<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto elettriche: attenti alle batterie delle km0. | Il Forum di Quattroruote

Auto elettriche: attenti alle batterie delle km0.

Fonte: SicurAUTO.it
Autore: Bruno Pellegrini
http://tinyurl.com/jqqy6ql

Le vendite scarseggiano e le auto elettriche restano ferme a lungo. Così le batterie invecchiano e potrebbero durare di meno.

Nel 2015 sono state immatricolate in Italia solo 1460 auto elettriche. Le scarse vendite determinano, come è noto, lunghi tempi di stoccaggio/immobilizzo all'aperto nelle peggiori condizioni per le auto nuove. Per i veicoli elettrici questo comporta anche un progressivo invecchiamento del pacco batterie con conseguenti possibili problemi di scarsa autonomia per i futuri acquirenti. Nei casi di lungo stoccaggio le batterie andrebbero ricaricate almeno una volta al mese o sostituite prima della vendita per correttezza commerciale ma dubitiamo seriamente che ciò avvenga.

L'AUTONOMIA DIMINUISCE

Le batterie agli ioni di Litio (Li-Ion) sono quelle attualmente più utilizzate sulle auto elettriche. Rispetto alle batterie Ni-Cd e Ni-Metal-Id presentano indubbi vantaggi riassumibili nel peso e ingombro ridotti, maggiore densità energetica, minore autoscarica e quasi assenza dell'"effetto memoria". Tuttavia, le batterie al Litio soffrono comunque di una lenta perdita permanente di capacità einiziano ad invecchiare dal momento in cui vengono prodotte. Nel caso di inutilizzo sotto l'effetto di alte temperature ambiente e assenza di ricariche periodiche, il decadimento è maggiore (vedi tabella sotto). A 40°C si può avere una perdita permanente di capacità del 35% in un anno, mentre a 60°C la perdita è addirittura del 40% dopo 3 mesi. Il decadimento delle batterie Li-Ion durante il normale utilizzo può variare dal 5 al 10% ogni anno. E' quindi evidente che l'acquisto di un'auto elettrica (Km0 o da immatricolare) che abbia subito un lungo stoccaggio all'aperto in assenza di ricariche periodiche delle batterie, può riservare spiacevoli sorprese in termini di scarsa autonomia. E' vero che le batterie delle auto elettriche godono in genere di periodi di garanzia prolungati (almeno 5 anni) ma non è dato per scontato che in tutti i casi di precoce decadimento questa venga riconosciuta, conoscendo la scarsa elasticità di certe Case. Nei casi di batterie a noleggio l'onere per la eventuale sostituzione ricadrebbe ovviamente sul fabbricante.

I CLIENTI PROTESTANO

Il problema della autonomia effettiva inferiore a quella promessa e dichiarata dalle Case è comunque un aspetto reale e ricorrente, come dimostra la protesta dei clienti americani della Nissan Leaf (leggi la nostra prova sull'autonomia reale). Un nostro affezionato e competente lettore possessore di auto elettrica ha constatato un decadimento batterie del 17% dopo due anni e 37 mila km. In merito a tale inevitabile fenomeno alcune Case costruttrici mettono le mani avanti e riportano velatamente nei manuali di istruzioni che nel corso degli anni l'autonomia diminuisce. E' pur vero che un certo calo di rendimento, seppur minore nel corso degli anni, lo subisce anche l'inverter e l'elettronica del veicolo e ciò si somma a quello delle batterie in termini di minore autonomia (segue tabella).

LO 0,09% DEL MERCATO TOTALE

Nel 2015, come detto, sono state immatricolate in Italia solo 1460 auto elettriche, prodotte da 10 costruttori diversi, pari allo 0,09% del totale immatricolato/anno. Risultato del tutto deludente, nonostante le (discutibili) agevolazioni fiscali, assicurative e di circolazione di cui godono i veicoli elettrici. Peraltro, non è un mistero che buona parte di questi veicoli rappresentino delle finte vendite in quanto si tratta di auto di dimostrazione o concesse in comodato a varie pubbliche amministrazioni a scopo promozionale. Al di là dei proclami ambientalisti di facciata di certi ad che prevedevano di vendere già 5 o 6 anni fa chissà quante auto elettriche, ci si trova ancora di fronte ad un veicolo distante dai concetti di grande mobilità a cui siamo abituati, con grosse, oggettive limitazioni di fruibilità e praticità d'uso per la stragrande maggioranza degli automobilisti che non si possono permettere di giocare con la seconda auto da città a "emissioni zero" e non posseggono neanche la bella e confortevole villetta a due piani con giardino e annesso garage privato dotato di adeguata presa di ricarica. Forse gli unici a non rendersi conto di tale realtà sono i vertici delle varie istituzioni governative sempre alla ricerca di facile consenso politico-elettorale. Così le Case costruttrici, finanziate e "costrette" dalle discutibili regole UE sui limiti di emissioni della CO2, hanno in listino auto elettriche che spesso non sanno a chi vendere.

