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Osservatorio costo carburanti, rifornimenti, ricariche, report consumi forumers QR

ok, si era capito, ma quello è un problema della tua amministrazione
In realtà sono tantissime le realtà dove vige la "carta unica".

Se sei imprenditore o libero professionista cercherai almeno 3/4 alternative così da poter ottimizzare anche le spese del carburante, le aziende più grandi (e meno attente!) fanno un accordo e via.

In tanti anni (e tanti datori di lavoro) di auto aziendale solo in un unico e singolo caso avevo DUE carte carburante (Eni + Q8), in tutti gli altri casi sempre e solo una, anche chiedendo di averne almeno una seconda.

Ed era quasi sempre "a marchio" singolo, l'unica che era "sola" ma versatile era la DKV dove puoi effettivamente far rifornimento in moltissimi distributori di pressoché tutti i marchi più noti, quella è una buona soluzione se si vuole avere una singola carta.

Il motivo di questo "immobilismo" è che chi gestisce parchi auto e carte carburante fa magari questioni per robe insensate ma poi siccome non paga lui direttamente, lascia andare scelte comunque importanti come quelle delle carte a supporto.
 
la libera concorrenza, pur consentendo prezzi medi forse più alti e prezzi massimi inontrollabili, consenta isole di risparmio, per chiunque abbia voglia o necessità di approfittarne.

Concordo... però risparmi sempre rapportato ai prezzi della libera concorrenza, solo che nessuno certifica che la concorrenza sia effettivamente libera e non dentro un "range" deciso dalle "sette sorelle", anche se oggi sono cambiate... penso che un prezzo unico nazionale sia più "sicuro" dal lato speculatvo.. o meglio... se ci mangiano sopra sai chi è che lo fa.

Giarda per la maggior tutela dell'energia come sta andando a finire... per me era meglio prima.
 
Le norme che non ho il tempo di spararmi sono ben altre che non la sintesi che hai citato.

Il problema è che tu, perdonami, confondi il concetto di “immissione al consumo” con “cessione al cliente finale”. Sono due cose completamente diverse, anche se Google o peggio l’AI non te lo spiega bene.


Senza appesantirti con tomi di diritto tributario, qui trovi un elenco di ciò che si intende per “immissione al consumo”


Se poi vuoi spararti al posto mio la normativa doganale sui prodotti energetici, ti favorisco il link corretto


Poi, dopo aver letto la normativa di base, se hai piacere posso passarti anche i documenti di prassi (le “circolari” AdM) e quelli di giurisprudenza (le decisioni delle Corti Tributarie).

Perdonami se mi pongo una domanda in pubblico come quella sopra esposta, ma (purtroppo) nella mia attività professionale non seguo né raffinerie né broker petroliferi e nemmeno benzinai.
Perdonami, ma non è che nettendo link e riferimenti giuridici (vedo forniti anche da IA) tu abbia trovato il punto che sostieni. Fammi il riferimento giuridico puntuale a quando il carburante è immesso al consumo. Fino a quando è nel distributore non è al consumo e quindi l'accisa, che si dice sospesa, non è pagata. Per assurdo, se il distributore non vende la giacenza avrebbe pagato l'accisa comunque. No non è così.

Qui puoi vedere cosa dice la UE

E qui trovi un articolo di una società di automotive che riassume il tema accise

dicono, tra l'altro: "Quando le imprese dovranno pagare l'imposta allo Stato, questa sarà già stata incassata dalla vendita del prodotto, quindi verrà pagata con i soldi dei consumatori."
 
Non è un problema di sistema.
Vero, non lo è, ma per un ente di ricerca e didassi, come il suo, come un ente sanitario, come il mio, il costo dei pieni è davvero residuale nella gestione globale, roba da prefisso internazionale (he una volta aveva due zeri davanti). Lo diventa quando hai mezzi che, ogni giorno, uno per dipendente, si sparano minimo 200km, diciamo 70-80Mm annui. Cose che stanno diminuendo, anche nel mio lavoro, sempre più spesso ci sono iinterventi tecnici in telelassistenza o sessioni di aggiornamento in videoconferenza. Ci si sposta molto meno.
 
