<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> E se il riscaldamento globale... | Page 11 | Il Forum di Quattroruote

E se il riscaldamento globale...

Quindi? É il curriculum di un fisico, a quanto pare esperto in nanotecnologie. Il che non basta a farne un esperto nel campo della sostenibilità, del riciclaggio o dell'economia circolare.
Non é che un curriculum altisonante in una materia, rende automaticamente esperti in un altro settore...o capaci di dare risposte adeguate su tutto.
Certo se a un problema rispondi con un curriculum (che poco ha a che vedere col problema) annamo bene...

Tu hai messo in discussione la competenza del ministro, che invece - IMHO - sembra essere uno dei pochi, se non l'unico, ad avere una formazione scientifica che gli consente di approfondire e/o imparare anche aspetti sui quali non ha studi specifici. A meno che una laurea in filosofia o lettere non fornisca competenze migliori, magari sull'energia nucleare.... e comunque, ho citato un intervento nel quale lui osserva che, per come è attualmente impostata la produzione industriale nel mondo, andare a modificare certi meccanismi geo-economici è tutt'altro che semplice. Oppure è sbagliato anche questo?
 
Tu hai messo in discussione la competenza del ministro, che invece - IMHO - sembra essere uno dei pochi, se non l'unico, ad avere una formazione scientifica che gli consente di approfondire e/o imparare anche aspetti sui quali non ha studi specifici. A meno che una laurea in filosofia o lettere non fornisca competenze migliori, magari sull'energia nucleare.... e comunque, ho citato un intervento nel quale lui osserva che, per come è attualmente impostata la produzione industriale nel mondo, andare a modificare certi meccanismi geo-economici è tutt'altro che semplice. Oppure è sbagliato anche questo?

Non ho messo in discussione la competenza di nessuno....ho semplicemente risposto a un tuo post in cui lo citavi e ho risposto a quella che sarebbe una sua AFFERMAZIONE( da te riportata), fra l'altro con un esempio storico di produzione industriale sostenibile. Sei tu che hai citato la sua carriera accademica, che non c'entra niente con l'affermazione in questione (materiali sostenibili porterebbero a costi non sostenibili) resta in tema col tuo post...
 
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sarebbe una sua AFFERMAZIONE( da te riportata)
La stavo ascoltando in diretta su Radio24, mi riservo di scaricare il podcast e ascoltare bene tutto l'intervento (tra l'altro ha parlato anche dei minireattori Rolls-Royce).
Sei tu che hai citato la sua carriera accademica,
certo, in risposta alla TUA affermazione secondo cui il ministro "semplifica enormemente", come a dire - almeno così ho capito - che non conosce l'argomento. Cosa che - IMHO - trovo un po' superficiale come modo di liquidare la questione.
 
La stavo ascoltando in diretta su Radio24, mi riservo di scaricare il podcast e ascoltare bene tutto l'intervento (tra l'altro ha parlato anche dei minireattori Rolls-Royce).

Abbiamo capito che in tanti li stanno spingendo, sul mercato.

certo, in risposta alla TUA affermazione secondo cui il ministro "semplifica enormemente", come a dire - almeno così ho capito - che non conosce l'argomento. Cosa che - IMHO - trovo un po' superficiale come modo di liquidare la questione.

Io non ho liquidato proprio niente, ho solo affermato che questa frase decontestualizzata e liberamente trascritta e citata da te dal discorso in sé messa così come l'hai messa è molto superficiale:

Ora in onda su Radio24, il ministro Cingolani: "se costringessimo per legge o a suon di multe le aziende a fornirsi solo di materiali prodotti in modo sostenibile, il prezzo del prodotto finito aumenterebbe tanto da non essere più alla portata di gran parte della popolazione". Occhio a semplificare i problemi complessi.....