MANCA LA COMPONENTE EMOZIONALE

In Italia ma anche in altri Paesi europei, le vendite delle auto elettriche non decollano. D'altra parte, ciò era prevedibile dal momento che le motivazioni reali che impediscono l'ampia diffusione del veicolo elettrico restano comunque insolute (prezzo d'acquisto elevato in rapporto al servizio reso, scarsa autonomia, tempi di ricarica troppo lunghi, mancanza di colonnine di ricarica rapida o lenta, solo di recente il ministro Delrio ha promesso un piano da 32 milioni per la mobilità elettrica). Ai suddetti limiti oggettivi ci permettiamo di aggiungerne un altro, mai menzionato ma non meno determinante per la scelta di una vettura da parte di una non trascurabile schiera di automobilisti. Si tratta della componente emozionale-passionale legata al possesso e all'uso di un'auto che possa appagare i nostri più intimi i desideri e le aspirazioni di un appassionato. Francamente, con tutta la buona volontà, è molto improbabile che un'auto elettrica possa soddisfare tali aspettative.

FINANZIAMENTI GOVERNATIVI

Negli anni della recente crisi economica globale le Case in difficoltà hanno ricevuto grossi finanziamenti governativi a patto che investissero, almeno in parte, nell'auto elettrica. Quindi, per certi costruttori questa è stata una scelta obbligata per evitare drastici ridimensionamenti o la chiusura. Inoltre, la normativa europea prevede la concessione di bonus per le Case che abbiano in listino auto elettriche, allo scopo di rispettare più agevolmente i limiti medi di emissioni di CO2 (vedi il bilancio di emissioni FCA negli USA appesantito dai SUV). A tal proposito, la posizione più volte espressa da Sergio Marchionne ci sembra emblematica soprattutto per la rara franchezza. L'AD di FCA non ha mai nascosto di non credere nell'auto elettrica che, obtorto collo, è costretto a produrre in perdita netta solo per gli USA per rispettare gli accordi con il Presidente Obama all'epoca dell'acquisizione "agevolata" di Chrysler sull'orlo del fallimento.

ELETTRODO POSITIVO

Uno studio della rinomata PurdueUniversity (West Lafayette, Indiana) mette in evidenza i difetti riscontrati nello spessore degli elettrodi; è questo il fattore cruciale che influenza la durata della batteria.Tra le migliori al momento sono considerate quelle con l'elettrodo positivo(catodo)realizzato in LiFePO4 dette anche LFP (Litio-ferro-fosfato), che hanno la caratteristica di resistere agli stress termici edi perdere soltanto il 5% ogni anno della capacità di carica. Alla grande famiglia delle batterie Li-Ion appartengono anche le NMC (Nickel-Manganese-Cobalto), le LMO (LiMn2O4) con catodo in ossido di Mn e le LCO ( LiCoO2) con catodo all'ossido di cobalto e anodo in grafite. Queste ultime sono le meno sicure. La Nissan Leaf e la Chevrolet Volt (ibrida plug- in, vedi la nostra prova su strada) sono equipaggiate con batterie LMO raffreddate ad aria sulla Leaf, a liquido sulla Volt. La Tesla utilizza invece una batteria LCO raffreddata a liquido con tempo di ricarica relativamente breve (3,5 h). Batteria LCO anche per la Smart Fortwo elettrica. Come detto, il principale nemico delle batterie Li-ion è la temperatura elevata o troppo bassa. Per tale motivo nelle applicazioni automobilistiche sono sempre raffreddate (aria o liquido refrigerante). Il range che assicura migliore durata ed efficienza varia tra -10° e +30°C. Le singole celle non devono mai operare a temperatura maggiore di 130 °C poiché a 150 °C circa, il litio diventa instabile termicamente e tende ad infiammarsi con rischi di esplosione della batteria.

IL SOGNO DELLA RICARICA IN POCHI MINUTI?