Penso che i margini delle "pompe" siano infinitesimali rispetto ai "distributori" e "produttori". Se va bene tranne casi come le pompe "iper" si parla di 0.05 di differenza per cui i prezzi si decidono altrove.
come scrivono alcuni economisti , guardare al PIL (peraltro stitico da decenni che si fonda di fatto sull'inflazione) che fotografa una totalità che si regge su costi altissimi e pagati oramai dagli stessi agenti non fa migliorare la situazione.
Lo stato certo non può' imporre, ma può' e deve controllare ed imporre leggi già esistenti Non vedo se uno non ha fatto nulla di contro la legge opporsi a dei "semplici" controlli, e qua non si va a toccare un semplice cittadino , il piccolo commerciante o una ditta il cui titolare lavora come minimo h16/24 per stare in piedi ma una o più' grandissima multinazionale che fa grandissimi profitti in gran parte senza riportare quanto guadagnato al paese "ospitante". Poi non venite a dire tutto aumenta ....se non si nulla....
La scelta di andare da un altra pompa fa solo spostare da un prezzo molto molto alto ad un prezzo molto alto. Non parliamo poi di quelli che a l'oro scapito han fatto "abbonamenti" energetici o pieni di carburante con un solo fornitore e ne conosco, adesso piangono ....
hai giustamente parlato di "imporre le leggi esistenti" e la speculazione di cui parliamo non è contro le leggi esistenti.
Quindi inutile mandare le ff.oo
Certo rimane una pratica forse eticamente poco corretta e che noi tutti chiaramente subiamo ma rientra nella legalità
 
Vero, non lo è, ma per un ente di ricerca e didassi, come il suo, come un ente sanitario, come il mio, il costo dei pieni è davvero residuale nella gestione globale, roba da prefisso internazionale (he una volta aveva due zeri davanti). Lo diventa quando hai mezzi che, ogni giorno, uno per dipendente, si sparano minimo 200km, diciamo 70-80Mm annui. Cose che stanno diminuendo, anche nel mio lavoro, sempre più spesso ci sono iinterventi tecnici in telelassistenza o sessioni di aggiornamento in videoconferenza. Ci si sposta molto meno.
quanto dici evidentemente spiega il poco interesse di questa tipologia di enti a trovare delle migliori economie.
Avendo altre spese di entità molto maggiore, concentreranno le risorse su quelle
 
Perdonami, ma non è che nettendo link e riferimenti giuridici (vedo forniti anche da IA) tu abbia trovato il punto che sostieni. Fammi il riferimento giuridico puntuale a quando il carburante è immesso al consumo. Fino a quando è nel distributore non è al consumo e quindi l'accisa, che si dice sospesa, non è pagata. Per assurdo, se il distributore non vende la giacenza avrebbe pagato l'accisa comunque. No non è così.

Qui puoi vedere cosa dice la UE

E qui trovi un articolo di una società di automotive che riassume il tema accise

dicono, tra l'altro: "Quando le imprese dovranno pagare l'imposta allo Stato, questa sarà già stata incassata dalla vendita del prodotto, quindi verrà pagata con i soldi dei consumatori."
Perdonami ancora una volta, studia il concetto “immissione al consumo”. Ti ho dato nel mio precedente messaggio i riferimenti normativi precisi. Sostenere che l’immissione al consumo sia l’erogazione dalla pompa del distributore al serbatoio del consumatore finale è assimilabile al terrapiattismo.

Nel dubbio che ci sia un problema di comprensione del testo:

  • Per prodotti immessi in consumosi intende:
    • - lo svincolo di prodotti sottoposti ad accisa da un regime di sospensione dall’accisa;
    • - la detenzione o il magazzinaggio di prodotti sottoposti ad accisa al di fuori di un regime di sospensione dall’accisa qualora non sia stata applicata un’accisa in conformità alle disposizioni applicabili del diritto dell’Unione e della legislazione nazionale;
    • - la produzione, compresa la trasformazione, di prodotti sottoposti ad accisa al di fuori del regime di sospensione dall’accisa;
    • - l’importazione di prodotti sottoposti ad accisa, a meno che non vengano inseriti, al momento dell’importazione, in un regime di sospensione dall’accisa.
 
