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&#34;Interesse&#34; pubblico e privato - rel2

Impossibilitato a farlo nel contesto originale causa chiusura da parte dell'autorità, riprendo qui un discorso che mi sembrava interessante.

Luigi_82 ha scritto:
...è un discorso etereo. Giacché non si pone minimamente il problema di affrontare le ineludibili situazioni critiche che possono crearsi per un qualsiasi motivo in una qualsiasi zona del paese. Se bastasse il semplice no di una minoranza per fermare una qualsiasi opera di rilevanza nazionale...
Non mi sembra di avere detto questo.
Ho detto che non mi piace e non approvo la facilità con cui si ironizza su chi (non mi riferisco ovviamente a chi sfrutta le situazioni per altri scopi) protesta contro la realizzazione di qualcosa che intaccherà per sempre, senza scampo e senza ritorno, la sua personale esistenza, così come quella dei suoi familiari.
Specie quando l'effettiva utilità collettiva del "qualcosa" è discutibile, magari perché ci sono fondati sospetti che l'interesse che sta dietro quel qualcosa sia molto meno "pubblico" e sociale di quanto si racconti.
Non mi riferisco solo al caso specifico di cui si parlava. Mi viene in mente ad esempio chi protesta per la costruzione, fuori della porta di casa, di una rotatoria di fatto inutile dal punto di vista del traffico (o addirittura fonte di code prima inesistenti) che viene costruita, con contorno di grandi discorsi sulla sicurezza e la salvaguardia della vita umana ecc., solo perché costruendola si accede ad appetitosi finanziamenti.

Capisco benissimo che le opere pubbliche vadano fatte, specie quando effettivamente pubbliche ed effettivamente utili alla collettività, ma non trovo giusto che ogni volta si parli di coloro che si oppongono agli allegri espropri (informarsi sulle effettive procedure può risultare istruttivo) come di esseri nefandi che, quasi alla stregua di tiranni e dittatori, vogliono costruire e conservare uno sfrontato benessere personale sulla pelle e sulle sofferenze altrui.
Un maggiore rispetto nei loro confronti potrebbe portare a più razionali valutazioni sulla fattibilità delle opere e a procedure magari più "costose" ma certamente migliori.
MAI dimenticando che, come dicevo, in fin dei conti siamo tutti singoli; rispettando oggi il tuo desiderio di non subire danni posso sperare che domani, quando i ruoli saranno invertiti, tu vorrai rispettare il mio. Altrimenti va a finire come con le tasse e le gabelle: oggi mettono una tassa sulle moto e chi non ha la moto dice "è giusto", domani mettono una tassa sui camper e chi ha la moto dice "è giusto", dopo domani mettono una tassa sul suv e chi ha il camper o la moto dice "è giusto"... alla fine della settimana tutti paghiamo una tassa aggiuntiva e tutti riteniamo che sia... giusta.
 
marimasse ha scritto:
Impossibilitato a farlo nel contesto originale causa chiusura da parte dell'autorità, riprendo qui un discorso che mi sembrava interessante.

Luigi_82 ha scritto:
...è un discorso etereo. Giacché non si pone minimamente il problema di affrontare le ineludibili situazioni critiche che possono crearsi per un qualsiasi motivo in una qualsiasi zona del paese. Se bastasse il semplice no di una minoranza per fermare una qualsiasi opera di rilevanza nazionale...
Non mi sembra di avere detto questo.
Ho detto che non mi piace e non approvo la facilità con cui si ironizza su chi (non mi riferisco ovviamente a chi sfrutta le situazioni per altri scopi) protesta contro la realizzazione di qualcosa che intaccherà per sempre, senza scampo e senza ritorno, la sua personale esistenza, così come quella dei suoi familiari.
Specie quando l'effettiva utilità collettiva del "qualcosa" è discutibile, magari perché ci sono fondati sospetti che l'interesse che sta dietro quel qualcosa sia molto meno "pubblico" e sociale di quanto si racconti.
Non mi riferisco solo al caso specifico di cui si parlava. Mi viene in mente ad esempio chi protesta per la costruzione, fuori della porta di casa, di una rotatoria di fatto inutile dal punto di vista del traffico (o addirittura fonte di code prima inesistenti) che viene costruita, con contorno di grandi discorsi sulla sicurezza e la salvaguardia della vita umana ecc., solo perché costruendola si accede ad appetitosi finanziamenti.