Il risultato sarebbe possibile grazie a un anodo (elettrodo negativo) "spugnoso" trattato alGrafene, (materiale scoperto nel 2004 da due premi Nobel russi). che assicura una efficienza superiore del 25% rispetto ad una batteria al litio con anodo in grafite. La sperimentazione è in fase avanzata anche in Italia e potrebbe portare ad una nuova generazione di batterie ricaricabili in pochi minuti, come ipotizza Vittorio Pellegrini direttore del GrapheneLabs dell'Istituto italiano di Tecnologia di Genova impegnato nello studio in questione. Anche la Sony sta sviluppando la sperimentazione sull'anodo Sn-Co-C (stagno-cobalto-carbonio) che dovrebbe permettere la ricarica al 90% in 30 minuti. Da citare inoltre gli anodi basati sull'ossido di Titanio (Li4Ti5O12) che offrono buona stabilità termica e chimica.
 
XPerience74 ha scritto:
IL SOGNO DELLA RICARICA IN POCHI MINUTI?

Il risultato sarebbe possibile grazie a un anodo (elettrodo negativo) "spugnoso" trattato alGrafene, (materiale scoperto nel 2004 da due premi Nobel russi). che assicura una efficienza superiore del 25% rispetto ad una batteria al litio con anodo in grafite. La sperimentazione è in fase avanzata anche in Italia e potrebbe portare ad una nuova generazione di batterie ricaricabili in pochi minuti, come ipotizza Vittorio Pellegrini direttore del GrapheneLabs dell'Istituto italiano di Tecnologia di Genova impegnato nello studio in questione. Anche la Sony sta sviluppando la sperimentazione sull'anodo Sn-Co-C (stagno-cobalto-carbonio) che dovrebbe permettere la ricarica al 90% in 30 minuti. Da citare inoltre gli anodi basati sull'ossido di Titanio (Li4Ti5O12) che offrono buona stabilità termica e chimica.
una prima risposta pare ci sarebbe:

Auto elettriche: le batterie innovative Toyota si caricano in 7 minuti.

La nuova generazione di batterie agli ioni di litio sarà altamente efficiente stabile e si ricaricherà in tempi record, ma la strada è ancora lunga.

I ricercatori Toyota hanno messo a punto una nuova generazione di batterie agli ioni di litio basata su un elettrolita solido. Gli accumulatori con la nuova tecnologia potrebbero cambiare le sorti della mobilità elettrica, stabili e compatte possono fare il pieno in 7 minuti.

LA SVOLTA DELLO STATO SOLIDO

Un team di ricercatori Toyota dal 2011 è al lavoro per mettere a punto una nuova generazione di accumulatori agli ioni di litio. Il funzionamento delle attuali batterie Li-Ion si basa un elettrolita allo stato liquido, il quale può rendere gli accumulatori instabili, richiedendo inoltre una struttura contenitiva ingombrante e pesante. Il frutto del lavoro degli scienziati giapponesi sembra concretizzarsi in una batteria, la quale, secondo il Costruttore, risolverebbe non pochi problemi legati allo sviluppo della mobilità elettrica, a partire dai tempi di ricarica (per Mercedes è stupido produrre batterie in proprio). Grazie alla nuova tecnologia sarà possibile caricare le batterie in soli 7 minuti, inoltre aumentando la temperatura d'esercizio i tempi di ricarica si riducono ulteriormente, allineandosi a quelli dei supercondensatori.

MISCELE STABILI ED EFFICIENTI

Il lavoro degli ingegneri giapponesi si è concentrato nella ricerca e sviluppo di un elettrolita solido dalle spiccate caratteristiche di stabilità e conducibilità. Sono stati messi a punto due differenti elettroliti, uno più complesso, composto da una miscela di litio, fosforo, silicio, zolfo e cloro, e uno più semplice composto da litio, fosforo e zolfo. Il primo mix si è rivelato quello con la migliore conducibilità, con i tempi di ricarica più brevi e veloce nel fornire energia. La seconda miscela si è invece rivelata più stabile, sicura e idonea ad alti voltaggi. I due composti sono stati testati a lungo e in condizioni estreme e si mantengono stabili ed efficienti in un range di temperature compreso tra -30 e 100 gradi centigradi (leggi le nuove batterie litio-aria).

