<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2029 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 11 29,7%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 4 10,8%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 18,9%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 37,8%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 11 29,7%

  • Total voters
    37
No ma hai citato solo quelli, si vede che chi scrive cose sensate poi, alla fine fa poco "hype" e tu ne sei l'esempio. Cmq il tempo è galantuomo, vedremo questa transizione dove ci porterà, ma soprattutto a che prezzo?
La Spagna nella transizione ha un costo dell’energia inferiore a quella italiana.
La Spagna nella transizione ha fabbriche di batterie, noi manco una.
 
A me pare una chiave di lettura un po' limitata.
Se un costruttore storico decide di abbandonare un mercato secondo me non significa che al contrario di altri non ha saputo fare i compiti a casa ma che quel mercato è diventato meno remunerativo e attrattivo.
Cosa che probabilmente stava accadendo da tanti anni ormai,da molto prima della transizione.
Il mercato europeo rispetto ad altri fa numeri molto più piccoli quindi ci sta che i costruttori guardino prima altrove.
Se ci aggiungiamo le multe e i limiti sempre più stringenti ci sta che qualcuno dica a queste condizioni non mi conviene più.
Poi negli ultimi anni si sono affacciati sul mercato molti nuovi competitor e per forza di cose per 10 che entrano ci sarà qualcuno che deve uscire.
In ogni caso la situazione attuale a me pare preoccupante con modelli sempre più cari e la concorrenza dei marchi cinesi che come è stato detto tante volte in molti casi producono in perdita e stanno in piedi solo grazie alle sovvenzioni.
Per me una volta che si saranno ritagliati una fetta consistente del mercato,che vorrà dire che molti altro produttori europei o che avevano stabilimenti in Europa ne risentiranno e lasceranno a casa un sacco di persone,stringeranno il cappio e ci soffocheranno.
Il fatto che per adesso stiano sfondando con modelli termici per giunta neanche tanto moderni imho rappresenta un passo indietro e non un passo avanti.
In futuro chi lo sa.
L'unica cosa certa è che per l'economia europea sarà una tragedia.
Ci sta che tu trovi la mia chiave di lettura limitata, figurati.

Però a un certo punto, come sul lavoro o come in famiglia, quando si cerca di andare a monte di una situazione "anomala", l'unica via è quella ci semplificare e sfrondare per trovare "il peccato originale".

Nel caso di Ford, produttore globale come lo sono altri marchi, il disimpegno dell'Europa è ormai evidente, nessuno gliel'ha "ordinato" ope legis ma non hanno saputo o non hanno voluto (scelte di management) seguitare a fare quanto serve per rimanere competitivi con le regole che abbiamo qui.

Regole che però vediamo ampiamente accettate e soddisfatte non solo da brand cinesi (che non vedono l'ora di "colmare vuoti" lasciati da altri) ma anche da altri gruppi asiatici (Giappone e Corea) oltre che dai gruppi europei.

Probabilmente pensano che con un unico prodotto "furbo" come la Puma, possano fare il mercato che facevano con Fiesta e con Focus, le vendite stanno dicendo il contrario e il prodotto sembra non reggere.

Il mercato europeo, a differenza di quello americano o quello asiatico (soprattutto in certi paesi) è un mercato maturo e saturo per cui un costruttore probabilmente dovrà usare strategie più "ragionate" per proporre prodotti interessanti, se lo vuole fare: l'esempio di Dacia negli scorsi lustri e dei cinesi soprattutto nell'ultimo lustro dimostrano che c'è modo e spazio per vendere auto in tutta Europa cercandosi "spazi" che prima non c'erano, e sto parlando di termico/ibrido prima ancora che di elettrico.

L'aumento del costo delle auto è lampante, così come lo è quello di una cena al ristorante, di un volo aereo, di una camera di hotel, di un caffè, ricordiamoci che solo negli ultimi 5/6 anni (diciamo dal covid in avanti), l'inflazione reale cumulata è quasi del 30% a cui le auto, settore che trattiamo e "raccontiamo" in forum, non si sottraggono purtroppo.

