<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici | Page 154 | Il Forum di Quattroruote
  • Forum
  • Zona Franca
  • Zona Franca
  • Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Ciao.
Onestamente non so come il mio amico gestisca la sua auto e perché sia arrivato piuttosto scarico. In genere il raggio dei suoi spostamenti è attorno ai 100km (da qui, credo, la scelta aziendale di imporgli una elettrica), ma in contesti molto diversi per cui non è detto che arrivato a destinazione possa ricaricare.
Anche lui come te ricarica a casa, ma nel caso specifico si è appoggiato ad una colonnina nelle vicinanze. Non so con quale potenza.
In ogni caso, cercare di sviscerare nel dettaglio l'episodio non sposta di mezzo millimetro il fatto che per usare un'auto elettrica occorra pianificare gli spostamenti e la strategia di ricarica con molta cura e magari non limitandosi al giornaliero ma guardando avantidi qualche giorno, come dimostra quello che mi è successo.
Il problema non è l'auto in se, ma l'infrastruttura che ha alla spalle
Diciamo che quando decidi di comprare un’auto elettrica o te ne affidano una l’opera di pianificazione e strategia le fai prima non dopo quando c’è l’hai.
Nessuno compra una elettrica e poi si chiede come fa a gestirla.
Quindi in realtà dopo devi solo coordinare gli eventi.
Mentre l’intera esperienza elettrica si basa sullo “svisceramento” delle singole situazioni, perché ne restituiscono il “grado di soddisfazione”
Se il tuo amico trovava la colonnina occupata o peggio non funzionante molto probabilmente rischiava di saltare tutto. Se invece vicino a casa aveva una Hpc da 200 kw in mezz’ora aveva risolto. O se aveva ricaricato la sera prima anche con una colonnina da 50 kw sempre mezz’ora ci metteva. E se a tutto questo nel posto che avete soggiornato aveva a disposizione vicino una AC da collegare durante la notte non allungavate di 10 km.
Così molto probabilmente il tuo post dove racconti l’esperienza avrebbe avuto un sapore diverso.
Come vedi sviscerare una situazione da risultati diversi e percezioni diverse.
 
Guarda, non ho idea di come si scriva Volt, Ampere, Watt, Ohm, secondi in mandarino, ma sono ragionevolmente convinto che le formule siano le stesse anche oltre la Grande Muraglia. Pertanto, una volta scaricate le batterie tampone del sistema BESS non ci sono tanti santi da pregare, l'energia che esce dai connettori è quella e solo quella della rete locale (nella stazione di Bologna 100 kW).

L’impianto BYD Flash Charging che ho visto in azione è progettato per gestire picchi di potenza fino a 1.500 kW. Per farlo, sfrutta un’intuizione ingegneristica che, per quanto non inedita, rende ancora più speciale il progetto. I tecnici sul posto mi hanno mostrato con orgoglio due grandi cabinet che ospitano batterie tampone - le stesse dell’auto, quattro per unità - con il compito di mantenersi cariche per poi sprigionare una potenza di 1,5 MW. Queste unità assorbono energia dalla rete in modo costante e a potenze contenute - nel test circa 40 kW, ma con un massimo di 500 kW - per poi scaricarla alla massima velocità non appena si collega l’auto. Il fatto che la colonnina non gravi direttamente sulla rete elettrica locale rende queste installazioni sostenibili, anche dal punto di vista economico.

Non so da dove arrivino i 100 kW indicati, ma l’articolo parla dai 40 ai 500 kW.
 
Non so da dove arrivino i 100 kW indicati,
Da ricerca AI Mode di Google:

Quando i moduli di accumulo interni (BESS) della stazione Flash Charging di Bologna si scaricano, la potenza massima erogata scende a 100 kW.

Il Funzionamento in Dettaglio
Il sistema brevettato da BYD per la stazione di via Agucchi è progettato per funzionare in questo modo:
  • Assorbimento fisso e limitato dalla rete: L'allaccio alla rete elettrica cittadina è limitato a soli 100 kW. Questa scelta è intenzionale: serve a non sovraccaricare la rete elettrica locale e a consentire l'installazione della stazione senza dover richiedere cabine elettriche industriali dedicate da megawatt.
  • Potenza a batterie scariche: Se i due accumulatori interni da 400 kWh ciascuno sono completamente scarichi, la colonnina non può più attingere dal "tampone" energetico. Di conseguenza, la potenza massima erogabile scende istantaneamente al valore nominale di allaccio della rete, ovvero 100 kW.
  • Il ruolo del fotovoltaico: Nelle ore diurne, se c'è pieno sole, la potenza erogata a batterie scariche può aumentare grazie all'impianto fotovoltaico da 400 kW di picco presente sul tetto dello showroom. In questo scenario ideale diurno, l'auto in carica potrebbe ricevere l'energia solare diretta sommandola ai 100 kW della rete.
 
