<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Gruppo Stellantis | Page 351 | Il Forum di Quattroruote

Gruppo Stellantis

anche li dichiarazioni trionfanti riportate a cascata dagli adepti influencer teslari ,ma questi un dubbio se lo fanno venire mai?
oppure e' banale reclam/pubblicita' per pochi spicci di referral?
Salvo essere un altro costoso flop commerciale e pure ingegneristico perche' ha dato un sacco di problemi.
gli adepti-youtuber social "interessati" con qualche conflitto di interesse ci sta.... fa parte di un determinato tipo di comunicazione usato da tutti piu' o meno...

"Tesla" e' talmente "non" automotive che manco la stampa "seria" fa domande sul fatto....
 
Forse perchè hanno capito che Tavares stava portando il gruppo verso lo sfascio?

PS: non ho capito chi è "il capro espiatorio che mesi fa fece capolino dall'oblìo e oggi si è alcissato"
Tavares in PSA aveva un chiaro mandato. Tagliare i costi. Tutti i costi possibili. E con l'operazione Stellantis il mandato è stat confermato. E ci è riuscito benissimo. COn il covi poi è arrivata la tempesta perfetta. Personale a casa (risparmio sui costi fissi), prezzi delle auto alle stelle, peccato che fosse evidentemente una strategia nono sostenibile nel medio lungo termine. Con risultati disastrosi che sono davanti agli occhi di tutti.
 
gli adepti-youtuber social "interessati" con qualche conflitto di interesse ci sta.... fa parte di un determinato tipo di comunicazione usato da tutti piu' o meno...

"Tesla" e' talmente "non" automotive che manco la stampa "seria" fa domande sul fatto....
Ho letto quasi con giubilo la notizia che Musk l'altra mattina si è svegliato e ha deciso di togliere la Model3 e la ModelY dal listino. Basta. Fine. Capite bene che così vale tutto. Ma allora perchè mai si dovrebbe mai comprare Tesla?
 
Un pò di cronistoria sull'elettrico.....pre drogaggio, pre doping le auto elettriche erano medie e la scommessa era farle piccole la prima fu la Zoe e per reazione competitiva PSA fece le sue seg. b elettriche....

In cina invece sono partiti proprio dal piccolo piccolo a salire....
Quando ho vissuto da Shangai nel 2019 le strade erano piene di motorini elettrici. Si, sono partiti proprio da li
 
Faccio però notare timidamente una cosa

Che banche società di rating finanziarie sgr e persino broker grossi si avvalgono di analisti finanziari

Queste figure analizzano e monitorano situazioni dando le indicazioni buy/sell di solito con largo anticipo sulla presentazione dei bilanci.

E non di rado anzi spesso alla presentazione dei bilanci nessuna sorpresa particolare

Stavolta non è andata così e anche in precedenza positivo o negativo che fosse per questa società
Io proprio verso meta' gennaio avevo letto di presumibili perdite di circa 22 miliardi (non ricordo quale societa' fosse) , ma direi che ci ha azzeccato in pieno !!
 
Perchè la "controparte" ossia il socio sulla gogna è immoto e passivo, tace e non favella?

Perchè il capro espiatorio che mesi fa (forse anche meno) fece capolino dall'oblio oggi è eclissato?

Perchè gli organismi di controllo e governance francesi, un tempo ricordo molto solerti e attivi ora.....boh.....
Se ho capito a chi ti riferisci, mi pare che sia sempre stato un uomo ombra, che direttamente non ha mai lasciato il segno.
 
Io proprio verso meta' gennaio avevo letto di presumibili perdite di circa 22 miliardi (non ricordo quale societa' fosse) , ma direi che ci ha azzeccato in pieno !!
Ovvio che si sa prima, il non ovvio è il da dove e con quali modelli non generiche piattaforme si è creato sto oceano di debito....

Vorrai mica credere che una Gamma chessò possa generare perdite fantascientifiche....

Tanto a paragone ben altra azienda, per me più solida più concreta e meno "fumosa" dopo un fine millennio dedicato a rincorrere una fusione fece la sua caporetto con due modelli....Stilo e Thesis.....

