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Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

I consumi della golf plug in immagino che non siano stati rilevati a batteria scarica ma usandola appunto come una ibrida plug in quindi ricaricandola.
Cosa che quasi nessuno potrà o vorrà fare con l'auto aziendale.
Anche le aziende non so quanto incentivino i loro dipendenti a fermarsi per ricaricare durante la giornata o peggio ancora al termine della giornata lavorativa.
Nascerebbe anche la questione di come rimborsare l'energia per la ricarica al dipendente se carica nel suo box.
Aggiungiamoci che le aziende non comprano le auto ma le noleggiano quindi si devono preoccupare meno della rivendibilità e che una persona che fa così tanti km all'anno di solito fa prevalentemente autostrada,terreno di gioco ideale per i diesel.
Sempre dalla prova della rivista, nella casella dei pregi:

PREGI

Il salto tecnologico rispetto al precedente schema plug-in è enorme: elevatissima l'autonomia in pura marcia elettrica, ottimo il consumo in modalità Hybrid a batteria scarica, con la media che supera i 20 km/litro. Passo avanti anche nel comparto infotainment, con l'architettura Mib4 che porta vantaggi in termini di fruibilità e nuove funzioni.

Sul tema aziende invece;
Le aziende come danno le carte carburante, danno le card della ricarica. E se hai un box, ti forniscono pure la wallbox e l’installazione.
 
In pratica l'azienda se vuole mettere il dipendente in condizione di utilizzare al meglio l'auto aziendale plug in deve anche pagare l'acquisto e l'installazione della Wall box,ammesso che si possa installare nel garage del dipendente (nel caso del mio vicino no).
E se poi il dipendente cambiasse azienda sarebbero stati soldi buttati.
Senza Wall box invece dovrebbe o convincere il dipendente a ricaricare nel suo tempo libero (follia) oppure pagarlo anche per i tempi che dedica alla ricarica durante la giornata lavorativa,anche se fossero tempi morti perché o ricarichi o lavori (sempre nel caso del mio vicino lui è un tecnico che effettua riparazioni quindi se dovesse dedicare mezz'ora della sua giornata lavorativa alla ricarica dell'auto non potrebbe essere produttivo in quel tempo).
Per me queste due ragioni da sole spiegano bene come mai chi ha un'auto aziendale plug in spesso la utilizza come se fosse una termica e perché anche le aziende probabilmente non hanno interesse a complicarsi la vita anche se questo significa dover rimborsare più carburante perché l'auto non viene utilizzata nella maniera migliore.
È un controsenso ma tant'è.
 
In pratica l'azienda se vuole mettere il dipendente in condizione di utilizzare al meglio l'auto aziendale plug in deve anche pagare l'acquisto e l'installazione della Wall box,ammesso che si possa installare nel garage del dipendente (nel caso del mio vicino no).
E se poi il dipendente cambiasse azienda sarebbero stati soldi buttati.
Senza Wall box invece dovrebbe o convincere il dipendente a ricaricare nel suo tempo libero (follia) oppure pagarlo anche per i tempi che dedica alla ricarica durante la giornata lavorativa,anche se fossero tempi morti perché o ricarichi o lavori (sempre nel caso del mio vicino lui è un tecnico che effettua riparazioni quindi se dovesse dedicare mezz'ora della sua giornata lavorativa alla ricarica dell'auto non potrebbe essere produttivo in quel tempo).
Per me queste due ragioni da sole spiegano bene come mai chi ha un'auto aziendale plug in spesso la utilizza come se fosse una termica e perché anche le aziende probabilmente non hanno interesse a complicarsi la vita anche se questo significa dover rimborsare più carburante perché l'auto non viene utilizzata nella maniera migliore.
È un controsenso ma tant'è.
Le aziende di solito non sono gestite alla carlona, vengono eseguiti regolarmente degli audit per verificare i dati relativi agli utilizzi del parco auto aziendale, se risultano fuori standard sensibilizzano il dipendente.
Non ti mettono certo il coltello alla gola, ma siamo abituati a vivere nel mood del “ se posso evadere la legge lo faccio “, vedi i comportamenti fuori dal normale ai tempi delle restrizioni covid, dove pareva una gara tra guardie e ladri.
Sul tema del recuperare il materiale dato in dotazione al dipendente, suppongo che funzioni esattamente come un pc aziendale, un cellulare aziendale, l’abbonamento ai mezzi pubblici ed a Internet a casa. Lasci l’azienda? Mi riprendo ciò che è di mia proprietà. Non mi pare illogico.
 
