a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
Beh, non mi sembrano giudizi immeritati quelli di moody's.
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Ripeto, meritati o immeritati, resta il fatto che si tratta di organi giudicanti che sono cointeressati con i giudicati. In quanto tali NON POSSONO essere imparziali.
In realtà chiunque "chieda" un giudizio (eh si, sono i giudicati stessi che lo chiedono), paga.
E succede così con tutti.
Ora, le agenzie di rating non hanno la sfera di cristallo e basano le proprie opinioni su analisi molto approfondite e con metodo diciamo "scientifico", per quanto l'economia possa esserlo.
I loro giudizi sono ampiamente ascoltati: ad esempio, i fondi comuni di investimento hanno a statuto il rating minimo su cui investire in base al profilo di rischio del fondo stesso. Vuol dire che il giudizio delle agenzie è tenuto in gran conto da parte dei grandi investitori. Infatti nella stragrande maggioranza dei casi ci azzeccano ma come ho detto prima la sfera di cristallo non ce l'ha nessuno quindi talvolta sbagliano anche loro, spesso anche per cause esterne.
Perchè allora un'azienda dovrebbe pagare per essere giudicata e non è l'investitore a pagare per avere un giudizio e ridurre il rischio?
Semplice, i soldi e il manico del coltello sono dalla parte dell'investitore. L'azienda ha tutto l'interesse ad avere un giudizio per attrarre investitori, investitori che non scommetterebbero un centesimo al buio, senza un'analisi approfondita di un'agenzia...
In sintesi, l'agenzia è pagata dal giudicato, il quale ha tutto l'interesse ad avere un giudizio possibilmente buono ma l'agenzia basa il suo giro d'affari sull'affidabilità: se i suoi giudizi sono imprecisi l'investitore non ne terrà più conto allontanando gli investimenti dai giudicati, i quali non avranno più interesse a chiedere un giudizio a quell'agenzia. Riassumendo al massimo: le agenzie di rating hanno tutto l'interesse ad azzeccare le proprie previsioni.