<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 31 Dicembre, crisi e presenze nei locali... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

31 Dicembre, crisi e presenze nei locali...

Sir Patrick ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
Noi siamo in montagna, una piccola località dolomitica, cena a casa (bimba piccola), non ho idea di come sia andata, però sulle piste, "ad occhio" (beh, ho qualche riferimento più preciso, ma non ha senso dilungarsi nel dettaglio), c'è almeno un -50% rispetto allo scorso anno (sì, avete capito bene, la metà).
I botti dei turisti e residenti erano già esauriri circa 20 minuti dopo mezzanotte, lo scorso anno erano proseguiti fino ai tre quarti circa ....
Il 29/12, combinando un giro per altri motivi, siamo passati anche a Cortina: parecchia gente, ma solo nel Corso, trovato facile parcheggio a 2 minuti a piedi dal centro :shock: e soprattutto non ho visto i soliti eccessi cortinesi (auto vestiti etc).
Vediamo nei prossimi giorni come va
Buon Anno a tutti

Forse c'era poca gente a Cortina perchè si era sparsa la voce dei controlli della finanza ? :twisted:

http://affaritaliani.libero.it/cronache/auto-di-lusso-a-cortina-il-fisco-spia-le-targhe030112.html

Avrebbero dovuto iniziare tanti anni fa... ;)

soprattutto la gente giusta s'e' rotta di vedere Corona
 
Mai andato al ristorante l'ultimo dell'anno. Ci si ritrova in casa di qualcuno, in genere siamo una decina di persone, e ogn'uno porta qualcosa. Si mangia bene, si spende poco e i bambini si divertono.
Quiest'anno abbiamo affittato un locale, eravamo una 30ina di persone provenienti da più parti d'italia, menù molto vario e molto buono a costo irrisorio.
I bambini si sono divertiti alla grande. Fuori i fuochi non mi pare che abbiano risentito della crisi, c'erano addirittura i fuochi artificiali.
 
EdoMC ha scritto:
Quelle con carta carbone, di colore verdognolo. Richiedendolo in anticipo, c'è possibilità di far fattura.
Benissimo, allora.
Ho fatto la puntualizzazione perché a me è capitato più volte, da giovane (poi ho imparato), di considerare onesti e degni di grande stima individui che praticavano prezzi inferiori a quelli di terzi per poi scoprire che la sensibile e "ammirevole" differenza NON era dovuta come avevo erroneamente pensato a maggiore "onestà" o minore avidità ma, molto più semplicemente, a una massiccia sistematica evasione fiscale, grazie alla quale quei signori non solo non si accontentavano di guadagnare meno degli altri ma di fatto guadagnavano molto di più.

Nel caso da te raccontato le cose sembrano essere diverse.
Sempre che il servizio di ristoro non serva da copertura a qualche traffico di stupefacenti o armi... :]
 
sono stato a casa...cena tranquilla tra amici...a mezzanotte dovevamo ancora mangiare il secondo e abbiamo brindato con dell'ottimo vino rosso...spumante alla fine neanche aperto...:)

mai stato in giro x locali a capodanno...con quello che si spende ci esce un bel week end fuori...e non a caso dopodomani parto x amsterdam...il volo a/r mi è costato 80?...e li dormo da amici
 
marimasse ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Quelle con carta carbone, di colore verdognolo. Richiedendolo in anticipo, c'è possibilità di far fattura.
Benissimo, allora.
Ho fatto la puntualizzazione perché a me è capitato più volte, da giovane (poi ho imparato), di considerare onesti e degni di grande stima individui che praticavano prezzi inferiori a quelli di terzi per poi scoprire che la sensibile e "ammirevole" differenza NON era dovuta come avevo erroneamente pensato a maggiore "onestà" o minore avidità ma, molto più semplicemente, a una massiccia sistematica evasione fiscale, grazie alla quale quei signori non solo non si accontentavano di guadagnare meno degli altri ma di fatto guadagnavano molto di più.