Multinazionale con grande polo logistico nella mia zona, grazie all'impianto fotovoltaico, offre ricarica gratuita ai dipendenti (auto non aziendali)

Ovviamente senza interferire con l'orario di lavoro

Altro caso: medico che ha l'ambulatorio a 30 km da casa, possibilità di ricarica in entrambi i luoghi, ha comprato un'ibrida plug-in e riesce a viaggiare quasi sempre in elettrico negli spostamenti casa-lavoro
 
Ultima modifica:
Perché una plugin dovrebbe costare di più in 60000 km anno?
Il carburante diesel al netto delle promo delle accise, costa di più.
Devi aggiungerci l’adblue ( non cifre enormi, ma e comunque un costo aggiuntivo)
In autostrada una buona plugin spazia tra i 15 ed i 18 al litro a batteria scarica.
In città pure a batteria scarica funziona come una full hybrid e consuma meno di una diesel .
Il maggior costo è solo nell’acquisto rispetto al diesel, ma con maggiori problemi di rivendibilitá, in particolare nelle grandi città.

E non sono opinioni di Ciccio YouTube o della sciura Maria, ma da prove certificate di Quattroruote.
Ad ottobre 2024 la Golf plugin ebbe questi consumi per città, statale ed autostrada:
24,4
20,3
18,1
Media 20,8
Questo mese sempre Quattroruote ha provato la Golf Diesel al confronto della 308 mild hybrid.
Questi i consumi rilevati per la Golf Diesel:
16,7
21,4
18,8
Media 18,9
Prezzi di listino:
Golf diesel 41600 e tagliando ogni 2 anni o 30.000 km.
Golf plugin 43400 e tagliando ogni 2 anni o 30.000 km.
La diesel ti costa quasi 2000 euro in meno, ma non ti permette di percorrere 130 km a batteria con dei costi ben inferiori dell’utilizzo del diesel o benzina.
Il diesel ha 150 cv, contro i 204 della plugin.
Anche a livello di costi assicurativi hai un 2000 contro un 1500, il bollo lo paghi solo sulla componente termica ed in alcune regioni hai l’agevolazione per 5 anni dello sconto del 50% sul bollo, e pagheresti come se l’auto avesse 55 kW.
 
Le aziende di solito non sono gestite alla carlona, vengono eseguiti regolarmente degli audit per verificare i dati relativi agli utilizzi del parco auto aziendale, se risultano fuori standard sensibilizzano il dipendente.
Non ti mettono certo il coltello alla gola, ma siamo abituati a vivere nel mood del “ se posso evadere la legge lo faccio “, vedi i comportamenti fuori dal normale ai tempi delle restrizioni covid, dove pareva una gara tra guardie e ladri.
Sul tema del recuperare il materiale dato in dotazione al dipendente, suppongo che funzioni esattamente come un pc aziendale, un cellulare aziendale, l’abbonamento ai mezzi pubblici ed a Internet a casa. Lasci l’azienda? Mi riprendo ciò che è di mia proprietà. Non mi pare illogico.
Io la vedo come te sul tema delle spese aziendali ci vuole una giusta misura e cio' che e' dell'azienda, torna all'azienda.

Pero' non sai quante persone, nelle aziende dove sono stato io o in altre, cercano di tenere, gonfiare, giustificare l'impossibile per approfittare anche di cose apparentemente senza senso (se vuoi ti racconto di un collega che si fece comprare 4 pacchi di guanti monouso perche' a suo dire li cambiava ogni ora quando era da cliente e poi li dimentico' tutti su un'auto che lascio' a una collega della gestione flotte per un richiamo).

