<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Aurelia, Adriatica, Pedemontana Le strade più pericolose per i ciclisti (cronache di una strage). | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Aurelia, Adriatica, Pedemontana Le strade più pericolose per i ciclisti (cronache di una strage).

Kren2 ha scritto:
Dalle mie parti di piste ciclabili ce ne sono e per giunte nuove di zecca, ben fatte e sicure (cioè ben lontane dalle strade utilizzate dagli automobilisti).

Sarebbe un sogno avere da me strade ciclabili per sole bici e poter andare a tutta senza il patema dell'auto che esce dallo stop perché tanto sei una bici, del patema che ti taglia la strada senza freccia tanto sei una bici, del patema in rotonda che levati che sei una bici.

Intanto tengo i segni su sellino, manubrio, pedali, cambio... non li sistemo come memento delle cadute causate dalle auto. Da solo non son mai caduto, nemmeno quando mi capitò in discesa di rompere un cavo del freno.
 
Matteomatte2.0 ha scritto:
io invece ero sulla ciclabile, sto per superare due signore con cane rigorosamente all'esterno, quando sono vicino, non prima di avere notevolmente rallentato visto che le due passeggiavano affiancate, il cane (un Jack Russell) è partito, l'ho schivato per un pelo, tralascio gli epiteti con cui ho apostrofato la signora. Come scrivevo prima a un mio conoscente è andata peggio: clavicola fratturata e signora che non non ha fatto un plissè. Ogni ulteriore commento mi pare superfluo...

Mai dubitato che l'inciviltà o, meglio, lo scarso rispetto per il prossimo, fossero universalmente e trasversalmente diffusi nel genere umano. Sottolineavo unicamente come i ciclisti non siano l'eccezione alla regola, rientrando anch'essi nella media della specie... ;)
 
Fulcrum ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
io invece ero sulla ciclabile, sto per superare due signore con cane rigorosamente all'esterno, quando sono vicino, non prima di avere notevolmente rallentato visto che le due passeggiavano affiancate, il cane (un Jack Russell) è partito, l'ho schivato per un pelo, tralascio gli epiteti con cui ho apostrofato la signora. Come scrivevo prima a un mio conoscente è andata peggio: clavicola fratturata e signora che non non ha fatto un plissè. Ogni ulteriore commento mi pare superfluo...

Mai dubitato che l'inciviltà o, meglio, lo scarso rispetto per il prossimo, fossero universalmente e trasversalmente diffusi nel genere umano. Sottolineavo unicamente come i ciclisti non siano l'eccezione alla regola, rientrando anch'essi nella media della specie... ;)

Certamente visto che l'ho ricordato nel mio primo messaggio, purtroppo bisognerebbe iniziare a sanzionare sia il ciclista che fa lo slalom tra i pedoni sul marciapiede, sia il pedone che usa la pista ciclabile come un marciapiede. Pie illusioni visto che siamo in Italia...
 
Fulcrum ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
io invece ero sulla ciclabile, sto per superare due signore con cane rigorosamente all'esterno, quando sono vicino, non prima di avere notevolmente rallentato visto che le due passeggiavano affiancate, il cane (un Jack Russell) è partito, l'ho schivato per un pelo, tralascio gli epiteti con cui ho apostrofato la signora. Come scrivevo prima a un mio conoscente è andata peggio: clavicola fratturata e signora che non non ha fatto un plissè. Ogni ulteriore commento mi pare superfluo...

Mai dubitato che l'inciviltà o, meglio, lo scarso rispetto per il prossimo, fossero universalmente e trasversalmente diffusi nel genere umano. Sottolineavo unicamente come i ciclisti non siano l'eccezione alla regola, rientrando anch'essi nella media della specie... ;)

E' ovvio che neuroni e sinapsi non cmbiano a seconda del mezzo di trasporto utilizzato.
Da ciclista ammetto che alcuni "malcostumi" possono essere accentuati dall'effetto branco. Dall'altro il ciclista è anche consapevole che chi si fa male è lui.
 
renatom ha scritto:
E' ovvio che neuroni e sinapsi non cmbiano a seconda del mezzo di trasporto utilizzato.
Da ciclista ammetto che alcuni "malcostumi" possono essere accentuati dall'effetto branco. Dall'altro il ciclista è anche consapevole che chi si fa male è lui.

