<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Alfa: mai come le altre | Page 22 | Il Forum di Quattroruote

Alfa: mai come le altre

fpaol68 ha scritto:
75turboTP ha scritto:
vecchioAlfista ha scritto:
75turboTP ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
vecchioAlfista ha scritto:
AlfistaMilano ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
Merosi1910 ha scritto:
Ehilà la 75 IMSA, stupenda.

Interessanti anche i commenti al video. Riporto:

mi domando se quei xxxx che ora sono ai vertici alfa,&#65279; vedono mai sti filmati...servirebbe a farli rilfettere su COSA E' ALFA ROMEO... altro che motori trasversali, pianali di punto e bravo...

Concordo pienamente!&#65279; Le nuove Alfa non sono Alfa.

se la mito la chiamano alfa QUESTA COS'è???!!!!&#65279;

Eh già ma noi siamo nostalgici rincoglioniti, venditori bmw...eh già

Quoto al 100%
Il problema è che ai vertici Fiat (non si può parlare di vertici Alfa), di quello che era l'Alfa non gliene frega niente. A loro interessano le sinergie e risparmiare il centesimo. Sono felici perchè con il biscione appicicato sopra riescono a vendere la grande punto a diverse migliaia di euro in più, qualche ingenuo ci abbocca credendo di comprare unAlfa. Hai per caso aperto il sito dell'Alfa ultimamente? A me è venuto da piangere vedendo che si apre con la Mito.
Solo che così facendo l'alfa farà la fine della lancia, che vende solo ypsilon e musa, ed è sparita dagli altri segmenti. Strano ma gli autumobilisti ancora delle sinergie se ne fregano e per le segmento D comprano in maggioranza audi e bmw. Saranno tutti scemi?? ;)
non lo sono e fa specie che tutti qui ripetano sempre di voler alfa vere, ma fiat non fa niente.....

I vecchi Alfisti sono, per i torinesi, dei "rompiscatole", e costituiscono una vecchia guardia inconciliabile con le necessità "di sinergia tout-court" che Torino persegue da sempre.

Di più; ci sono voluti 20 anni perchè fiat riuscisse a sdoganare le sue politiche, e così riuscire a cambiare la "filosofia" dell'utente medio del marchio.
Per questo motivo, hanno dovuto aspettare 20 anni prima di cestinare il Busso, e sono dovuti passare per l'interregno "Pratola serra twin spark" prima di montare motori 100%fiat.
E adesso che il cliente è "sopito", che l'Alfista generico medio è appiattito sulle scelte aziendali, è toccata all'ultima caratterizzazione forte: le sospensioni.
Mi chiedo se la prossima volta toglieranno direttamente il marchio :rolleyes:

Non sono tanto convinto, per fortuna, che il cliente medio sia sopito. Basta vedere le vendite per capirlo. La 155 un fiasco colossale, 145/146 un discreto successo ma non paragonabile alla 33, 156 e 147 un successo, prendi poi la nuova delta e vedi che è un mezzo fallimento. La 159 è stata un pò deludente per colpa della mancanza di motori adeguati ad un auto di quelle dimensioni. Come vedi gli automobilisti non sono del tutto pecore come fiat vorrebbe. Perchè comprare una Alfa Romeno e pagarla diverse migliaia di euro in più, se non ha niente di diverso da altri modelli del gruppo e della concorrenza??
Forse si riferiva a chi non fa differenza una MITO e una 159 e purtropo di esempi ce ne sono tanti anche in questo forum ;)

Esatto!
Il fatto stesso che abbiano "fatto" la Mito, significa che i tempi per il colpo di grazia sono maturi.
Ai tempi della 155 non si sarebbero mai sognati di trasformare una UNO in un Alfa. Adesso si.
Dopo la 155 capirono che bisognava cambiare qualcosa e non ricarrozare al 100% fiat ,ma questo perche' le vendite furono disastrose perche'c'erano ancora troppi alfisti in attesa di sostituire le 75,poi sappiamo dove sono andati a comprare........la mito dimostra che ormai fiat ha deciso di abbandonare gli alfisti e crearne di nuovi....ma lo ha detto in modo chiaro ed esplicito De Meo......nulla di cui stupirsi.