GRANDE CAPACITA' DOPO 500 RICARICHE

Con i due composti sono stati realizzati i primi prototipi di batterie, le quali hanno reagito in maniera soddisfacente alle prove di durata (leggi del robot che distribuisce batterie alle auto elettriche). Toyota ha comunicato che nonostante dopo il primo ciclo di ricarica la capacità, per via delle reazioni chimiche tra gli elementi, risulti ridotta del 10%, dopo 500 cicli questa si attesta al 75%. Inoltre gli accumulatori hanno dimostrato una bassa resistenza elettrica, consumando un'inezia durante i periodi di standby. La nuova tecnologia potrà avere un campo di applicazione molto vasto, spaziando dalla mobilità elettrica agli smartphone. La nuova generazione di batterie è ancora allo stadio sperimentale, Toyota sta proseguendo nello sviluppo ma non ha indicato tempi certi per il lancio dei nuovi accumulatori.

http://tinyurl.com/z8pxdk9

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altro art a tema: http://tinyurl.com/gvaojk5
 
Mi spaventano un po' anche le ibride per lo stesso motivo...ci sono diverse auto ibride che mi interesserebbero da usate, ma mi spaventa un po' il pacco batterie in caso di prolungati periodi di inutilizzo, per esempio in concessionaria in attesa di essere vendute.
E' vero che la batteria delle ibride viene utilizzata solo per una parte, molto conservativa, della sua capacità effettiva, quindi l'eventuale decadimento della capacità è meno evidente, però viene da pensarci.

Ma in caso di acquisto sia di elettrica che di ibrida, non si può fare un test della capacità e dello stato di salute della batteria?
 
Ma ha senso pensare all'auto elettrica, quando l'energia elettrica viene prodotta ancora con fonti inquinanti, petrolio, carbone, nucleare ed in minima parte da fonti rinnovabili, che senso ha produrre energia elettrica per questo tipo di locomozione se ad ogni passaggio si perde energia, centrale, rete distributiva, accumulazione in pacchi batterie per poi procedere con l'auto elettrica che in questo modo è peggio dell'auto che va a combustibili tradizionali.
Se è vero che le elettriche inquinano meno dove circolano perché la merda nell'atmosfera la mettono altrove, ma l'atmosfera è unica per tutti.
Meditate gente, meditate.
 
Cioè come i telefonini..quelli in offerta sono quelli con la batteria farlocca.
Ma si può...!
Pensare a queste cose per una macchina...!

W IL MOTORE ENDOTERMICO, ormai dobbiamo creare un'associazione di sostegno contro la scomparsa dei motori normali.
 
domi2204 ha scritto:
Ma ha senso pensare all'auto elettrica, quando l'energia elettrica viene prodotta ancora con fonti inquinanti, petrolio, carbone, nucleare ed in minima parte da fonti rinnovabili, che senso ha produrre energia elettrica per questo tipo di locomozione se ad ogni passaggio si perde energia, centrale, rete distributiva, accumulazione in pacchi batterie per poi procedere con l'auto elettrica che in questo modo è peggio dell'auto che va a combustibili tradizionali.
Se è vero che le elettriche inquinano meno dove circolano perché la merda nell'atmosfera la mettono altrove, ma l'atmosfera è unica per tutti.
Meditate gente, meditate.

il problema è che mentre una centrale elettrica non è costruita in un centro città e si possono studiare dei filtri appositi per abbattere le sostanze inquinanti , su 5 milioni di auto la stessa cosa è impensabile per cui ci troviano inquinamento centrale + inquinamento auto , neanche il rendimento di un motore endotermico è del 100% ma varia dal 30-40% , il problema reale dell'inquinamento dell'auto elettrica è una volta esaurito il pacco batterie dove lo si butta?
 
domi2204 ha scritto:
Ma ha senso pensare all'auto elettrica, quando l'energia elettrica viene prodotta ancora con fonti inquinanti, petrolio, carbone, nucleare ed in minima parte da fonti rinnovabili, che senso ha produrre energia elettrica per questo tipo di locomozione se ad ogni passaggio si perde energia, centrale, rete distributiva, accumulazione in pacchi batterie per poi procedere con l'auto elettrica che in questo modo è peggio dell'auto che va a combustibili tradizionali.
Se è vero che le elettriche inquinano meno dove circolano perché la merda nell'atmosfera la mettono altrove, ma l'atmosfera è unica per tutti.
Meditate gente, meditate.

