Quello che vedete sotto è un post di un padre di famiglia, 2 figli, che ha scelto di passare a un'auto elettrica e dopo un anno di utilizzo ne condivide l'esperienza, ed io la trovo molto indicativa :
Non sempre la strada migliore è la più breve.
Oggi è un anno dal passaggio alla ID.4 GTX (rigorosamente di seconda mano). Non sono un cultore dell’automobile, ma sulle scelte tendo a ragionare molto. All’inizio avevo poche idee chiare, nate da una valutazione costi-benefici piuttosto “ingegneristica”:
- niente più auto nuove, troppo facile svalutare in pochissimo tempo qualcosa che costa come un appartamento
- conferma delle 4 ruote motrici all’occorrenza e che fosse spaziosa almeno come la precedente
- un cambio drastico: abbandonare manutenzioni e costi di gestione passando all’elettrico puro
Sapendo però bene che non era una scelta completamente razionale: tra dubbi su difetti, logorio, rendimento della batteria e un sistema ancora in evoluzione, c’era anche una componente di fiducia. In parte, un salto nel buio.
Tra le opzioni tutto convergeva su Tesla: per molti aspetti sarebbe stata la scelta più naturale e performante. Ma le direzioni prese da Musk nell’ultimo periodo mi avevano fatto riflettere e alla fine ho preferito guardare altrove. Volkswagen non è certo un’azienda senza peccati, lo so. Ma alla fine è stato per me il giusto compromesso etico morale..
Arrivavo da una Kia Sportage AWD diesel del 2012 e non è stata una scelta scontata lasciarla andare.
Alla fine però iniziava ad avere problemi e, dopo aver già speso parecchio in manutenzione, era arrivato il momento del salto. Il modello che cercavo l’ho trovato solo a Firenze. Quel viaggio me lo ricorderò sempre: partiti alle 4 del mattino con Lorenzo. Andata silenziosa, quasi un addio. Ritorno completamente diverso, più calmo, più leggero. Un vero benvenuto.
Guardando indietro, i numeri mi sostengono nella scelta.
Anche se, come dirò dopo, non sono la cosa più importante.
Per fare gli stessi km con la vecchia diesel, considerando i prezzi del gasolio tra un anno fa e oggi, avrei speso circa 2.600 euro.
Ad oggi ho percorso 18.447 km, con una media di 21,5 kWh/100 km (l'inverno ha inciso). Tradotto: circa 4.000 kWh consumati nell’anno.
Considerando che nei primi mesi ricaricavo spesso alle colonnine, è solo da fine agosto prevalentemente in garage, e il costo complessivo è stato nell’ordine dei 1.200–1.400 euro.
Va anche considerato che è un’auto pesante e a trazione integrale, quindi non direttamente paragonabile ai consumi di ibride più leggere ed efficienti.
E va detto chiaramente che ricaricare alle colonnine, se non sei in viaggio, non conviene. L’energia la paghi almeno il doppio quando va bene, spesso decisamente di più.
Da fine agosto, installata la wallbox domestica, ricarico esclusivamente in casa e lì la differenza si sente davvero. Non ho fonti rinnovabili, quindi l’energia si paga tutta. Altrimenti, al netto dell’investimento iniziale, il costo sarebbe praticamente azzerato. A tutto questo si aggiunge il bollo zero e un’assicurazione più bassa: prima su 100 kW (136 CV), oggi su 77 kW (nonostante i 300 CV).
Ma il risparmio, alla fine, non è la cosa più interessante.
È cambiato il modo di guidare e soprattutto il modo di vivere il viaggio.
Prima: sempre di fretta, pieno e via. Adesso più calma, più pianificazione, guida più fluida. Si parte già sapendo dove fermarsi, si guarda il consumo, si sfruttano le soste. Il viaggio non è più solo un mezzo per arrivare, è diventato parte dell’esperienza.
Mi viene in mente una cosa che dice il prof. Dondi: se chiedessimo a dei bambini, ancora liberi da schemi predefiniti, qual è il percorso migliore per congiungere due punti, scopriremmo con stupore che non sceglierebbero per forza un segmento di una linea retta. Perché “migliore” non vuol dire necessariamente più breve o più veloce.
Ecco, oggi guidare è un po’ così.
Non è una scelta per tutti, lo dico chiaramente. Se fai molti km fuori porta senza possibilità di pianificare, può non essere la soluzione ideale.
E i primi tempi non sono stati semplici. Tra app, tariffe e colonnine capricciose, qualche santo è sceso… In famiglia era persino nata una colletta su Satispay: “contributo parolacce papà”. Obolo dovuto a ogni improperio quando qualcosa non funzionava.
Ma la cosa che non mi aspettavo è che questo cambiamento mi ha reso più tranquillo alla guida, non più limitato. Dopo un anno posso dirlo senza dubbi: non è solo un cambio di motorizzazione. È un cambio di mentalità.
Tornare indietro? Lo escludo!
Ed aggiungo... come dagli torto.