<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> &#34; esportatori di valuta &#34;, la fantasia.... | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

&#34; esportatori di valuta &#34;, la fantasia....

a_gricolo ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se i mercati vogliono tasse e tagli, Monti deve tassare e tagliare,

...e poi dicono che non è l'uomo delle banche..... ma a parte questo, chi sono 'sti cazzo di mercati per avere potere di vita o di morte sulle economie dei paesi? Perchè bisogna gonfiare di soldi gli speculatori riducendo la gente alla fame?
Chi ci presta i soldi, senza i quali l'Italia farebbe default. Per la gente comune sarebbe molto ma molto peggio di oggi, perché verrebbe meno il ruolo dello Stato in moltissimi settori.

Tu chiedi chi sono, considera che in titoli pubblici investono fondi pensione, fondi di investimento, banche, enti finanziari, singoli cittadini italiani, europei ecc e che giustamente vogliono garanzie sulla solidità del prenditore, e cioè lo Stato italiano.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
key-one ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
In realtà le entrate non sono in diminuzione, ma in aumento, almeno qui. Che le nuove imposte aggravino la recessione è vero, cosi come è vero che non esiste alcuna alternativa. In una situazione come la nostra si tassa e si taglia, punto. Lo dimostra il fatto che la Spagna, guidata da un Governo tremendamente allergico alle tasse, ha fatto più di quello che abbiamo fatto noi. Tasse e tagli per 100 miliardi. L'alternativa è che nessuno ci presta più un Euro, e quindi il default.

In merito alla storia delle elites ecc ecc non commento, in quanto ritengo siano solo storielle che di vero hanno ben poco.

Pare di no. Vale a dire che per effetto della recessione , pur essendo aumentate in modo insostenibile le tasse , il gettito complessivo sia diminuito per effetto del minor reddito e minori consumi.

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1775198&codiciTestate=1
Non è così. Le entrate sono in aumento.

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE87C00V20120813

Avevo già risposto ad Ari , ma ripeto volentieri :

I miei dati erano di qualche mese fa. Dai e dai , a forza di spremere sangue dalle rape , qualche cosa evidentemente sta arrivando, a prezzo però di una recessione senza pari , di un calo della produzione abissale e di una diminuzione verticale della ricchezza soprattutto dei ceti meno abbienti.
 
Per il resto non sono certo io a sostenere che la gestione della crisi , che ripeto per la millesima volta non è solo e non è tanto dei debiti sovrani , quanto piuttosto globale e riguardante tutte le economie dell'occidente e le loro produzioni industriali, potrebbe essere meno sbilanciata sul rigorismo monetario caro alla Merkel e ai fantomatici "mercati" e più attenta a sostenere le condizioni di vita qui sul fronte occidentale , di conseguenza i consumi , di conseguenza la produzione e il pil.

http://www.ilgiornale.it/autore/francesco-forte.html

http://www.freenewsonline.it/2012/07/02/brunetta-italia-puo-fare-da-sola-scudo-anti-spread-attaccando-il-debito/

http://www.loccidentale.it/autore/francesco+forte

http://www.ilgiornale.it/autore/francesco-forte.html

http://demophilus.org/2012/05/
 
key-one ha scritto:
Per il resto non sono certo io a sostenere che la gestione della crisi , che ripeto per la millesima volta non è solo e non è tanto dei debiti sovrani , quanto piuttosto globale e riguardante tutte le economie dell'occidente e le loro produzioni industriali, potrebbe essere meno sbilanciata sul rigorismo monetario caro alla Merkel e ai fantomatici "mercati" e più attenta a sostenere le condizioni di vita qui sul fronte occidentale , di conseguenza i consumi , di conseguenza la produzione e il pil.

http://www.ilgiornale.it/autore/francesco-forte.html

http://www.freenewsonline.it/2012/07/02/brunetta-italia-puo-fare-da-sola-scudo-anti-spread-attaccando-il-debito/

http://www.loccidentale.it/autore/francesco+forte

http://www.ilgiornale.it/autore/francesco-forte.html

http://demophilus.org/2012/05/
la crisi e' generale, ma le motivazioni sono diverse....
su questo ha ragione Ex td
e di conseguenza le risoluzioni:
il punto, e qui differisco e'....
a chi farla pagare.... :?:
Secondo me abbiamo insistito sui soliti....
niente patrimoniale ecc, ecc,
 
arizona77 ha scritto:
key-one ha scritto:
Per il resto non sono certo io a sostenere che la gestione della crisi , che ripeto per la millesima volta non è solo e non è tanto dei debiti sovrani , quanto piuttosto globale e riguardante tutte le economie dell'occidente e le loro produzioni industriali, potrebbe essere meno sbilanciata sul rigorismo monetario caro alla Merkel e ai fantomatici "mercati" e più attenta a sostenere le condizioni di vita qui sul fronte occidentale , di conseguenza i consumi , di conseguenza la produzione e il pil.

