bumper morgan ha scritto:
penso che anche andare a pedalare sulle strade dei laghi ( Como e Garda) sia pericoloso.
A proposito, ma nelle gallerie accendere un faretto dietro é cosí complicato?
No, non è complicato, è perfettamente inutile.
Detto da uno che gira sempre con la lucina rossa accesa.
Io ho una bici rosso fuoco, metto sempre dei completini rossi/arancioni/gialli/azzurri davvero inguardabili esteticamente, ho le strisce rifrangenti sulle scarpette e sul casco, e pure su alcune delle mie magliette. Se uno non mi vede così, non è una lucina alimentata da una CR2032 a cambiare le cose. E comunque, le gallerie in bici cerco sempre di evitarle (al massimo, le faccio in discesa: almeno non rischio di andare in crisi a metà in salita..)
La luce la uso lo stesso perchè in sicurezza meglio avere una cosa inutile che non averla proprio, ma sull'utilità sono estremamente scettico.
Rispondo anche a U2511: Per me le ciclabili andrebbero completamente abolite, invece. O quantomeno riservate
esclusivamente a chi ha voglia di fare una passeggiata in bici a bassa velocità, magari con i figli che stanno imparando ad andare in bici. Questi sono utenti che vanno tutelati, giusto che abbiano i loro spazi.
Io, che sono un cicloamatore (in senso molto largo, mai fatto gare nemmeno amatoriali, faccio pochissimi km/anno, arrivo forse a 5000 quest'anno, vado piano, non per scelta ma per limiti fisici..), preferisco mille volte stare con le macchine in strada che con i pedoni in una pista ciclabile che spesso inizia nel nulla, finisce nel nulla, è piena di ostacoli ed è stretta mezzo metro. Motivi:
- Le auto, checchè se ne dica, sono molto più prevedibili dei pedoni: io parto dal presupposto che io ciclista sono invisibile alle auto (nel 95% dei casi è effettivamente così). Appena ci fai un pò di occhio, capisci se in una rotonda uno sta per tagliarti la strada anche se non ha messo la freccia.
- Le piste ciclabili spesso e volentieri sono "stupide": agli incroci ti obbligano a girare a destra, fare 10 metri, fermarti, attraversare, girare a sinistra, altri 10 metri, tornare all'incrocio, girare a destra per tornare sulla strada principale. Che senso ha?
- Le strade hanno spesso un fondo schifoso. Le piste ciclabili ce l'hanno sempre. Già i comuni non asfaltano le strade - dove moto e macchine vanno a minimo 50 all'ora - cosa gliene può fregare delle piste ciclabili dove in teoria le bici vanno a passo d'uomo (sfido chiunque a tenere anche solo i 20 kmh in bici su una ciclabile media). Peccato che se becco una buca di 20 cm anche a 10 kmh nella metà dei casi ci lascio un raggio (quindi tutta la ruota) e nel 90% dei casi foro. Poi uno magari riesce pure a stare in piedi e non cadere, ma se devo cambiare due camere d'aria ogni 5 km, invece che uscire in bici apro un negozio di meccanico, almeno mi faccio pagare...
- LE strade sono più larghe: qualsiasi cosa succeda, significa più spazio per evitare un ostacolo o per impostare la traiettoria di una curva. Attenzione che chi non va su 2 ruote questa cosa non la capisce: se io taglio la mia corsia (ribadisco, la
mia corsia) per fare una curva non sto facendo
nulla di illegale. Il che, però, mi consente di essere più sicuro perchè sfruttando tutta la strada utile (la corsia opposta non la considero, per me è come se ci fosse un burrone) ho più margine per correggere la traiettoria.
Ovviamente, se so di avere un'auto dietro di me, me ne sto il più a destra possibile, ma è solo per ulteriore sicurezza mia e per cortesia nei confronti di un veicolo che viaggia più veloce di me, per agevolargli il sorpasso. Analogamente, mi piacerebbe che quando sono in discesa, le auto davanti più lente di me si levassero dalle OO accostando a destra, evitandomi di dover invadere l'altra corsia per superare, cosa che non faccio volentieri (quando c'è la linea tratteggiata, se è continua non lo faccio proprio). Ma qua torniamo al discorso di prima, io per le auto sono invisibile, quindi mi accodo, freno (cosa che in discesa in bici può essere estremamente pericolosa, concetto difficile da far capire a chi non va in bici), rivolgo una nutrita serie di insulti mentali all'automobilista, e cerco di superare appena posso - stare dietro è molto più pericoloso, anche stando a 20-25 metri di distanza praticamente non c'è nessuna visibilità su quello che succede davanti alla macchina che mi precede.