A me invece, che avevo il numero da diversi giorni ma son riuscito a spulciarlo un pochino solo oggi, ha fatto abbastanza specie l'articolo in cui si parlava della modifica per correggere il problema sui motori incriminati, specie per quel che riguarda il 1.6. Si parla di tali modifiche in tono un pochino ambiguo, nel senso che si da per scontato (anche se formalmente il discorso sembrerebbe impeccabilmente imparziale, manco fosse scritto sotto dettatura da un giurista) che queste modifiche funzionino. Il che lascia perplessi, prima di tutto perchè non si parla assolutamente della contropartita da pagare in termini di prestazioni (che pure ci deve essere, altrimenti non si spiegherebbe l'intero dieselgate, per ovvi motivi), in secondo luogo perchè così facendo, oltre a dare il beneficio del dubbio a VW (se non addirittura credito incondizionato), che non lo meriterebbe (almeno non più), si finisce con lo sminuire tutta la faccenda al livello di incidente di percorso, cosa che non è.
Insomma mi riesce davvero difficile pensare che se il tutto si fosse potuto risolvere con un semplice convogliatore di plastica a forma di grata e una modifica al software, saremmo stati a parlare della questione. La parte potenzialmente più interessante della faccenda, e cioè il dazio da pagare in cambio della conformità alla normativa, è stato completamente trascurato, e questo secondo me è grave.
Detto da uno che di solito non ha nulla da appuntare alla sua rivista preferita e tantomeno ritiene l'allegato in oggetto scandaloso o inopportuno in quanto tale (il fatto che sia fisicamente separato dal giornale e che sia chiaramente segnalato come pubblicità a mio avviso vuol dire tutto), ma solo evitabile se preso insieme all'editoriale e alla copertina, per i motivi che descrivevano già altri, e cioè che il troppo stroppia anche se in buona fede. In effetti oggi è come se avessi avuto una Volkswagen parcheggiata in soggiorno, e parecchia responsabilità credo ce l'abbia Quattroruote.
Insomma mi riesce davvero difficile pensare che se il tutto si fosse potuto risolvere con un semplice convogliatore di plastica a forma di grata e una modifica al software, saremmo stati a parlare della questione. La parte potenzialmente più interessante della faccenda, e cioè il dazio da pagare in cambio della conformità alla normativa, è stato completamente trascurato, e questo secondo me è grave.
Detto da uno che di solito non ha nulla da appuntare alla sua rivista preferita e tantomeno ritiene l'allegato in oggetto scandaloso o inopportuno in quanto tale (il fatto che sia fisicamente separato dal giornale e che sia chiaramente segnalato come pubblicità a mio avviso vuol dire tutto), ma solo evitabile se preso insieme all'editoriale e alla copertina, per i motivi che descrivevano già altri, e cioè che il troppo stroppia anche se in buona fede. In effetti oggi è come se avessi avuto una Volkswagen parcheggiata in soggiorno, e parecchia responsabilità credo ce l'abbia Quattroruote.