Ok e saranno accontentati, e sai che succederà che finiranno col vendere solo qualche mito e, se piacerà, qualche milano. I segmenti D ed E saranno completo appannaggio delle straniere!!
Gia' lo sono da decenni............si venderanno solo le Mito e le Milano.....come ormai fa Lancia ;)
 
75turboTP ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
75turboTP ha scritto:
vecchioAlfista ha scritto:
75turboTP ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
vecchioAlfista ha scritto:
AlfistaMilano ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
Merosi1910 ha scritto:
Ehilà la 75 IMSA, stupenda.

Interessanti anche i commenti al video. Riporto:

mi domando se quei xxxx che ora sono ai vertici alfa,&#65279; vedono mai sti filmati...servirebbe a farli rilfettere su COSA E' ALFA ROMEO... altro che motori trasversali, pianali di punto e bravo...

Concordo pienamente!&#65279; Le nuove Alfa non sono Alfa.

se la mito la chiamano alfa QUESTA COS'è???!!!!&#65279;

Eh già ma noi siamo nostalgici rincoglioniti, venditori bmw...eh già

Quoto al 100%
Il problema è che ai vertici Fiat (non si può parlare di vertici Alfa), di quello che era l'Alfa non gliene frega niente. A loro interessano le sinergie e risparmiare il centesimo. Sono felici perchè con il biscione appicicato sopra riescono a vendere la grande punto a diverse migliaia di euro in più, qualche ingenuo ci abbocca credendo di comprare unAlfa. Hai per caso aperto il sito dell'Alfa ultimamente? A me è venuto da piangere vedendo che si apre con la Mito.
Solo che così facendo l'alfa farà la fine della lancia, che vende solo ypsilon e musa, ed è sparita dagli altri segmenti. Strano ma gli autumobilisti ancora delle sinergie se ne fregano e per le segmento D comprano in maggioranza audi e bmw. Saranno tutti scemi?? ;)
non lo sono e fa specie che tutti qui ripetano sempre di voler alfa vere, ma fiat non fa niente.....

I vecchi Alfisti sono, per i torinesi, dei "rompiscatole", e costituiscono una vecchia guardia inconciliabile con le necessità "di sinergia tout-court" che Torino persegue da sempre.

Di più; ci sono voluti 20 anni perchè fiat riuscisse a sdoganare le sue politiche, e così riuscire a cambiare la "filosofia" dell'utente medio del marchio.
Per questo motivo, hanno dovuto aspettare 20 anni prima di cestinare il Busso, e sono dovuti passare per l'interregno "Pratola serra twin spark" prima di montare motori 100%fiat.
E adesso che il cliente è "sopito", che l'Alfista generico medio è appiattito sulle scelte aziendali, è toccata all'ultima caratterizzazione forte: le sospensioni.
Mi chiedo se la prossima volta toglieranno direttamente il marchio :rolleyes:

Non sono tanto convinto, per fortuna, che il cliente medio sia sopito. Basta vedere le vendite per capirlo. La 155 un fiasco colossale, 145/146 un discreto successo ma non paragonabile alla 33, 156 e 147 un successo, prendi poi la nuova delta e vedi che è un mezzo fallimento. La 159 è stata un pò deludente per colpa della mancanza di motori adeguati ad un auto di quelle dimensioni. Come vedi gli automobilisti non sono del tutto pecore come fiat vorrebbe. Perchè comprare una Alfa Romeno e pagarla diverse migliaia di euro in più, se non ha niente di diverso da altri modelli del gruppo e della concorrenza??
Forse si riferiva a chi non fa differenza una MITO e una 159 e purtropo di esempi ce ne sono tanti anche in questo forum ;)

Esatto!
Il fatto stesso che abbiano "fatto" la Mito, significa che i tempi per il colpo di grazia sono maturi.
Ai tempi della 155 non si sarebbero mai sognati di trasformare una UNO in un Alfa. Adesso si.
Dopo la 155 capirono che bisognava cambiare qualcosa e non ricarrozare al 100% fiat ,ma questo perche' le vendite furono disastrose perche'c'erano ancora troppi alfisti in attesa di sostituire le 75,poi sappiamo dove sono andati a comprare........la mito dimostra che ormai fiat ha deciso di abbandonare gli alfisti e crearne di nuovi....ma lo ha detto in modo chiaro ed esplicito De Meo......nulla di cui stupirsi.