Italia - 2015 - 43% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

dati TERNA

http://www.ilsole24ore.com/art/impr...pulite-forte-ascesa-072952.shtml?uuid=ACFTY0f

(Invece col petrolio non si perde energia e non si inquina, eh, senza contare le perdite per estarlo, raffinarlo, trasportarlo, costruire e far funzionare piattaforme, pipeline, enormi petroliere, pipeline, distributori...e col rendimento bassissimo dei motori endotermici)

Aprite un po' la mente, gente, apritela...
 
Il Sole inonda quotidianamente la Terra con una quantità di energia 8000 (ottomila) volte superiore a quella consumata da tutto il mondo.
Bisogna essere stupidi come solo l'Uomo è per buttare soldi e risorse nel trivellare zozzerie nascoste km sotto terra anziché investirli per utilizzare tale energia...
Col sole, l'elettricità, l'idrogeno, le biomasse (che sono in fin dei conti un'altra forma di energia solare) potremmo avere cicli energetici a impatto e inquinamento zero.
Ma noi no, avanti col petrolio, se non addirittura col nucleare...
Homo "Sapiens"...?
 
Jambana ha scritto:
domi2204 ha scritto:
Ma ha senso pensare all'auto elettrica, quando l'energia elettrica viene prodotta ancora con fonti inquinanti, petrolio, carbone, nucleare ed in minima parte da fonti rinnovabili, che senso ha produrre energia elettrica per questo tipo di locomozione se ad ogni passaggio si perde energia, centrale, rete distributiva, accumulazione in pacchi batterie per poi procedere con l'auto elettrica che in questo modo è peggio dell'auto che va a combustibili tradizionali.
Se è vero che le elettriche inquinano meno dove circolano perché la merda nell'atmosfera la mettono altrove, ma l'atmosfera è unica per tutti.
Meditate gente, meditate.

Italia - 2015 - 43% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

dati TERNA

http://www.ilsole24ore.com/art/impr...pulite-forte-ascesa-072952.shtml?uuid=ACFTY0f

(Invece col petrolio non si perde energia e non si inquina, eh, senza contare le perdite per estarlo, raffinarlo, trasportarlo, costruire e far funzionare piattaforme, pipeline, enormi petroliere, pipeline, distributori...e col rendimento bassissimo dei motori endotermici)

Aprite un po' la mente, gente, apritela...
L'Italia ha fatto notevoli progressi sulle fonti rinnovabili.
Ma, come ho gia' detto in un altro post, ipotizziamo che l'attuale consumo energetico del paese sia di 100 Terawatt (e' un numero casuale) all'anno, di cui 40% rinnovabili, la presenza di un 10% di auto elettriche o ibride plug-in porterebbe un aumento consistente delle richieste di elettricita' che non potrebbe essere coperto dalle fonti rinnovabili (che ovviamente lavorano gia' al max delle potenzialita') e quindi necessiterebbe l'apporto di centrali a combustibili fossili con relativi risvolti a livello inquinamento. Pertanto ipotizzando un fabbisogno di 130 Terwatt annuali il rinnovabile scenderebbe al 30%.

Io rimango del parere che l'auto elettrica avra' una sua logica solo in contesti ben definiti e in realta' omogenee legate soprattutto ad ambiti urbani .
 
in italia grazie alle politiche sul lavoro hanno chiuso diverse grandi aziende ed è noto a tutti che da circa 2 anni abbiamo un notevole surplus di energia e stanno pensando di dismettere pure una centrale elettrica , per cui la richiesta di maggior energia non sarebbe un problema
 
l'unico vero limite delle auto elettriche è la batteria. Se gli studi su questo fronte continuano, sono sicuro che verrà risolto inesorabilmente. Detto questo, di auto elettriche ferme nelle concessionarie non ne ho vista una. Mi chiedo se mai un italiano medio, possa solamente pensarem di comprare un'auto elettrica USATA. Penso semplicemente che il mercato non ci sia. Chi compra elettrico OGGI lo fa più per motivazioni etiche (o presunte tali) che economiche (che, a mio avviso sono sempre CONTRO). Che le batterie attuali siano inadeguate, è un dato di fatto. Che ci sia pure il rischio di comprare un usato con batterie andate (di valore assolutamente rilevante rispetto a quello del veicolo in sè) è un altro motivo REALE ed ECONOMICO per non acquistarle OGGI.
 
