<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> EMISSIONI - Euro 7, l'Ue propone standard meno restrittivi, mentre la Francia discute i 123 Co2 | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

EMISSIONI - Euro 7, l'Ue propone standard meno restrittivi, mentre la Francia discute i 123 Co2

Dobbiamo evitare una inutile caccia alle streghe. È ovvio che si debbano contenere, per quanto possibile, le emissioni di CO2 per contenere il surriscaldamento terrestre, ma occorre farlo con razionalità.
Faccio notare che l'Europa, in questo ha fatto passi da gigante ed è responsabile in misura limitata delle emissioni a livello globale. Non ho i dati a portata di mano altrimenti li avrei citati.
Insomma, ben venga l'evoluzione tecnologica e quindi ben venga l'elettrificazione. Ma non è che da un giorno all'altro possiamo pensare di rinunciare alla mobilità o di passare dal termico all'elettrico come se fossimo in un film. Occorre razionalità, serve programmazione, non farsi prendere dall'emotività
 
Occorre riorganizzare lo stile di vita a livello globale.
.....
La presenza di 7.000.000.000 di individui sul pianeta

Appunto. Il problema sta lì. L'uomo è l'unico animale che non è in grado spontaneamente di adeguare la sua popolazione alla disponibilità di risorse, salvo quando arriva il progresso, con esso la scolarizzazione e una maggiore consapevolezza e capacità di discernere. Non è un caso se nei paesi industrializzati le coppie fanno uno o due figli: mantenere una prole numerosa con gli standard di benessere europei e americani è semplicemente impossibile, tanto che le famiglie che hanno 8-10-12 figli (la norma fino a meno di un secolo fa) finiscono nei talk show come curiosità. E non è un caso se anche le famiglie di immigrati dall'Africa, una volta integrate (ma integrate in tutti i sensi) nelle comunità occidentali passano anche loro a due figli per coppia. Se arrivasse un vero progresso, economico e culturale, nelle aree più povere del pianeta, che sono guarda caso quelle sovrappopolate, sono piuttosto convinto che la popolazione diminuirebbe spontaneamente. Ma certi processi non sono facili da governare, quando scrivo che il colonialismo non era necessariamente il male assoluto penso anche e soprattutto a questo...
 
EDIT MOD : ABBIAMO UNITO 2 DISCUSSIONI, E CE NE SAREBBE ANCHE FORSE DA UNIRE UN ALTRA A QUESTE, SAREBBE UTILE NON CREARE TOPIC CHE SONO TROPPO SIMILI A QUELLI GIA' ESISTENTE
 
Certamente, ma il problema è che tutti coloro che inquinano lo dicono.

In sintesi tutti dicono che non sono loro l'unica causa e intanto continuano ad inquinare a scopo di lucro.
Tanto i danni causati dai disastri ambientali li fanno pagare alla collettività.


N.B.: i motori termici non inquinano solo dal tubo di scarico, ma con tutta la filiera di estrazione, trasporto, raffinazione (devastante) ritrasporto, stoccaggi con evaporazioni ecc.

