keyone
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Resta infatti sul tappeto - e vi resterà anche dopo il mio modesto e frettoloso intervento- la questione dell'ideologia di destra che non può essere liquidata da un tratto di penna fra i ciarpami della storia.
Molti intellettuali di destra pongono infatti l'accento sulle radici sociali , anticapitalistiche , o almeno anti-banchieristiche , mi si passi il termine, dei poeti ,pensatori e filosofi a cui si ispirano , come Ezra Pound , Ernst Junger o si rifanno alla profondità esistenzialistica di Heidegger , coinvolto ahimè nel nazismo, e il fascismo colto e mite di Gentile e il liberalismo di Benedetto Croce. Un discorso a parte merita Nietzsche, rivendicato sia dalla destra che dalla sinistra , al pari forse del nostro tradizionalista ribelle Pier Paolo Pasolini e del suo -tanto per rimanere nell'attuale cronachistico- : stò dalla parte dei poliziotti sottoproletari (allora) del sud e non da quella dei figli di papà movimentisti.
Anche la figura di Mussolini ,pur nella drammaticità per lui ,ma soprattutto per l'Italia dell'epilogo, non può essere liquidata con l'epiteto di criminale al pari di Hitler. Pur non volendo cadere nella retorica sempre sentita -mia nonna per esempio ne era convinta :lol:- che l'unico errore di Mussolini è stato quello di allearsi con il diabolico Fuhrer o che il Nostro in fondo era un socialista , nonchè direttore dell'Avanti. Certamente però il fascismo ante-guerra , nella sua ventennale durata non può essere ridotto unicamente a "macchina da guerra" come il suo satanico partito alleato. Basti pensare all'applicazione quasi Keynesiana dello stato e della previdenza sociale , alle opere pubbliche , all'edilizia popolare di qualità dignitosa alla promulgazione di un codice moderno. Riconoscere questo non significa però nascondere i suoi errori e la natura dittatoriale e antidemocratica del fascismo , nonchè la sua repressione - anche se meno sanguinaria- dell'opposizione e delle libertà formali , stampa opinione , associazione , manifestazione ecc.
Molti intellettuali di destra pongono infatti l'accento sulle radici sociali , anticapitalistiche , o almeno anti-banchieristiche , mi si passi il termine, dei poeti ,pensatori e filosofi a cui si ispirano , come Ezra Pound , Ernst Junger o si rifanno alla profondità esistenzialistica di Heidegger , coinvolto ahimè nel nazismo, e il fascismo colto e mite di Gentile e il liberalismo di Benedetto Croce. Un discorso a parte merita Nietzsche, rivendicato sia dalla destra che dalla sinistra , al pari forse del nostro tradizionalista ribelle Pier Paolo Pasolini e del suo -tanto per rimanere nell'attuale cronachistico- : stò dalla parte dei poliziotti sottoproletari (allora) del sud e non da quella dei figli di papà movimentisti.
Anche la figura di Mussolini ,pur nella drammaticità per lui ,ma soprattutto per l'Italia dell'epilogo, non può essere liquidata con l'epiteto di criminale al pari di Hitler. Pur non volendo cadere nella retorica sempre sentita -mia nonna per esempio ne era convinta :lol:- che l'unico errore di Mussolini è stato quello di allearsi con il diabolico Fuhrer o che il Nostro in fondo era un socialista , nonchè direttore dell'Avanti. Certamente però il fascismo ante-guerra , nella sua ventennale durata non può essere ridotto unicamente a "macchina da guerra" come il suo satanico partito alleato. Basti pensare all'applicazione quasi Keynesiana dello stato e della previdenza sociale , alle opere pubbliche , all'edilizia popolare di qualità dignitosa alla promulgazione di un codice moderno. Riconoscere questo non significa però nascondere i suoi errori e la natura dittatoriale e antidemocratica del fascismo , nonchè la sua repressione - anche se meno sanguinaria- dell'opposizione e delle libertà formali , stampa opinione , associazione , manifestazione ecc.