http://www.ilgiornale.it/autore/francesco-forte.html

http://www.freenewsonline.it/2012/07/02/brunetta-italia-puo-fare-da-sola-scudo-anti-spread-attaccando-il-debito/

http://www.loccidentale.it/autore/francesco+forte

http://www.ilgiornale.it/autore/francesco-forte.html

http://demophilus.org/2012/05/
la crisi e' generale, ma le motivazioni sono diverse....
su questo ha ragione Ex td
e di conseguenza le risoluzioni:
il punto, e qui differisco e'....
a chi farla pagare.... :?:
Secondo me abbiamo insistito sui soliti....
niente patrimoniale ecc, ecc,

Intendevo dire non solo che la crisi è globale , ma soprattutto che la crisi dei debiti sovrani , non esclusivamente di quello italiano , ma anche di quelli europei ed Usa è conseguente alla diminuzione dei vari pil e della produzione in occidente .

Anzi i bilanci dello stato sono stati messi in crisi proprio dai sopramenzionati cali del pil e della produzione industriale in occidente , dovuti quest'ultimi alla crescita prepotente e inarrestabile delle economie orientali , soprattutto India e Cina , ma anche Corea e Thailandia e di quelle sud-americane , leggi Brasile.

Lo vediamo chiaramente nell'oggetto del nostro forum , qui da noi si vendono meno auto per la saturazione del mercato, quindi la produzione cala e i mercati che invece ne assorbirebbero a milionate incominciano -con l'eccezione del settore premium dove le tedesche per ora (ma solo temporaneamente) sono inimitabili- a prodursele da sè .

Ciò si ripercuote , oltrechè sull'occupazione e il reddito, sui bilanci dei vari stati occidentali , con modalità diverse a seconda delle particolarità di questi e dei loro vari welfare.

In Usa le casse dello stato sono state svuotate dagli "aiuti" erogati a banche o imprese in difficoltà in seguito proprio alla concorrenza dell'est e del sud sbloccata dalle nuove regole della cosiddetta globalizzazione (vedi per esempio Ford e GM , tanto per rimanere in focus)
e così gli Usa sono già in ripresa.

Da noi l'welfare assitenziale e clientelare reggeva solo in periodi di forte espansione industriale e del pil e quindi è entrato in crisi.

Si discuteva però su come gestire la crisi economica e sull'evidenza che gli attuali tecnici trascurano le manovre cosiddette di controtendenza , in favore di un riordino ossessivo dei conti , dettato dall'interesse teutonico a non operare alcuno stimolo al rilancio delle economie in difficoltà.Saluti
 
Il Governo italiano, con un debito di 2000 miliardi di Euro, non può mettere in campo nessuna misura anti ciclica, sia essa una riduzione di imposte o un incremento di spesa pubblica. Gli investitori la boccerebbero immediatamente, facendo impennare i rendimenti, e questo nel migliore dei casi. Solo la BCE può fare qualcosa per noi in questo momento.

Per quanto riguarda la nostra recessione, questa non conviene a NESSUNO. Non conviene alla Germania, che si vede ridotta la domanda dei suoi prodotti da parte degli italiani, non conviene ai lavoratori che perdono il posto, non conviene agli imprenditori che si vedono ridotti i margini di profitto, non conviene alle banche, che prima della crisi facevano 7 miliardi di utile netto l'anno e adesso se va bene ne fanno 1 e si vedono schizzare alle stelle i crediti in sofferenza.
 
Diciamo che in questi frangenti emerge la differenza: un bravo economista cerca di trovare soluzioni che consentano di minimizzare tagli e tasse, mente un economista del ca**o aumenta le accise sui carburanti, mette superbolli ad minchiam e aumenta un paio di punti l'IVA.....
 
a_gricolo ha scritto:
Diciamo che in questi frangenti emerge la differenza: un bravo economista cerca di trovare soluzioni che consentano di minimizzare tagli e tasse, mente un economista del ca**o aumenta le accise sui carburanti, mette superbolli ad minchiam e aumenta un paio di punti l'IVA.....

Infatti il leader inglese Brown , credo senza essere un genio della finanza , sta sperimentando misure di contenimento dei costi per le famiglie (energia , trrasporti e imposte) e quindi di rilancio dei consumi e di conseguenza dell'economia senza per questo mettere sul tavolo cifre e progetti faraonici.

Evidentemente Lui non ha il fiato sul collo della Merkel e l'ossessione maniacale per il bilancio e lo spread come unici indicatori del benessere.