La guerra del coltan



KIVU

KINSHASA


Di tutti quelli che leggeranno questo articolo, certamente solo una minima percentuale potrà dirsi realmente informata di questi conflitti per l'approvvigionamento di materie prime che fanno più morti delle due guerre mondiali messe insieme. E il tutto nel più assoluto silenzio dei mass media ufficiali. L’Africa è forse oggi il continente più ricco di minerali preziosi: possiede il 30% delle riserve mondiali da cui si ricavano oro, argento, rame, cobalto, uranio, coltan, stagno, tungsteno, fosfati e manganese. Il legame tra risorse naturali e conflitti è presente in circa il 20% dei conflitti nel mondo. In Africa sono in atto 33 conflitti legati alle risorse. E non si può parlare di conflitti senza tener conto del commercio delle armi: U.S.A., Russia, Cina, Germania, Francia, U.K., Spagna, Italia, Ucraina e Israele sono i maggiori fornitori di armi in Africa. Un caso emblematico è la Repubblica Democratica del Congo che possiede l’80% delle riserve mondiali di coltan (una sabbia nera presente nei condensatori dei cellulari e computer) e il 47% di riserve di cobalto, utilizzato per le batterie dei cellulari. È inoltre ricco di oro, diamanti, stagno, carbone, ferro, zinco, piombo, rame, manganese. A causa delle estrazioni di coltan la popolazione ha visto espropriate le proprie terre e gran parte degli introiti delle miniere finanziano la guerra, con conseguenze devastanti per la popolazione: insicurezza, violenza, fame, mancanza di servizi, illegalità, corruzione e migrazione. La columbitetantalite o columbotantalite (per contrazione linguistica congolese Coltan) è una miscela complessa di columbite e tantalite, due minerali della classe degli ossidi che si trovano molto raramente come termini puri (il Brasile possiede il 5% delle riserve mondiali, la Thailandia anche il 5%, l’Africa l’80% e l’Australia il 10%). Per questo il Coltan è chiamato l’oro bianco, ed è una risorsa strategica, essenziale per lo sviluppo di nuove tecnologie. Quello che viene estratto nella Repubblica democratica del Congo è ad alto tasso di tantalite, da qui il suo valore e la necessità di avere, da parte delle industrie dell’informatica, proprio il coltan congolese. La terra rara viene utilizzata per la fabbricazione di telecamere, cellulari e molti altri apparecchi elettronici.
Il coltan serve ad ottimizzare il consumo di energia nei chip di nuova generazione, portando un notevole risparmio energetico e a ottimizzare, quindi, la durata della batteria. La funzionalità di ogni apparecchio elettronico dipende proprio dal coltan, ad alto tasso di tantalite, e si narra che nel 2000 la quasi impossibilità di trovare la PlayStation 2 in Italia, fosse dovuta a difficoltà di reperimento del minerale.

Serve inoltre per la fabbricazione di telefoni cellulari, GPS, satelliti, armi guidate, televisori al plasma, console per videogiochi, computer portatili, PDA, MP3, MP4, razzi spaziali, missili, giocattoli elettronici, macchine fotografiche e molto altro ancora. Nelle miniere africane i metodi di lavoro sono simili a quello dei vecchi cercatori d’oro del West americano. Un buon lavoratore può produrre un chilo di Coltan al giorno. Il guadagno di un lavoratore medio congolese è di 10 dollari al mese, mentre un lavoratore del Coltan guadagna da 10 a 50 dollari alla settimana. Il boom tecnologico ha fatto schizzare il prezzo del Coltan a 500 dollari al chilo. Aziende come Bayer, Nokia e Sony se lo contendono. I minatori sono spesso giovani agricoltori e allevatori che lasciano i loro campi. Sfollati e prigionieri di guerra. Migliaia di bambini, i cui corpi possono muoversi più agevolmente sottoterra nelle anguste gallerie delle miniere. Sempre sorvegliati dai soldati. Le conseguenze di questa situazione sono che boschi e campi si trasformano in pantani, i ragazzi e le ragazze non vanno più a scuola, si diffondono molte malattie per mancanza di acqua pulita, cibo, turni e condizioni lavorative estenuanti. Inoltre proliferano diversi gruppi armati che controllano le miniere.