Qua sembrerebbe ancora più grave la cosa......
 
anche Norvegesi e Danesi... non possono fare statitistica.
Norvegesi e Danesi valgono, ad abitanti, Lombardia e Trentino Alto Adige
E' evidente che non ci siomo intesi, ho postato le loro percentuali di penetrazione non per fare statistica, ma perchè indirettamente ci dicono come le auto elettriche sono distribuite sulla loro scala sociale. Ad esempio un paese come il Belgio che ha una penetrazione del 35% poi se andiamo a spulciare i numeri si scopre che poco oltre il 60% sono intestate ad aziende. In Danimarca con il 64% di penetrazione l'80% invece sono instestate a privati, il che ne viene fuori che su 10 auto nuove vendute 6,4 sono elettriche e 5, ergo il 50%, è privata. In Norvegia invece si tocca la punta del 75%, ergo su 10 auto nuove vendute 9,5 sono elettriche e di queste 7,5 sono private.
Si può dedurre che una così ampia diffusione tra i privati possa interessare amche una grossa fetta di categorie come la massaia, l'operaio, l'impiegato, ecc.ecc.
Dov'è che voglio arrivare, che in fin della fiera i norvegesi o i danesi non è che fanno una vita diversa dalla nostra, e se loro stanno dimostrando che la'uto elettrica può soddisfare un gran numero di persone di categorie diverse vuol dire che i problemi attuali delle elettriche non sono instrinseci alla tecologia ma dipendono da altri fattori come : costo dell'auto, costo dell'energia, il box invece può essere superfluo se si rimedia al punto 2.


Secondo il tuo punto di vista nel 2035, ferme restando le attuali imposizioni, che penetrazion avranno sul venduto in Europa le BEV?
Esatto....
Solo per dare un numero comprensibimente quantificabile
Se prendiamo la più bassa percentuale diffusa dagli analisti dopo la revisone del 16 dicembre dove viene permessa in sostanza la vendita di auto ibride plug-in anche dopo il 2034 prevedono un 40-45% di penetrazione di pure elettriche nel 2030 e un 70-75% nel 2034. il 25-30% restante è rappresentato dagli irriducibili che preferiscono portarsi dietro una batteria scarica pur di non rinunciare al termico.
Io invece sarei leggermente più cauto perchè la media europea, appunto perchè essendo una media, verrà trascinata verso il basso da paesi "allergici" come l'Italia dove da un lato si promuove l'auto elettrica ma dall'altro non c'è interesse a sviluppare l'infrastruttura e le condizioni in genere per far decollare questa tecnologia.
Quindi punterei una penetrazione del 35-40% nel 2030 per arrivare a dicembre 2034 al 55-60%.
Per il discorso precedente vorrà dire che in Italia la penetrtazione penso che arriverà al 40% nel 2034.
Se in molti paesi 2-3 auto su 10 vendute nuove saranno termiche plug-in in Italia saranno il doppio.

Infine tornando a Stellantis leggo :
E l’inadeguatezza delle piattaforme è dimostrata anche dagli sviluppi della partnership con Leapmotor: già oggi, l'alleato cinese garantisce benefici ben più concreti e immediati nell’approccio alla mobilità elettrica e, non a caso, si vocifera della possibilità di utilizzarne i modelli con brand europei.
Che è poi quello che ho detto e sostenuto da tempo, fare delle piattaforme in stile "faso tuto mi" non hanno mai ripagato e portato il consumatore solo a disdegnare le nuove tecnologie.
 
E' evidente che non ci siomo intesi, ho postato le loro percentuali di penetrazione non per fare statistica, ma perchè indirettamente ci dicono come le auto elettriche sono distribuite sulla loro scala sociale. Ad esempio un paese come il Belgio che ha una penetrazione del 35% poi se andiamo a spulciare i numeri si scopre che poco oltre il 60% sono intestate ad aziende. In Danimarca con il 64% di penetrazione l'80% invece sono instestate a privati, il che ne viene fuori che su 10 auto nuove vendute 6,4 sono elettriche e 5, ergo il 50%, è privata. In Norvegia invece si tocca la punta del 75%, ergo su 10 auto nuove vendute 9,5 sono elettriche e di queste 7,5 sono private.
Si può dedurre che una così ampia diffusione tra i privati possa interessare amche una grossa fetta di categorie come la massaia, l'operaio, l'impiegato, ecc.ecc.
Dov'è che voglio arrivare, che in fin della fiera i norvegesi o i danesi non è che fanno una vita diversa dalla nostra, e se loro stanno dimostrando che la'uto elettrica può soddisfare un gran numero di persone di categorie diverse vuol dire che i problemi attuali delle elettriche non sono instrinseci alla tecologia ma dipendono da altri fattori come : costo dell'auto, costo dell'energia, il box invece può essere superfluo se si rimedia al punto 2.