Capisco benissimo che le opere pubbliche vadano fatte, specie quando effettivamente pubbliche ed effettivamente utili alla collettività, ma non trovo giusto che ogni volta si parli di coloro che si oppongono agli allegri espropri (informarsi sulle effettive procedure può risultare istruttivo) come di esseri nefandi che, quasi alla stregua di tiranni e dittatori, vogliono costruire e conservare uno sfrontato benessere personale sulla pelle e sulle sofferenze altrui.
Un maggiore rispetto nei loro confronti potrebbe portare a più razionali valutazioni sulla fattibilità delle opere e a procedure magari più "costose" ma certamente migliori.
MAI dimenticando che, come dicevo, in fin dei conti siamo tutti singoli; rispettando oggi il tuo desiderio di non subire danni posso sperare che domani, quando i ruoli saranno invertiti, tu vorrai rispettare il mio. Altrimenti va a finire come con le tasse e le gabelle: oggi mettono una tassa sulle moto e chi non ha la moto dice "è giusto", domani mettono una tassa sui camper e chi ha la moto dice "è giusto", dopo domani mettono una tassa sul suv e chi ha il camper o la moto dice "è giusto"... alla fine della settimana tutti paghiamo una tassa aggiuntiva e tutti riteniamo che sia... giusta.

Si ma come spiegavo nell'altro topic, a te spetta comunque la possibilità di ricorrere al Tar.. Se l'opera voluta e programmata è palesemente aggressiva nei confronti delle abitazioni e il risultato concreto potrebbe essere tranquillamente raggiunto attuando un diverso percorso senza che questo comporti una maggiorazione dei costi o un aumento delle difficoltà realizzative, il ricorso viene accolto.

arhat ha scritto:
vedi appunto il Mugello, in particolar modo la zona di Firenzuola in che condizioni si trova.

Cioè? Che condizioni si trova?
 
torrenti essicati e biologicamente morti, sorgenti idem, falde acquifere abbassatesi mediamente di 200 dico 200 metri.
agricoltura, pascoli tutto a meretrici, anzi ad escort.
 
arhat ha scritto:
torrenti essicati e biologicamente morti, sorgenti idem, falde acquifere abbassatesi mediamente di 200 dico 200 metri.
agricoltura, pascoli tutto a meretrici, anzi ad escort.

Ah si avevo letto qualcosa a proposito delle falde..e so anche che erano stati chiamati in giudizio i responsabili del progetto Tav Firenze-Bologna per i danni arrecati (ma non ricordavo la zona), i quali, condannati in primo grado, sono stati poi assolti in appello. In particolare proprio delle acque leggevo che i giudici hanno stabilito che "il danno alle acque del Mugello è connaturato all'opera e non costituisce reato".
 
l'acqua sparita resta comunque un "reato" politico grave che buona politica dovrebbe occuparsi di non reiterare.
altri reati inerenti l'inquinamento invece sono stati dichiarati prescritti recentemente, non assolti, prescritti.
 
arhat ha scritto:
l'acqua sparita resta comunque un "reato" politico grave che buona politica dovrebbe occuparsi di non reiterare.
altri reati inerenti l'inquinamento invece sono stati dichiarati prescritti recentemente, non assolti, prescritti.

Si ma non cominciamo con le sciocchezze dell'acqua ora.
E per quanto riguarda la prescrizione, pigliatela con chi ci mette tempo ad emettere una sentenza. Essa di per se rappresenta solo una garanzia verso un processo che si esegua in tempi giusti senza costringere un uomo ad aspettare all'infinito l'esito di un processo.
 
arhat ha scritto:
Ella beve solo vino ?

Saluti

No, anzi, acquisto ferrarelle (o Lete ) in vetro e liscia in pet perchè bere dal rubinetto è un abitudine che abbiamo perso da anni qui da me...sarà anche per questo che il concetto di "acqua pubblica" cosi chiacchiericciato ultimamente mi fa sorridere (per usare un eufemismo).
 
Luigi_82 ha scritto:
... a te spetta comunque la possibilità di ricorrere al Tar...
Peccato che, come dicevo in precedenza, ognuno di noi abbia a disposizione una sola vita (oltre tutto maledettamente breve) e che nessun risarcimento sia possibile in tal senso.

...Se l'opera voluta e programmata è palesemente aggressiva nei confronti delle abitazioni e il risultato concreto potrebbe essere tranquillamente raggiunto attuando un diverso percorso senza che questo comporti una maggiorazione dei costi o un aumento delle difficoltà realizzative...
Aggiungendo questa sfilza di "se" a tutto il resto, si ottiene un quadro ancor meno entusiasmante.
Anche perché, come dicevo, il tutto viene affrontato partendo dal presupposto secondo cui, appunto, chi si lamenta è un rompiscatole egoista e meschino.
Cosa che inevitabilmente influisce a senso unico nelle valutazioni sulla "aggressività" e sui "costi" delle opere.

In fin dei conti è un meccanismo mentale molto simile a quello che, di fronte ad esempio alla proposta di una supertassa sulle moto da 1000cc, fa dire a (quasi) tutti coloro che non posseggono una moto "è giusto, se uno può permettersi quella moto allora può permettersi anche di pagare la supertassa e quindi la paghi senza rompere le scatole".
 
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