A me pare una chiave di lettura un po' limitata.
Se un costruttore storico decide di abbandonare un mercato secondo me non significa che al contrario di altri non ha saputo fare i compiti a casa ma che quel mercato è diventato meno remunerativo e attrattivo.
Cosa che probabilmente stava accadendo da tanti anni ormai,da molto prima della transizione.
Il mercato europeo rispetto ad altri fa numeri molto più piccoli quindi ci sta che i costruttori guardino prima altrove.
Se ci aggiungiamo le multe e i limiti sempre più stringenti ci sta che qualcuno dica a queste condizioni non mi conviene più.
Poi negli ultimi anni si sono affacciati sul mercato molti nuovi competitor e per forza di cose per 10 che entrano ci sarà qualcuno che deve uscire.
In ogni caso la situazione attuale a me pare preoccupante con modelli sempre più cari e la concorrenza dei marchi cinesi che come è stato detto tante volte in molti casi producono in perdita e stanno in piedi solo grazie alle sovvenzioni.
Per me una volta che si saranno ritagliati una fetta consistente del mercato,che vorrà dire che molti altro produttori europei o che avevano stabilimenti in Europa ne risentiranno e lasceranno a casa un sacco di persone,stringeranno il cappio e ci soffocheranno.
Il fatto che per adesso stiano sfondando con modelli termici per giunta neanche tanto moderni imho rappresenta un passo indietro e non un passo avanti.
In futuro chi lo sa.
L'unica cosa certa è che per l'economia europea sarà una tragedia.
Ci sta che tu trovi la mia chiave di lettura limitata, figurati.
Però a un certo punto, come sul lavoro o come in famiglia, quando si cerca di andare a monte di una situazione "anomala", l'unica via è quella ci semplificare e sfrondare per trovare "il peccato originale".
Nel caso di Ford, produttore globale come lo sono altri marchi, il disimpegno dell'Europa è ormai evidente, nessuno gliel'ha "ordinato" ope legis ma non hanno saputo o non hanno voluto (scelte di management) seguitare a fare quanto serve per rimanere competitivi con le regole che abbiamo qui.
Regole che però vediamo ampiamente accettate e soddisfatte non solo da brand cinesi (che non vedono l'ora di "colmare vuoti" lasciati da altri) ma anche da altri gruppi asiatici (Giappone e Corea) oltre che dai gruppi europei.
Probabilmente pensano che con un unico prodotto "furbo" come la Puma, possano fare il mercato che facevano con Fiesta e con Focus, le vendite stanno dicendo il contrario e il prodotto sembra non reggere.
Il mercato europeo, a differenza di quello americano o quello asiatico (soprattutto in certi paesi) è un mercato maturo e saturo per cui un costruttore probabilmente dovrà usare strategie più "ragionate" per proporre prodotti interessanti, se lo vuole fare: l'esempio di Dacia negli scorsi lustri e dei cinesi soprattutto nell'ultimo lustro dimostrano che c'è modo e spazio per vendere auto in tutta Europa cercandosi "spazi" che prima non c'erano, e sto parlando di termico/ibrido prima ancora che di elettrico.
L'aumento del costo delle auto è lampante, così come lo è quello di una cena al ristorante, di un volo aereo, di una camera di hotel, di un caffè, ricordiamoci che solo negli ultimi 5/6 anni (diciamo dal covid in avanti), l'inflazione reale cumulata è quasi del 30% a cui le auto, settore che trattiamo e "raccontiamo" in forum, non si sottraggono purtroppo.
Poi magari pensare che non ci sia più la Fiesta per colpa dell'Europa cattiva può far star meglio o risulta più "accettabile", questo non lo so, quello che osservo io da uomo che guarda auto e listini è che tutti gli altri ci riescono, com'è che proprio Ford non ce la fa?
