DareAvere(exTDI89) ha scritto:
In risposta a Key One:
In realtà in Inghilterra il premier(che è Cameron da un paio di anni), ha in programma di licenziare CENTINAIA DI MIGLIAIA di dipendenti pubblici entro pochi anni, oltre ai pesantissimi tagli già varati dal Governo per ridurre il deficit di bilancio di un Paese in recessione e con un disavanzo imponente.
Ricordo inoltre che un paio di anni fa lo stesso Governo inglese approvò un piano per TRIPLICARE le tasse universitarie, scatenando una reazione violentissima degli studenti, in quanto a molti è stato nei fatti negato il diritto allo studio.
Misà che hai sbagliato esempio. L'unico Paese che dobbiamo imitare è la Germania, e fare quello che hanno fatto i tedeschi 10 anni fa. Tagliare il deficit stabilizzando le finanze pubbliche e ridurre i rendimenti sui titoli pubblici, ridurre la spesa pubblica, accelerare sulle riforme strutturali, varare nuovi piani di liberalizzazione dell'economia.
Ho dimenticato di scrivere l'ex premier Brown , mi scuso per l'errore dovuto alla fretta di postare.
Non cambia tuttavia la sostanza del discorso. Le misure in controtendenza a sostegno dell'economia e dei redditi più deboli vanno fatte proprio nei momenti ci crisi , e così sono state ideata da lord Keynes a proposito del 1929, mentre nei periodi di crescita occorrono gli investimenti in infrastrutture.
Riporto l'intero pezzo postato che è del luglio di questt'anno :
Sia Blair che la Thatcher, pur collocandosi su sponde politiche opposte, hanno rappresentato due personalità di rilievo della politica britannica del XX secolo: entrambi hanno lasciato ai loro successori una eredità particolarmente onerosa. La fine della Thatcher è coincisa con l?eclissi politica del partito dei Tories e, alla luce dei risultati delle ultime elezioni amministrative, anche il partito laburista sembrerebbe condannato ad analogo destino: la personalità di Brown è ancora adombrata dalla ricca, quanto scomoda, eredità politica di Blair. Lo scorso maggio, il Labour Party ha subito una dura sconfitta nelle elezioni amministrative svoltesi in più di 150 Comuni, perdendo la guida di nove municipi compresa Londra, dove il conservatore Boris Johnson ha posto fine agli otto anni dell?amministrazione laburista di Ken Livingstone. La sconfitta elettorale è parsa subito come un monito a Gordon Brown e gli analisti inglesi l?hanno immediatamente paragonata alla debacle di Major nelle elezioni locali del 1995, premonitrice della sconfitta alle elezioni politiche di due anni dopo che segnarono il trionfo di Blair.
Proprio da quest?ultima tornata elettorale è partita la battaglia per il voto del 2010 di David Cameron, il volto nuovo della politica britannica alla guida del partito Tory dal 2005. Diversi sondaggi dello scorso autunno già davano per scontata la sua vittoria alle elezioni nazionali e la conquista da parte dei conservatori di circa 390 seggi, impresa riuscita proprio alla Thatcher trent?anni fa.
Tuttavia, la crisi economica ha rimescolato le carte prefigurando un diverso scenario. Il premier Brown è riuscito a risalire nel gradimento dell?opinione pubblica grazie alle sue misure anti-recessione, dai tagli al prezzo di gas e benzina alle famiglie, alla riduzione del costo del denaro che fa ripartire gli investimenti e respirare chi deve pagare un mutuo, ai duri attacchi contro i manager e i loro lauti stipendi. Anche i risultati del Summit di Londra del G-20 ? lotta ai paradisi fiscali, incentivi al libero commercio, maggiori controlli sulle banche e sui titoli tossici ? hanno giocato a favore di Brown. La vittoria laburista nelle elezioni suppletive del seggio di Glenrothes ? in cui, tuttavia, lo sfidante è stato il partito nazionalista scozzese ? è una dimostrazione tangibile della riconquistata fiducia del partito del premier.
In definitiva, a un anno dal voto, lo scontro appare appassionante e il risultato non del tutto certo. La gestione della crisi economica potrebbe rivelarsi una buona arma per la rielezione di Brown, che dovrebbe così evitare un opaco prolungamento dell?età dell?oro blairiana e, dunque, evitare la fine di John Major. Cameron, al contrario, dovrà dimostrare al Regno Unito di essere l?erede di Margaret Thatcher, per riportare i Tories a Downing Street ponendo fine ad un esilio che dura dal 1997. Per vincere, Cameron potrebbe sfruttare paradossalmente gli stessi fattori che hanno decretato la vittoria di Blair: una forte personalità, il fattore anagrafico e l?immagine di novità.