Per quanto riguarda il giudizio (spesso interessato al ribasso) dei mercati , occorrerebbe che qui -sì- la famosa e vageggiata Europa battesse il fatidico colpo e si facesse sentire , impedendo lo scivolamento dei debiti pubblici delle economie meno forti e più mediterranee ,ad esempio fungendo finalmente da vera banca centrale che possa acquistare i titoli e programmando un tetto per i tassi di interesse dei bond di cui sopra. Ma bisogna volerlo fare ed averne il coraggio .

Altrimenti come dici tu , qualsiasi scalzacane può andare al governo ,ubbidire alla Merkel e nel comtempo aumentare accise, tasse ed Iva.

http://www.progressonline.it/index.php?livello=Politica&sezione=29&articolo=1690&lang=it
 
key-one ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Diciamo che in questi frangenti emerge la differenza: un bravo economista cerca di trovare soluzioni che consentano di minimizzare tagli e tasse, mente un economista del ca**o aumenta le accise sui carburanti, mette superbolli ad minchiam e aumenta un paio di punti l'IVA.....

Infatti il leader inglese Brown , credo senza essere un genio della finanza , sta sperimentando misure di contenimento dei costi per le famiglie (energia , trrasporti e imposte) e quindi di rilancio dei consumi e di conseguenza dell'economia senza per questo mettere sul tavolo cifre e progetti faraonici.

Evidentemente Lui non ha il fiato sul collo della Merkel e l'ossessione maniacale per il bilancio e lo spread come unici indicatori del benessere.

Per quanto riguarda il giudizio (spesso interessato al ribasso) dei mercati , occorrerebbe che qui -sì- la famosa e vageggiata Europa battesse il fatidico colpo e si facesse sentire , impedendo lo scivolamento dei debiti pubblici delle economie meno forti e più mediterranee ,ad esempio fungendo finalmente da vera banca centrale che possa acquistare i titoli e programmando un tetto per i tassi di interesse dei bond di cui sopra. Ma bisogna volerlo fare ed averne il coraggio .

Altrimenti come dici tu , qualsiasi scalzacane può andare al governo ,ubbidire alla Merkel e nel comtempo aumentare accise, tasse ed Iva.

http://www.progressonline.it/index.php?livello=Politica&sezione=29&articolo=1690&lang=it

bhe i britannici hanno la banca centrale alle spalle che infatti ha salvato svariate banche dal fallimento....
e soprattutto pagano per l' interesse dei loro bond il 2% invece del 6
 
In risposta a Key One:

In realtà in Inghilterra il premier(che è Cameron da un paio di anni), ha in programma di licenziare CENTINAIA DI MIGLIAIA di dipendenti pubblici entro pochi anni, oltre ai pesantissimi tagli già varati dal Governo per ridurre il deficit di bilancio di un Paese in recessione e con un disavanzo imponente.

Ricordo inoltre che un paio di anni fa lo stesso Governo inglese approvò un piano per TRIPLICARE le tasse universitarie, scatenando una reazione violentissima degli studenti, in quanto a molti è stato nei fatti negato il diritto allo studio.

Misà che hai sbagliato esempio. L'unico Paese che dobbiamo imitare è la Germania, e fare quello che hanno fatto i tedeschi 10 anni fa. Tagliare il deficit stabilizzando le finanze pubbliche e ridurre i rendimenti sui titoli pubblici, ridurre la spesa pubblica, accelerare sulle riforme strutturali, varare nuovi piani di liberalizzazione dell'economia.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
In risposta a Key One:

In realtà in Inghilterra il premier(che è Cameron da un paio di anni), ha in programma di licenziare CENTINAIA DI MIGLIAIA di dipendenti pubblici entro pochi anni, oltre ai pesantissimi tagli già varati dal Governo per ridurre il deficit di bilancio di un Paese in recessione e con un disavanzo imponente.

Ricordo inoltre che un paio di anni fa lo stesso Governo inglese approvò un piano per TRIPLICARE le tasse universitarie, scatenando una reazione violentissima degli studenti, in quanto a molti è stato nei fatti negato il diritto allo studio.

Misà che hai sbagliato esempio. L'unico Paese che dobbiamo imitare è la Germania, e fare quello che hanno fatto i tedeschi 10 anni fa. Tagliare il deficit stabilizzando le finanze pubbliche e ridurre i rendimenti sui titoli pubblici, ridurre la spesa pubblica, accelerare sulle riforme strutturali, varare nuovi piani di liberalizzazione dell'economia.

purtroppo....
come dice, dispiacendosi, anche un altro abituale frequentatore del Forum
i capoclasse danno fastidio....
cialtroni avanti ;)
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
In risposta a Key One:

In realtà in Inghilterra il premier(che è Cameron da un paio di anni), ha in programma di licenziare CENTINAIA DI MIGLIAIA di dipendenti pubblici entro pochi anni, oltre ai pesantissimi tagli già varati dal Governo per ridurre il deficit di bilancio di un Paese in recessione e con un disavanzo imponente.