Avendo altre spese di entità molto maggiore, concentreranno le risorse su quelle
Diciamo che non spendono neanche un minuto a valutare un capitolo di spesa più che marginale. Risparmiano molto (anche per percentuali da 2-3%, sui macchinari pesanti (NMR, CT, LinAc, PET, SPECT etc) talora deprimendo la produttivitaà in modo più consistente del risparmio ottenuto, uindi perdendoci. Ma, a parziale discolpa, è questione di budget regionale, dato che ogni anno si rischia il piano di rientro.
 
hai giustamente parlato di "imporre le leggi esistenti" e la speculazione di cui parliamo non è contro le leggi esistenti.
Quindi inutile mandare le ff.oo
Certo rimane una pratica forse eticamente poco corretta e che noi tutti chiaramente subiamo ma rientra nella legalità
ma sarà ipotizziamo....
mera ipotesi , opinione fatto
NON verificato, e spero MAI successo....


entrano le forze ordine in tre aziende dal 95% del mercato e trovano che
si scambiano corrispondenza per decidere che :

il giono x propongono il prezzo a 100
il giorno x+1 propongono il prezzo a 110
il giorno x+2 propongono il prezzo a 120

a prescidnere dalla materia prima disponibile o no...

con uno scarto del 1-2%

concedimi una certa turbativa di mercato potrebbe esistere ...
 
E qui trovi un articolo di una società di automotive che riassume il tema accise

dicono, tra l'altro: "Quando le imprese dovranno pagare l'imposta allo Stato, questa sarà già stata incassata dalla vendita del prodotto, quindi verrà pagata con i soldi dei consumatori."
Tra l’altro, sia pure con un grande errore concettuale, questo stesso tuo link chiarisce che le accuse vengono pagate a monte (a patto di conoscere le basi della lingua italiana fornite con la scuola dell’obbligo)

ACCISE BENZINA: PERCHÉ LE PAGHIAMO?​

Il soggetto a cui il Fisco chiede il pagamento delle accise è il produttore o l'importatore, quindi poche grandi imprese.
 
Tra l’altro, sia pure con un grande errore concettuale, questo stesso tuo link chiarisce che le accuse vengono pagate a monte (a patto di conoscere le basi della lingua italiana fornite con la scuola dell’obbligo)

ACCISE BENZINA: PERCHÉ LE PAGHIAMO?​

Il soggetto a cui il Fisco chiede il pagamento delle accise è il produttore o l'importatore, quindi poche grandi imprese.
Certo, non le paga il singolo distributore ma la catena commerciale di cui fa parte. Le catene sono poche.
 
Perdonami, ma non è che mettendo link e riferimenti giuridici (vedo forniti anche da IA)
Qui stai sfiorando la calunnia morale (ovviamente non quella giuridica, nel caso conoscessi la differenza). Per quanto abbia l’abbonamento ad una AI (non certo quella di Google), per quanto abbia partecipato ad un programma di addestramento di una IA in locale, non mi permetterei mai di linkare contenuti di IA (proprio perché ho fatto l’addestratore). Sono andato, come sono abituato da oltre 30 anni di libera professione, alle fonti. Ed i riferimenti me li avevi chiesti tu.

Lo dico in modo molto cortese: hai preso una topica colossale (come potrei fare io se mi azzardassi a discettare di argomenti medici)

Et de hoc satis.
 
Ultima modifica:
Certo, non le paga il singolo distributore ma la catena commerciale di cui fa parte. Le catene sono poche.
Non le paga nemmeno la filiera, ma inizio a trovare faticoso discutere con una persona che, con tutta evidenza, si assurge a commercialista senza avere nemmeno la più pallida idea di come giri la partita doppia.
 

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