<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Armstrong: tolti i 7 tour. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Armstrong: tolti i 7 tour.

Corazon Habanero ha scritto:
Sembra la mia descrizione. Mi fa piacere non essere solo. Io adoro correre. Adesso sto riscoprendo la bici. Mi pare che tu sia un appassionato. O sbaglio?

Non sbagli inforco almeno 3 volte a settimana la mia Bianchi da corsa e me ne vò in giro scacciando i pensieri negativi... meglio di una seduta dallo psicoterapeuta. :D
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
G5 ha scritto:
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
io mi chiedo una cosa, com'è possibile che alla manifestazione ciclistica più importante al mondo una squadra e un atleta si prendano gioco del sistema per ben 7 anni?!!! :shock:

che credibilità può avere quella manifestazione?
in parte i controlli dell'epoca non riuscivano a scovare nulla perché indietro anni luce ai sofisticati metodi dopanti della cricca uspostal, inoltre Armstrong garantiva un'indotto straordinario a tutto il movimento per cui faceva comodo chiudere un'occhio. basti pensare che il texano elargiva 500000 $ l'anno all' UCI per la lotta al doping.
l'USADA comunque si occupa del caso da anni, non ha mai mollato l'osso. ha incastrato gli ex compagni di armstong per farli testimoniare, ha preso campione di sangue dell'epoca e li a esaminati con le tecniche odierne.

Già che ci sono toglierei pure i titoli a Bartali, Coppi e Learco Guerra .... poi, volando a spanne toglierei una dozzina di scudetti al Juventus, declasserei M. Jordan a giardiniere e Pelé lo promuoverei a rappresentante sportivo presso la federazione dei venditori e usatori di aspirapolveri. Il tocco di classe però lo darei alle forze armate nei luoghi di conflitto ...... sai mai che senza sostanze invece che spararsi addosso non inizino a parlarsi.
come già scritto seguo molto poco lo sport professionistico, mi lascia ormai più o meno indifferente. considero il tutto una buffonata. le gioie me le prendo da solo, una di queste e l'avere abbondantemente superato i 5000 km con la bdc in questa stagione :D sul caso armstrong all'inizio la pensavo come te, un'inutile e controproducente accanimento. poi ho avuto modo di leggere un po' di pagine del rapporto USADA, e di leggere testimonianze di alcuni ex compari del "Texano dagli occhi di ghiaccio". beh ragazzi permettetemi di dire che quello era tutto fuorché che sport....ben venga lotta dura e pura contro certi metodi che nulla hanno a che fare con lo sport. un messaggio tanto forte come cancellare ad armstrong tutte le sue vittorie forse può davvero servire a qualcosa.

Poniamo il caso che concordi sulla tua conclusione .... allora se il principio è quello delle testimonianze e degli studi postumi, possiamo tranquillamente revocare buon a parte delle vittorie della maggior parte degli atleti che, rispetto alla normale condizione di salute, saranno stati certamente alterati da farmaci e cure varie. Se poi passa il principio per cui è vietato ciò che è scritto nelle regole ed anche ciò che non lo è allora credo che la morte di qualsivoglia attività è l'unica via possibile.
 
G5 ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
io mi chiedo una cosa, com'è possibile che alla manifestazione ciclistica più importante al mondo una squadra e un atleta si prendano gioco del sistema per ben 7 anni?!!! :shock:

che credibilità può avere quella manifestazione?

Il fatto è che per 7 anni ogni controllo (e sono stati centinaia) è risultato negativo ... poi, d'improvviso, novelli vergini scoperchiano il vaso e lo rovesciano ..... probabilmente il texano, ha usato su di se, in forza della malattia, soluzioni che a nessun'altra sono date possibili .... lui ha sempre dichiarato e motivato tutto ..... tutti sapevano e godevano dello spettacolo (e dei soldi direi) che si portava appresso quell'uomo (che prima del 98 aveva già vinto assai, non scordatelo) ... sul resto vedo i soliti avvoltoi in cerca di qualche brandello.
Beh stanno venendo fuori anche le connivenze del palazzo (UCI) e si sa pure che il texano ha elargito quattrini agli uomini UCI.
Prima del 98 aveva vinto un mondiale che non è cosa di poco conto ma, come è stato detto sopra, era considerato un ciclista da gara in linea e non da corsa a tappe.
Sul fatto che tutti abbiano beneficiato dell'indotto da lui creato sono d'accordo con te.
La stessa cosa era successa a Pantani che il texano odiava.
 
