Al di là del merito, mi sembra opportuno sottolineare il metodo seguito che è estremamente preoccupante:
la delocalizzazione della manodopera, uno degli aspetti negativi della globalizzazione; se tu vuoi che io mantenga la manodopera in Italia devi adeguarti alle condizioni di lavoro della manodopera dei paesi sottosviluppati, sennò delocalizzo.
E in tutto questo la crisi centra ben poco, se non nulla. E' successo con la fabbrica di calze OMSA dove un intero stabilimento è stato delocalizzato in Serbia, nonostante l'azienda fosse tutt'altro che in crisi.
Paesi che avranno una tecnologia avanzata, non potranno essere intercambiabili con altri paesi del terzo mondo e non subiranno questi ricatti.
La Germania, tanto per dirne una, ha sì tagliato 80 milardi in manovra, ma ha subito reinvestito in istruzione, università e ricerca; perché, come affermato dalla Merkel, senza queste tre cose un paese non ha futuro.
Cosa, invece, sta facendo il nostro Paese per migliorare l'istruzione, la ricerca, l'università, che sono i volani ? Nulla di nulla: tagli fortissimi, di quello che è buono e di quello che è cattivo.
Un inno alla beata ignoranza, tanto la cultura la detta la televisione.
E' dunque oramai fin troppo evidente un piano politico economico estremamente preoccupante che ci condurrà alla rovina: costruire future generazioni di manovali, lobotizzati, non di gente che ragiona, di scienziati (che scappano all'estero), che saranno sempre di più o ricattabili dal padrone di turno oppure manovrabili dal politico locale.