Mi fiderei più di Quattroruote che l’ha provata di persona rispetto all’AI.
Di fatto la somma tra l’energia del fv e quanto prelevato dalla rete , può arrivare ai 500 kW.
Dalla prova è emerso che pur con 2 auto consecutive a ricaricare, la potenza di ricarica ha degradato decisamente poco.
Non sono esperto ma servono cabine elettriche industriali per potenze superiori ai 100 kW?
 
Mi fiderei più di Quattroruote che l’ha provata di persona rispetto all’AI.
Di fatto la somma tra l’energia del fv e quanto prelevato dalla rete , può arrivare ai 500 kW.
Dalla prova è emerso che pur con 2 auto consecutive a ricaricare, la potenza di ricarica ha degradato decisamente poco.
Non sono esperto ma servono cabine elettriche industriali per potenze superiori ai 100 kW?
Quattroruote ha provato la colonnina a BESS carico e due auto collegate. Non propriamente una condizione di stress....
 
Diciamo che quando decidi di comprare un’auto elettrica o te ne affidano una l’opera di pianificazione e strategia le fai prima non dopo quando c’è l’hai.
Nessuno compra una elettrica e poi si chiede come fa a gestirla.
Quindi in realtà dopo devi solo coordinare gli eventi.
Mentre l’intera esperienza elettrica si basa sullo “svisceramento” delle singole situazioni, perché ne restituiscono il “grado di soddisfazione”
Se il tuo amico trovava la colonnina occupata o peggio non funzionante molto probabilmente rischiava di saltare tutto. Se invece vicino a casa aveva una Hpc da 200 kw in mezz’ora aveva risolto. O se aveva ricaricato la sera prima anche con una colonnina da 50 kw sempre mezz’ora ci metteva. E se a tutto questo nel posto che avete soggiornato aveva a disposizione vicino una AC da collegare durante la notte non allungavate di 10 km.
Così molto probabilmente il tuo post dove racconti l’esperienza avrebbe avuto un sapore diverso.
Come vedi sviscerare una situazione da risultati diversi e percezioni diverse.

Il mio amico la ID5 non l'ha scelta, l'ha subita: la sua azienda ha deciso che la flotta doveva essere totalmente elettrificata e quindi non c'è stata possibilità di optare per una alimentazione differente. D'altra parte il raggio degli spostamenti lavorativi raramente eccede i 100km, quindi il ragionamento ha una sua logica. Purtroppo però quanto l'auto è concessa per uso promiscuo, alle esigenze di spostamento lavorative vanno sovrapposte anche quelle private.

Ecco quello che è successo: la ricarica della notte precedente è stata solo parziale in quanto c'è stato un blackout notturno di circa tre ore. Non so se ha una wallbox o altro.
La mattina dopo è partito con la carica che aveva, stimando che gli sarebbe stata sufficiente per tornare a casa, come effettivamente è stato. Se il blackout fosse durato di più non so come avrebbe risolto. Non aveva possibilità di ricaricare fra andata e ritorno.
La decisione (delle mogli...) di partire è stata improvvisa e a ridosso dell'ora di pranzo, e certamente la destinazione non è stata scelta in funzione della presenza di colonnine di ricarica.
Il mio amico sulla via del ritorno ha dovuto far visita ad altri due clienti, per cui ricaricare non è stato possibile (si occupa di macchinari per l'agricoltura e quindi gira per aziende agricole, dove in genere colonnine non se ne trovano facilmente).
In breve: la routine più o meno rodata del mio amico, che avrebbe probabilmente retto alla gita imprevista, è stata compromessa da un blackout notturno con conseguente stress.

Ecco invece cosa è successo a me: sono partito da casa con il serbatoio al 50%, sono andato in sede centrale a 200km di distanza da casa. Mentre rientravo mia moglie mi chiama e mi informa del piano per il weekend. Ho deciso di rifornire vicino casa per affrontare il viaggio con il pieno (lo faccio sempre quando viaggio con la famiglia). Sono arrivato con circa 90km di autonomia residua, ho scelto il distributore più economico fra i 4 che ho nelle vicinanze e rifornito.
Zero stress.

Mia considerazione personale: non si vive di "se", contano i fatti. I fatti in questo caso ci raccontano di una persona la cui pianificazione quotidiana, mi sembra di capire simile alla tua, che normalmente funziona perfettamente è stata quasi compromessa da un blackout. Quasi, perchè fortuna ha voluto che il blackout non sia durato molto e che probabilmente la batteria al momento della ricarica non era troppo scarica.
I fatti ci raccontano che la pianificazione deve essere quanto più possibile resiliente nei confronti degli imprevisti, e questo oggi per l'auto elettrica è vero principalmente all'interno di routine consolidate.
Al di fuori, si deve necessariamente trovare un compromesso con le esigenze dell'auto.

