamo di vaccini, tanto per dire, io non posso competere con un medico perché difetto di competenze ed esperienza che invece lui possiede. Se parliamo di motori non posso competere con un ingegnere, se parliamo di terremoti con un geologo e così via
 
non ho scritto che il medico e l'ingegnere debbano poter discettare su tutto, ci mancherebbe, era un esempio per dire che se parliamo di vaccini, tanto per dire, io non posso competere con un medico perché difetto di competenze ed esperienza che invece lui possiede. Se parliamo di motori non posso competere con un ingegnere, se parliamo di terremoti con un geologo e così via

ah beh...in tal caso concordo.
 
ah beh...in tal caso concordo.
Pure io.
Aggiungo che mi sto accorgendo che tutti stanno diventando "esperti" nel mestiere degli altri.
Vanno dal medico, dal tecnico, dal sarto, ecc. gia' "preparati", e controbattono pure.
Con questo non voglio addossare la colpa solo da una parte (li conosco bene i professionisti...ci lavoro e lo sono pure io;):D) ma cosi' non si va da nessuna parte.
No anzi.. a fondo:eek:.
 
Un magistrale Marco Travaglio sulla censura e sulle post verità:

https://infosannio.wordpress.com/2017/01/03/post-verita-e-pre-balle-di-marco-travaglio/


Il Web, come tutti i media, è avvelenato dai falsi, ciascuno dei quali però ha il suo antidoto: il giornalismo “firmato” da chi si è costruito una fama di credibilità e risulta autorevole. E infatti è l’antidoto, non il veleno, che allarma questi politici senza elettori e questi giornalisti senza lettori. Che, persi i contatti con la realtà e dunque con la gente, si giocano l’ultima carta per non morire. La carta più vecchia e disperata del mondo: la censura. Siccome sempre meno gente si fida dei megafoni che essi controllano proprio perché raccontano un sacco di balle, lorsignori accusano il Web che non controllano di fare ciò che han sempre fatto loro, per poterlo controllare e farcì quel che han sempre fatto altrove: mentire e fottere.
 
non ho scritto che il medico e l'ingegnere debbano poter discettare su tutto, ci mancherebbe, era un esempio per dire che se parliamo di vaccini, tanto per dire, io non posso competere con un medico perché difetto di competenze ed esperienza che invece lui possiede. Se parliamo di motori non posso competere con un ingegnere, se parliamo di terremoti con un geologo e così via
Bisogna solo stare attenti anche, sottolineo anche, al professionista.
Non difetterà di competenza ma avrà vita facile ad approfittare dell'incompetenza altrui.

Per rimanere sul tema del giornalismo, Report, una trasmissione considerata di alto profilo (senz'altro ben superiore a tante trasmissioni giornalistiche), ogni volta che ha parlato di argomenti che conosco, anche con un grado di conoscenza non elevato, mi ha sempre dimostrato che i suoi servizi non sono volti tanto ad informare quanto a influenzare e a fare scalpore. E non basta dire alcune verità per rendere la notizia corretta.

A proposito di professionisti e di web inaffidabile, in una recente ristrutturazione di un appartamento, se non fosse esistito il web i "professionisti", pagati come "professionisti", avrebbero fatto cose inqualificabili: roba da dilettanti non da professionisti (ed erano persone "autorevoli" nel loro campo).
Il web è come la vita reale, pieno di cretini ma anche pieno di brave persone. Il mondo reale ci ha dimostrato che un titolo di studio, la notorietà, un ordine, un politico ecc. ecc., non servono a garantire niente. Non vedo per quale motivo percorrere la stessa strada con il web.

Ciao.
 
Secondo me anche l'articolo di Travaglio mistifica molto la storia dandone una sua ricostruzione e pretendendo che sua l'unica corretta mentre tutte le altre sono create ad arte da un manigoldo gruppo di burattinai, però lui a differenza dei presunti siti web ci mette la faccia e la firma , quest'ultimi invece latitano nella nebbia della rete e nessuno da chi sono, qui per me sta il punto della questione.
 
Per chiaro_scuro, sono d'accordo con te ma credo che una certa regolamentazione del web sia necessaria proprio perché altrimenti in breve perderà quella valenza che tu hai descritto. Il problema sta,anche nel giornalismo ortodosso,che nel momento in cui si pone in essere una critica scatta il discorso paura censura e quindi si sta sempre fermi al palo.
 