Jambana ha scritto:
domi2204 ha scritto:
Ma ha senso pensare all'auto elettrica, quando l'energia elettrica viene prodotta ancora con fonti inquinanti, petrolio, carbone, nucleare ed in minima parte da fonti rinnovabili, che senso ha produrre energia elettrica per questo tipo di locomozione se ad ogni passaggio si perde energia, centrale, rete distributiva, accumulazione in pacchi batterie per poi procedere con l'auto elettrica che in questo modo è peggio dell'auto che va a combustibili tradizionali.
Se è vero che le elettriche inquinano meno dove circolano perché la merda nell'atmosfera la mettono altrove, ma l'atmosfera è unica per tutti.
Meditate gente, meditate.

Italia - 2015 - 43% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

dati TERNA

http://www.ilsole24ore.com/art/impr...pulite-forte-ascesa-072952.shtml?uuid=ACFTY0f

(Invece col petrolio non si perde energia e non si inquina, eh, senza contare le perdite per estarlo, raffinarlo, trasportarlo, costruire e far funzionare piattaforme, pipeline, enormi petroliere, pipeline, distributori...e col rendimento bassissimo dei motori endotermici)

Aprite un po' la mente, gente, apritela...
si è d'estate quando si accendono i climatizzatori si rischia il black out perché la rete non c'è la fa, figuriamoci caricare 30 milioni di auto a batterie, che poi dove le smaltiamo le batterie, ma gia ovviamente inquinano solo i diesel, l'elettrico è pulito? Di pulito c'è solo la bici.
 
domi2204 ha scritto:
Jambana ha scritto:
domi2204 ha scritto:
Ma ha senso pensare all'auto elettrica, quando l'energia elettrica viene prodotta ancora con fonti inquinanti, petrolio, carbone, nucleare ed in minima parte da fonti rinnovabili, che senso ha produrre energia elettrica per questo tipo di locomozione se ad ogni passaggio si perde energia, centrale, rete distributiva, accumulazione in pacchi batterie per poi procedere con l'auto elettrica che in questo modo è peggio dell'auto che va a combustibili tradizionali.
Se è vero che le elettriche inquinano meno dove circolano perché la merda nell'atmosfera la mettono altrove, ma l'atmosfera è unica per tutti.
Meditate gente, meditate.

Italia - 2015 - 43% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

dati TERNA

http://www.ilsole24ore.com/art/impr...pulite-forte-ascesa-072952.shtml?uuid=ACFTY0f

(Invece col petrolio non si perde energia e non si inquina, eh, senza contare le perdite per estarlo, raffinarlo, trasportarlo, costruire e far funzionare piattaforme, pipeline, enormi petroliere, pipeline, distributori...e col rendimento bassissimo dei motori endotermici)

Aprite un po' la mente, gente, apritela...
si è d'estate quando si accendono i climatizzatori si rischia il black out perché la rete non c'è la fa, figuriamoci caricare 30 milioni di auto a batterie, che poi dove le smaltiamo le batterie, ma gia ovviamente inquinano solo i diesel, l'elettrico è pulito? Di pulito c'è solo la bici.

Il consumo eccessivo di corrente a causa dei climatizzatori c'è perché la qualità del costruito fa schifo, e gli edifici si surriscaldano d'estate.

Sarebbe una bella sfida, e un ottimo volano economico, riqualificare il patrimonio edilizio esistente su grande scala, ma è troppo intelligente per i nostri politici, ed è più facile vendere qualche climatizzatore.

30 milioni di auto a batterie non si caricano dall'oggi al domani, non sono un "picco" come i climatizzatori, abbisogano di infrastrutture e anche di essere vendute...cioé di cambiamenti lenti, anche a livello infrastrutturale, che hanno tutto il tempo di essere effettuati. Fra l'altro il grosso delle ricariche avverrebbe di notte, quando tipicamente c'è un eccesso di produzione elettrica.

E pensare a "caricare trenta milioni di auto elettriche" vuol dire pensare ad una realtà di trazione elettrica ormai consolidata, quindi con infrastruttore dedicate diffuse, adeguamento della produzione elettrica, distribuzione dei prodotti petroliferi drasticamente diminuita...è uno scenario irrealistico nel breve periodo, e anche nel medio, quindi parametrarlo sulla rete elettrica attuale è semplicemente assurdo.

Le batterie non si smaltiscono, si riciclano.

Si, il diesel inquina, inquina molto di più di un'auto elettrica, e il petrolio è la causa principale di tutti gli sconquassi geopolitici che avvengono da settant'anni a oggi. Fattene una ragione.
Questo non vuol dire che le auto elettriche non inquinino e siano esenti da altre problematiche, è ovvio.
 
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