Nel caso da te raccontato le cose sembrano essere diverse.
Sempre che il servizio di ristoro non serva da copertura a qualche traffico di stupefacenti o armi... :]

La prima lezione sullo scontrino, me la diede mio padre nel lontano 1994, quando avevo 8 anni. Comprai delle pinne da un ladrone che tenevsa un negozio sulla spiaggia. Non aveva nemmeno i prezzi esposti. I miei mi avevano consegnato una banconota da 50.000 lire, spesi l'enorme cifra di 30.000 lire. Quando mio padre seppe che non avevo lo scontrino, che il negozi(furf)ante non mi aveva fatto, mi chiese: "Come faccio a sapere che hai speso quei soldi e non te li sei tenuti?" Le pinne, si ruppero poco dopo, e rincarò la dose dicendo: "E adesso, senza scontrino, come facciamo a riportargliele indietro?". Quando mi comprò un paio di pinne altrove, migliori per marca e qualità e anche meno costose, mi disse: "Vedi, se uno non ti lascia lo scontrino quando paghi è perchè è caro e siccome le sue cose si ropono subito non puoi più riportarle indietro". Ovviamente le ragioni erano altre, però, per un bambino di 8 anni, la spiegazione andava più che bene.

PS. Rovescio della medaglia: il giorno dopo, la predica gli costò una brutta figura dal giornalaio. Quando pagò glidissi "Andiamo a comprare il giornale da un'altra parte, qui non fanno lo scontrino, sono ladri".
 
EdoMC ha scritto:
marimasse ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Quelle con carta carbone, di colore verdognolo. Richiedendolo in anticipo, c'è possibilità di far fattura.
Benissimo, allora.
Ho fatto la puntualizzazione perché a me è capitato più volte, da giovane (poi ho imparato), di considerare onesti e degni di grande stima individui che praticavano prezzi inferiori a quelli di terzi per poi scoprire che la sensibile e "ammirevole" differenza NON era dovuta come avevo erroneamente pensato a maggiore "onestà" o minore avidità ma, molto più semplicemente, a una massiccia sistematica evasione fiscale, grazie alla quale quei signori non solo non si accontentavano di guadagnare meno degli altri ma di fatto guadagnavano molto di più.

Nel caso da te raccontato le cose sembrano essere diverse.
Sempre che il servizio di ristoro non serva da copertura a qualche traffico di stupefacenti o armi... :]

La prima lezione sullo scontrino, me la diede mio padre nel lontano 1994, quando avevo 8 anni. Comprai delle pinne da un ladrone che tenevsa un negozio sulla spiaggia. Non aveva nemmeno i prezzi esposti. I miei mi avevano consegnato una banconota da 50.000 lire, spesi l'enorme cifra di 30.000 lire. Quando mio padre seppe che non avevo lo scontrino, che il negozi(furf)ante non mi aveva fatto, mi chiese: "Come faccio a sapere che hai speso quei soldi e non te li sei tenuti?" Le pinne, si ruppero poco dopo, e rincarò la dose dicendo: "E adesso, senza scontrino, come facciamo a riportargliele indietro?". Quando mi comprò un paio di pinne altrove, migliori per marca e qualità e anche meno costose, mi disse: "Vedi, se uno non ti lascia lo scontrino quando paghi è perchè è caro e siccome le sue cose si ropono subito non puoi più riportarle indietro". Ovviamente le ragioni erano altre, però, per un bambino di 8 anni, la spiegazione andava più che bene.

PS. Rovescio della medaglia: il giorno dopo, la predica gli costò una brutta figura dal giornalaio. Quando pagò glidissi "Andiamo a comprare il giornale da un'altra parte, qui non fanno lo scontrino, sono ladri".
Ahahahahhahaha bellissimo!!!! che candidi che sono i bambini!!!!
 
EdoMC ha scritto:
La prima lezione sullo scontrino, me la diede mio padre nel lontano 1994, quando avevo 8 anni.

mi disse: "Vedi, se uno non ti lascia lo scontrino quando paghi è perchè è caro e siccome le sue cose si ropono subito non puoi più riportarle indietro".

non solo per un bambino di 8 anni.
sono parole d'oro.

parte dalle pinne, e arriva ai lavori edilizi in nero (o parzialmente in nero).
vai poi a lamentare la non conformità di un prodotto o di un lavoro, quando non hai in mano la fattura, o peggio ancora hai in mano una fattura ridotta su cui quello ti risponde "hai avuto quello per cui hai pagato".
 
belpietro ha scritto:
EdoMC ha scritto:
La prima lezione sullo scontrino, me la diede mio padre nel lontano 1994, quando avevo 8 anni.

mi disse: "Vedi, se uno non ti lascia lo scontrino quando paghi è perchè è caro e siccome le sue cose si ropono subito non puoi più riportarle indietro".

non solo per un bambino di 8 anni.
sono parole d'oro.

parte dalle pinne, e arriva ai lavori edilizi in nero (o parzialmente in nero).
vai poi a lamentare la non conformità di un prodotto o di un lavoro, quando non hai in mano la fattura, o peggio ancora hai in mano una fattura ridotta su cui quello ti risponde "hai avuto quello per cui hai pagato".