Si stima che ogni chilo di Coltan che viene estratto costi la vita di due bambini, molti dei quali muoiono a causa di frane. Altre gravi conseguenze sono migliaia di spostamenti forzati, migliaia di civili fuggiti dalle loro case, milioni di rifugiati, violazione dei diritti fondamentali di anziani, donne e ragazze. I lavoratori del Coltan smettono di coltivare la loro terra, lavorano dall’alba al tramonto, e dormono e mangiano nella zona selvagge di montagna. Un rapporto di Medici senza frontiere spiega che molti di questi 'schiavi' muoiono di fatica e di diverse malattie che questo minerale può portare: compromissione di cuore, vasi sanguigni, cervello e cute; riduzione della produzione di cellule ematiche e danneggiamento dell'apparato digerente; aumento dei rischi del cancro; difetti genetici nella prole; malattie dell'apparato linfatico.
Per queste importanti malattie c'è bisogno di cure mediche e medicine che queste persone non possono permettersi oppure che non si trovano nel Paese. Non sono solo gli uomini a subire le conseguenze dell’estrazione del Coltan. Per estrarre il Coltan del Congo si sono invasi i parchi nazionali. La popolazione degli elefanti è scesa dell’80%. La popolazione di gorilla è diminuita del 90%. Un rapporto delle Nazioni Unite ha portato alla luce lo sfruttamento delle risorse naturali del Congo. Ci sono rapporti che dimostrano che Ruanda, Uganda e Burundi sono coinvolti nel traffico di Coltan in Congo, e utilizzano i profitti generati dal suo prezzo elevato per finanziare e continuare le loro guerre. Si stima che l’esercito ruandese riceve almeno 170 milioni dollari all’anno dalla vendita di Coltan, anche se il Ruanda non ha Coltan. Ovviamente tutti i paesi coinvolti nel conflitto negano di avere sfruttato le risorse naturali del Congo. Aziende multinazionali, principali produttori di computer, telefoni, videogiochi, come Nokia, Alcatel, Apple, Nikon, Ericsson, Bayer sono citate nel rapporto delle Nazioni Unite come saccheggiatrici. Finanziano la guerra e sostengono i governi corrotti e non hanno nessun interesse a fermare la guerra. Hanno il consenso dei governi. I media non ne parlano. Se la guerra si ferma non si faranno più affari con il Coltan. A loro poco importa dei più di 5 milioni di morti che ha causato. Per porre fine a queste stragi, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il 29 novembre 2010, ha adottato la risoluzione 1952 che richiama gli Stati membri a mettere in atto misure di diligenza ragionevole per conoscere l’origine dei minerali e assicurarsi che il ricavato di quelli importati non vada a beneficio di uomini armati, compresi i militari dell’esercito congolese. Nel 2011 gli Stati Uniti hanno promulgato una normativa che vieta alle imprese americane di importare o utilizzare minerali provenienti dalle zone di guerra in Congo che non abbiano garanzia e certificazione di provenienza. La conseguenza è che diverse aziende americane hanno preferito spostarsi verso altre zone piuttosto che certificare l’utilizzo di minerali “conflictfree”. Nel 2014 anche l’Unione Europea ha proposto un regolamento per il commercio responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto ma la proposta di legge è su base volontaria ed è rivolta solo agli importatori. Diversi attori della società civile europea, coordinati da EurAC, la rete europea di ong e altri enti che lavorano in Africa Centrale, stanno facendo pressione a livello istituzionale per una modifica della legge. A Maggio 2015 il Parlamento Europeo ha chiesto a tutte le aziende europee, che producono o importano componenti e prodotti finiti contenenti i minerali contemplati nel regolamento, un controllo obbligatorio sul proprio sistema di approvvigionamento assicurandosi che non si stiano alimentando conflitti e siano rispettati i diritti umani. Dopo mesi di negoziati, le tre istituzioni europee Commissione, Consiglio e Parlamento hanno raggiunto nel giugno 2016 un accordo per rendere obbligatoria la tracciabilità dei minerali importati nello spazio UE. Ma se le istituzioni europee hanno fatto la loro pur minima parte, sappiamo bene che l'Europa non è l'unico continente a depredare l'Africa bensì uno dei meno invasivi dopo l'America con gli Usa e l'Asia con la Cina e il Giappone a fare la parte del leone. Spesso le stesse grandi multinazionali che producono cellulari e materiale elettronico, sono le stesse che finanziano alcune ONG e associazioni che operano sul territorio africano e delle quali comprano soprattutto la complicità.

Allora viene da chiedersi cosa si potrebbe fare concretamente.


Fonti:

https://www.peacelink.it/conflitti/a/43455.html

https://www.agi.it/estero/news/2021-02-23/coltan-che-cosa-e-11521098/

https://www.corriere.it/sette/opini...ue-7c6edae2-81cf-11eb-870f-597090faeea5.shtml
 
viene da chiedersi cosa si potrebbe fare concretamente.

come ho già risposto nell'altra discussione simile, basta imporre per legge di usare solo batterie "etiche", e l'auto elettrica si estingue da sola. E magari, avremo anche degli smartphone che non si buttano via dopo sei mesi....
 
come ho già risposto nell'altra discussione simile, basta imporre per legge di usare solo batterie "etiche", e l'auto elettrica si estingue da sola. E magari, avremo anche degli smartphone che non si buttano via dopo sei mesi....

secondo me il problema degli smartphone non lo risolvi facilmente, nel senso che ovviamente almeno 3/4 anni ti può durare ma oltre resta un poco complicato perchè l'evoluzione del software e di conseguenza dell'hardware fa si che dopo un certo tempo l'apparecchio diventa obsoleto sotto molti punti di vista
 
secondo me il problema degli smartphone non lo risolvi facilmente, nel senso che ovviamente almeno 3/4 anni ti può durare ma oltre resta un poco complicato perchè l'evoluzione del software e di conseguenza dell'hardware fa si che dopo un certo tempo l'apparecchio diventa obsoleto sotto molti punti di vista

se invece di costare 200 euro ne costa 600, la gente lo fa durare di più....
 
