<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 22 avvocati in rivolta | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

22 avvocati in rivolta

bellafobia ha scritto:
99octane ha scritto:
E quale deontologia garantisce, chesso'... l'ordine dei giornalisti? :lol: :lol: :lol: :lol:
A proteggere dalle frodi c'e' gia' la legge.
Altrimenti si torna all'epoca delle Corporazioni d'arti e mestieri.
Non serve nessun "ordine degli Ingegneri" a certificare che uno e' ingegnere: c'e' la laurea per quello.
Se uno si spaccia per laureato e non lo e', finisce al fresco.
It's that simple.
quotone! è noto che gli ordini sono dei prolungamenti temporali delle corporazioni...e così sopravvive la casta. :rolleyes: La parola d'ordine è liberalizzazione di tutto ciò che ingolfa il mercato libero

Se confondi il mercato libero, che c'è già, con gli ordini, che non si occupano di mercato visto che le tariffe minime sono state abolite, ma della regolamentazione dell'esercizio della professione oltre che della formazione professionale, sei davvero fuori strada.

Per fare un esempio, in Italia ci sono oltre 123 mila architetti iscritti agli albi, di cui una larga parte, soprattutto di giovani, lavora con redditi da miseria, mandando avanti a fatica piccoli studi oppure lavorando di fatto come dipendenti in studi più grandi ma a partita IVA (quindi senza i diritti di un dipendente)...vai a chiedergli se si sentono di far parte di una casta, dopo aver fatto un corso di studi tra i più lunghi e costosi, fare una professione difficile e carica di responsabilità, che richiede investimenti, aggiornamento e formazione costanti, e con guadagni da miseria rispetto al tempo di lavoro, alla preparazione, all'impegno richiesti ed alla responsabilità assunta. E lo stesso vale anche per gli avvocati e per molte altre professioni. Non ci sono solo le star e i grandi studi, la realtà delle cose è molto diversa.

Mi domando: hai una minima idea di ciò di cui stai parlando?
 
bumper morgan ha scritto:
la salvezza passa ANCHE dalla abolizione degli ordini in modo che ci possa essere concorrenza. Così invece devi applicare tariffe minime e massime che LORO stabiliscono.

in effetti no, le tariffe sono stabilite dal ministero, non dagli ordini.

ma il problema non è quello.
(a tacere che l'Italia è stata denunciata non per l'esistenza di tariffe minime, ma di tariffe MASSIME)
il problema è che la banche e le assicurazioni vogliono mettere in piedi un servizio loro come soci di capitale. che è il vero succo che sta dietro alla proposta di abolizione.
poi ci vai tu dal legale che in realtà a tua insaputa è un dipendente della banca, a lamentarti perché ti hanno venduto i junk bond...
 
belpietro ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
la salvezza passa ANCHE dalla abolizione degli ordini in modo che ci possa essere concorrenza. Così invece devi applicare tariffe minime e massime che LORO stabiliscono.

in effetti no, le tariffe sono stabilite dal ministero, non dagli ordini.

ma il problema non è quello.
(a tacere che l'Italia è stata denunciata non per l'esistenza di tariffe minime, ma di tariffe MASSIME)
il problema è che la banche e le assicurazioni vogliono mettere in piedi un servizio loro come soci di capitale. che è il vero succo che sta dietro alla proposta di abolizione.
poi ci vai tu dal legale che in realtà a tua insaputa è un dipendente della banca, a lamentarti perché ti hanno venduto i junk bond...
esatto! :thumbup:
ma su questa questione l'importante è riempirsi la bocca d'aria... e poi buttarla fuori. :-o è evidente che ci sono altri interessi dietro a questa "liberizzazione"

Gli ordini professionali non sono una casta, in genere vi si accede dopo un esame che accerta le capacità professionali dell'aspirante... Chi esce dall'università o da un'istituto tecnico non è all'altezza di esercitare la professione, deve ancora formarsi.
Se gli ordini fossero chiusi (vedi le Caste) non ci sarebbero tutti questi iscritti... e i numeri parlano da soli... provate a fare delle verifiche numeriche rispetto agli atri paesi europei :shock:
 
Aggiungiamo che in un sistema di tipo "ordinistico" come il nostro il superamento di un esame di Stato (insieme ad una serie di alte condizoini oggettive tipo fedina penale etc) ti dĂ  il diritto di essere iscritto all'Ordine.