Ho anche amici che NON segnalano i passaggi telepass nel weekend, per andare al mare o per andare a fare qualche giro in centro per i propri interessi, ex colleghi (storie incredibili ma vere!) che ad ogni pieno, che non fanno mai fino in fondo, portavano una tanica da 5 litri che riempivano simulando consumi piu' elevati del 10% e tante altri esempi come la risma portata a casa, addirittura cucitrici e scotch...

E in tutti i questi casi le aziende accettano (vedi i passaggi telepass che non controllano) o non riescono a rilevare questi comportamenti scorretti e truffaldini, se ci limitiamo alle auto comunque la realta' che io osservo e' cmq un certo "dilettantsimo" da parte di fleet manager o servizi generali preposti alle varie cose e commettono anche sviste o errori marchiani che mi fan pensare che una gestione "fine" come quella che dovrebbe essere quella di una PHEV non possa trovare la corretta applicazione.

Venendo al tema PHEV io la riconduco solo a una questione di praticita' e di normativa e la spiegazione e' presto data: nessuna azienda e nessun dipendente sceglierebbe una PHEV se non fosse pesantemente agevolata a livello fiscale, questo perche' la gestione della parte elettrica con una batteria tanto piccola richiede ricariche continue, frequenti e soprattutto "brevi" al punto da richiedere di interrompere cio' che si sta facendo per attaccare o staccare l'auto.

In un mondo perfetto un dipendente con auto aziendale sceglierebbe l'auto piu' corretta e la userebbe con la massima attenzione, nella realta' una normativa mal fatta e mal pensata obbliga a una scelta praticamente univoca a meno di non volersi far sottrarre anche un paio di migliaia di euro all'anno dal proprio stipendio netto.

Poi, nei molti che hanno gia' o avranno una PHEV ci sara' una piccolissima parte che potra' ricaricarla comodamente a casa come fosse un'elettrica (senza wallbox, non e' necessaria per batterie cosi' piccole, basta il "carichino" da 2 kW) e la maggioranza che la utilizzera' semplicemente come una full-hybrid sapendo che in condizioni d'uso reali consumera' mediamente tra il 5% e il 10% in piu' di una eventuale full-hybrid corrispondente.

Mi permetto di aggiungere un pensiero rispetto all'installazione di una wallbox a casa di un dipendente: dei 1.500/2.000 € necessari a installare una wallbox il grosso e' lavoro/servizio (le wallbox smart partono da 5/600 €) a cui andrebbe aggiunto anche qualcosa per "smontarla", con cifre di quell'ordine di grandezza compensi abbondantemente quel maggior costo kmetrico di una PHEV usata come una full-hybrid.

La norma, a mio avviso, e' stata pensata male e realizzata, se possibile, ancor peggio e quanto osserviamo era davvero molto prevedibile, quasi fosse un "invito" insomma, ovviamente questo vale per le PHEV, perche' per chi aziendalmente sceglie BEV il problema non si pone.
 
Non ci vuole una laurea per capire che tra il dichiarato ed il reale ci balla un enormità. Se un ciclo di consumo è su 100 km e 60 li puoi fare a motore spento, gioco forza il consumo dichiarato una volta che la batteria è esaurita te lo scordi.
Motivo per cui chiunque consiglia di ricaricare le plugin per usarle al meglio. Come chiunque dovrebbe sconsigliare di usare un diesel in città.
 
Non ci vuole una laurea per capire che tra il dichiarato ed il reale ci balla un enormità. Se un ciclo di consumo è su 100 km e 60 li puoi fare a motore spento, gioco forza il consumo dichiarato una volta che la batteria è esaurita te lo scordi.
Motivo per cui chiunque consiglia di ricaricare le plugin per usarle al meglio. Come chiunque dovrebbe sconsigliare di usare un diesel in città.
Corretto, i valori ottenuti in ciclo di omologazione dalle PHEV possono essere replicati o stravolti in base allo scenario di utilizzo.