Il giornalismo è regolamentato ed il web no: che differenza, concreta, c'è?
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Estratto da wikipedia:
Secondo la giurisprudenza, il giornalista è tenuto ad assicurare ai cittadini un'informazione:

« qualificata e caratterizzata da obiettività, imparzialità, completezza e correttezza; dal rispetto della dignità umana, dell'ordine pubblico, del buon costume e del libero sviluppo psichico e morale dei minori nonché dal pluralismo delle fonti cui [i giornalisti] attingono conoscenze e notizie in modo tale che il cittadino possa essere messo in condizione di compiere le sue valutazioni, avendo presenti punti di vista differenti e orientamenti culturali contrastanti” »
(Sentenza n. 112/1993 della Corte costituzionale.)
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Ora pensa ad un qualsiasi giornale italiano e dimmi se non appare subito chiara la sua "linea": tutte le belle chiacchiere della corte costituzionale su obiettività, imparzialità, completezza e correttezza a che servono? Che tradotto sarebbe: esiste una regolamentazione ma questa si traduce solo in belle parole.

Ciao.
 
attenzione a non confondere due piani distinti: 1) web invaso da bufale e ciarlatani di ogni genere; 2) scarsa qualità dell'informazione. Questo secondo problema, che per gravità non ha nulla da invidiare al primo, attiene nello specifico alla carta stampata ed ai programmi tv come telegiornali e palinsesti di informazione politica. Il problema della scarsa qualità, soprattutto della carta stampata, ha radici profonde, ma qui toccherebbe entrare nel tema della proprietà editoriale, della scarsa concorrenza nel settore, dei molti conflitti di interessi e via dicendo
 
La prova del nove.
Vi e' mai accaduto di leggere su diversi giornali la notizia di un fatto accaduto che conoscete direttamente o in cui eravate coinvolti?
A me si, e non c'era un giornale che la raccontasse giusta; pur trattandosi di cronaca, la notizia riportata, il titolo, persino i font, le foto, tutto insomma era architettato per far emergere un determinato aspetto, per porre l'accento su un problema e minimizzarne altri.
Magari in buona fede (quando mai smettero'di dar fiducia alle umane genti...), ma ogni notizia viene praticamente manipolata, secondo me.
 
Il giornalismo per se e una professione regolamentata con albo, io singolo cittadino grazie alla sua regolamentazione posso far rispondere delle loro azioni i giornalisti, al contrario chi fa informazione sul web e un pinco pallino qualsiasi che può scrivere quello che meglio crede senza rispondere a nessuno e cosa peggiore su cui io non posso rivalerni.
 
Il giornalismo per se e una professione regolamentata con albo, io singolo cittadino grazie alla sua regolamentazione posso far rispondere delle loro azioni i giornalisti, al contrario chi fa informazione sul web e un pinco pallino qualsiasi che può scrivere quello che meglio crede senza rispondere a nessuno e cosa peggiore su cui io non posso rivalerni.

e per quale motivo dovresti rivalerti?!

Proprio per quello che scrivi tu le bufale sui giornali sono molto più gravi di quelle su web.

esempio:
http://www.dagospia.com/rubrica-4/b...-corriere-quotidiano-sbaglia-titolo-74749.htm

qualcuno al corriere si è mai scusato?! hanno pubblicato rettifica?! qualcuno è stato multato o è stato sospeso dall'albo?!?!

NO.

(anzi la bufala è stata smascherata proprio su internet!)

e allora se si permette di scrivere castronerie al corriere bisogna permetterlo a tutti.
Altrimenti, ed è questo il caso, il web viene regolamentato perchè non ha editori filo-élite mentre il corriere può scrivere castronerie perchè è Il Corriere, notoriamente filoestablishment... e non è una cosa accettabile.
 
Tu mi sembra di capire auspichi una liberalizzazione del servizio di informazione , io a mio modesto avviso credo più in una regolamentazione che preveda da una parte il far venire a galla tutto quello che gira in rete applicandogli lo stesso regolarmente che si applica al informazione ortodossa , e per quest ultimi farlo applicare realmente perché come dici tu spesso anche i classici quotidiano vivono in una situazione di impunità
 
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