In un sistema "liberalizzato" dove al posto degli Ordini ci stanno le Associazioni, la possibilità di essere iscritto all'Associazione è una "facoltà" graziosamente concessa dall'Associazione stessa se gli stai simpatico. Ovviamente ci sono più Associazioni in "libera concorrenza" tra loro, alcune davvero prestigiose altre destinate ai peones.

Dove sta la casta, in un sistema ordinistico o in uno associativo?
 
Jambana ha scritto:
Se confondi il mercato libero, che c'è già, con gli ordini, che non si occupano di mercato visto che le tariffe minime sono state abolite, ma della regolamentazione dell'esercizio della professione oltre che della formazione professionale, sei davvero fuori strada.

Per fare un esempio, in Italia ci sono oltre 123 mila architetti iscritti agli albi, di cui una larga parte, soprattutto di giovani, lavora con redditi da miseria, mandando avanti a fatica piccoli studi oppure lavorando di fatto come dipendenti in studi più grandi ma a partita IVA (quindi senza i diritti di un dipendente)...vai a chiedergli se si sentono di far parte di una casta, dopo aver fatto un corso di studi tra i più lunghi e costosi, fare una professione difficile e carica di responsabilità, che richiede investimenti, aggiornamento e formazione costanti, e con guadagni da miseria rispetto al tempo di lavoro, alla preparazione, all'impegno richiesti ed alla responsabilità assunta. E lo stesso vale anche per gli avvocati e per molte altre professioni. Non ci sono solo le star e i grandi studi, la realtà delle cose è molto diversa.

Mi domando: hai una minima idea di ciò di cui stai parlando?

Ti rispondo non mi sento di far perte di una casta, anzi... ormai è una giungla con i miei colleghi "concorrenti"... :?
 
|Mauro65| ha scritto:
Aggiungiamo che in un sistema di tipo "ordinistico" come il nostro il superamento di un esame di Stato (insieme ad una serie di alte condizoini oggettive tipo fedina penale etc) ti dĂ  il diritto di essere iscritto all'Ordine.

In un sistema "liberalizzato" dove al posto degli Ordini ci stanno le Associazioni, la possibilità di essere iscritto all'Associazione è una "facoltà" graziosamente concessa dall'Associazione stessa se gli stai simpatico. Ovviamente ci sono più Associazioni in "libera concorrenza" tra loro, alcune davvero prestigiose altre destinate ai peones.

Dove sta la casta, in un sistema ordinistico o in uno associativo?
analisi perfetta :thumbup:
 
batridro ha scritto:
analisi perfetta :thumbup:
grazie :D
sai la cosa divertente? ieri ho appena preso un cliente "seguito" da un c.e.d. di associazione di categoria ... (soggetto "libero ed asservito solo alla concorrenza del libero mercato" :twisted: ) ... è mezzo rovinato, gli hanno fatto di tutto, toccherà fare un mutuo per ripianare i casini che gli hanno combinato
stamane invece mi telefona disperata una collega di mia moglie per la cedolare secca ... ovviamente "seguita" dal caf di turno (mica da quei ladri buzziconi dei commercialisti pervertiti :twisted: )
cannata completamente la dichiarazione
fatto cedolare che non poteva fare
deve intanto ripagare l'acconto cash e poi l'anno prossimo compensare il credito da cedolare
ne riparliamo a settember quando avrò più tempo

se faccio mente locale, escludendo chi ha aperto con me, oltre 3/4 della mia clientela l'ho presa da soggetti che a vario titolo operavano "fuori ordine" e solo il resto da colleghi con cui hano avuto qualche incomprensione
ma i 3/4 ho dovuto "risanarli", sul residuo "1/4" in taluni casi ho appreso qualcosa di nuovo e mi sono migliorato, in altri ho mantenuto la medesima rotta, in alcun residui casi ho apportato qualche piccolo miglioramento
:twisted: :twisted: :twisted:
 
Jambana ha scritto:
99octane ha scritto:
E quale deontologia garantisce, chesso'... l'ordine dei giornalisti? :lol: :lol: :lol: :lol:
l fresco.
It's that simple.

