<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Atene, mezzanotte: una delle piu' grandi civilta' | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

Atene, mezzanotte: una delle piu' grandi civilta'

a_gricolo ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
Evitiamo di tagliare con l'accetta, ma facciamo un piano di ridimensionamento degli apparati statali sulla base delle effettive necessità.
Capisco che sia cinico e politicamente scorretto fare queste affermazioni, ma nel privato sarebbe la prassi.. dunque perchè oltre al blocco delle assunzioni non si lima dove necessario?
Con le risorse liberate si sgravano i fattori produttivi, si richiamano investimenti

Già, solo che se "limi" una milionata di lavoratori statali poi li devi mantenere, dato che il mercato del lavoro non è in grado di riassorbirli. Pertanto non sono risorse liberate ma zavorre. Un piano di riorganizzazione della p.a. non si può attuare in sei mesi e neanche in sei anni, ci vuole tutto il tempo che serve. Da fare, ma non so se risolve il problema contingente
li metti in mobilità con sussidi per qualche tempo, così come si fa nel privato.
Capisco che non sia bello da dire ma quando la situazione è drammatica si ricorre a medicine sgradevoli.
Le risorse liberate vengono usate per rilanciare i fattori produttivi.
In breve tempo il sistema riassorbe chi viene smobilitato dallo stato ed inizia a crescere
 
moogpsycho ha scritto:
li metti in mobilità con sussidi per qualche tempo, così come si fa nel privato.
Capisco che non sia bello da dire ma quando la situazione è drammatica si ricorre a medicine sgradevoli.
Le risorse liberate vengono usate per rilanciare i fattori produttivi.
In breve tempo il sistema riassorbe chi viene smobilitato dallo stato ed inizia a crescere

Per me sei troppo ottimista. Intanto i sussidi li deve pagare Pantalone, per di più a fronte di risorse non più produttive. Poi, in genere il personale della p.a. è di formazione appunto amministrativa. Se metti sul mercato del lavoro centinaia di migliaia di segretarie e ragionieri, magari 50enni, poniamo, è difficile che possano essere riassorbiti con le stesse mansioni semplicemente perchè nel privato la domanda di tali figure è già probabilmente satura, e per converso è ancora più difficile poterli riciclare a fare un lavoro diverso da quello che sanno fare. Per quello che proponi tu vedo meglio un piano di uscita dal lavoro anticipata, ma confligge con la riforma del sistema pensionistico che invece vorrebbe che il lavoratore per ottenere la pensione debba prima presentare il certificato di morte....
 
suiller ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Forse ci siamo salvati in tempo.

o sei male informato (ma lo dubito) oppure sei spudoratamente ottimista... :D

al contrario di quello che potrebbe sembrare io non sono pessimista ma altresì un ottimista ben informato :twisted:

hai messo troppi se...

da cosa vogliamo cominciare? crollo dei consumi? aumento costante e non bilanciato con nuovi ingressi delle chiusure iva? stretta creditizia nel settore privato? spesa pubblica fuori controllo? fuga dei capitali? delocalizzazioni?

non ho voglia di tirare fuori tutti i numeri, ma sono devastanti e raccontano di un paese in agonia, ovvio essendo strutturalmente basato su un economia differenziata e assai più grande della grecia il paragone diretto non ha senso ma è solo una questione di tempo

il problema non è se ma quando 8)

completamente d'accordo , se mettiamo la prossima IMU, il prossimo aumento di IVA del 2% e di accise e la dipartita dell'art 18 ( che non metto su un piedistallo ma era l'unica vera garanzia per 40-50enni , quelli malati o con figli malati a carico) di per se tutto cio' metterà paura a milioni di famiglie e quindi ribassera' consumi e produzione ( ammesso che ancora qualcosa si produca in questo paese).
 
moogpsycho ha scritto:
ieri sera seguivo su skynews un dibattito sulla crisi economica greca.
secondo alcuni economisti inglesi la grecia non si riprenderà mai più :shock:
la recessione greca sta diventando in termini temporali la più lunga della storia.. e peggio il paese si trova imbrigliato da patti di stabilità che impediscono ogni ripresa.
Dicevano anche che sebbene nessuno possa ipotizzare gli scenari di una eventuale uscita del paese dall'euro, ci sono già ora investitori pronti ad entrare qualora tornino alla dracma
più passa il tempo più mi rendo conto che avrebbe dovuto fallire ( pare che cmq accadrà); non avrebbe restituito un bel niente e avrebbe potuto ripartire con una sorta di piano marshall. Da sola non ce la può are.
 
