arizona77 ha scritto:
Anche questa e' una cosa che viene da lontano.
Ricordo di Parmalat
( anche li' c' erano stati segnali di una " complicita' " degli enti
" vigilanti "....a creare un buco di 14 mld c'e' ne voleva )
In cui per un po' si parlo', per tutelare i risparmiatori, di un
" credito di imposta ", che non approdo' poi a nulla.
In compenso:
ogni azione che
venne data in cambio del maltolto e valutata 1 E,
venduta poi a Lactalis a circa 3,
costo'
al risparmiatore pure la beffa della tassa ottenuta dalla plusvalenza al riguardo.
Appunto, il fatto è che anche le banche sono private, non sono più da decenni Enti Pubblici. La situazione che si venì a creare in USA nel 2008 era comunque tutt'altra cosa. Le nostre Grandi Banche allora erano solide e lo sono ancora. Sono i piccoli Istituti quelli più a rischio.
Parmalat doveva mettere in guardia molti risparmiatori, ma "banca" è ancora oggi sinonimo di "sicurezza".
Secondo me occorrerebbe insegnare i rudimenti dell'Economia anche a scuola, ormai è una cosa troppo importante.
Tuttavia c'è da fare una precisazione, non so se già detta qui. L'ha fatta comunque Ennio Doris (presidente di Mediolanum) in TV. Le banche hanno un fondo comune di garanzia, e potevasi attingere da quello per rimborsare i piccoli e sprovveduti utenti che hanno perso tutto con questa vicenda.
Ma la UE ha detto NO. Ora si sta cercando di trovare una soluzione. Un grande economista come Alan Friedman per esempio è d'accordo per trovare un qualsivoglia sistema per rimborsare quei risparmiatori. Ma se lo facesse lo Stato si creerebbe un pericoloso precedente, quindi per me lo Stato no, non deve farlo.