Chi è laureato in ingegneria è semplicemente dottore o dottore magistrale in ingegneria, e non può utilizzare il titolo di ingegnere.

C'è un esame di Stato da superare. E non è l'ordine che "certifica che uno è ingegnere", come dici tu, ma lo Stato Italiano, per mezzo delle Facoltà di Ingegneria dove si svolgono gli esami.
[i]quindi un ingegnere che lavora presso una ditta e che crea nuovi prodotti, è meno ingegnere di chi lavora per conto suo ed ha dovuto superare l'esame di stato?

Dopo aver superato l'esame di abilitazione, ci si può iscrivere all'Albo: solo con l'iscrizione a questo si ha diritto al titolo di Ingegnere.

E per come funziona l'università italiana (che contiene in termini didattici, nel suo essere di massa, eccellenze assolute come il loro contrario) è un bene che l'esame di abilitazione ci sia, per molte professioni, soprattutto quelle che implicano un grande carico di responsabilità. Scrivere un articolo sbagliato, pur nella nobiltà e nella professione giornalistica e nell'influenza sociale che esercita come mezzo di informazione, non è come sbagliare i calcoli delle strutture di un palazzo.
Non credo che tu abbia mai assistito a qualche sessione di esami di abilitazione, altrimenti credo che saresti d'accordo con me.

Comunque l'ordine dei giornalisti funziona bene, hanno recentemente sospeso un noto direttore di giornale che deve starti simpatico :lol:.
strano però che ne hanno sospeso solo uno in un secolo di vita
Se poi preferisci dei professionisti incapaci e non regolamentati nell'esercizio della loro professione, e senza un albo, forse se vai in qualche paese del Terzo Mondo ne troverai.

Comunque non mi hai ancora detto nel concreto i vantaggi per l'utente finale che deriverebbero dall'abolizione degli ordini.
allora spiegami perchè questi ordini si dannano per esistere
Spiegami a cosa servirebbe, e così potremo discuterne. Per ora non mi hai dato nessuna motivazione.

Seguendo il tuo ragionamento, per estensione, allora perché mai un ingegnere dovrebbe depositare i calcoli delle strutture al Genio Civile dove possono essere verificati un'altra volta?
Se è ingegnere, devono essere buoni per forza...se poi crolla un palazzo tanto c'è la legge. No? :lol:
Perché non aboliamo anche il Genio Civile? Sai quanto costa al contribuente? :lol: Quello effettivamente ci costa, è pagato da noi, non dalle quote associative degli iscritti.
Chissà perché poi per collaudare staticamente una struttura ci vogliono almeno 10 anni di esercizio della professione, quindi di iscrizione all'albo...perché non far eseguire i collaudi dei ponti autostradali ai neolaureati, naturalmente dopo aver abolito l'esame di Stato? :lol:

Via...
cmq guarda che non si mette in discussione l'esame di stato ( anche se possono fare a catanzaro) per il quale sono convinto che sia giusto che ci sia, giusto che qualcuno mi dica che XY sia in grado di svolgere bene il lavoro, testimoniato, appunto, dalla abilitazione che gli è stata conferita.
Il problema è perchè debba esistere un ordine; o meglio che esista pure l'ordine ma che non sia vincolante per poter aprire uno studio.
A me pare corretto che un ingegnere, dopo un periodo di prova e l'esame di stato possa aprire uno studio senza renderne conto a qualcuno - a questo punto ha giĂ  tutte le carte in regola - e fare il prezzo che vuole per, che so, una prova di staticitĂ .
 
Jambana ha scritto:
99octane ha scritto:
E quale deontologia garantisce, chesso'... l'ordine dei giornalisti? :lol: :lol: :lol: :lol:
A proteggere dalle frodi c'e' gia' la legge.
Altrimenti si torna all'epoca delle Corporazioni d'arti e mestieri.
Non serve nessun "ordine degli Ingegneri" a certificare che uno e' ingegnere: c'e' la laurea per quello.
Se uno si spaccia per laureato e non lo e', finisce al fresco.
It's that simple.

Chi è laureato in ingegneria è semplicemente dottore o dottore magistrale in ingegneria, e non può utilizzare il titolo di ingegnere.