a_gricolo ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
li metti in mobilità con sussidi per qualche tempo, così come si fa nel privato.
Capisco che non sia bello da dire ma quando la situazione è drammatica si ricorre a medicine sgradevoli.
Le risorse liberate vengono usate per rilanciare i fattori produttivi.
In breve tempo il sistema riassorbe chi viene smobilitato dallo stato ed inizia a crescere

Per me sei troppo ottimista. Intanto i sussidi li deve pagare Pantalone, per di più a fronte di risorse non più produttive. Poi, in genere il personale della p.a. è di formazione appunto amministrativa. Se metti sul mercato del lavoro centinaia di migliaia di segretarie e ragionieri, magari 50enni, poniamo, è difficile che possano essere riassorbiti con le stesse mansioni semplicemente perchè nel privato la domanda di tali figure è già probabilmente satura, e per converso è ancora più difficile poterli riciclare a fare un lavoro diverso da quello che sanno fare. Per quello che proponi tu vedo meglio un piano di uscita dal lavoro anticipata, ma confligge con la riforma del sistema pensionistico che invece vorrebbe che il lavoratore per ottenere la pensione debba prima presentare il certificato di morte....
i sussidi sono una frazione dello stipendio.. stipendio che paga sempre pantalone. Dunque il risparmio si concretizzerebbe subito.
Sono convinto che in molti enti statali si possano ottimizzare le risorse e pertanto razionalizzare il personale, senza incidere sulla produttività od il servizio al cittadino.
Quanto alla difficoltà per chi rientrerebbe sul mercato del lavoro a trovare un occupazione, è una condizione comune di chi perde il lavoro in età avanzata. Anche qui non vedo perchè fare distinzioni tra privato e pubblico. Inolltre se il posto fisso è monotono per un giovane, non lo è anche per uno meno giovane? :twisted: Sono poi fermamente convinto che se una persona è volenterosa può dimostrarsi utile anche in contesti diversi.
Capisco che il perbenismo comune legga questo provvedimento come macelleria sociale, ma se viene impiegato per garantire rigore in grecia o UK, non può diventare un volano per la crescita da noi?
 
moogpsycho ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
li metti in mobilità con sussidi per qualche tempo, così come si fa nel privato.
Capisco che non sia bello da dire ma quando la situazione è drammatica si ricorre a medicine sgradevoli.
Le risorse liberate vengono usate per rilanciare i fattori produttivi.
In breve tempo il sistema riassorbe chi viene smobilitato dallo stato ed inizia a crescere

Per me sei troppo ottimista. Intanto i sussidi li deve pagare Pantalone, per di più a fronte di risorse non più produttive. Poi, in genere il personale della p.a. è di formazione appunto amministrativa. Se metti sul mercato del lavoro centinaia di migliaia di segretarie e ragionieri, magari 50enni, poniamo, è difficile che possano essere riassorbiti con le stesse mansioni semplicemente perchè nel privato la domanda di tali figure è già probabilmente satura, e per converso è ancora più difficile poterli riciclare a fare un lavoro diverso da quello che sanno fare. Per quello che proponi tu vedo meglio un piano di uscita dal lavoro anticipata, ma confligge con la riforma del sistema pensionistico che invece vorrebbe che il lavoratore per ottenere la pensione debba prima presentare il certificato di morte....
i sussidi sono una frazione dello stipendio.. stipendio che paga sempre pantalone. Dunque il risparmio si concretizzerebbe subito.
Sono convinto che in molti enti statali si possano ottimizzare le risorse e pertanto razionalizzare il personale, senza incidere sulla produttività od il servizio al cittadino.
Quanto alla difficoltà per chi rientrerebbe sul mercato del lavoro a trovare un occupazione, è una condizione comune di chi perde il lavoro in età avanzata. Anche qui non vedo perchè fare distinzioni tra privato e pubblico. Inolltre se il posto fisso è monotono per un giovane, non lo è anche per uno meno giovane? :twisted: Sono poi fermamente convinto che se una persona è volenterosa può dimostrarsi utile anche in contesti diversi.
Capisco che il perbenismo comune legga questo provvedimento come macelleria sociale, ma se viene impiegato per garantire rigore in grecia o UK, non può diventare un volano per la crescita da noi?
Imho affrontate il problema dal punto di vista sbagliato.
Che in italia ci siano troppi statali è un dato di fatto (e che siano troppo tutelati aggiungo io).
Un altro problema ad esso connesso è lo scarso grado dei servizi erogati a fronte di una disponibilità di risorse umane enorme e un prelievo fiscale tra i più elevati al mondo.
Dato che se siamo realisti non possiamo licenziare migliaia di persone dall'oggi al domani, imho si dovrebbe affrontare seriamente due temi, primo la penosa produttività del settore statale e secondo la tutela spropositata di cui godono.
Con i mezzi che abbiamo i servizi statali dovrebbero essere da 5 stelle... :rolleyes:
Si parte da li, poi negli anni è da prevedere l'eliminazione degli esuberi con la calma che ci vuole.
 