A mio avviso il problema sta nel ciclo di omologazione che non e' "sbagliato" ma e' certamente incompleto perche' dovrebbe essere esteso ai diversi scenari, non limitato solo allo scenario migliore.

Pero' i costruttori testano in base ai cicli che vengono definiti e richiesti, quindi anche in questo caso io mi sento di criticare fortemente le norme e i cicli di omologazione delle auto PHEV (che se non ricordo male dovrebbero essere cambiati/inaspriti).
 
Io la vedo come te sul tema delle spese aziendali ci vuole una giusta misura e cio' che e' dell'azienda, torna all'azienda.

Pero' non sai quante persone, nelle aziende dove sono stato io o in altre, cercano di tenere, gonfiare, giustificare l'impossibile per approfittare anche di cose apparentemente senza senso (se vuoi ti racconto di un collega che si fece comprare 4 pacchi di guanti monouso perche' a suo dire li cambiava ogni ora quando era da cliente e poi li dimentico' tutti su un'auto che lascio' a una collega della gestione flotte per un richiamo).

Ho anche amici che NON segnalano i passaggi telepass nel weekend, per andare al mare o per andare a fare qualche giro in centro per i propri interessi, ex colleghi (storie incredibili ma vere!) che ad ogni pieno, che non fanno mai fino in fondo, portavano una tanica da 5 litri che riempivano simulando consumi piu' elevati del 10% e tante altri esempi come la risma portata a casa, addirittura cucitrici e scotch...

E in tutti i questi casi le aziende accettano (vedi i passaggi telepass che non controllano) o non riescono a rilevare questi comportamenti scorretti e truffaldini, se ci limitiamo alle auto comunque la realta' che io osservo e' cmq un certo "dilettantsimo" da parte di fleet manager o servizi generali preposti alle varie cose e commettono anche sviste o errori marchiani che mi fan pensare che una gestione "fine" come quella che dovrebbe essere quella di una PHEV non possa trovare la corretta applicazione.

Venendo al tema PHEV io la riconduco solo a una questione di praticita' e di normativa e la spiegazione e' presto data: nessuna azienda e nessun dipendente sceglierebbe una PHEV se non fosse pesantemente agevolata a livello fiscale, questo perche' la gestione della parte elettrica con una batteria tanto piccola richiede ricariche continue, frequenti e soprattutto "brevi" al punto da richiedere di interrompere cio' che si sta facendo per attaccare o staccare l'auto.

In un mondo perfetto un dipendente con auto aziendale sceglierebbe l'auto piu' corretta e la userebbe con la massima attenzione, nella realta' una normativa mal fatta e mal pensata obbliga a una scelta praticamente univoca a meno di non volersi far sottrarre anche un paio di migliaia di euro all'anno dal proprio stipendio netto.

Poi, nei molti che hanno gia' o avranno una PHEV ci sara' una piccolissima parte che potra' ricaricarla comodamente a casa come fosse un'elettrica (senza wallbox, non e' necessaria per batterie cosi' piccole, basta il "carichino" da 2 kW) e la maggioranza che la utilizzera' semplicemente come una full-hybrid sapendo che in condizioni d'uso reali consumera' mediamente tra il 5% e il 10% in piu' di una eventuale full-hybrid corrispondente.

Mi permetto di aggiungere un pensiero rispetto all'installazione di una wallbox a casa di un dipendente: dei 1.500/2.000 € necessari a installare una wallbox il grosso e' lavoro/servizio (le wallbox smart partono da 5/600 €) a cui andrebbe aggiunto anche qualcosa per "smontarla", con cifre di quell'ordine di grandezza compensi abbondantemente quel maggior costo kmetrico di una PHEV usata come una full-hybrid.