Penso che eseguire dei lavori di una certa importanza economica in nero, oltre che essere disonesto, sia anche piuttosto sciocco. Ci sono tantissime ditte di costruzioni che lavorano male, spesso al risparmio. La cosa migliore da fare, è farsi una cartella coi preventivi, e una fattura dettagliata, che elenchi prestazioni e materiali utilizzati, possibilmente anche il produttore. Certo, il fornitore del servizio sbuffa un po', però sono del parere che se egli è consapevole dela qualità del proprio lavoro, farà questo sforzo.
 
belpietro ha scritto:
EdoMC ha scritto:
...se uno non ti lascia lo scontrino quando paghi è perché è caro e siccome le sue cose si rompono subito non puoi più riportarle indietro".
non solo per un bambino di 8 anni. sono parole d'oro...
Mah, non mi risulta si tratti di due aspetti necessariamente e sempre abbinati.
Da un lato si parla di evasione fiscale (o comunque di inadempienze fiscali o burocratiche), dall'altro si parla di qualità del prodotto/lavoro/servizio che si vende e del modo in cui lo si vende.

Senza dubbio le due cose possono viaggiare in coppia, ma può accadere anche il contrario. Ci può essere colui che lavora oggettivamente benissimo o vende ottima merce MA non paga le tasse su quanto guadagna (o si "risparmia" parecchie spese di natura burocratica) e proprio per questo pratica prezzi magari inferiori a quelli della concorrenza.

Al di là del caso specifico raccontato, credo che dare per scontato che l'irregolarità burocratica o fiscale comporti necessariamente prezzi troppo alti o scarsa qualità non sia una strategia felice, neanche a livello educativo, proprio perché si tratta di un abbinamento errato, arbitrario e facilmente contestabile.
Mi vengono in mente, ad esempio, due casi eclatanti.

Uno riguarda le merci "firmate" (borse, occhiali ecc.) periodicamente sequestrate qua e là, che vengono sempre indicate come contraffatte, fasulle (vero) e quindi (ecco il passaggio arbitrario) scadenti e pericolose ecc. ecc. quando invece, come ben sa chiunque abbia un minimo di esperienza in quel mondo, non di rado si tratta di merci che escono dalle stesse identiche fabbriche e linee di produzione da cui escono i prodotti "veri" ma che vengono messe in circolazione in canali diversi e senza rispettare talune regole o clausole contrattuali (ad es. senza pagare i pesanti "diritti d'autore" al proprietario della firma). Si può quindi trattare delle stesse identiche merci (stessa identica sostanza e qualità), che costano molto meno delle originali per via di irregolarità puramente burocratiche e commerciali. Sempre ammesso che le merci "originali" siano effettivamente di ottima qualità, ma questo è un altro, lungo, discorso.

Un altro caso, ancor più eloquente, riguarda i CD musicali e i DVD "fasulli", duplicati e distribuiti illegalmente; ancora oggi, mentre i bambini e i ragazzini trascorrono più tempo con il computer che con sé stessi e con gli altri esseri umani, qualcuno ha ancora il coraggio di sostenere (dopo averlo sostenuto per anni e anni) che quei CD e DVD, in quanto illegali e "contraffatti", avrebbero inevitabilmente, per fantomatiche ragioni tecniche, una qualità audio e video nettamente inferiore agli "originali"...
Come dire che in un file *.doc, mentre viene ripetutamente trasferito da un supporto ad un altro, si verificano errori di ortografia, perdite di parole, distorsione del significato delle frasi e così via.