jaccos ha scritto:
Imho affrontate il problema dal punto di vista sbagliato.
Che in italia ci siano troppi statali è un dato di fatto (e che siano troppo tutelati aggiungo io).
Un altro problema ad esso connesso è lo scarso grado dei servizi erogati a fronte di una disponibilità di risorse umane enorme e un prelievo fiscale tra i più elevati al mondo.
Dato che se siamo realisti non possiamo licenziare migliaia di persone dall'oggi al domani, imho si dovrebbe affrontare seriamente due temi, primo la penosa produttività del settore statale e secondo la tutela spropositata di cui godono.
Con i mezzi che abbiamo i servizi statali dovrebbero essere da 5 stelle... :rolleyes:
Si parte da li, poi negli anni è da prevedere l'eliminazione degli esuberi con la calma che ci vuole.
jaccos, il tuo è un bel discorso, ma nella pratica i soldi servono e subito.
A dimostrazione della mia teoria leggo ora questo articolo:
http://www.repubblica.it/politica/2012/02/15/news/tagli_difesa-29912835/?ref=HRER1-1

Di Paola propone una riduzione delle strutture del 30% in 5/6 anni.
Imho dovrebbero prendere esempio tutti i ministeri
 
moogpsycho ha scritto:
jaccos ha scritto:
Imho affrontate il problema dal punto di vista sbagliato.
Che in italia ci siano troppi statali è un dato di fatto (e che siano troppo tutelati aggiungo io).
Un altro problema ad esso connesso è lo scarso grado dei servizi erogati a fronte di una disponibilità di risorse umane enorme e un prelievo fiscale tra i più elevati al mondo.
Dato che se siamo realisti non possiamo licenziare migliaia di persone dall'oggi al domani, imho si dovrebbe affrontare seriamente due temi, primo la penosa produttività del settore statale e secondo la tutela spropositata di cui godono.
Con i mezzi che abbiamo i servizi statali dovrebbero essere da 5 stelle... :rolleyes:
Si parte da li, poi negli anni è da prevedere l'eliminazione degli esuberi con la calma che ci vuole.
jaccos, il tuo è un bel discorso, ma nella pratica i soldi servono e subito.
A dimostrazione della mia teoria leggo ora questo articolo:
http://www.repubblica.it/politica/2012/02/15/news/tagli_difesa-29912835/?ref=HRER1-1

Di Paola propone una riduzione delle strutture del 30% in 5/6 anni.
Imho dovrebbero prendere esempio tutti i ministeri
5/6 anni ti sembra subito? ;)
E' un piano di medio periodo, esattamente come ne parlavo io.
Quello che si può fare subito o quantomeno in breve tempo è incrementare la produttività e ridimensionare i privilegi (ho sbagliato prima a chiamarle tutele) dei dipendenti statali. Vengano parificati al settore privato e gli si faccia muovere il sedere (ai fannulloni, fortunatamente non lo sono certo tutti).
 
jaccos ha scritto:
5/6 anni ti sembra subito? ;)
dipende dai punti di vista, se chiedi a un sindacalista si strapperà vesti e capelli rotolando per terra :D
io avrei stretto a 3 anni, ma in ogni caso una riduzione del 30% mi sembra una cosa non da poco ed oggettivamente da organizzare in tempi congrui.
Il ritorno diretto non sarebbe immediato ma a breve periodo (pensi che i provvedimenti sulle pensioni presi lo scorso anno abbiano un riscontro in minor tempo?), mentre la fiducia dei mercati arriverebbe seduta stante
jaccos ha scritto:
E' un piano di medio periodo, esattamente come ne parlavo io.
Quello che si può fare subito o quantomeno in breve tempo è incrementare la produttività e ridimensionare i privilegi (ho sbagliato prima a chiamarle tutele) dei dipendenti statali. Vengano parificati al settore privato e gli si faccia muovere il sedere (ai fannulloni, fortunatamente non lo sono certo tutti).
 
oggi è uscito l'ennesimo dato ufficiale e dice che il debito pubblico nel 2011, nonostante tutti i lacci e lacciuoli, è cresciuto del 2,8%

ulteriori commenti mi sembrano superflui, dobbiamo altresì prepararci ad affrontare l'ondata di ristrettezze che presto arriveranno anche da noi... la grecia è solo il principio :rolleyes:
 
Back
Alto