Se prendiamo la più bassa percentuale diffusa dagli analisti dopo la revisone del 16 dicembre dove viene permessa in sostanza la vendita di auto ibride plug-in anche dopo il 2034 prevedono un 40-45% di penetrazione di pure elettriche nel 2030 e un 70-75% nel 2034. il 25-30% restante è rappresentato dagli irriducibili che preferiscono portarsi dietro una batteria scarica pur di non rinunciare al termico.
Io invece sarei leggermente più cauto perchè la media europea, appunto perchè essendo una media, verrà trascinata verso il basso da paesi "allergici" come l'Italia dove da un lato si promuove l'auto elettrica ma dall'altro non c'è interesse a sviluppare l'infrastruttura e le condizioni in genere per far decollare questa tecnologia.
Quindi punterei una penetrazione del 35-40% nel 2030 per arrivare a dicembre 2034 al 55-60%.
Per il discorso precedente vorrà dire che in Italia la penetrtazione penso che arriverà al 40% nel 2034.
Se in molti paesi 2-3 auto su 10 vendute nuove saranno termiche plug-in in Italia saranno il doppio.

Infine tornando a Stellantis leggo :
E l’inadeguatezza delle piattaforme è dimostrata anche dagli sviluppi della partnership con Leapmotor: già oggi, l'alleato cinese garantisce benefici ben più concreti e immediati nell’approccio alla mobilità elettrica e, non a caso, si vocifera della possibilità di utilizzarne i modelli con brand europei.
Che è poi quello che ho detto e sostenuto da tempo, fare delle piattaforme in stile "faso tuto mi" non hanno mai ripagato e portato il consumatore solo a disdegnare le nuove tecnologie.


-Belgio....
Paese piccolo ( spostamenti liitati ) e sul benestante
-Danimarca
Paese piccolo ( vedi sopra ) e ancora piu' benestante
-Norvegia
Paese grande e molto benestante
La popolazione e' molto concentrata al Sud....
Per cui le percorrenze medie sono brevi....

Terreno ottimo per le elettriche
 
Ovvio che si sa prima, il non ovvio è il da dove e con quali modelli non generiche piattaforme si è creato sto oceano di debito....

Vorrai mica credere che una Gamma chessò possa generare perdite fantascientifiche....

Tanto a paragone ben altra azienda, per me più solida più concreta e meno "fumosa" dopo un fine millennio dedicato a rincorrere una fusione fece la sua caporetto con due modelli....Stilo e Thesis.....

Qua sembrerebbe ancora più grave la cosa......

Ecco qui spiegati i 22 miliardi.

Stellantis-Mirafiori%20(1)%20(1)%20(1).jpeg


<.....Sul banco degli imputati non c’è solo l’“all-in sull’elettrico”, frutto di una transizione sovrastimata di cui ne stanno pagando il conto un po’ tutti (il conto ha ormai superato i 50 miliardi, ma alcune stime superano di parecchio tale cifra). C’è tanto di più e non si tratta solo di prodotti e piattaforme, ma anche, se non soprattutto, di una gestione fallimentare sotto molti aspetti.

Il primo problema riguarda ovviamente il "metallo". Dei 22,2 miliardi di oneri rilevati nei conti del secondo semestre, ben 14,7 miliardi sono attribuiti al “riallineamento dei piani di prodotto alle preferenze dei clienti” e alle nuove normative sulle emissioni negli Stati Uniti. In altre parole, sono il riflesso, in gran parte, delle “aspettative significativamente ridotte per i modelli elettrici”.

A tal proposito, 2,9 miliardi di svalutazioni riguardano prodotti cancellati. Filosa si è limitato a citare il Ram 1500 a batteria (foto sopra) per gli Usa, ma già questo è indicativo del bagno di sangue prodotto dalla decisione di sviluppare un modello del genere in un mercato che, al di là del dietrofront trumpiano sulla transizione, non è mai stato ricettivo nei confronti dei pick-up a batteria: emblematici sono i flop del Ford F-150 Lightning e del Tesla Cybertruck...........Del resto, gli americani vogliono altro.....
Oltre al pick-up elettrico, però, altri modelli sono finiti nel repulisti, a partire dalla Maserati MC20 Folgore, che ha pagato un ostacolo comune a tutto l’alto di gamma: lo scarso interesse di consumatori alto-spendenti per prodotti a batteria che poco hanno a che fare con il Dna di marchi storici.

C’è poi il tema delle piattaforme: le scarse attese sul fronte dei volumi e della redditività hanno determinato svalutazioni per ben 6 miliardi. In poche parole, le architetture STLA Small, Medium, Large e Frame sono state evidentemente partorite con un’idea errata: dovevano essere native elettriche, ma nel tempo si è deciso di trasformarle in “multi-energia” con le conseguenti ripercussioni sul fronte progettuale e industriale, a partire dall’aumento dei costi.

