ALGEPA ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Intanto la storia va avanti......
.......... staremmo parlando d'altro.
e io ti ripeto, se il colpo che partiva accidentalmente invece di prendere chi ha preso prendeva una persona che passava e non c'entrava nulla con la situazione come giudicavi la cosa?
Io non sto condannando il carabiniere o l'arma in se, sto semplicemente dicendo che è stato un errore, ma di quelli che non si devono commettere e che la legge derubrica in un determinato modo.
Come ti rispondevano altri, dicevo un'altra cosa.
Non ho assolutamente sostenuto che il Carabiniere non debba essere punito per l'errore, perchè a quanto mi risulta, a prescindere dalle versioni, egli ha almeno una colpa (se dolo si vedrà). Altrimenti che senso avrebbe fare discorsi sulla legalità, se poi si cercasse di giustificare gli errori dei tutori dell'ordine? A quel punto non sarei diverso da quelli che sostengono a priori l'innocenza dei ragazzi, solo mi troverei sull'altra barricata (e qui non è questione di barricate, o non dovrebbe esserlo).
Quello che mi chiedevo è come sia possibile che quella che in ogni altro posto sarebbe stata considerata una grossa stupidata, li sia considerata dalle persone una semplice ragazzata. Anche io son stato giovane e anche io ho camminato, ai miei tempi, non perfettamente in regola con la legge. Mi spiego meglio: alzi la mano chi non si sia mai portato la ragazza od un amico sul cinquantino (ai miei tempi poi per la gente comune e se eri bravo a scuola c'era al massimo quello, poi si prendeva direttamente la patente e si passava all'auto della madre o del padre). Era illegale, camminavi con gli occhi puntati avanti per evitare ogni posto di blocco. Soprattutto perchè se ti fermavano (massimo alle nove di sera, più tardi le botte le prendevi comunque), poi a casa succedeva il finimondo, con relativa consegna fino a data da destinarsi. Però quello è il massimo a cui potessi aspirare per quel che riguarda i miei trascorsi da "teppista". Ed attenzione: ho scritto "evitare" i posti di blocco, cercando di scorgerli prima di trovarmici davanti per poter cambiare strada. Mai e poi mai mi sarei sognato di tirare dritto di fronte ad un segnale di alt: una volta che ti avessero beccato (ed è successo, che io ricordi, almeno un paio di volte) ti fermavi e te ne assumevi la responsabilità, perche quelli erano i Carabinieri e con loro non si scherzava.
Cosa è diventato invece oggi essere adolescenti? Chi ha educato quei ragazzi?
Non parlo solo dei genitori (che in questa tragedia a mio avviso hanno il grosso della colpa), ma della società in cui sono cresciuti, che gli ha fatto credere che una divisa ed un arma fossero assimilabili più ad uno spaventapasseri in mezzo ad un campo che ad un ostacolo davanti a cui fosse di vitale importanza fermarsi.
Questo a prescindere da quello che è accaduto in seguito, perchè quello che volevo sottolineare è che se quello fosse stato un luogo abitato da persone normali, non è che si sarebbe evitata solo la tragedia, ma non si sarebbero potute verificare nemmeno le condizioni che l'hanno resa possibile. Innanzitutto perchè i ragazzi si sarebbero fermati, in secondo luogo perchè il carabiniere, per quanto giovane ed inesperto, non avrebbe mai sentito la necessità di estrarre l'arma di fronte a tre ragazzini in scooter.
Invece per chi dice che sentir parlare un napoletano così riaccenda la speranza, ci tengo a dire che io magari cerco di vedere le mie travi negli occhi, ma che se anche nel resto d'Italia si cominciasse a far caso anche solo alle pagliuzze (perchè quartieri come Rione Traiano ed episodi come quello in questione, magari anche se in minor numero, ci sono in tutte le grandi città), invece della sola città partenopea, salveremmo l'intero Paese.
Qui la situazione è ormai piuttosto compromessa, il peggio della popolazione vede lo Stato e le sue emanazioni come un intollerabile intralcio ai propri affari, ma il problema più grosso è che l'opinione pubblica in fondo tollera quel punto di vista, principalmente per via della crisi e soprattutto per la disonestà di coloro che negli anni passati avrebbero dovuto portare esempio e far rispettare l'ordine ma che invece hanno continuato a chiedere sacrifici alla gente onesta solo per poter ingrassare ancora di più i propri conti in banca.
Ormai si è al punto che se le forze dell'ordine dovessero usare il pugno duro, si darebbe all'untore per lo Stato tiranno e carnefice, se invece dovesse prevalere la linea morbida, si continuerebbero ad avere i soliti commenti sullo Stato sanguisuga e menefreghista. E capisco bene che per il solito politicante inetto sia di gran lunga preferibile la seconda ipotesi.
Un popolo non si tiene insieme per forza e le regole non si fanno rispettare con la forza. Quelle son le dittature e in Italia non c'è più nessuno che sia capace anche solo di fare il dittatore (non sto dicendo che auspico una cosa del genere, ma solo che siamo alla frutta, e pure marcita). Non vedo più sentimento di appartenenza (prima un pochino d'orgoglio l'avevamo anche qui al sud), una coscienza popolare che permetta a tutti di voler rispettare le regole con la consapevolezza che sarebbe meglio per tutti: è tutto solo un mors tua, vita mea. Siamo agli sgoccioli, in tutta Europa, Napoli è solo una zona dove la malattia si vede di più, e credo che anche se non lo si voglia ammettere, ne siamo coscienti tutti quanti.
Il problema è che ho paura che duri ancora per parecchio, tanto che difficilmente chi oggi abbia anche solo una cinquantina d'anni, riuscirà a vedere un miglioramento delle condizioni.