Impossibilitato a farlo nel contesto originale causa chiusura da parte dell'autorità, riprendo qui un discorso che mi sembrava interessante.
Ho detto che non mi piace e non approvo la facilità con cui si ironizza su chi (non mi riferisco ovviamente a chi sfrutta le situazioni per altri scopi) protesta contro la realizzazione di qualcosa che intaccherà per sempre, senza scampo e senza ritorno, la sua personale esistenza, così come quella dei suoi familiari.
Specie quando l'effettiva utilità collettiva del "qualcosa" è discutibile, magari perché ci sono fondati sospetti che l'interesse che sta dietro quel qualcosa sia molto meno "pubblico" e sociale di quanto si racconti.
Non mi riferisco solo al caso specifico di cui si parlava. Mi viene in mente ad esempio chi protesta per la costruzione, fuori della porta di casa, di una rotatoria di fatto inutile dal punto di vista del traffico (o addirittura fonte di code prima inesistenti) che viene costruita, con contorno di grandi discorsi sulla sicurezza e la salvaguardia della vita umana ecc., solo perché costruendola si accede ad appetitosi finanziamenti.
Capisco benissimo che le opere pubbliche vadano fatte, specie quando effettivamente pubbliche ed effettivamente utili alla collettività, ma non trovo giusto che ogni volta si parli di coloro che si oppongono agli allegri espropri (informarsi sulle effettive procedure può risultare istruttivo) come di esseri nefandi che, quasi alla stregua di tiranni e dittatori, vogliono costruire e conservare uno sfrontato benessere personale sulla pelle e sulle sofferenze altrui.
Un maggiore rispetto nei loro confronti potrebbe portare a più razionali valutazioni sulla fattibilità delle opere e a procedure magari più "costose" ma certamente migliori.
MAI dimenticando che, come dicevo, in fin dei conti siamo tutti singoli; rispettando oggi il tuo desiderio di non subire danni posso sperare che domani, quando i ruoli saranno invertiti, tu vorrai rispettare il mio. Altrimenti va a finire come con le tasse e le gabelle: oggi mettono una tassa sulle moto e chi non ha la moto dice "è giusto", domani mettono una tassa sui camper e chi ha la moto dice "è giusto", dopo domani mettono una tassa sul suv e chi ha il camper o la moto dice "è giusto"... alla fine della settimana tutti paghiamo una tassa aggiuntiva e tutti riteniamo che sia... giusta.
Non mi sembra di avere detto questo.Luigi_82 ha scritto:...è un discorso etereo. Giacché non si pone minimamente il problema di affrontare le ineludibili situazioni critiche che possono crearsi per un qualsiasi motivo in una qualsiasi zona del paese. Se bastasse il semplice no di una minoranza per fermare una qualsiasi opera di rilevanza nazionale...
Ho detto che non mi piace e non approvo la facilità con cui si ironizza su chi (non mi riferisco ovviamente a chi sfrutta le situazioni per altri scopi) protesta contro la realizzazione di qualcosa che intaccherà per sempre, senza scampo e senza ritorno, la sua personale esistenza, così come quella dei suoi familiari.
Specie quando l'effettiva utilità collettiva del "qualcosa" è discutibile, magari perché ci sono fondati sospetti che l'interesse che sta dietro quel qualcosa sia molto meno "pubblico" e sociale di quanto si racconti.
Non mi riferisco solo al caso specifico di cui si parlava. Mi viene in mente ad esempio chi protesta per la costruzione, fuori della porta di casa, di una rotatoria di fatto inutile dal punto di vista del traffico (o addirittura fonte di code prima inesistenti) che viene costruita, con contorno di grandi discorsi sulla sicurezza e la salvaguardia della vita umana ecc., solo perché costruendola si accede ad appetitosi finanziamenti.
Capisco benissimo che le opere pubbliche vadano fatte, specie quando effettivamente pubbliche ed effettivamente utili alla collettività, ma non trovo giusto che ogni volta si parli di coloro che si oppongono agli allegri espropri (informarsi sulle effettive procedure può risultare istruttivo) come di esseri nefandi che, quasi alla stregua di tiranni e dittatori, vogliono costruire e conservare uno sfrontato benessere personale sulla pelle e sulle sofferenze altrui.
Un maggiore rispetto nei loro confronti potrebbe portare a più razionali valutazioni sulla fattibilità delle opere e a procedure magari più "costose" ma certamente migliori.
MAI dimenticando che, come dicevo, in fin dei conti siamo tutti singoli; rispettando oggi il tuo desiderio di non subire danni posso sperare che domani, quando i ruoli saranno invertiti, tu vorrai rispettare il mio. Altrimenti va a finire come con le tasse e le gabelle: oggi mettono una tassa sulle moto e chi non ha la moto dice "è giusto", domani mettono una tassa sui camper e chi ha la moto dice "è giusto", dopo domani mettono una tassa sul suv e chi ha il camper o la moto dice "è giusto"... alla fine della settimana tutti paghiamo una tassa aggiuntiva e tutti riteniamo che sia... giusta.