Stellantis ha quindi disperso miliardi su pianali sbagliati? Il gruppo doveva scommettere sin da subito su un approccio multi-energia per dotarsi di una flessibilità quanto mai necessaria nell'attuale contesto? Difficile rispondere, ma gli ultimi sviluppi hanno riservato non poche conferme in tale direzione: per le piccole si sta privilegiando la Smart Car, un’architettura derivata dalla CMP, mentre per la Fiat 500 Hybrid è stata sviluppata un’apposita architettura sulla base di quella della 500 elettrica. E poi c’è il rilancio di quella Giorgio, che sembrava dal destino ormai segnato: le prossime Alfa Romeo Giulia e Stelvio.........
Lo stesso discorso si può ampliare alle batterie. Stellantis ha prima varato una joint venture con Mercedes e Total per produrre accumulatori, ma negli ultimi mesi le difficoltà di Automotive Cells Company (culminate nell’addio alla gigafactory di Termoli, l'impianto della foto in alto) hanno spinto a stringere accordi con CATL. In Nord America, invece, è stato cancellato un analogo progetto con LG. Il risultato? 2,1 miliardi di oneri per “ridimensionamento della supply chain” per i veicoli elettrici.............>



Va beh, l'articolo è molto lungo e l'elenco continua........
In pratica viene spiegato punto per punto quello che avevo ipotizzato un paio di pagine fa.
 
E' evidente che non ci siomo intesi, ho postato le loro percentuali di penetrazione non per fare statistica, ma perchè indirettamente ci dicono come le auto elettriche sono distribuite sulla loro scala sociale.

Se prendiamo la più bassa percentuale diffusa dagli analisti dopo la revisone del 16 dicembre dove viene permessa in sostanza la vendita di auto ibride plug-in anche dopo il 2034 prevedono un 40-45% di penetrazione di pure elettriche nel 2030 e un 70-75% nel 2034. il 25-30% restante è rappresentato dagli irriducibili che preferiscono portarsi dietro una batteria scarica pur di non rinunciare al termico.
Io invece sarei leggermente più cauto perchè la media europea, appunto perchè essendo una media, verrà trascinata verso il basso da paesi "allergici" come l'Italia dove da un lato si promuove l'auto elettrica ma dall'altro non c'è interesse a sviluppare l'infrastruttura e le condizioni in genere per far decollare questa tecnologia.
Quindi punterei una penetrazione del 35-40% nel 2030 per arrivare a dicembre 2034 al 55-60%.
Per il discorso precedente vorrà dire che in Italia la penetrtazione penso che arriverà al 40% nel 2034.
Se in molti paesi 2-3 auto su 10 vendute nuove saranno termiche plug-in in Italia saranno il doppio.

I
Credo che tu avrai capito molto bene cosa ne penso, in genere, sulle auto.
Sono abbastanza schifato dall'andazzo a dir porco truffaldino di quasi tutti marchi, europei uber alles (salvo Renault/Dacia che ancora un occhio di riguardo per la gente normale ce l'ha e lo tiene pure aperto).
Non ho il garage ma con un supercharger vicino la tentazione potrebbe diventare irresistibile.
Sono un pò più pessimista di te sulle percentuali ma tutto sommato concordo. Sugli analisti meglio che non mi esprima se sono gli stessi che avevano già dato per defunto il mercato delle ICE addirittura entro il 2030.
Le difficoltà dei costruttori europei sono sotto gli occhi di tutti, e il peggio deve ancora arrivare, eppure a capo di questi colossi ci sono maneger tra i più pagati al mondo e guarda in che disastro siamo finiti.
Su questo forum di gente "normale", senza essere pagati da nessuno, avevamo anticipato il futuro senza nessuna difficoltà.
Ora se la prendono con i cinesi e cercano di fermarli con i dazi. Pia illusione visto le joint venture che sicuramente metteranno in piedi aggirandoli tranquillamente.
L'Europa ha peccato di presunzione. Cosa volevano? Salvare il modo da soli?
Oppure volevano fare un sacco di soldi con un ricambio obbligatorio, oneroso per i consumatori ma molto profittevole per i costruttori.
Su Musk la pensiamo esattamente allo stesso modo ma se elettrica dovesse essere sarebbe Model 3(non mi interessano i SUV/CROSSOVER). Putroppo gli altri sono ancora lontani e pure più cari. I cinesi per il momento sono indietro e come rendimento e, soprattutto, come software. La Mazda 6e è fatta dai cinesi che gliela vendono a metà prezzo di quello che poi chiedono ai clienti. Bella, ma finisce li.
La Cupra Tavascan carina e ben rifinita dentro (molto più di tesla model 3 o model y) ma pesa 200 chili in più della Y e 300 in più dell model 3) e consuma un 22% (WLTP) in più oltre a costare una barca di soldi (non mi interessano le promozioni che oggi ci sono e domani no) le ricariche sono pure più care di Tesla e richiedono abbonamenti piuttosto vincolanti. Lasciamo stare la Triade che sambra vivano in un altro pianeta fatto di danarosi che non sanno neanche da che parte sia la trazione, basta che sia della Triade.
Toyota e Honda al momento non pervenute nel mondo EV.
 