C'è un esame di Stato da superare. E non è l'ordine che "certifica che uno è ingegnere", come dici tu, ma lo Stato Italiano, per mezzo delle Facoltà di Ingegneria dove si svolgono gli esami.

Dopo aver superato l'esame di abilitazione, ci si può iscrivere all'Albo: solo con l'iscrizione a questo si ha diritto al titolo di Ingegnere.

E per come funziona l'università italiana (che contiene in termini didattici, nel suo essere di massa, eccellenze assolute come il loro contrario) è un bene che l'esame di abilitazione ci sia, per molte professioni, soprattutto quelle che implicano un grande carico di responsabilità. Scrivere un articolo sbagliato, pur nella nobiltà e nella professione giornalistica e nell'influenza sociale che esercita come mezzo di informazione, non è come sbagliare i calcoli delle strutture di un palazzo.
Non credo che tu abbia mai assistito a qualche sessione di esami di abilitazione, altrimenti credo che saresti d'accordo con me.

Comunque l'ordine dei giornalisti funziona bene, hanno recentemente sospeso un noto direttore di giornale che deve starti simpatico :lol:.

Se poi preferisci dei professionisti incapaci e non regolamentati nell'esercizio della loro professione, e senza un albo, forse se vai in qualche paese del Terzo Mondo ne troverai.

Comunque non mi hai ancora detto nel concreto i vantaggi per l'utente finale che deriverebbero dall'abolizione degli ordini.
Spiegami a cosa servirebbe, e così potremo discuterne. Per ora non mi hai dato nessuna motivazione.

Seguendo il tuo ragionamento, per estensione, allora perché mai un ingegnere dovrebbe depositare i calcoli delle strutture al Genio Civile dove possono essere verificati un'altra volta?
Se è ingegnere, devono essere buoni per forza...se poi crolla un palazzo tanto c'è la legge. No? :lol:
Perché non aboliamo anche il Genio Civile? Sai quanto costa al contribuente? :lol: Quello effettivamente ci costa, è pagato da noi, non dalle quote associative degli iscritti.
Chissà perché poi per collaudare staticamente una struttura ci vogliono almeno 10 anni di esercizio della professione, quindi di iscrizione all'albo...perché non far eseguire i collaudi dei ponti autostradali ai neolaureati, naturalmente dopo aver abolito l'esame di Stato? :lol:

Via...

:shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
chissa' dove hanno sostenuto l' esame....
quelli specializzati in
" pilastri in sabbia "
operanti a l' Aquila
:shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
 
spartacodaitri ha scritto:
Jambana ha scritto:
99octane ha scritto:
E quale deontologia garantisce, chesso'... l'ordine dei giornalisti? :lol: :lol: :lol: :lol:
A proteggere dalle frodi c'e' gia' la legge.
Altrimenti si torna all'epoca delle Corporazioni d'arti e mestieri.
Non serve nessun "ordine degli Ingegneri" a certificare che uno e' ingegnere: c'e' la laurea per quello.
Se uno si spaccia per laureato e non lo e', finisce al fresco.
It's that simple.

Chi è laureato in ingegneria è semplicemente dottore o dottore magistrale in ingegneria, e non può utilizzare il titolo di ingegnere.

C'è un esame di Stato da superare. E non è l'ordine che "certifica che uno è ingegnere", come dici tu, ma lo Stato Italiano, per mezzo delle Facoltà di Ingegneria dove si svolgono gli esami.

Dopo aver superato l'esame di abilitazione, ci si può iscrivere all'Albo: solo con l'iscrizione a questo si ha diritto al titolo di Ingegnere.

E per come funziona l'università italiana (che contiene in termini didattici, nel suo essere di massa, eccellenze assolute come il loro contrario) è un bene che l'esame di abilitazione ci sia, per molte professioni, soprattutto quelle che implicano un grande carico di responsabilità. Scrivere un articolo sbagliato, pur nella nobiltà e nella professione giornalistica e nell'influenza sociale che esercita come mezzo di informazione, non è come sbagliare i calcoli delle strutture di un palazzo.
Non credo che tu abbia mai assistito a qualche sessione di esami di abilitazione, altrimenti credo che saresti d'accordo con me.

Comunque l'ordine dei giornalisti funziona bene, hanno recentemente sospeso un noto direttore di giornale che deve starti simpatico :lol:.