Se io abbino una verità a una più o meno cospicua bugia altro non faccio che togliere valore alla prima, inevitabilmente assorbita dalla seconda. Sperare di dissuadere la gente dall'acquisto di CD e DVD illegali sostenendo che suonano male è pura e sciocca utopia, capace caso mai di produrre l'effetto opposto, facendo letteralmente evaporare qualsiasi avversione o attenzione nei confronti delle retrostanti illegalità fiscali o commerciali (o addirittura criminali). O no?
 
Mauro 65 ha scritto:
Noi siamo in montagna, una piccola località dolomitica, cena a casa (bimba piccola), non ho idea di come sia andata, però sulle piste, "ad occhio" (beh, ho qualche riferimento più preciso, ma non ha senso dilungarsi nel dettaglio), c'è almeno un -50% rispetto allo scorso anno (sì, avete capito bene, la metà).
I botti dei turisti e residenti erano già esauriri circa 20 minuti dopo mezzanotte, lo scorso anno erano proseguiti fino ai tre quarti circa ....
Il 29/12, combinando un giro per altri motivi, siamo passati anche a Cortina: parecchia gente, ma solo nel Corso, trovato facile parcheggio a 2 minuti a piedi dal centro :shock: e soprattutto non ho visto i soliti eccessi cortinesi (auto vestiti etc).Vediamo nei prossimi giorni come va
Buon Anno a tutti
Aggiornamento: dal 2 si è vista più gente, e da ieri sera - stamane ce n'è parecchia. In pratica la maggior parte si è concentrata sul ponte della Befana o, tutt'al più, su un "ponte lungo". Per fortuna è venuta un po' di neve, il 2 e il 5, che ce n'era bisogno.
Saluti
 
marimasse ha scritto:
belpietro ha scritto:
EdoMC ha scritto:
...se uno non ti lascia lo scontrino quando paghi è perché è caro e siccome le sue cose si rompono subito non puoi più riportarle indietro".
non solo per un bambino di 8 anni. sono parole d'oro...
Mah, non mi risulta si tratti di due aspetti necessariamente e sempre abbinati.
Da un lato si parla di evasione fiscale (o comunque di inadempienze fiscali o burocratiche), dall'altro si parla di qualità del prodotto/lavoro/servizio che si vende e del modo in cui lo si vende.

Senza dubbio le due cose possono viaggiare in coppia, ma può accadere anche il contrario. Ci può essere colui che lavora oggettivamente benissimo o vende ottima merce MA non paga le tasse su quanto guadagna (o si "risparmia" parecchie spese di natura burocratica) e proprio per questo pratica prezzi magari inferiori a quelli della concorrenza.

Al di là del caso specifico raccontato, credo che dare per scontato che l'irregolarità burocratica o fiscale comporti necessariamente prezzi troppo alti o scarsa qualità non sia una strategia felice, neanche a livello educativo, proprio perché si tratta di un abbinamento errato, arbitrario e facilmente contestabile.
Mi vengono in mente, ad esempio, due casi eclatanti.

Uno riguarda le merci "firmate" (borse, occhiali ecc.) periodicamente sequestrate qua e là, che vengono sempre indicate come contraffatte, fasulle (vero) e quindi (ecco il passaggio arbitrario) scadenti e pericolose ecc. ecc. quando invece, come ben sa chiunque abbia un minimo di esperienza in quel mondo, non di rado si tratta di merci che escono dalle stesse identiche fabbriche e linee di produzione da cui escono i prodotti "veri" ma che vengono messe in circolazione in canali diversi e senza rispettare talune regole o clausole contrattuali (ad es. senza pagare i pesanti "diritti d'autore" al proprietario della firma). Si può quindi trattare delle stesse identiche merci (stessa identica sostanza e qualità), che costano molto meno delle originali per via di irregolarità puramente burocratiche e commerciali. Sempre ammesso che le merci "originali" siano effettivamente di ottima qualità, ma questo è un altro, lungo, discorso.

Un altro caso, ancor più eloquente, riguarda i CD musicali e i DVD "fasulli", duplicati e distribuiti illegalmente; ancora oggi, mentre i bambini e i ragazzini trascorrono più tempo con il computer che con sé stessi e con gli altri esseri umani, qualcuno ha ancora il coraggio di sostenere (dopo averlo sostenuto per anni e anni) che quei CD e DVD, in quanto illegali e "contraffatti", avrebbero inevitabilmente, per fantomatiche ragioni tecniche, una qualità audio e video nettamente inferiore agli "originali"...
Come dire che in un file *.doc, mentre viene ripetutamente trasferito da un supporto ad un altro, si verificano errori di ortografia, perdite di parole, distorsione del significato delle frasi e così via.