Allora vuol dire che, dalle mie parti (provincia di Treviso), i ciclisti saranno consapevolmente autolesionisti!

Ne vedo troppi, di tutte le età (e di tutte le tipologie, dal cicloamatore iperprofessionale alla vecchietta con le sacche della spesa appese al manubrio) fare manovre suicide, senza minimamente accertarsi se sopraggiunga qualcuno. :rolleyes:
 
Matteomatte2.0 ha scritto:
Certamente visto che l'ho ricordato nel mio primo messaggio, purtroppo bisognerebbe iniziare a sanzionare sia il ciclista che fa lo slalom tra i pedoni sul marciapiede, sia il pedone che usa la pista ciclabile come un marciapiede. Pie illusioni visto che siamo in Italia...

E cominciare a rendersi conto che un percorso naturalistico ciclo-pedonale in un parco naturale non è una pista "dedicata", magari...

Pare non si possa più andare a passeggiare perchè si infastidiscono troppo gli emuli di Coppi e Bartali... :twisted:
 
Fulcrum ha scritto:
Matteomatte2.0 ha scritto:
Certamente visto che l'ho ricordato nel mio primo messaggio, purtroppo bisognerebbe iniziare a sanzionare sia il ciclista che fa lo slalom tra i pedoni sul marciapiede, sia il pedone che usa la pista ciclabile come un marciapiede. Pie illusioni visto che siamo in Italia...

E cominciare a rendersi conto che un percorso naturalistico ciclo-pedonale in un parco naturale non è una pista "dedicata", magari...

Pare non si possa più andare a passeggiare perchè si infastidiscono troppo gli emuli di Coppi e Bartali... :twisted:

Dall'altra parte ci sono anche quelli che fanno capannello sulle ciclabili.
Tu prova anche solo a camminare su una ciclabile ad Amsterdam e vedi che ti succede!
 
bumper morgan ha scritto:
penso che anche andare a pedalare sulle strade dei laghi ( Como e Garda) sia pericoloso.

A proposito, ma nelle gallerie accendere un faretto dietro é cosí complicato? :rolleyes:

In una galleria di queste mi è capitato un totale idiota senza giubbetto, catarifrangenti e luci: gli ho maledetto la vita per l'eternità... meno male cha andavo piano e circospetto.......
 
sensodrive ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
penso che anche andare a pedalare sulle strade dei laghi ( Como e Garda) sia pericoloso.

A proposito, ma nelle gallerie accendere un faretto dietro é cosí complicato? :rolleyes:

In una galleria di queste mi è capitato un totale idiota senza giubbetto, catarifrangenti e luci: gli ho maledetto la vita per l'eternità... meno male cha andavo piano e circospetto.......

in effetti ci sono gallerie e galleria...parlando del garda sponda lombarda, ci sono alcune gallerie completamente buie e con pareti in roccia che le rendono dippouamente pericolose. Qui un faretto - pssibilmente lampeggiante - sarebbe d'obbligo.
Poi arrivi in trentino e tutto cambia...spaziose e luminose. Anche perché piú nuove.
 
renatom ha scritto:
Il discorso è sempre il solito.
Siamo un popolo dotato di scarso senso civico e le difficoltà di convivenza sulle strade ne sono una delle tante manifestazioni.

Vado per strada in bici, moto e auto e, cambiando il punto di osservazione, si notano le scorrettezze delle altre categorie di utenti della strada.