La norma, a mio avviso, e' stata pensata male e realizzata, se possibile, ancor peggio e quanto osserviamo era davvero molto prevedibile, quasi fosse un "invito" insomma, ovviamente questo vale per le PHEV, perche' per chi aziendalmente sceglie BEV il problema non si pone.
Gli esempi che citi non mi sono nuovi, ne conosco anche di peggio. Ora con le carte carburanti è più difficile ma non impossibile ( c’è gente che è stata beccata a rifornire il gasolio invece della benzina dell’auto, o chi portava in azienda la macchina elettrica della moglie per caricarla gratis).
Molto fa l’organizzazione dell’azienda a controllare il dipendente, molto fa il comportamento umano col vecchio detto “ l’occasione fa l’uomo ladro “.

Le aziende dal lato loro si adeguano alle leggi nazionali e comunitarie, al meglio delle loro possibilità, alla fine poi possono tutelarsi con il vecchio mantra “ io i miei obblighi li ho osservati”.
Solito scaricabarile.
Sui costi di installazione delle wallbox, è vero che l’azienda quei soldi non li recupera più se il dipendente si licenzia, ma allo stesso modo non recupera i costi della formazione ( che hanno costi enormi) e tutta l’esperienza che il dipendente ha conseguito negli anni.
Chiamiamoli rischi accettabili o costi affondati, ma è così.
 
Sul discorso PHEV e carte rfid di ricarica, posso aggiungere quello che vedo: a meno di scelte di campo sui BEV (qualche grossa azienda lo fa, ma con mezzi “long range”), chi “deve” sostituire le turbodiesel con le PHEV ovviamente fa la card per la ricarica perché formalmente deve farlo, ma il concetto spiegato al dipendente è “dimentica la ricarica a meno che per pura combinazione ci sia una colonnina dove parcheggi, non perdere tempo e strada per cercarne una”.
E, dove possono (tipicamente i livelli inferiori), sostituiscono le vetture con piccoli furgoncini (che sono fuori dal regime del fringe benefit) tipo Pandina Van o altre trasformazioni N1 (Polo, Golf e simili)
 
Ultima modifica:
Corretto, i valori ottenuti in ciclo di omologazione dalle PHEV possono essere replicati o stravolti in base allo scenario di utilizzo.

A mio avviso il problema sta nel ciclo di omologazione che non e' "sbagliato" ma e' certamente incompleto perche' dovrebbe essere esteso ai diversi scenari, non limitato solo allo scenario migliore.

Pero' i costruttori testano in base ai cicli che vengono definiti e richiesti, quindi anche in questo caso io mi sento di criticare fortemente le norme e i cicli di omologazione delle auto PHEV (che se non ricordo male dovrebbero essere cambiati/inaspriti).
Corretto quanto dici, dovrebbero venir provate in ibrido.
Però dall’altro lato chi fa meno di 100 km al giorno e usasse una Formentor plugin solo in elettrico, sarebbe titolato allo stesso modo dell’articolo denuncia di Automoto a scrivere che i cicli delle plugin sono falsi, che lui consuma il 300% in meno del ciclo WLTP.
 
Gli esempi che citi non mi sono nuovi, ne conosco anche di peggio. Ora con le carte carburanti è più difficile ma non impossibile ( c’è gente che è stata beccata a rifornire il gasolio invece della benzina dell’auto, o chi portava in azienda la macchina elettrica della moglie per caricarla gratis).
Molto fa l’organizzazione dell’azienda a controllare il dipendente, molto fa il comportamento umano col vecchio detto “ l’occasione fa l’uomo ladro “.