Se io abbino una verità a una più o meno cospicua bugia altro non faccio che togliere valore alla prima, inevitabilmente assorbita dalla seconda. Sperare di dissuadere la gente dall'acquisto di CD e DVD illegali sostenendo che suonano male è pura e sciocca utopia, capace caso mai di produrre l'effetto opposto, facendo letteralmente evaporare qualsiasi avversione o attenzione nei confronti delle retrostanti illegalità fiscali o commerciali (o addirittura criminali). O no?

Sono consapevole di ciò, e sicuramente lo è anche mio padre. Però difficilmente un bambino di 8 anni può capire qualcosa di evasione fiscale e, se non capisce, non può associare il non rilasciare scontrino ad un comportamento negativo. Per educare un bambino, bisogna come prima cosa parlare con la sua lingua, bisogna porgli le basi per percorrere ua certa strada e solo dopo, quando capisce di cosa si sta parlando, spiegare i motivi che sono dietro ad un divieto o ad un ordine. In altre parole, prendiamo le lezioni di matematica che prende un bambino di 8 anni alla scuola elemetare: nella divisione 5:2, la maestra, inizialmente spiegherà che il risultato sarà 2 col resto di 1. E' palesemente una bugia, poichè il risultato è 2,5, però il bambino non è ancora in grado, contando le dita o guardando il pallottoliere, di comprendere che ci sono dei numeri decimali, quindi si avvia il bambino a comprendere la matematica con questa piccola bugia. Quando il concetto di divisione è bene appreso, così come quello di decimale, solo allora si procederà a spiegare che non è vero che il risultato è 2,5 e non due col resto di uno. Altro esempio, quando si dice al bambino che è bene non andare in cantina perchè c'è una scalinata ripida e scivolosa, non si può spiegare la ver ragione, ossia la scalinata pericolosa, poichè la curiosità e la spavalderia tipica dei bambini avrebbe il sopravvento su un pericolo non percepito: ecco allora che ci si inventa la storia che sotto in cantina c'è il babau, o il fantasma,"pericolo" che il bambino percepisce sicuramente meglio.
 
EdoMC ha scritto:
...difficilmente un bambino di 8 anni può capire qualcosa di evasione fiscale...
Il mio discorso voleva essere di valenza generale, come mi pareva di aver apertamente dichiarato ("Al di là del caso specifico raccontato...").

Comunque, anche in materia di educazione infantile, ritengo sia sempre preferibile, nei limiti del possibile, sforzarsi di evitare le bugie belle e buone, che prima o poi vengono comunque "scoperte" con le inevitabili conseguenze negative sulla credibilità generale di chi le ha raccontate, specie dal punto di vista dei bambini, che di norma sono molto più attenti del previsto (anche perché quella è proprio la loro principale occupazione) e tendono ad adottare una logica priva di sfumature e quindi inflessibile:

mi hai raccontato una cosa e io ti ho creduto al 100%, senza esitazioni o dubbi (neanche sapevo cosa fossero), perché per me quello che dicevi tu era vero e basta; poi ho scoperto che non era vero, che mi avevi mentito e allora non ti credo più, non posso, hai perso la mia fiducia.

Io ricordo ancora oggi talune mie infantili delusioni del genere; il fatto di ricordarle mi sembra già di per sé dimostrazione tangibile di quanto esse siano state significative.

La maestra che dice che 5/2 fa due con il resto di 1 NON dice una bugia; dice una cosa sostanzialmente vera seppure alleggerita degli aspetti che al momento ritiene troppo complessi. Un po' come l'insegnante di informatica di base che dice che mediante la formattazione si "prepara" un disco alla ricezione dei dati secondo uno schema predefinito anziché spiegare nel dettaglio le questioni relative a settori, cluster, filesystem, journaling, massimo numero dei file, massime dimensioni dei file, permessi semplici e avanzati, liste di controllo di accesso ecc. ecc.
Se invece la maestra dicesse che 5/2 fa 2 oppure che 5/2 non si può fare e così via (o se l'informatico dicesse che la formattazione è una cosa del passato che oggi non serve più) il discorso sarebbe ben diverso.
 
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