<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> abolire le prov? ma anche..... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

abolire le prov? ma anche.....

imgay ha scritto:
Beh io andrei ancora oltre all'eliminazione di province e di alcune regioni...io eliminerei proprio l'Italia, un ....) mentre qui il Sud continua a essere terreno fertile solo per la Casta...e sono passati appunto 150 anni e chissà quanti ancora ce ne vorrebbero.
Anche la secessionista Lega ormai fa solo chiacchiere e demagogia per abbindolare i suoi elettori e non le interessa più separarsi, Bossi & Co. hanno capito che è meglio godere a Roma che essere coerenti...
visto che ciò non è possibile, basta dare le valigie e andarsene.... 8)
 
bumper morgan ha scritto:
imgay ha scritto:
Beh io andrei ancora oltre all'eliminazione di province e di alcune regioni...io eliminerei proprio l'Italia, un ....) mentre qui il Sud continua a essere terreno fertile solo per la Casta...e sono passati appunto 150 anni e chissà quanti ancora ce ne vorrebbero.
Anche la secessionista Lega ormai fa solo chiacchiere e demagogia per abbindolare i suoi elettori e non le interessa più separarsi, Bossi & Co. hanno capito che è meglio godere a Roma che essere coerenti...
visto che ciò non è possibile, basta dare le valigie e andarsene.... 8)
Se avessi 20 anni non ci penserei più di tre secondi ad andarmene, e non solo per le inclinazioni che molto poco mi legano al paese italico.
 
imgay ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
imgay ha scritto:
Beh io andrei ancora oltre all'eliminazione di province e di alcune regioni...io eliminerei proprio l'Italia, un ....) mentre qui il Sud continua a essere terreno fertile solo per la Casta...e sono passati appunto 150 anni e chissà quanti ancora ce ne vorrebbero.
Anche la secessionista Lega ormai fa solo chiacchiere e demagogia per abbindolare i suoi elettori e non le interessa più separarsi, Bossi & Co. hanno capito che è meglio godere a Roma che essere coerenti...
visto che ciò non è possibile, basta dare le valigie e andarsene.... 8)
Se avessi 20 anni non ci penserei più di tre secondi ad andarmene, e non solo per le inclinazioni che molto poco mi legano al paese italico.
oddio,dipende da quanti anni hai e dal lavoro che svolgi. La età ovviamente con a molto, più sei giovane più è facile. Io infatti a 18 anni ero in Germania). Molti dicono " io me ne vado" e poi son sempre qui.
Per le incliazioni son convinto che altrove ti troveresti meglio........
 
spartacodaitri ha scritto:
per l' Umbria e' proprio una castroneria, storico, geografico, culturale

certamente.
però anche dire a uno di Lecce che la provincia non c'è più e c'è solo Bari, o a uno di Parma che c'è solo Bologna, storicamente e culturalmente ci si avvicina ...

allora, o si ragiona in termini amministrativi moderni di efficienza (che vorrebbe dire, soprattutto, razionalizzare secondo criteri di funzionalità di gestione dalla cosa comune) oppure si continua a ragionare in termini "storici e culturali" e non si cambia nulla.
che poi è quello che succede nella realtà; cari amici diversamente memorati, qui stiamo a lamentarci perché non si riduce il numero dei parlamentari, peccato che quando è stato fatto l'avete bocciata voi elettori la riforma.
così come tutti a gridare per le liberalizzazioni, però quando è stata proposta la liberalizzazione del servizio idrico (che avrebbe anche sottratto ai potentati politici locali parecchia merce di scambio) l'avete bocciata voi con due referendum.
 
belpietro ha scritto:
qui stiamo a lamentarci perché non si riduce il numero dei parlamentari, peccato che quando è stato fatto l'avete bocciata voi elettori la riforma.

c'è da dire che la cosa era stata (furbescamente) messa in un "pacchetto" complessivo che si doveva o prendere o lasciare in toto...
 
belpietro ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
per l' Umbria e' proprio una castroneria, storico, geografico, culturale

allora, o si ragiona in termini amministrativi moderni di efficienza (che vorrebbe dire, soprattutto, razionalizzare secondo criteri di funzionalità di gestione dalla cosa comune) oppure si continua a ragionare in termini "storici e culturali" e non si cambia nulla.
che poi è quello che succede nella realtà; cari amici diversamente memorati, qui stiamo a lamentarci perché non si riduce il numero dei parlamentari, peccato che quando è stato fatto l'avete bocciata voi elettori la riforma.
così come tutti a gridare per le liberalizzazioni, però quando è stata proposta la liberalizzazione del servizio idrico (che avrebbe anche sottratto ai potentati politici locali parecchia merce di scambio) l'avete bocciata voi con due referendum.
scusa Antwon ma non mi ricordo "quando gli elettori hanno bocciato la riforma"; mi rammenti di che si tratta?
 
Ma chi ci crede ancora a certe favolette?
Nella manovra, che tanto ci piace, obbligano i comuni sotto i 5.000 abitanti a unificare con altri i servizi primari, ma di eliminare qualche poltrona inutile proprio non gli riesce.
A parziale (molto parziale) giustificazione è giusto ricordare quanto sia campanilista l'italiano medio e quindi quanto sia facile "aizzarlo" se gli si tocca qualcosa che magari non gli serve ma sente come suo.
 
belpietro ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
per l' Umbria e' proprio una castroneria, storico, geografico, culturale

certamente.
però anche dire a uno di Lecce che la provincia non c'è più e c'è solo Bari, o a uno di Parma che c'è solo Bologna, storicamente e culturalmente ci si avvicina ...

allora, o si ragiona in termini amministrativi moderni di efficienza (che vorrebbe dire, soprattutto, razionalizzare secondo criteri di funzionalità di gestione dalla cosa comune) oppure si continua a ragionare in termini "storici e culturali" e non si cambia nulla.
che poi è quello che succede nella realtà; cari amici diversamente memorati, qui stiamo a lamentarci perché non si riduce il numero dei parlamentari, peccato che quando è stato fatto l'avete bocciata voi elettori la riforma.
così come tutti a gridare per le liberalizzazioni, però quando è stata proposta la liberalizzazione del servizio idrico (che avrebbe anche sottratto ai potentati politici locali parecchia merce di scambio) l'avete bocciata voi con due referendum.

non e' questo il busillis....
l' interlocutore diceva eliminiamo le regioni piccole,
per il Molise concordo, e aggiungo la Valle'
per l' Umbria e ci metto pure la Lucania....
storicamente, geograficamente, culturalmente NO
 
bumper morgan ha scritto:
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
scusa Antwon ma non mi ricordo "quando gli elettori hanno bocciato la riforma"; mi rammenti di che si tratta?

2006.
aggiungi qualche notizia :cry:
riporto da un quotidiano:
"Era il giugno 2006. E la riforma dello Stato sottoposta a referendum popolare prevedeva, fra le altre cose, la fine del bicameralismo perfetto, la trasformazione del Senato in un?assemblea federale e soprattutto la riduzione dei parlamentari da 915 a 770 (518 deputati e 252 senatori). Centoquarantacinque peones in meno: non si tratta certo del dimezzamento auspicato e sperato, ma comunque sono 145 stipendi in meno, 145 tessere Alitalia in meno, 145 pranzi alla buvette in meno, 145 portaborse in meno, etc. Ripeto: non era mica difficile risparmiare questi soldini. Bastava non risparmiare un «sì» sulla scheda del referendum"

per chi volesse approfondire
http://www.ilgiornale.it/interni/bastava_si_referendum_tagliare_parlamentari/20-07-2011/articolo-id=535815-page=0-comments=1
 
batridro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
scusa Antwon ma non mi ricordo " Stato sottoposta a referendum popolare prevedeva, fra le altre cose, la fine del bicameralismo perfetto, la trasformazione del Senato in un?assemblea federale e soprattutto la riduzione dei parlamentari da 915 a 770 (518 deputati e 252 senatori). Centoquarantacinque peones in meno: non si tratta certo del dimezzamento auspicato e sperato, ma comunque sono 145 stipendi in meno, 145 tessere Alitalia in meno, 145 pranzi alla buvette in meno, 145 portaborse in meno, etc. Ripeto: non era mica difficile risparmiare questi soldini. Bastava non risparmiare un «sì» sulla scheda del referendum"[/i]

per chi volesse approfondire
http://www.ilgiornale.it/interni/bastava_si_referendum_tagliare_parlamentari/20-07-2011/articolo-id=535815-page=0-comments=1
grazie :thumbup:
 
belpietro ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
per l' Umbria e' proprio una castroneria, storico, geografico, culturale

certamente.
però anche dire a uno di Lecce che la provincia non c'è più e c'è solo Bari, o a uno di Parma che c'è solo Bologna, storicamente e culturalmente ci si avvicina ...

allora, o si ragiona in termini amministrativi moderni di efficienza (che vorrebbe dire, soprattutto, razionalizzare secondo criteri di funzionalità di gestione dalla cosa comune) oppure si continua a ragionare in termini "storici e culturali" e non si cambia nulla.
che poi è quello che succede nella realtà; cari amici diversamente memorati, qui stiamo a lamentarci perché non si riduce il numero dei parlamentari, peccato che quando è stato fatto l'avete bocciata voi elettori la riforma.
così come tutti a gridare per le liberalizzazioni, però quando è stata proposta la liberalizzazione del servizio idrico (che avrebbe anche sottratto ai potentati politici locali parecchia merce di scambio) l'avete bocciata voi con due referendum.

Il Quesito: "Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente 'Modifiche alla Parte II della Costituzione' approvato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?".

Mi sembra una semplificazione eccessiva. Innanzitutto va sempre tenuto in considerazione come e quanto vengono informati i cittadini sui referendum. Per questo tipo di referendum, contrariamente a quello abrogativo, non serve raggiungere un quorum di votanti ma non è possibile sottoporre al voto popolare solo una parte della legge. Pertanto votare Si, tra le altre cose, avrebbe consentito ad un uomo solo, il Presidente del Consiglio, di avere un potere elevato senza adeguati contrappesi. Inoltre la "Devolution", così impostata, sarebbe stata troppo radicale e divisoria, a tal punto che le Regioni più povere del Sud non avrebbero potuto competere con quelle più ricche.
Per quanto attiene al referundum sull'acqua, è un bene pubblico primario, essenziale per la salute e per la vita. Non la considero una merce e non può essere trattata come tale. E' ovvio è la mia opinione, insieme a quella di tanti che non coincide con la tua ma altrettanto meritevole di rispetto.
 
kaponord ha scritto:
Mi sembra una semplificazione eccessiva.

anche a me.
ma è solo un esempio delle ragioni dell'immobilismo di questo Paese: perché i primi a essere immobilisti sono gli elettori.

kaponord ha scritto:
Per quanto attiene al referundum sull'acqua, è un bene pubblico primario, essenziale per la salute e per la vita. Non la considero una merce e non può essere trattata come tale.
anche per me è un bene primario ed essenziale.
e proprio per questa stessa ragione ero e resto favorevole alla liberalizzazione del servizio di distribuzione, che purtroppo è stata tarpata.
e ti faccio una osservazione: secondo te, perché la "casta" non l'ha difesa, la liberalizzazione che era sottoposta a referendum?
 
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