ne piu' ne meno come abbiamo fatto con gli svedesi e gli elettrodomestici,
gli indiani e l'acciaio
gli stessi cinesi e l'alluminio
dai su qualche giorno e sapremo tutto sul futuro...
Tra 4 giorni dovremmo saperne di più.
ne piu' ne meno come abbiamo fatto con gli svedesi e gli elettrodomestici,
gli indiani e l'acciaio
gli stessi cinesi e l'alluminio
dai su qualche giorno e sapremo tutto sul futuro...
concordo con la riflessione iniziale, il loro punto di forza è la programmazione a lungo periodo e non limitata ai risultati contingenti.I Cinesi,
dalla loro,
hanno anche la
" vista lunga "
Non fanno le cose a come gira in quel momento,
bensi' programmando/programmando/programmando....
IMO....
Se vengono qua ci avran gia' fatto bene i loto conti,
anche considerando che gli faremo ponti d' oro perche'
assumano qualche decina di migliaia di nostri operai.
E i robot se li tengano a casa
ne piu' ne meno come abbiamo fatto con gli svedesi e gli elettrodomestici,
gli indiani e l'acciaio
gli stessi cinesi e l'alluminio
dai su qualche giorno e sapremo tutto sul futuro...
Concordo che in Europa non vengono per salvare posti di lavoro ma per fare i loro interessi, però con i problemi di sovrapproduzione che hanno a casa loro non capisco perche' dovrebbero venire a produrre anche in Europa a costi maggiori. L'unica spiegazione che trovo e' vendere a prezzo europeo qualcosa che loro riescono comunque a produrre con un costo minore, anche se ben più alto della terra madre.I cinesi hanno bisogno disperato di venire a produrre in Europa se vogliono evitare i dazi e vendere in perdita come stanno facendo adesso. Poi vabbè, in Europa ci sono posti assai migliori dall'Italia per fabbricare auto.
P.S. il loro vantaggio competitivo non è la manodopera, questa è una leggenda dura a morire. Hanno processi di progettazione e produzione avanti di decenni. Le loro fabbriche sono piene di robot, non di persone, e non verrano certo in Europa per salvare posti di lavoro
Aggirano i dazi la cosa ha molto senso per loroAggiungo che i cinesi non hanno bisogno di venire a produrre in Italia, rinunciando al loro basso costo della manodopera e energia.
Grazie @pilota54 mi e' piaciuto leggere l'ariticolo, al di la di quelle che sono le intenzioni e risultati finali, lo scrivere cio' in una testata come 4ruote implicata una intenzione da parte di Stellantis di veicolare un certo tipo di notizie chiamiamole "non-ufficiali" in un dato modo , diverso dall'era "Tavares".Il passo più importante però è questo:
<L'improbabile via cinese: Huawei e JAC
L'interesse dei cinesi per Maserati è dimostrato dalle ultime indiscrezioni già smentite da Stellantis. Il gruppo, che negli ultimi anni ha diverse volte rigettato l’ipotesi di una vendita, ha ribadito le discussioni in corso, “nell'ambito della sua normale attività, con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l'obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori opzioni di mobilità”, ma ha bollato gli ultimi rumor come “speculazioni”.>
Stellantis cosa produce ora?Se vendono ai cinesi significa che chiudono tutto.
Non risulta nulla di tutto cio'.
.... comunque tra pochi giorni verrà presentato il nuovo piano industriale e da li' si capirà qualcosa.
Aggiungo che i cinesi non hanno bisogno di venire a produrre in Italia, rinunciando al loro basso costo della manodopera e dell'energia.
.... al massimo potrebbero essere interessati a qualche marchio esclusivo come Maserati, anche se in mani cinesi perderebbe il suo significato.
Concordo che Tavares abbia tagliato quasi tutto quello che era italiano, pero' ora c'e' un nuovo Ceo che giovedì 21 maggio presentera' il nuovo piano industriale, quindi dobbiamo obbligatoriamente aspettare per capire quali strade verranno intraprese.Stellantis cosa produce ora?
Quasi niente..
A parte un 1.2. .Cilindri, non ha praticamente più niente, turbodiesel non ne ha più..
Dove sono tutti i motori 1.2 1.4 1.6 1.8 2.0 a 4 cilindri che c'erano fino a qualche anno fa?
I fornitori italiani sono quasi tutti chiusi a favore dei francesi o cinesi
.... ma se vieni a produrre in Europa tutto costa di piu', a partire dall'energia, dalla componentistica e la manodopera, quindi alla fine il bilancio non sarà molto diverso, salvo nel caso che gli cediamo il totale controllo del mercato e quindi dei prezzi.Aggirano i dazi la cosa ha molto senso per loro
Stellantis cosa produce ora?
Quasi niente..
A parte un 1.2. .Cilindri, non ha praticamente più niente, turbodiesel non ne ha più..
Dove sono tutti i motori 1.2 1.4 1.6 1.8 2.0 a 4 cilindri che c'erano fino a qualche anno fa?
I fornitori italiani sono quasi tutti chiusi a favore dei francesi o cinesi
"Santa" ? IA:Cosa intendi per “Stellantis cosa produce, quasi niente”? Non è chiaro.
Stellantis comprende 14 marchi (più Leap in joint venture), ognuno con tanti modelli, produce vetture in 4 continenti (Europa, Nord America, Sud America e Africa), nel 2025 ha prodotto e venduto ben oltre 4 milioni di autoveicoli, risultando uno dei gruppi più importanti del mondo.