Le aziende dal lato loro si adeguano alle leggi nazionali e comunitarie, al meglio delle loro possibilità, alla fine poi possono tutelarsi con il vecchio mantra “ io i miei obblighi li ho osservati”.
Solito scaricabarile.
Sui costi di installazione delle wallbox, è vero che l’azienda quei soldi non li recupera più se il dipendente si licenzia, ma allo stesso modo non recupera i costi della formazione ( che hanno costi enormi) e tutta l’esperienza che il dipendente ha conseguito negli anni.
Chiamiamoli rischi accettabili o costi affondati, ma è così.
Io concordo con il tuo ragionamento ad alto livello, mi limito pero' a rilevare che la formazione e' necessaria a garantire un certo standard (sia normativo sia di competenze) mentre l'installazione di una wallbox non viene richiesta da alcuna norma ne' comporta un vantaggi a breve termine oltre che non puo' venir estesa a tutti i dipendenti (penso alle moltissime case senza box o che hanno il box che contiene pero' un'altra auto familiare).

Come la guardo la guardo, la vicenda PHEV nel mondo aziendale mi ricorda tanto il periodo in cui anche le utilitarie piu' piccole venivano prodotte e vendute a tutti con motore a gasolio, non sarebbe la scelta piu' logica ma diventa comunque la scelta maggioritaria per via di altri fattori (normativi ed economici in primis).
 
Io concordo con il tuo ragionamento ad alto livello, mi limito pero' a rilevare che la formazione e' necessaria a garantire un certo standard (sia normativo sia di competenze) mentre l'installazione di una wallbox non viene richiesta da alcuna norma ne' comporta un vantaggi a breve termine oltre che non puo' venir estesa a tutti i dipendenti (penso alle moltissime case senza box o che hanno il box che contiene pero' un'altra auto familiare).

Come la guardo la guardo, la vicenda PHEV nel mondo aziendale mi ricorda tanto il periodo in cui anche le utilitarie piu' piccole venivano prodotte e vendute a tutti con motore a gasolio, non sarebbe la scelta piu' logica ma diventa comunque la scelta maggioritaria per via di altri fattori (normativi ed economici in primis).
Non sono stato troppo chiaro: parlo di formazione e competenze quando partecipi a convegni e conferenze. L’azienda le paga ma non sono obbligatorie nel pacchetto formativo.
 
Sul discorso PHEV e carte rfid di ricarica, posso aggiungere quello che vedo: a meno di scelte di campo sui BEV (qualche grossa azienda lo fa, ma con mezzi “long range”), chi “deve” sostituire le turbodiesel con le PHEV ovviamente fa la card per la ricarica perché formalmente deve farlo, ma il concetto spiegato al dipendente è “dimentica la ricarica a meno che per pura combinazione ci sia una colonnina dove parcheggi, non perdere tempo e strada per cercarne una”.
E, dove possono (tipicamente i livelli inferiori), sostituiscono le vetture con piccoli furgoncini (che sono fuori dal regime del fringe benefit) tipo Pandina Van
Come dicevate con Paolo chiaramente ci sono due "universi" quando si parla di auto aziendali: da una parte le auto ad uso strumentalmente aziendale (personale viaggiante commerciale, tecnico, dirigenziale/strategico) e dall'altra parte le auto date in fringe benefit a personale che fa casa/lavoro/casa come ha sempre fatto con una sua termica, in questo caso l'auto e' un sostitutivo/integrativo della retribuzione, semplicemente in una forma diversa da quella monetaria.

E' in questo secondo caso che ovviamente (perche' sia un sostitutivo/integrativo della retribuzione) e' non solo normale ma anche fisiologico che il dipendente scegliera' 95 volte su 100 la soluzione piu' economicamente sostenibile, ossia quella che massimizza tale sostituzione/integrazione retributiva (o in questo caso quella che NON lo penalizza, come sarebbe la scelta di un'auto a gasolio/benzina in fringe benefit).

Tutto il resto degli scenari sul come poi "utilizzarla al meglio" o "farne l'uso piu' idoneo" io lo vedo come un di piu' sul quale possiamo ragionare e sul quale certamente qualche destinatario di fringe benefit andra' a rimodellare le proprie abitudini ma, nel ventaglio di soluzioni abitative/ricovero delle auto o gestione delle stesse, saranno pochi quelli che possono far "centro" con una PHEV che rimane cmq la scelta che andra' per la maggiore esclusivamente per motivazioni fiscali ed economiche. ;)
 

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