Ricordo inoltre che un paio di anni fa lo stesso Governo inglese approvò un piano per TRIPLICARE le tasse universitarie, scatenando una reazione violentissima degli studenti, in quanto a molti è stato nei fatti negato il diritto allo studio.

Misà che hai sbagliato esempio. L'unico Paese che dobbiamo imitare è la Germania, e fare quello che hanno fatto i tedeschi 10 anni fa. Tagliare il deficit stabilizzando le finanze pubbliche e ridurre i rendimenti sui titoli pubblici, ridurre la spesa pubblica, accelerare sulle riforme strutturali, varare nuovi piani di liberalizzazione dell'economia.

Ho dimenticato di scrivere l'ex premier Brown , mi scuso per l'errore dovuto alla fretta di postare.
Non cambia tuttavia la sostanza del discorso. Le misure in controtendenza a sostegno dell'economia e dei redditi più deboli vanno fatte proprio nei momenti ci crisi , e così sono state ideata da lord Keynes a proposito del 1929, mentre nei periodi di crescita occorrono gli investimenti in infrastrutture.

Riporto l'intero pezzo postato che è del luglio di questt'anno :

Sia Blair che la Thatcher, pur collocandosi su sponde politiche opposte, hanno rappresentato due personalità di rilievo della politica britannica del XX secolo: entrambi hanno lasciato ai loro successori una eredità particolarmente onerosa. La fine della Thatcher è coincisa con l?eclissi politica del partito dei Tories e, alla luce dei risultati delle ultime elezioni amministrative, anche il partito laburista sembrerebbe condannato ad analogo destino: la personalità di Brown è ancora adombrata dalla ricca, quanto scomoda, eredità politica di Blair. Lo scorso maggio, il Labour Party ha subito una dura sconfitta nelle elezioni amministrative svoltesi in più di 150 Comuni, perdendo la guida di nove municipi compresa Londra, dove il conservatore Boris Johnson ha posto fine agli otto anni dell?amministrazione laburista di Ken Livingstone. La sconfitta elettorale è parsa subito come un monito a Gordon Brown e gli analisti inglesi l?hanno immediatamente paragonata alla debacle di Major nelle elezioni locali del 1995, premonitrice della sconfitta alle elezioni politiche di due anni dopo che segnarono il trionfo di Blair.

Proprio da quest?ultima tornata elettorale è partita la battaglia per il voto del 2010 di David Cameron, il volto nuovo della politica britannica alla guida del partito Tory dal 2005. Diversi sondaggi dello scorso autunno già davano per scontata la sua vittoria alle elezioni nazionali e la conquista da parte dei conservatori di circa 390 seggi, impresa riuscita proprio alla Thatcher trent?anni fa.

Tuttavia, la crisi economica ha rimescolato le carte prefigurando un diverso scenario. Il premier Brown è riuscito a risalire nel gradimento dell?opinione pubblica grazie alle sue misure anti-recessione, dai tagli al prezzo di gas e benzina alle famiglie, alla riduzione del costo del denaro che fa ripartire gli investimenti e respirare chi deve pagare un mutuo, ai duri attacchi contro i manager e i loro lauti stipendi. Anche i risultati del Summit di Londra del G-20 ? lotta ai paradisi fiscali, incentivi al libero commercio, maggiori controlli sulle banche e sui titoli tossici ? hanno giocato a favore di Brown. La vittoria laburista nelle elezioni suppletive del seggio di Glenrothes ? in cui, tuttavia, lo sfidante è stato il partito nazionalista scozzese ? è una dimostrazione tangibile della riconquistata fiducia del partito del premier.

In definitiva, a un anno dal voto, lo scontro appare appassionante e il risultato non del tutto certo. La gestione della crisi economica potrebbe rivelarsi una buona arma per la rielezione di Brown, che dovrebbe così evitare un opaco prolungamento dell?età dell?oro blairiana e, dunque, evitare la fine di John Major. Cameron, al contrario, dovrà dimostrare al Regno Unito di essere l?erede di Margaret Thatcher, per riportare i Tories a Downing Street ponendo fine ad un esilio che dura dal 1997. Per vincere, Cameron potrebbe sfruttare paradossalmente gli stessi fattori che hanno decretato la vittoria di Blair: una forte personalità, il fattore anagrafico e l?immagine di novità.
 
Conosco molto bene le teorie keynesiane, le ho studiate ai tempi e approfondite per piacere fino ad oggi, e posso tranquillamente definirmi un keynesiano di ferro. Purtroppo non sono semplicemente applicabili nella nostra situazione, perché soldi per fare una politica fiscale espansiva non ce ne sono. La palla passa alla BCE, sperando possa portare avanti una politica monetaria anti ciclica. Il Governo, in questa situazione, ha le mani legate, non ha scelta.
 

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