Poi magari pensare che non ci sia più la Fiesta per colpa dell'Europa cattiva può far star meglio o risulta più "accettabile", questo non lo so, quello che osservo io da uomo che guarda auto e listini è che tutti gli altri ci riescono, com'è che proprio Ford non ce la fa? ;)
 
Anche senza nucleare mi pare di capire e cmq la Spagna ha un territorio un po' diverso dal nostro, nel senso che forse loro di pannelli solari e pale eoliche ne possono piantare molte di più, o no?
Concordo, le grandi produzioni fotovoltaiche (al netto degli squilibri di rete) si fanno negli appositi campi, e la Spagna é una nazione sostanzialmente desertica.
Impianti dedicati, con infrastrutture dimensionate che non devono sottostare alle norme antincendio che vincolano le produzioni in copertura.
 
Il discorso secondo me è che altri paesi da anni stanno seguendo un percorso strutturale , noi come al solito siamo poco capaci a fare programmazione
Già dal 2022 occorreva mettere in piedi un percorso energetico , non è stato fatto e non mi sembra che ci sia interesse a farlo ,e non è un problema politico ma culturale, andiamo avanti con le agevolazioni e così nessuno direttamente affronta il problema
 
Secondo me il ragionamento "se quello ci riesce perché tu no?" non porta da nessuna parte.
Perché alcune case hanno abbandonato il segmento poco remunerativo delle utilitarie mentre altre le vendono ancora e fanno anche numeri degni di nota?
Perché alcune case propongono modelli più convincenti di altri?
Nel caso di Ford possiamo farle la predica per non averci creduto ma a che serve?
Evidentemente hanno deciso che non valeva più la pena di investire miliardi per assecondare un mercato marginale che si è auto imposto regole molto restrittive.
A giudicare se la loro scelta è stata errata o prudente ci penseranno gli azionisti.
Magari hanno visto l'invasione dei marchi cinesi come inarrestabile e hanno preferito abbandonare il campo piuttosto che buttare via un sacco di soldi e vendere comunque poco.
 
Il discorso secondo me è che altri paesi da anni stanno seguendo un percorso strutturale , noi come al solito siamo poco capaci a fare programmazione
Già dal 2022 occorreva mettere in piedi un percorso energetico , non è stato fatto e non mi sembra che ci sia interesse a farlo ,e non è un problema politico ma culturale, andiamo avanti con le agevolazioni e così nessuno direttamente affronta il problema
Esatto Paolo.

Qui nessuno (io in primis) magnifica la Spagna, e nemmeno interessa entrare in qualche discorso di fazioni, colori o di correnti politiche, però da osservatore esterno se guardiamo la Spagna anche solo di 20 anni fa dov'era rispetto a noi e la Spagna di oggi, sempre rispetto a noi sembra che loro abbiano fatto passi da gigante recuperando in molti ambiti e superandoci in alcuni, quindi significa che a livello di paese è possibile migliorare se lo si vuole davvero, anche all'interno della stessa Europa che (anche qui dentro) vedono come un cancro e un freno ad ogni miglioramento.

Poi la Spagna ha, come noi, tantissimi problemi, nulla è facile e nulla è "gratis", ovviamente per ogni scelta ci sarà chi vede e solleva criticità però globalmente la crescita (grande) si vede anche al di fuori del loro paese.

Quella, per esempio, della gestione delle rinnovabili non poteva partire da tutte le decine di migliaia di edifici pubblici tramite un piano organico? Tolti i palazzi storici di qualche città, abbiamo edifici pubblici generali, regionali, locali (scuole, ospedali, uffici amministrativi, stazioni di polizia, ferroviarie, ecc.) distribuiti in ogni dove i cui tetti possono essere sfruttati per installare pannelli solari, questo senza nemmeno pensare di dare incentivi a privati per industria o civile, ecc.
 
Secondo me il ragionamento "se quello ci riesce perché tu no?" non porta da nessuna parte.
Perché alcune case hanno abbandonato il segmento poco remunerativo delle utilitarie mentre altre le vendono ancora e fanno anche numeri degni di nota?
Perché alcune case propongono modelli più convincenti di altri?
Nel caso di Ford possiamo farle la predica per non averci creduto ma a che serve?
Evidentemente hanno deciso che non valeva più la pena di investire miliardi per assecondare un mercato marginale che si è auto imposto regole molto restrittive.
A giudicare se la loro scelta è stata errata o prudente ci penseranno gli azionisti.
Magari hanno visto l'invasione dei marchi cinesi come inarrestabile e hanno preferito abbandonare il campo piuttosto che buttare via un sacco di soldi e vendere comunque poco.
Bravo, vedi che hai centrato esattamente il mio punto? È proprio quello che io dicevo all'inizio: non VOGLIONO riuscirci, è una scelta. ;)

E, in questo esattamente, "l'Europa cattiva", che responsabilità avrebbe?
 