Perché la sostenibilità in sé è risparmio di risorse (materiali, imballagi, processi, trasporti, energia, etc) e chiunque sappia un minimo di sostenibilità sa che, per funzionare, deve produrre risparmi ed anche un risparmio economico come risultato finale per diventare interessante per gli operatori economici. (risparmio da non confondere coi profitti odierni di alcuni degli operatori della catena produttiva...)
Ripeto. Ho fatto l'esempio dei tessuti riciclati, tessuti di lusso (oggi solo di lusso, una volta anche economici, ma la concorrenza cinese ha fatto restare solo quelli che propongono una qualità elevata, gli altri non sono riusciti a stare sul mercato, ma questo non dipende dal riciclaggio, che anzi abbatte i costi) fatti a partire da stracci, su cui campa, da tempi in cui la parola "sostenibilità" non esisteva neanche, tutto un comparto tessile italiano. Vogliamo parlare di riciclaggio? Vogliamo parlare di imballaggi che siamo sommersi da rifiuti di plastica? Di materiali prodotti in loco e di trasporti? Di risparmio energetico?
Non liquido proprio niente, anzi pongo delle questioni, propongo esempi virtuosi. Proprio pubblicare il curriculum sviando il problema come hai fatto, imho, è liquidare la questione...
 
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https://www.solomodasostenibile.it/2020/03/20/il-riciclato-di-prato-national-geographic/

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Ora in onda su Radio24, il ministro Cingolani: "se costringessimo per legge o a suon di multe le aziende a fornirsi solo di materiali prodotti in modo sostenibile, il prezzo del prodotto finito aumenterebbe tanto da non essere più alla portata di gran parte della popolazione". Occhio a semplificare i problemi complessi.....

Ah voglio precisare una cosa... sul fatto di costringere per legge o a suon di multe, sono d'accordo, perché la sostenibilità per definizione deve essere interessante economicamente e attrattiva. Richiede intelligenza, ceatività. più che costrizione.
Però per certi settori, penso sia impossibile arrivare a cambiamenti senza una spinta normativa, uno su tutti gli imballaggi per esempio. Dobbiamo imho per forza ridurre la quantità di materiali degli imballaggi, utilizzare meno plastica e più materiali biodegradabili e/o riciclati o da produzione sostenibile (e qui il know-how sui materiali innovativi del ministro penso che sia importante...). E penso che senza normative, finché la plastica è più conveniente (e la gente "accetta" scatole enormi e vistose per prodotti piccoli) sarà impossibile arrivarci. Bisogna anche incentivare i prodotti alla spina e gli imballaggi riutilizzabili.
Sono cose apparentemente piccole che porterebbero effetti enormi sulla quantità e qualità di rifiuti prodotti. Cosa aspettiamo tutti?
 
il disconoscimento del metodo scientifico a favore del esperienza personale più una sfiducia contro il sistema governativo che anzi diventa un oscuro manovratore che tira le fila del complotto, questi sono 2 temi fondamentali che si ritrovano nei no vax e nei terrapiattisti, non mi sembrano quindi molto distanti nel metodo

Difficile trovare una ratio in ciò che scrivi, dal momento che oggetto del topic è una dichiarazione del prof. Franco Prodi, ricercatore del CNR con vent'anni di esperienza sul campo, docente di Fisica, Geofisica e Termodinamica., direttore per anni dell'ISAC.
Allo stesso modo, in materia di pandemia sono molte le voci scientifiche ed autorevoli non allineate che rifiutano di appiattirsi sulle linee di pensiero care al sistema.
Terrapiattismo e complotti, così come le "esperienze personali" non c'entrano nulla.
Esistono voci diverse e fuori dal coro. Aggiungerei, fuori dal recinto.
Voci che appartengono alla Scienza.

I terrapiattisti, ossia i seguaci di Rowbotham, che da duecento anni predicano e praticano tale dottrina, sono una setta con tutti i crismi, la più tipica delle americanate, totalmente isolata dal dibattico scientifico.
Di nuovo, non c'entrano nulla.
 
