Purtroppo, in epoca da social ed estermismi su dichiarazioni e insulti, questo è un po' il risultato di aver "regalato" al grande pubblico (sempre più grande e "casual") una F1 che sa più di wrestling che di classe regina degli sport a motore.
Show e social fanno il resto, ovviamente la gestione della F1 si frega le mani perché gli ascolti aumentano, i fan aumentano, però sono sempre meno competenti, sempre meno appassionati, sempre meno interessati, tutti in preda a un'infinita bulimia di eccessi.
Nello specifico leggere che un ragazzo poco più che maggiorenne, anima candida dello sport, viene minacciato di morte da decine o centinaia di "barbari social" perché altri due "barbari" come Lambiase e Marko l'hanno messo alla gogna è deprimente, triste e spiazzante.
Se per Lambiase però si può quasi capire perché era un dialogo 1:1 a caldo e col suo pilota (è la F1 che ha scelto di trasmetterlo, ovviamente in puro stile wrestling), Marko invece non è giustificabile in alcun modo, le sue sono dichiarazioni a freddo, cattive, perverse e dannose.
Speriamo non succeda niente, ma con i matti invasati che ci son in giro non c'è da stare allegri.