Hanno scelto dopo aver valutato che il gioco non vale la candela.
Magari hanno ragione loro.
Io comunque non ho parlato di Europa cattiva ma di un mercato che per dimensioni e regole che si è imposto è diventato poco attrattivo.
Aspettiamo e vediamo se avrà avuto ragione chi è rimasto e si è svenato per accontentare il mercato europeo,senza alcuna garanzia di reggere la concorrenza cinese,o chi ha pensato che era meglio andare a vendere altrove.
 
Poi magari pensare che non ci sia più la Fiesta per colpa dell'Europa cattiva può far star meglio o risulta più "accettabile", questo non lo so, quello che osservo io da uomo che guarda auto e listini è che tutti gli altri ci riescono, com'è che proprio Ford non ce la fa? ;)
ripeto, gli altri sono gruppi, o hanno modello "world car" per le asiatiche, ford è sola.
GM si è ritirata dall'europa già anni fa ad esempio.
 
Sull'argomento agrivoltaico, mi permetto di dire la mia

La tecnologia dell'agrivoltaico permette oggi di coniugare, con ottimi risultati, la produzione agricola con la produzione di energia, e non lo dico io, lo dice Legambiente, che ha organizzato, a Roma, a maggio il forum agrivoltaico di cui al link seguente


Nel dossier presentato, abbastanza corposo, che per chi vuole è consultabile al link seguente, ci sono tutte le evidenze che rendono possibile questa coabitazione


Il paradosso Italiano, che nonostante le argomentazioni, pertinenti, di Legambiente, molti pseudoambientalisti continuano ad osteggiare questi impianti con le motivazioni più varie, molte smentite dal dossier di cui sopra
 
Hanno scelto dopo aver valutato che il gioco non vale la candela.
Magari hanno ragione loro.
Io comunque non ho parlato di Europa cattiva ma di un mercato che per dimensioni e regole che si è imposto è diventato poco attrattivo.
Aspettiamo e vediamo se avrà avuto ragione chi è rimasto e si è svenato per accontentare il mercato europeo,senza alcuna garanzia di reggere la concorrenza cinese,o chi ha pensato che era meglio andare a vendere altrove.


Purtroppo,
auto di marchi Europei,
( PRODOTTE IN EUROPA )
al di fuori del Continente...
....Se ne sono sempre VENDUTE POCHE,
rispetto Giapponesi, Koreani, e pian piano Cina.
Qui siamo
e come diceva un tale, qui dobbiamo stare ma qui:
" Resistere, resistere resistere "

Fa bene Ford.
Taglia i rami secchi.
Amen, si arrangeranno i paesi in cui questo accadra'.
E si richiude nel suo sito di elezione: gli USA....
Coi sui pikap e via andare
 
Ultima modifica:
Sull'argomento agrivoltaico, mi permetto di dire la mia

La tecnologia dell'agrivoltaico permette oggi di coniugare, con ottimi risultati, la produzione agricola con la produzione di energia, e non lo dico io, lo dice Legambiente, che ha organizzato, a Roma, a maggio il forum agrivoltaico di cui al link seguente


Nel dossier presentato, abbastanza corposo, che per chi vuole è consultabile al link seguente, ci sono tutte le evidenze che rendono possibile questa coabitazione


Il paradosso Italiano, che nonostante le argomentazioni, pertinenti, di Legambiente, molti pseudoambientalisti continuano ad osteggiare questi impianti con le motivazioni più varie, molte smentite dal dossier di cui sopra


Devo dire che,
sempre piu' spesso, scopro di continuo,
appena fuori citta', campi agricoli....
....Non piu' tali, ma campi di pannelli solari....
Evidentemente e' possibile la coesistenza
Poi quanti ne servano, e' tutto un altro discorso.
Ma come diceva un tale:
" Se non si comincia mai...."
 
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