Difficile trovare una ratio in ciò che scrivi, dal momento che oggetto del topic è una dichiarazione del prof. Franco Prodi, ricercatore del CNR con vent'anni di esperienza sul campo, docente di Fisica, Geofisica e Termodinamica., direttore per anni dell'ISAC.
Allo stesso modo, in materia di pandemia sono molte le voci scientifiche ed autorevoli non allineate che rifiutano di appiattirsi sulle linee di pensiero care al sistema.
Terrapiattismo e complotti, così come le "esperienze personali" non c'entrano nulla.
Esistono voci diverse e fuori dal coro. Aggiungerei, fuori dal recinto.
Voci che appartengono alla Scienza.

I terrapiattisti, ossia i seguaci di Rowbotham, che da duecento anni predicano e praticano tale dottrina, sono una setta con tutti i crismi, la più tipica delle americanate, totalmente isolata dal dibattico scientifico.
Di nuovo, non c'entrano nulla.

Ho forse messo in dubbio il professore citato? ad un certo punto è uscito fuori il discorso dei no vax e dei terrapiattisti e ho semplicemente espresso un mio giudizio su questi.

Quindi mi dici che nei protocolli e nelle metodologie scientifiche non esiste un contraddittorio? Io credo che esista, ma proprio al di dentro della metodologia scientifica, non credo che sia metodologia scientifica quella di scrivere su di un blog le proprie tesi e pretendere che abbiano validità scientifica, o di esprimerli in talk show televisivi o radiofonici, questa è la ratio del mio intervento che probabilmente non sei riuscito a cogliere.
 
...e se ci aggiungi il costo del lavoro e il rispetto dei diritti dei lavoratori, hai il risultato della delocalizzazione / globalizzazione. Comunque, i danni ormai purtroppo sono fatti e bisogna cercare di metterci una pezza prima di subito. Il tema, IMHO, è: cosa possiamo CONCRETAMENTE fare per "convincere" i cinque maggiori inquinatori del pianeta a mettere in atto i nostri buoni propositi?
Costringerli la vedo dura. Pagarli, in qualche modo, per inquinare di meno? potrebbe essere un'idea, ma con quale potere contrattuale? Cercare progressivamente di affrancarci dalla dipendenza da queste
produzioni potrebbe funzionare? Io mi pongo queste domande, proprio perchè non ho, e non pretendo di avere la soluzione in tasca.

INUTILE
Non esiste....
 
Non lo so ma va fatto.
Se non per salvare il pianeta almeno per salvarci le chiappe a livello economico perchè oggi siamo qui a chiederci come fare a obbligarli ma intanto giorno per giorno li stiamo finanziando e rendendo sempre più forti di noi.


E' un po' come " scandalizzarsi " delle guerricciole nel mondo
( mentre gli vendiamo le armi )
 
Loro ne fanno una questione di pari opportunità.
Noi l'opportunità di fare quel salto di qualità della vita (elettricità nelle case,acqua corrente etc etc) e passare a un'economia industriale fregandosene altamente dell'ambiente l'abbiamo avuta.
E ora ce l'hanno loro e non ci vogliono rinunciare.
Potrebbero dire anche loro che la loro Co2 non sarà per sempre ma durerà solo 3 o 4 anni e quindi non dobbiamo rompergli le scatole...
Sicuramente i paesi in via di sviluppo per saltare uno step e passare direttamente a una politica energetica più sostenibile saranno in maggiore difficoltà.
Però c'è anche da dire che essendo appunto in via di sviluppo forse loro fanno ancora in tempo a decidere in che direzione svilupparsi.
Ma rivendicano un diritto di cui noi abbiamo usufruito e purtroppo non abbiamo il potere economico per negarglielo.


Dura 3/4 anni se non ne aggiungi altra
( mi parrebbe logico PENSARE )
 
Buonanotte non direi, è appena passato mezzogiorno.... comunque, rileggi un po' la serie dei messaggi.

Perché vuoi ridurre il mio pensiero, che è (ed ho) articolato, a uno slogan? Mi pare di aver scritto chiaramente che per me la sostenibilità non è un costo, ma un'opportunità. Quindi va da sé che non sono d'accordo su "tutto" e non é vero che "non confligge assolutamente" ciò che hai riportato. E categorie come "tutto" e "assoluto" le lascio volentieri agli altri.
 
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