Se poi preferisci dei professionisti incapaci e non regolamentati nell'esercizio della loro professione, e senza un albo, forse se vai in qualche paese del Terzo Mondo ne troverai.

Comunque non mi hai ancora detto nel concreto i vantaggi per l'utente finale che deriverebbero dall'abolizione degli ordini.
Spiegami a cosa servirebbe, e così potremo discuterne. Per ora non mi hai dato nessuna motivazione.

Seguendo il tuo ragionamento, per estensione, allora perché mai un ingegnere dovrebbe depositare i calcoli delle strutture al Genio Civile dove possono essere verificati un'altra volta?
Se è ingegnere, devono essere buoni per forza...se poi crolla un palazzo tanto c'è la legge. No? :lol:
Perché non aboliamo anche il Genio Civile? Sai quanto costa al contribuente? :lol: Quello effettivamente ci costa, è pagato da noi, non dalle quote associative degli iscritti.
Chissà perché poi per collaudare staticamente una struttura ci vogliono almeno 10 anni di esercizio della professione, quindi di iscrizione all'albo...perché non far eseguire i collaudi dei ponti autostradali ai neolaureati, naturalmente dopo aver abolito l'esame di Stato? :lol:

Via...

:shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
chissa' dove hanno sostenuto l' esame....
quelli specializzati in
" pilastri in sabbia "
operanti a l' Aquila
:shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
non ha importanza dove; è che superato l'esame di stato per darci sicurezza... :D :D
 
|Mauro65| ha scritto:
Aggiungiamo che in un sistema di tipo "ordinistico" come il nostro il superamento di un esame di Stato (insieme ad una serie di alte condizoini oggettive tipo fedina penale etc) ti dĂ  il diritto di essere iscritto all'Ordine.

In un sistema "liberalizzato" dove al posto degli Ordini ci stanno le Associazioni, la possibilità di essere iscritto all'Associazione è una "facoltà" graziosamente concessa dall'Associazione stessa se gli stai simpatico. Ovviamente ci sono più Associazioni in "libera concorrenza" tra loro, alcune davvero prestigiose altre destinate ai peones.

Dove sta la casta, in un sistema ordinistico o in uno associativo?

vogliamo dirlo che ogni anno si presentano all' esame X neolaureati,
ma i posti sono solo X-Y
Ho curiosamente notato che passano piu' facilmente figli di P. che figli del popolo
 
spartacodaitri ha scritto:
vogliamo dirlo che ogni anno si presentano all' esame X neolaureati,
ma i posti sono solo X-Y
Ho curiosamente notato che passano piu' facilmente figli di P. che figli del popolo

scusa, a quale ordine ti riferisci?
non mi risulta che i commercialisti abbiano un numero di posti. che sappia io (posso sbagliarmi, il mio lo conosco ma quello degli altri non bene) gli unici ad avere un numero di posti a concorso sono i notai.
 
non c'e' un numero di posti " imposto " tipo notai, farmacie eccc
c'e' un numero che " aleggia ", affinche' non c'e' ne siano troppi
Qua c'e', non credo che dalle altre parti non ci sia.
 
spartacodaitri ha scritto:
non c'e' un numero di posti " imposto " tipo notai, farmacie eccc
c'e' un numero che " aleggia ", affinche' non c'e' ne siano troppi
Qua c'e', non credo che dalle altre parti non ci sia.

no, non c'è.
tanto vero che, per esempio, da me quando ho iniziato eravamo 800 e adesso siamo 2300, e in crescita.
e in Italia nel complesso siamo un numero enorme; se ci fosse una limitazione non ci sarebbero quegli incrementi.
 
belpietro ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
non c'e' un numero di posti " imposto " tipo notai, farmacie eccc
c'e' un numero che " aleggia ", affinche' non c'e' ne siano troppi
Qua c'e', non credo che dalle altre parti non ci sia.

no, non c'è.
tanto vero che, per esempio, da me quando ho iniziato eravamo 800 e adesso siamo 2300, e in crescita.
e in Italia nel complesso siamo un numero enorme; se ci fosse una limitazione non ci sarebbero quegli incrementi.

proprio per quello che ne passano un po' per volta....
figli di Professionisti a loro volta, nella maggior parte
 
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