Corazon Habanero ha scritto:
G5 ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
io mi chiedo una cosa, com'è possibile che alla manifestazione ciclistica più importante al mondo una squadra e un atleta si prendano gioco del sistema per ben 7 anni?!!! :shock:

che credibilità può avere quella manifestazione?

Il fatto è che per 7 anni ogni controllo (e sono stati centinaia) è risultato negativo ... poi, d'improvviso, novelli vergini scoperchiano il vaso e lo rovesciano ..... probabilmente il texano, ha usato su di se, in forza della malattia, soluzioni che a nessun'altra sono date possibili .... lui ha sempre dichiarato e motivato tutto ..... tutti sapevano e godevano dello spettacolo (e dei soldi direi) che si portava appresso quell'uomo (che prima del 98 aveva già vinto assai, non scordatelo) ... sul resto vedo i soliti avvoltoi in cerca di qualche brandello.
Beh stanno venendo fuori anche le connivenze del palazzo (UCI) e si sa pure che il texano ha elargito quattrini agli uomini UCI.
Prima del 98 aveva vinto un mondiale che non è cosa di poco conto ma, come è stato detto sopra, era considerato un ciclista da gara in linea e non da corsa a tappe.
Sul fatto che tutti abbiano beneficiato dell'indotto da lui creato sono d'accordo con te.
La stessa cosa era successa a Pantani che il texano odiava.
Non so se vi siano state connivenze o seppure le regole del tempo fossero più blande .... c'è da dire che oltre al mondiale aveva vinto un paio di classiche e delle tappe ai vari giri ..... bisogna anche dire che nessuno poteva sapere a che cosa fosse incline il texano, intendo come specialità, giacché ha iniziato a correre tardissimo, ha vinto delle gare in linea (ben figurando cmq in quelle tappe) prestissimo (il mondiale mi pare a 21 anni) e si è ammalato altrettanto presto. La maturità fisica aveva ancora da arrivare.
 
G5 ha scritto:
Corazon Habanero ha scritto:
G5 ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
io mi chiedo una cosa, com'è possibile che alla manifestazione ciclistica più importante al mondo una squadra e un atleta si prendano gioco del sistema per ben 7 anni?!!! :shock:

che credibilità può avere quella manifestazione?

Il fatto è che per 7 anni ogni controllo (e sono stati centinaia) è risultato negativo ... poi, d'improvviso, novelli vergini scoperchiano il vaso e lo rovesciano ..... probabilmente il texano, ha usato su di se, in forza della malattia, soluzioni che a nessun'altra sono date possibili .... lui ha sempre dichiarato e motivato tutto ..... tutti sapevano e godevano dello spettacolo (e dei soldi direi) che si portava appresso quell'uomo (che prima del 98 aveva già vinto assai, non scordatelo) ... sul resto vedo i soliti avvoltoi in cerca di qualche brandello.
Beh stanno venendo fuori anche le connivenze del palazzo (UCI) e si sa pure che il texano ha elargito quattrini agli uomini UCI.
Prima del 98 aveva vinto un mondiale che non è cosa di poco conto ma, come è stato detto sopra, era considerato un ciclista da gara in linea e non da corsa a tappe.
Sul fatto che tutti abbiano beneficiato dell'indotto da lui creato sono d'accordo con te.
La stessa cosa era successa a Pantani che il texano odiava.
Non so se vi siano state connivenze o seppure le regole del tempo fossero più blande .... c'è da dire che oltre al mondiale aveva vinto un paio di classiche e delle tappe ai vari giri ..... bisogna anche dire che nessuno poteva sapere a che cosa fosse incline il texano, intendo come specialità, giacché ha iniziato a correre tardissimo, ha vinto delle gare in linea (ben figurando cmq in quelle tappe) prestissimo (il mondiale mi pare a 21 anni) e si è ammalato altrettanto presto. La maturità fisica aveva ancora da arrivare.
Sulle connivenze ti posto un trafiletto che lessi qualche tempo fa e mi pare colga nel segno
"La possibile e probabile connivenza tra i vertici dell'US Postal, quindi Armstrong e Bruyneel, suo direttore sportivo, e l'UCI. Perché l'inchiesta che seppellisce il mito Armstrong parte dall'USADA, l'agenzia anti doping statunitense, non dalla federazione internazionale. Perché l'USADA si è mossa dopo le parole (e gli scritti) di Hamilton e Landis, accuse precise che ha voluto verificare, cosa che all'UCI non è mai interessato fare. Perché l'USADA chiede la revoca dei Tour vinti da Armstrong e l'UCI, nonostante una pletora di prove e di testimonianze, non vuole farlo (e solo essa ne avrebbe la facoltà). Non importa chi ha vinto quei Tour, anzi riscrivere le classifiche è operazione che serve ben poco al ciclismo; probabilmente poi in quelle gare Armstrong è stato davvero il più forte. Importa però che l'UCI non voglia andare a fondo, per non far crollare il castello economico fin qui creato.