Intendiamoci, non sono contro l'auto elettrica in se: nel quotidiano (mio e di mia moglie) sarebbe assolutamente adatta, ma dato che in casa voglio mezzi che consentano un utilizzo realmente flessibile e adattabile alle molteplici esigenze di una famiglia e agli imprevisti della vita (cercati o subiti) per ora resto sul termico ed eventuali declinazioni ibride
 
Quattroruote ha provato la colonnina a BESS carico e due auto collegate. Non propriamente una condizione di stress....
Dall’articolo, la seconda è stata testata su un 34/97% con batteria con pre condizionata, che non mi pare una condizione perfetta.
Non mi pare una condizione cucita su misura .
 
Diciamo che quando decidi di comprare un’auto elettrica o te ne affidano una l’opera di pianificazione e strategia le fai prima non dopo quando c’è l’hai.
Nessuno compra una elettrica e poi si chiede come fa a gestirla.
Quindi in realtà dopo devi solo coordinare gli eventi.
...
Ecco, con qualche distinguo (avevo giusto controllato fossero funzionanti le colonnine vicine a casa e fatto un business plan per sommi capi), io rappresento proprio quel "nessuno"!

Ho imparato, ragionato e capito come gestirla solo dopo averla presa (scoprendo che non è nulla di trascendentale).

Ti stupisco sempre... :D
 
penso intendesse "condizione perfetta per la colonnina", non per la macchina
Perché la batteria in aiuto a raggiungere i 1,5 MW era carica? Perché c’era il sole? Ci sono tanti motivi per dire “ le condizioni perfette “.
Tra l’altro per scaricare le 4 batterie d’appoggio, che sono da 122 kWh l’una, dovresti arrivare con 4 auto allo zero %, di notte dove il FV è nullo, con un blackout non in grado di passare energia.
Mi sembra voler a tutti i costi voler trovare la grana.
 
Perché la batteria in aiuto a raggiungere i 1,5 MW era carica? Perché c’era il sole? Ci sono tanti motivi per dire “ le condizioni perfette “.
Tra l’altro per scaricare le 4 batterie d’appoggio, che sono da 122 kWh l’una, dovresti arrivare con 4 auto allo zero %, di notte dove il FV è nullo, con un blackout non in grado di passare energia.
In realtà bastano 5 o 6 auto che accettano la ricarica a 800V, anche perchè immagino che le batterie tampone abbiano lo stesso paradigma funzionale (non si possono scaricare a zero).

Mi sembra voler a tutti i costi voler trovare la grana.
Non serve cercare la grana col lanternino, si fa trovare da sola: questo sistema, concettualmente, non è niente di più di una HPC potenziata con un buffer per non dover allocare una centrale elettrica apposta per alimentarla, cosa che comporterebbe complicazioni costruttive improponibili. Come scrivevo sopra, la ritengo l'ennesima dimostrazione che la tecnologia di accumulo con le batterie presenta limitazioni strutturali che se le superi da una parte te le ritrovi da un'altra.
IMHO.
 
Ecco, con qualche distinguo (avevo giusto controllato fossero funzionanti le colonnine vicine a casa e fatto un business plan per sommi capi), io rappresento proprio quel "nessuno"!

Ho imparato, ragionato e capito come gestirla solo dopo averla presa (scoprendo che non è nulla di trascendentale).

Ti stupisco sempre... :D
Scasami Cuorern ma….
Hai controllato che funzionavano è hai fatto un piano per sommi capi.
Praticamente, tu che non hai il box, hai risolto prima almeno 80% della gestione, dici poco…
 
Scasami Cuorern ma….
Hai controllato che funzionavano è hai fatto un piano per sommi capi.
Praticamente, tu che non hai il box, hai risolto prima almeno 80% della gestione, dici poco…
Ma non sapevo quali app usare, come attivarle, come pianificare o gestire le ricariche, quanto velocemente/lentamente avrebbe ricaricato, ecc. :D

Diciamo che il business plan embrionale l'ho fatto con tipi diversi di auto, ma sulla gestione dell'auto elettrica non avevo fatto niente di niente, solo ed esclusivamente verificato che le colonnine che vedevo vicine a casa e ufficio fossero funzionanti (passando davanti quando c'erano auto connesse e vedendo che riportava i kWh erogati).

Però guardare che le colonnine fossero funzionanti non mi è parso "organizzazione/pianificazione", nel modo più assoluto. :D
 
Back
Alto