Ok e saranno accontentati, e sai che succederà che finiranno col vendere solo qualche mito e, se piacerà, qualche milano. I segmenti D ed E saranno completo appannaggio delle straniere!!
Gia' lo sono da decenni............si venderanno solo le Mito e le Milano.....come ormai fa Lancia ;)

Nel segmento E si ormai è dominio assoluto estero, nel D ancora qualcosa lo avevamo da dire con 156/159, ora scomparirà anche quello.
La Lancia vende ormai solo le ypsilon/musa, la delta è stata un mezzo flop, con quella sua linea particolare, e viste le prime immagini, mi sa che anche la milano rischia di seguire quella strada. Rimarrà solo la mito!!!
 
Continuiamo la nostra storia di grandi auto e grandi uomini.
L'ing. Carlo Chiti. Impossibile ricordare in poche righe un uomo e un progettista di così grande talento e capacità: le esperienze in Alfa e in Ferrari ( con la progettazione della prima vettura di Maranello a motore posteriore e i mondiali di F1 vinti ), il ritorno alle corse dell' Alfa e l'Autodelta, la 33, l'Alfa in F1 degli anni 70/80, preferisco quindi postare questo ricordo " scherzoso " di Chiti dall'archivio del Corriere delle Sera, dove Chiti è alle prese con un fornitore tedesco ;) :D

"Carlo Chiti e i perfetti motori Alfa

L' ingegner Carlo Chiti, nella foto qui sotto, è stato uno dei grandi personaggi del mondo delle corse automobilistiche. Indubbiamente grande nel progettare motori, simpatico ma a volte stravagante nel rapporto con i giornalisti, gran mangiatore. Era un uomo di molte parole, che non fossero però di critica ai suoi motori Alfa Romeo: i quali non avevano mai un difetto, figuriamoci. Un giorno, dopo un Gp d' Inghilterra, a Silverstone (si era nel 1978), tirò fuori un collega da una cabina telefonica della sala stampa che stava dettando il pezzo imputando il ritiro della Brabham Alfa Romeo alla rottura del propulsore. «Chi glielo ha detto? Non è vero, lei è un bugiardo», urlò prendendo per la collottola il povero giornalista. Chiti non era un fuscello, era alto quasi due metri e pesava 120 chili. Il collega, romano, modificò l' articolo. Ma il motore si era rotto davvero. Nel 1982, il 23 maggio, si stava correndo il Gp di Montecarlo. Le vicissitudini della corsa avevano messo fuori Prost e Riccardo Patrese (Brabham Bmw) conduceva davanti ad Andrea De Cesaris (Alfa Romeo) - nella foto - e Didier Pironi (Ferrari). Dal cielo cade una pioggerella leggera. A tre giri dalla fine, Patrese si gira alla curva del Loews, Pironi va in testa ma resta senza benzina sotto il tunnel. Patrese viene aiutato e torna in pista, ma De Cesaris con l' Alfa gli è davanti. All' ultimo giro avviene il fattaccio. L' ingegner Chiti si sporge dal box, il cuore gli batte a mille, aspetta che gli passi davanti il suo pilota. Gli inviati di Rai1 e Rai2 gli urlano saltellando: «Ingegnere, l' Alfa ha vinto», mentre le macchine rombano sul traguardo. Chiti rosso in volto, si gira e dice stravolto: «Ah sì, abbiamo vinto? E allora come mai Patrese è passato per primo?». Arrivò la notizia: De Cesaris si era fermato nel corso del giro finale col motore ammutolito. Rotto? Chiti non accettò il verdetto, figuriamoci, un motore dell' Alfa! Dopo un paio d' ore arrivò in sala stampa e dette la propria versione: «De Cesaris ha rotto una molla valvola». E dopo un istante aggiunse: «Meno male, le molle valvola ci arrivano da una ditta tedesca». Dopo quel Gp, Carlo Chiti campò altri 12 anni, fino ai ' 70. Progettando motori che, ovviamente, non si rompevano mai."
 