Perché per capire come Armstrong e la US Postal potessero adottare sistemi di doping in maniera così spudorata, è necessario, per esempio, sapere che l'americano risultò positivo al Giro di Svizzera 2001, ma disse ad Hamilton, allora suo compagno di squadra, di non preoccuparsi, perché i suoi uomini avrebbero risolto la questione parlando con l'UCI. A Landis, l'anno dopo il texano disse che, per tenere coperta la positività, aveva versato 100.000 dollari alla federazione internazionale. Una donazione, l'ha definita nel 2010 l'attuale presidente dell'UCI Pat McQuaid, per ?aiutare lo sviluppo del ciclismo?, ma che oggi assume tutti altri contorni. O alla positività al Tour del 1999, abilmente insabbiata e nascosta dietro una semplice svista burocratica (che ad un altro corridore sarebbe comunque costata una squalifica)".
Sul resto non so.
 
Boh .... finite le chiacchiere da malelingue mi piacerebbe vedere le prove e magari anche le condanne di chi ha compiuto reati ... compresi i membri dell'UCI. Ad ogni modo, penso che nel mondo tiri aria di vendetta e questa è una delle tante.
 
fuor di polemica, ma giusto per puntualizzare: affermare che L.A. avesse già vinto tanto prima della malattia (e del periodo dei sospetti) è abbastanza inesatto.

ha vinto un mondiale, gara importantissima, ma ricordiamo bene (io lo ricordo) in che modo: fu una gara atipica e confusa (come spesso lo sono i mondiali quando non c'è una squadra leader a tenere le file) in una Oslo fredda e piovosa, con cadute e ritiri. lui ha avuto l'abilità e l'intelligenza di azzeccare l'allungo giusto a pochi km dall'arrivo e mentre gli altri si stavano a guardare - vai tu, no vai tu - lui è andato a vincere (anche fondriest vinse un mondiale a 23 anni, ma non per questo è considerato un fenomeno).

per il resto ha vinto un paio di gare in linea e qualche tappa (3 o 4) tra tour e vuelta, oltre a un bel numero di gare in america.

quindi, a meno di voler considerare la vittoria del giro della Virginia una grande affermazione, diciamo che di fatto L.A. era un ciclista di talento e promettente, votato soprattutto alle corse in linea, che aveva ottenuto fino ad allora una manciata di vittorie importanti: come poi sia diventato una macchina divora-tour non lo so (e mi astengo dal commentare in merito).
 
chepallerossi! ha scritto:
fuor di polemica, ma giusto per puntualizzare: affermare che L.A. avesse già vinto tanto prima della malattia (e del periodo dei sospetti) è abbastanza inesatto.