Quindi dovresti spiegare cosa significa “non produce quasi niente”.
Come motori non sono molti in effetti, ma comunque non sono certo tre o quattro. Ci sono credo una ventina di motori termici in tutto (più quelli elettrici), considerando anche quelli della Fiat brasiliana e quelli della Maserati, ma forse anche di più. Dovrei fare un conto preciso.
Fabbriche cacciavite le chiamano, ad alta automazione........ ma se vieni a produrre in Europa tutto costa di piu', a partire dall'energia, dalla componentistica e la manodopera, quindi alla fine il bilancio non sarà molto diverso, salvo nel caso che gli cediamo il totale controllo del mercato e quindi dei prezzi.
"Santa" ? IA:
Non esiste un numero unico e fisso in assoluto, poiché la classificazione varia a seconda che si considerino le macro-famiglie ingegneristiche storiche o i singoli codici motore in produzione. Tuttavia, secondo i dati ufficiali rilasciati dal gruppo, il numero esatto di riferimento è:
- 24 famiglie di motori termici attualmente attive (Euro 6 ed Euro 7 prodotti dal 2014 a oggi), formalmente certificate da Stellantis durante i test congiunti effettuati con Aramco per la totale compatibilità con gli e-fuel. [1, 2]
- 28 famiglie di motori totali se si includono alcune varianti specifiche o propulsori regionali inizialmente inseriti nelle liste di test (come quelli per i mercati extra-europei, tra cui la tecnologia bio-hybrid in Sudamerica). [1, 2]
Le principali famiglie attive per l'Europa
Dietro questo numero si nascondono i blocchi costruttivi fondamentali che equipaggiano i 14 marchi del gruppo: [1]
- EB (PureTech): Il 3 cilindri 1.2 declinato in varianti aspirate, turbo e nella recente versione ibrida a catena (eDCT). [1, 2]
- GSE (FireFly): I modulari benzina da 1.0 e 1.5 litri (come il mild-hybrid usato da Fiat e Alfa Romeo). [1]
- EP (Prince): Il 1.6 quattro cilindri turbo, oggi base portante di tutti i sistemi ibridi Plug-In (PHEV) europei. [1]
- GME (Global Medium Engine): I motori 2.0 turbo benzina a quattro cilindri longitudinali/trasversali (usati ad esempio su Alfa Romeo Giulia/Stelvio e Jeep). [1, 2]
- Nettuno V6 / Alfa Romeo V6: I propulsori termici ad alte prestazioni per Maserati e le varianti Quadrifoglio. [1]
- DV / DW (BlueHDi): I motori diesel da 1.5 e 2.0 litri ereditati dal gruppo PSA. [1]
- Pratola Serra (Multijet): I motori diesel da 2.2 litri dedicati ad Alfa Romeo, SUV Jeep e veicoli commerciali. [1]
- M3 / EDM: La famiglia dei nuovi motori elettrici (Electric Drive Modules) sviluppati in joint venture con Nidec per i modelli nativi a batteria. [1]
"Santa" ? IA:
Non esiste un numero unico e fisso in assoluto, poiché la classificazione varia a seconda che si considerino le macro-famiglie ingegneristiche storiche o i singoli codici motore in produzione. Tuttavia, secondo i dati ufficiali rilasciati dal gruppo, il numero esatto di riferimento è:
- 24 famiglie di motori termici attualmente attive (Euro 6 ed Euro 7 prodotti dal 2014 a oggi), formalmente certificate da Stellantis durante i test congiunti effettuati con Aramco per la totale compatibilità con gli e-fuel. [1, 2]
- 28 famiglie di motori totali se si includono alcune varianti specifiche o propulsori regionali inizialmente inseriti nelle liste di test (come quelli per i mercati extra-europei, tra cui la tecnologia bio-hybrid in Sudamerica). [1, 2]
Le principali famiglie attive per l'Europa
Dietro questo numero si nascondono i blocchi costruttivi fondamentali che equipaggiano i 14 marchi del gruppo: [1]
- EB (PureTech): Il 3 cilindri 1.2 declinato in varianti aspirate, turbo e nella recente versione ibrida a catena (eDCT). [1, 2]
- GSE (FireFly): I modulari benzina da 1.0 e 1.5 litri (come il mild-hybrid usato da Fiat e Alfa Romeo). [1]
- EP (Prince): Il 1.6 quattro cilindri turbo, oggi base portante di tutti i sistemi ibridi Plug-In (PHEV) europei. [1]
- GME (Global Medium Engine): I motori 2.0 turbo benzina a quattro cilindri longitudinali/trasversali (usati ad esempio su Alfa Romeo Giulia/Stelvio e Jeep). [1, 2]
- Nettuno V6 / Alfa Romeo V6: I propulsori termici ad alte prestazioni per Maserati e le varianti Quadrifoglio. [1]
- DV / DW (BlueHDi): I motori diesel da 1.5 e 2.0 litri ereditati dal gruppo PSA. [1]
- Pratola Serra (Multijet): I motori diesel da 2.2 litri dedicati ad Alfa Romeo, SUV Jeep e veicoli commerciali. [1]
- M3 / EDM: La famiglia dei nuovi motori elettrici (Electric Drive Modules) sviluppati in joint venture con Nidec per i modelli nativi a batteria. [1]
GuidoP - 2 ore fa
FAUST50 - 1 giorno fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa