batridro ha scritto:
elancia ha scritto:
batridro ha scritto:
'50 e '60? Sono vincolati. :x
Ristrutturare il moderno... ...se ne parla da anni.
Ci vorrebbero incentivi, i costi sarebbero tali che converrebbe demolirli e ricostruirli. Ma gli ostacoli politico-sociali sarebbero enormi.
Regimi a parte.
Ti vedo estremamente negativo collega... :|
Per prima cosa gli immobili degli anni 50 e 60 non sono vincolati per due semplici motivi.
1) Con il cosiddetto "Decreto sviluppo" all'art. 4. comma r, c'è stato l'innalzamento da 50 a 70 anni per la verifica di sussistenza del vincolo cito:
r) innalzamento dei limiti di importo per l'accesso alla procedura semplificata ristretta per gli appalti di lavori. Inoltre, è elevata da cinquanta a settanta anni la soglia per la presunzione di interesse culturale degli immobili pubblici.
2) Per essere tutelati devono essere di proprietà di un ente pubblico o ecclesiastico, quindi se c'è una casa privata con 71 anni non è vincolata automaticamente.
Più che di recupero del moderno parlo di RIQUALIFICAZIONE della BASSA EDILIZIA di cui sono piene le nostre città e campagne.
Non è vero che ci vorrebbero incentivi
per recuperare un edificio "moderno", con
un buon progetto, e trovando chi sarà disposto a
investire per aumentare il valore della propria casa... il gioco è fatto.
Pensa solo alle villette fatte dai "colleghi" geometri di quell'epoca e a come si potrebbero reinventare al costo di una ristrutturazione o poco più...
Noi ne abbiamo fatte due e il risultato è notevole e i proprietari sono molto contenti.
Per esempio uno dei due clienti, ricevuta in eredità la villetta, aveva cercato di venderla ma senza risultati. Poi su nostro consiglio e progetto, ha deciso di investire per andarci a vivere. Bene adesso ha ricevuto alcune proposte d'acqusto, ovviamente rifiutate .:thumbup:
basta non ti spiego altro, altrimenti mi rubi il mestiere
Sì, ma parliamo di fare un pranzo con gli avanzi.
Io parlo di progettare quartieri, riuso urbano, demolizioni e ricostruzioni.
Bassa edilizia per me è un basso progetto, anche se apri una vetrata cambi il muro, metti una pensilina.
Non mi sono mai abbassato all'idea di sub-lavorare così, non fa per me, preferirei fare il designer o il grafico o l'artista e penso che se un progettista si rassegna a sub progettare, senza auspicare un cambiamento politico-economico (e promuoverlo), la sua stessa rassegnazione rappresenti la morte del mestiere di architetto, con tutto il rispetto possibile.
Sicuramente la mia visione può sembrare snob e la soluzione che indichi tu, invece, pragmatica... ...ma dovremmo tutti avere più slancio e coraggio nel desiderare e promuovere una rinascita della qualità del progetto come qualità del vivere.
P.S. avanzi, e spesso pure masticati.