La lettera del primo Alfista d'Italia all' ING. Nicola Romeo con la risposta.

letteramussolini.jpg


bustaminutaamussolinigr.jpg


letteraingromeoamussoli.jpg
 
il Duce Alfista è stato ampiamente descritto su Ruoteclassiche di qualche anno fa.
pensate cosa sarebbe successo se gli fosse capitata tra le mani una 145/155/149 (che sarà un fallimento, ma spero di no)!
ahaah, sono proprio andato........
 
75turboTP ha scritto:
La lettera del primo Alfista d'Italia all' ING. Nicola Romeo con la risposta.

letteramussolini.jpg


bustaminutaamussolinigr.jpg


letteraingromeoamussoli.jpg

Sei un grande 75turbo, dove le hai trovate queste lettere??

Si Mussolini era un grande amante delle Alfa, tanto da farla acquistare dall'IRI.
E anche da fare imbestialire l'avvocato Agnelli nonno (non Giovanni) perchè in occasione di una visita ufficiale a Torino alla fabbrica Fiat si presento a bordo di una bellissima Alfa Romeo.....
 
AlfistaMilano ha scritto:
il Duce Alfista è stato ampiamente descritto su Ruoteclassiche di qualche anno fa.
pensate cosa sarebbe successo se gli fosse capitata tra le mani una 145/155/149 (che sarà un fallimento, ma spero di no)!
ahaah, sono proprio andato........

:D :D :D

Come minimo li spediva in Libia... :XD:
 
vecchioAlfista ha scritto:
AlfistaMilano ha scritto:
il Duce Alfista è stato ampiamente descritto su Ruoteclassiche di qualche anno fa.
pensate cosa sarebbe successo se gli fosse capitata tra le mani una 145/155/149 (che sarà un fallimento, ma spero di no)!
ahaah, sono proprio andato........

:D :D :D

Come minimo li spediva in Libia... :XD:
:D :D :D....o dall'amico tedesco,un certo Hitler :D :lol: :lol:
 
fpaol68 ha scritto:
75turboTP ha scritto:
La lettera del primo Alfista d'Italia all' ING. Nicola Romeo con la risposta.

letteramussolini.jpg


bustaminutaamussolinigr.jpg


letteraingromeoamussoli.jpg

Sei un grande 75turbo, dove le hai trovate queste lettere??

Si Mussolini era un grande amante delle Alfa, tanto da farla acquistare dall'IRI.
E anche da fare imbestialire l'avvocato Agnelli nonno (non Giovanni) perchè in occasione di una visita ufficiale a Torino alla fabbrica Fiat si presento a bordo di una bellissima Alfa Romeo.....

E fece BENISSIMO ad ognuno le sue auto!!!!!!!!! :D

Fu anche quello che diede l'incarico a fiat di realizzare un'auto per il popolo,non fu possibile per tutti ma per molti si.

Basta ricordare cosa e' stata l' Alfa sotto la prima gestione IRI......nella risposta dell'ING Romeo nella parte evidenziata come importantissimo si capisce la crisi profonda in cui versava l'ALFA.
 
Un grande dirigente IRI: GIUSEPPE LURAGHI.

LA GESTIONE STATALE E' POSSIBILE. LIBERATECI DA FIAT

http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=155
 
Dopo essermi pappato decine di 3d aperti sulla futura giulietta/149, e discussioni infinite sui colori e sui nomi di modelli che non arriveranno mai, incominciamo a rimettere le cose a posto

Il siluro Ricotti, su base ALFA 40 60 HP, progettato da quel genio di Giuseppe Merosi e carrozzato da Castagna ( questa è la ricostruzione )

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Qui la storia:

Nei nostri precedenti servizi dedicati al Museo Alfa Romeo, in occasione del raduno nazionale organizzato dagli amici dell?Alfa 147 Virtual Club, avevamo momentaneamente «trascurato» una vettura un po? speciale, che da tanti anni non ha mai cessato di incuriosire gli appassionati di automobili: l?A.L.F.A. 40/60 HP Aerodinamico (carr. Castagna), volgarmente noto come «Siluro Ricotti». Ora, grazie ad Automobilsmo Storico Alfa Romeo, nella persona del gentilissimo Marco Fazio, responsabile del Centro di Documentazione, siamo in grado di fornire ulteriori informazioni ed immagini sulla vettura esposta al Museo; tra queste, i preziosi disegni tecnici realizzati da Luigi Fusi (1906-1996), celebre disegnatore e progettista Alfa Romeo, che fu incaricato di costituire il Museo dedicato al Marchio e che fu autore della ricostruzione attuale del «Siluro».

Il Siluro Ricotti nasce su uno chassis 40-60 HP, allestito da Giuseppe Merosi nel 1913 per fornire ad alcuni clienti sportivi A.L.F.A, che ne avevano fatto richiesta, un modello dalle prestazioni superiori. Il telaio 40/60 HP fu costruito dal 1913 al 1922 in 25 esemplari (più due prototipi), venduti sia in Italia che all?estero; montava un motore a 4 cilindri di 6.082 cc, con due valvole verticali per cilindro in testa, azionate da due alberi a camme posti nel basamento e comandate da aste e bilancieri; la potenza al banco passò dai 70 CV a 2.000 giri/min della prima versione ?normale? agli 82 CV a 2400 giri/min dell?ultima versione (1920-22) in allestimento ?corsa?.
Sul telaio 40-60 HP vennero allestite diverse carrozzerie: ad esempio, quella della spider da corsa ricostruita per il Museo Alfa Romeo nel 1974; il Conte milanese Marco Ricotti, invece, volle distinguersi, facendo preparare nel 1914 da Ercole Castagna di Milano un?originalissima carrozzeria. Sviluppata con la consulenza di Giuseppe Merosi, la particolare forma a goccia garantiva un?aerodinamica superiore, al punto che, se nella versione torpedo della 40-60 HP la velocità massima era di circa 120 km/h, il Siluro era in grado di raggiungere i 139 km/h (le versioni corsa erano, ovviamente, capaci di velocità superiori). Tra l?altro, si tratta di uno dei primissimi esempi di vettura aerodinamica costruita su uno chassis prodotto in serie.

Il Conte Ricotti fece in seguito modificare la carrozzeria, realizzando una curiosa Torpedo con la parziale eliminazione del tetto. In ogni caso, il modello 40-60 HP Aerodinamico originale non è arrivato fino ai nostri giorni: occorrerà attendere gli anni ?70 per rivedere nuovamente le forme «dal vivo» della celebre vettura, attraverso una sua copia praticamente identica. Luigi Fusi, infatti, venne incaricato dalla Direzione Alfa Romeo nel 1977 di far costruire il modello in scala 1:10 del Siluro dal modellista torinese Michele Conti, e quindi, nel 1979, di riprodurre la vettura in grandezza naturale.

I disegni esistenti in fabbrica permisero a Luigi Fusi di far allestire un telaio, con motore, del tutto analogo al 40-60 HP originario, seppure non marciante; le parti originali, rinvenute presso una ditta di autorecuperi, erano il cambio, con leve e selettore delle marce, i principali comandi di guida, l?assale e il ponte, nonché i cerchi delle ruote. Più difficile, invece, fu ricostruire la carrozzeria, di cui mancavano i disegni d?epoca; fu realizzata partendo da una foto fornita dalla Carrozzeria Castagna, che permise la ricreazione dello ?scheletro? e della forma esterna. Furono così costruiti tutti gli elementi, grazie a due battilastra esperti: la struttura, i pannelli, gli stampi per la parte anteriore e per i finestrini, questi utlimi appositamente realizzati in plexiglas da un fornitore esterno. Infine, venne riproposta la «damascatura», ossia la caratteristica lavorazione della carrozzeria, presente anche nel Siluro originario. Grazie a questa encomiabile ricostruzione storica, oggi possiamo ancora ammirare il Siluro Ricotti nelle sale del Museo Alfa Romeo.
 
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