Ci vorrebbe un po' di rispetto tra tutti anche se già qui si legge di qualcuno che scrive che la strada è per questo o quel mezzo.
concordo...io aggiungerei anche i pedoni ! spesso si comportano in maniera poco osservante del codice della strada
 
ciao,
sono un cicloamatore da sempre.
Da 3 anni vivo in Francia. Qui di piste cicabili non ne ho mai viste, ma non ho mai e dico mai avuto un problema con le auto.

Le auto qui rispettano i ciclisti al 100% e anche se sono in salita a 20km/h, su una strada comunque larga, le auto mi stanno dietro buone e mi passano solo quando c'e completa visibilita nell'altra corsia, lasciandomi molto margine.
A volte mi sento io in imbarazzo per le auto...

come vedete non é questione di piste o non piste, ma di cultura e non cultura.
 
Mi chiedo però se in Francia i ciclisti girino in branchi occupando metà corsia per farsi una chiacchierata insieme, uno accanto all'altro. Io faccio del mio meglio per stare attendo ai ciclisti, vista anche la loro situazione a rischio nel caso di impatto con un autoveicolo, ma ci sono dei comportamenti come quello appena descritto, che mi fanno veramente andare in bestia. Soprattutto quando avvengono su strade molto trafficate. Se su una stradina di campagna devo aspettare un paio di curve per superare posso anche accettarlo, ma che ci sia una fila di 5 auto per un gruppetto di ciclisti che non sanno o non vogliono rispettare il codice proprio no!
 
nuNce ha scritto:
Mi chiedo però se in Francia i ciclisti girino in branchi occupando metà corsia per farsi una chiacchierata insieme, uno accanto all'altro. Io faccio del mio meglio per stare attendo ai ciclisti, vista anche la loro situazione a rischio nel caso di impatto con un autoveicolo, ma ci sono dei comportamenti come quello appena descritto, che mi fanno veramente andare in bestia. Soprattutto quando avvengono su strade molto trafficate. Se su una stradina di campagna devo aspettare un paio di curve per superare posso anche accettarlo, ma che ci sia una fila di 5 auto per un gruppetto di ciclisti che non sanno o non vogliono rispettare il codice proprio no!

Immagino di sì, detto da uno che preferisce andare in giro sempre da solo, girare in gruppo è un'altra cosa. Di solito poi non è che si sta in gruppo per chiaccherare (al massimo qualche frase veloce per segnalare ostacoli o dire manca tot alla salita, alla prossima rotonda a destra ecc..), ma per togliersi il vento a vicenda, in teoria dandosi cambi regolari (o mettendo davanti a tirare il passistone della compagnia). Va da sè che pensare di fare una roba del genere in mezzo al traffico è da imbecilli, e spesso quando incontro gruppi del genere cambio strada piuttosto che infilarmici in mezzo.
 
tommo84 ha scritto:
ciao,
sono un cicloamatore da sempre.
Da 3 anni vivo in Francia. Qui di piste cicabili non ne ho mai viste, ma non ho mai e dico mai avuto un problema con le auto.

Le auto qui rispettano i ciclisti al 100% e anche se sono in salita a 20km/h, su una strada comunque larga, le auto mi stanno dietro buone e mi passano solo quando c'e completa visibilita nell'altra corsia, lasciandomi molto margine.
A volte mi sento io in imbarazzo per le auto...

come vedete non é questione di piste o non piste, ma di cultura e non cultura.

io ci pedalo 1 mese all'anno, qualche imbecille lo si trova pure lì però la percentuale è invertita rispetto a noi, detto questo in Francia, Spagna e Germania si è capito che il cicloturismo genera un gran giro d'affari (e occupazione), da noi, con le ricchezze naturali, paesaggistiche ed enogastronomiche che abbiamo, potremmo generare facilmente qualche miliardo di fatturato, invece si fa poco e niente anche se qualcosa si sta iniziando a muovere sopratutto in Alto Adige e Trentino.
 

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