Ecco qui spiegati i 22 miliardi.

Stellantis-Mirafiori%20(1)%20(1)%20(1).jpeg


<.....Sul banco degli imputati non c’è solo l’“all-in sull’elettrico”, frutto di una transizione sovrastimata di cui ne stanno pagando il conto un po’ tutti (il conto ha ormai superato i 50 miliardi, ma alcune stime superano di parecchio tale cifra). C’è tanto di più e non si tratta solo di prodotti e piattaforme, ma anche, se non soprattutto, di una gestione fallimentare sotto molti aspetti.

Il primo problema riguarda ovviamente il "metallo". Dei 22,2 miliardi di oneri rilevati nei conti del secondo semestre, ben 14,7 miliardi sono attribuiti al “riallineamento dei piani di prodotto alle preferenze dei clienti” e alle nuove normative sulle emissioni negli Stati Uniti. In altre parole, sono il riflesso, in gran parte, delle “aspettative significativamente ridotte per i modelli elettrici”.

A tal proposito, 2,9 miliardi di svalutazioni riguardano prodotti cancellati. Filosa si è limitato a citare il Ram 1500 a batteria (foto sopra) per gli Usa, ma già questo è indicativo del bagno di sangue prodotto dalla decisione di sviluppare un modello del genere in un mercato che, al di là del dietrofront trumpiano sulla transizione, non è mai stato ricettivo nei confronti dei pick-up a batteria: emblematici sono i flop del Ford F-150 Lightning e del Tesla Cybertruck...........Del resto, gli americani vogliono altro.....
Oltre al pick-up elettrico, però, altri modelli sono finiti nel repulisti, a partire dalla Maserati MC20 Folgore, che ha pagato un ostacolo comune a tutto l’alto di gamma: lo scarso interesse di consumatori alto-spendenti per prodotti a batteria che poco hanno a che fare con il Dna di marchi storici.

C’è poi il tema delle piattaforme: le scarse attese sul fronte dei volumi e della redditività hanno determinato svalutazioni per ben 6 miliardi. In poche parole, le architetture STLA Small, Medium, Large e Frame sono state evidentemente partorite con un’idea errata: dovevano essere native elettriche, ma nel tempo si è deciso di trasformarle in “multi-energia” con le conseguenti ripercussioni sul fronte progettuale e industriale, a partire dall’aumento dei costi.

Stellantis ha quindi disperso miliardi su pianali sbagliati? Il gruppo doveva scommettere sin da subito su un approccio multi-energia per dotarsi di una flessibilità quanto mai necessaria nell'attuale contesto? Difficile rispondere, ma gli ultimi sviluppi hanno riservato non poche conferme in tale direzione: per le piccole si sta privilegiando la Smart Car, un’architettura derivata dalla CMP, mentre per la Fiat 500 Hybrid è stata sviluppata un’apposita architettura sulla base di quella della 500 elettrica. E poi c’è il rilancio di quella Giorgio, che sembrava dal destino ormai segnato: le prossime Alfa Romeo Giulia e Stelvio.........
Lo stesso discorso si può ampliare alle batterie. Stellantis ha prima varato una joint venture con Mercedes e Total per produrre accumulatori, ma negli ultimi mesi le difficoltà di Automotive Cells Company (culminate nell’addio alla gigafactory di Termoli, l'impianto della foto in alto) hanno spinto a stringere accordi con CATL. In Nord America, invece, è stato cancellato un analogo progetto con LG. Il risultato? 2,1 miliardi di oneri per “ridimensionamento della supply chain” per i veicoli elettrici.............>



Va beh, l'articolo è molto lungo e l'elenco continua........
In pratica viene spiegato punto per punto quello che avevo ipotizzato un paio di pagine fa.
Ecco adesso ci siamo un solo appunto gestione fallimentare che oggi è tale perché ha dato miliardi di euri come se piovesse....
 
Back
Alto