ha vinto un mondiale, gara importantissima, ma ricordiamo bene (io lo ricordo) in che modo: fu una gara atipica e confusa (come spesso lo sono i mondiali quando non c'è una squadra leader a tenere le file) in una Oslo fredda e piovosa, con cadute e ritiri. lui ha avuto l'abilità e l'intelligenza di azzeccare l'allungo giusto a pochi km dall'arrivo e mentre gli altri si stavano a guardare - vai tu, no vai tu - lui è andato a vincere (anche fondriest vinse un mondiale a 23 anni, ma non per questo è considerato un fenomeno).

per il resto ha vinto un paio di gare in linea e qualche tappa (3 o 4) tra tour e vuelta, oltre a un bel numero di gare in america.

quindi, a meno di voler considerare la vittoria del giro della Virginia una grande affermazione, diciamo che di fatto L.A. era un ciclista di talento e promettente, votato soprattutto alle corse in linea, che aveva ottenuto fino ad allora una manciata di vittorie importanti: come poi sia diventato una macchina divora-tour non lo so (e mi astengo dal commentare in merito).

Se Fondriest (al pari di Bugno) si fossero saputi meglio vendere, con il loro palmares, avrebbero ben altri riconoscimenti ..... LA non aveva vinto solo il mondiale e cmq era da poco salito in bicicletta. Il talento era puro ancorché grezzo.
 
G5 ha scritto:
chepallerossi! ha scritto:
fuor di polemica, ma giusto per puntualizzare: affermare che L.A. avesse già vinto tanto prima della malattia (e del periodo dei sospetti) è abbastanza inesatto.

ha vinto un mondiale, gara importantissima, ma ricordiamo bene (io lo ricordo) in che modo: fu una gara atipica e confusa (come spesso lo sono i mondiali quando non c'è una squadra leader a tenere le file) in una Oslo fredda e piovosa, con cadute e ritiri. lui ha avuto l'abilità e l'intelligenza di azzeccare l'allungo giusto a pochi km dall'arrivo e mentre gli altri si stavano a guardare - vai tu, no vai tu - lui è andato a vincere (anche fondriest vinse un mondiale a 23 anni, ma non per questo è considerato un fenomeno).

per il resto ha vinto un paio di gare in linea e qualche tappa (3 o 4) tra tour e vuelta, oltre a un bel numero di gare in america.

quindi, a meno di voler considerare la vittoria del giro della Virginia una grande affermazione, diciamo che di fatto L.A. era un ciclista di talento e promettente, votato soprattutto alle corse in linea, che aveva ottenuto fino ad allora una manciata di vittorie importanti: come poi sia diventato una macchina divora-tour non lo so (e mi astengo dal commentare in merito).

Se Fondriest (al pari di Bugno) si fossero saputi meglio vendere, con il loro palmares, avrebbero ben altri riconoscimenti ..... LA non aveva vinto solo il mondiale e cmq era da poco salito in bicicletta. Il talento era puro ancorché grezzo.
L.A. ha cambiato il mondo del ciclismo. il modo di pedalare sopratutto. e lo ha fatto dopo la malattia. è stato tra i primi ad usare rapporti meno duri e frequenze di pedalate "impossibili". chi prima di lui osava salire una cima con una frequenza di minimo 90 rpm? e qui entra in gioco il famigerato Dott. Ferrari (evitato già da un po' come la peste) con le sue "alchimie" con il sangue....
vi ricordate di quel corridore italiano (Simeoni) che aveva osato denunciare il "professore"?
ad una tappa del Tour 2004 provò ad andare in fuga, il Boss texano lo andò a riprendere personalmente e lo umiliò al punto che al traguardo il povero corridore scoppiò quasi in lacrime.
 
G5 ha scritto:
Se Fondriest (al pari di Bugno) si fossero saputi meglio vendere, con il loro palmares, avrebbero ben altri riconoscimenti ..... LA non aveva vinto solo il mondiale e cmq era da poco salito in bicicletta. Il talento era puro ancorché grezzo.

ho citato Fondriest per la similitudine (mondiale vinto da giovane semisconosciuto) e per sottolineare che l'assioma un mondiale vinto = fuoriclasse è inesatto (nell'albo d'oro dei mondiali ci sono anche dei signor nessuno, gente che ha azzeccato quel giorno la corsa che vale una carriera).
Fondriest è stato un ottimo corridore, ha vinto tanto, ma non un fenomeno. soprattutto non un uomo da corse a tappe.

Bugno fa storia a sè: per me lui è stato l'ultimo corridore vero, a 360 gradi, dedito a tutte le gare, di tutti i tipi, uno che iniziava a correre a marzo e finiva a ottobre, che ha sempre rifiutato la "specializzazione", pagando questa sua scelta - sempre orgogliosamente rivendicata - con la rinuncia di fatto alla possibilità di vincere il tour.
fino a Bugno trovi tra i campioni del mondo numerosi vincitori di almeno uno dei grandi giri. dopo di lui (e armstrong) non ne trovi più uno: tutta gente da gare in linea, mentre giro e tour (e vuelta) sono diventati quasi un altro sport, appannaggio esclusivo di quei 2/3 che di anno in anno decidono di giocarsi la stagione su quella singola gara.
 
LA dopo il tumore non mi ha mai convinto x tutti i motivi sudetti

trasformazione improvvisa da uomo in linea a uomo a tappe
suoi gregari americani sconosciuti che si piazzavano ai tuor
e sopratutto un atleta dopo un tumore non puo' essere piu' forte ...ma molto piu' forte di prima sopratutto sulla resistenza....è una cosa elementare ..non bisogna essere medici
è gia' molto se campa
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
G5 ha scritto:
chepallerossi! ha scritto:
fuor di polemica, ma giusto per puntualizzare: affermare che L.A. avesse già vinto tanto prima della malattia (e del periodo dei sospetti) è abbastanza inesatto.

ha vinto un mondiale, gara importantissima, ma ricordiamo bene (io lo ricordo) in che modo: fu una gara atipica e confusa (come spesso lo sono i mondiali quando non c'è una squadra leader a tenere le file) in una Oslo fredda e piovosa, con cadute e ritiri. lui ha avuto l'abilità e l'intelligenza di azzeccare l'allungo giusto a pochi km dall'arrivo e mentre gli altri si stavano a guardare - vai tu, no vai tu - lui è andato a vincere (anche fondriest vinse un mondiale a 23 anni, ma non per questo è considerato un fenomeno).

per il resto ha vinto un paio di gare in linea e qualche tappa (3 o 4) tra tour e vuelta, oltre a un bel numero di gare in america.

quindi, a meno di voler considerare la vittoria del giro della Virginia una grande affermazione, diciamo che di fatto L.A. era un ciclista di talento e promettente, votato soprattutto alle corse in linea, che aveva ottenuto fino ad allora una manciata di vittorie importanti: come poi sia diventato una macchina divora-tour non lo so (e mi astengo dal commentare in merito).

Se Fondriest (al pari di Bugno) si fossero saputi meglio vendere, con il loro palmares, avrebbero ben altri riconoscimenti ..... LA non aveva vinto solo il mondiale e cmq era da poco salito in bicicletta. Il talento era puro ancorché grezzo.
L.A. ha cambiato il mondo del ciclismo. il modo di pedalare sopratutto. e lo ha fatto dopo la malattia. è stato tra i primi ad usare rapporti meno duri e frequenze di pedalate "impossibili". chi prima di lui osava salire una cima con una frequenza di minimo 90 rpm? e qui entra in gioco il famigerato Dott. Ferrari (evitato già da un po' come la peste) con le sue "alchimie" con il sangue....
vi ricordate di quel corridore italiano (Simeoni) che aveva osato denunciare il "professore"?
ad una tappa del Tour 2004 provò ad andare in fuga, il Boss texano lo andò a riprendere personalmente e lo umiliò al punto che al traguardo il povero corridore scoppiò quasi in lacrime.

In salita tenevo ritmi altissimi io .... poi dissero che pedalavo troppo e dovevo migliorare la potenza ...... due stagioni ed ho smesso di correre ..... possibile carriera rovinata. Lo stesso Bugno. Quando saltava sul sellino vinse il giro e tante altre belle corse ..... poi, quando iniziò ad andare di sola potenza il suo palmares è rimasto elevato nella qualità delle vittorie ma come numero è calato drasticamente. Un po' come Rebellin che correva tutto l'anno e faceva un paio di buone vittorie ... forse a Bugno l'ha salvato l'aver smesso in tempo ... Rebellin ha osato troppo.
 
skid32 ha scritto:
LA dopo il tumore non mi ha mai convinto x tutti i motivi sudetti
trasformazione improvvisa da uomo in linea a uomo a tappe

il ciclismo è uno sport strano, duro, in cui la maturità agonistica si raggiunge in età piuttosto avanzata (rispetto alla maggior parte degli altri sport), quindi mai dire mai.

penso ad esempio a uno come Jalabert (il vecchio Jaja),sbocciato come sprinter puro in giovane età, rivelatosi poi uomo da gare in linea, divenuto cronoman (1 mondiale di specialità vinto, e a cronometro non si vince mai per caso o per fortuna) e uomo da classifica nei grandi giri (tanto da sfiorare il podio al tour, al giro e alla vuelta), fino ad arrivare ad aggiudicarsi la classifica di miglior scalatore (!) al tour a fine carriera. uno così come lo spieghi?

per questo mi astengo dai commenti: prendo semplicemente atto del fatto che un ciclista nell'arco di 15 anni di carriera può anche modificare le sue caratteristiche. come lo faccio non lo so (e forse è meglio non saperlo).
 
chepallerossi! ha scritto:
skid32 ha scritto:
LA dopo il tumore non mi ha mai convinto x tutti i motivi sudetti
trasformazione improvvisa da uomo in linea a uomo a tappe

il ciclismo è uno sport strano, duro, in cui la maturità agonistica si raggiunge in età piuttosto avanzata (rispetto alla maggior parte degli altri sport), quindi mai dire mai.

penso ad esempio a uno come Jalabert (il vecchio Jaja),sbocciato come sprinter puro in giovane età, rivelatosi poi uomo da gare in linea, divenuto cronoman (1 mondiale di specialità vinto, e a cronometro non si vince mai per caso o per fortuna) e uomo da classifica nei grandi giri (tanto da sfiorare il podio al tour, al giro e alla vuelta), fino ad arrivare ad aggiudicarsi la classifica di miglior scalatore (!) al tour a fine carriera. uno così come lo spieghi?

per questo mi astengo dai commenti: prendo semplicemente atto del fatto che un ciclista nell'arco di 15 anni di carriera può anche modificare le sue caratteristiche. come lo faccio non lo so (e forse è meglio non saperlo).
Ecco, appunto! Io non voglio sbilanciarmi.
La maturità si raggiunge da "anziani". Ma allora i vari Schleck, Ullrich, Cunego come me li devo spiegare?
 
Corazon Habanero ha scritto:
chepallerossi! ha scritto:
skid32 ha scritto:
LA dopo il tumore non mi ha mai convinto x tutti i motivi sudetti
trasformazione improvvisa da uomo in linea a uomo a tappe

il ciclismo è uno sport strano, duro, in cui la maturità agonistica si raggiunge in età piuttosto avanzata (rispetto alla maggior parte degli altri sport), quindi mai dire mai.

penso ad esempio a uno come Jalabert (il vecchio Jaja),sbocciato come sprinter puro in giovane età, rivelatosi poi uomo da gare in linea, divenuto cronoman (1 mondiale di specialità vinto, e a cronometro non si vince mai per caso o per fortuna) e uomo da classifica nei grandi giri (tanto da sfiorare il podio al tour, al giro e alla vuelta), fino ad arrivare ad aggiudicarsi la classifica di miglior scalatore (!) al tour a fine carriera. uno così come lo spieghi?

per questo mi astengo dai commenti: prendo semplicemente atto del fatto che un ciclista nell'arco di 15 anni di carriera può anche modificare le sue caratteristiche. come lo faccio non lo so (e forse è meglio non saperlo).
Ecco, appunto! Io non voglio sbilanciarmi.
La maturità si raggiunge da "anziani". Ma allora i vari Schleck, Ullrich, Cunego come me li devo spiegare?

Han fatto ben poco ..... exploit e poi confatti a fare i comprimari.
 
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