come ho già risposto nell'altra discussione simile, basta imporre per legge di usare solo batterie "etiche", e l'auto elettrica si estingue da sola. E magari, avremo anche degli smartphone che non si buttano via dopo sei mesi....
Io dovrei essere furibondo perché
  1. Il Sony che ho (ce l'ho ancora non l'ho gettato via) ho dovuto sostituirlo con un Samsung (che anch'esso da dei problemi ma non gravi) solo perché non riuscivo a ricaricarlo. E non è nemmeno durato 3 anni!! Almeno se si potesse ripararlo per trasferire i contatti della rubrica...
  2. Certi ambientalisti dovrebbero ringraziarmi visto che il PC che avevo prima l'avevo fatto durare la bellezza di 10 anni, un' era geologica (o più) nel progresso dei PC.
  3. Tiriamo calci all'auto, ma, come ripeto, è ormai l'unico oggetto di uso comune che ancora ti danno la possibilità di riparare e alcuni suoi componenti si possono rigenerare (Alternatori, turbine, ecc..).
 
Un dispositivo elettronico totalmente obsoleto che, però, utilizzo ancora, è questo ciclocomputer GPS.
Rispetto agli attuali è un po' come usare un Nokia 3310 invece di uno smartphone.
Primitivo, connettività solo tramite cavo USB, ma è un trattore, mai problemi e durata della batteria 4 o 5 volte superiore ai Garmin che vanno per la maggiore.
 

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Un dispositivo elettronico totalmente obsoleto che, però, utilizzo ancora, è questo ciclocomputer GPS.
Rispetto agli attuali è un po' come usare un Nokia 3310 invece di uno smartphone.
Primitivo, connettività solo tramite cavo USB, ma è un trattore, mai problemi e durata della batteria 4 o 5 volte superiore ai Garmin che vanno per la maggiore.

questo non è obsoleto per i requisiti Hardware o Software, è uno strumento che un funzionamento suo diciamo stand alone e può sempre andare bene, anzi probabilmente per un utente che l'ha sempre utilizzato come te ci si trova bene ed è abituato a questo anche se è 'vecchio'.
Il problema sorge per tutti i dispositivi che hanno un software che deve essere aggiornato e nel momento in cui devi aggiornare il software purtroppo con il passere del tempo l'hardware non riesce più supportare il nuovo software, per il pc la cosa puù essere meno invasiva per uno smartphone invece è un aspetto prioritario
 
Io dovrei essere furibondo perché
  1. Il Sony che ho (ce l'ho ancora non l'ho gettato via) ho dovuto sostituirlo con un Samsung (che anch'esso da dei problemi ma non gravi) solo perché non riuscivo a ricaricarlo. E non è nemmeno durato 3 anni!! Almeno se si potesse ripararlo per trasferire i contatti della rubrica...
  2. Certi ambientalisti dovrebbero ringraziarmi visto che il PC che avevo prima l'avevo fatto durare la bellezza di 10 anni, un' era geologica (o più) nel progresso dei PC.
  3. Tiriamo calci all'auto, ma, come ripeto, è ormai l'unico oggetto di uso comune che ancora ti danno la possibilità di riparare e alcuni suoi componenti si possono rigenerare (Alternatori, turbine, ecc..).

Oggi ho capito che bisogna essere il più possibile dei ''tuttologi'' se no te lo infilano nel didietro e manco te ne accorgi. E' una gran fatica, informarsi, perdere un sacco di tempo a capire le cose per vedere cosa è meglio fare. Lo so.
Prima di comprare l'attuale smart mi sono letto km di recensioni, opinioni di chi lo aveva, ogni cosa che mi aiutasse a decidere e alla fine posso dire di esserne contento talmente tanto di averne comprati 4 ( uno per ogni familiare) e dopo 3 anni è come il primo giorno. Per i computer lo stesso: spesso me li riparo da solo quando non arrivo ho la fortuna di conoscere una persona che me lo ripara a prezzi umani e i computer mi durano in medio 6-8 anni uno anche 14 anni.
 
Io ci sono già con la legacy.
Qualche precisazione.
I dati riportati a libretto riguardano i risultati ottenuti nei test di omologazione al momento dell'immatricolazione.
Sostanzialmente i limiti di CO2 sono rimasti invariati nelle varie normative EURO, quello che avvolte cambia è il modo in cui vengono calcolati (ad esempio si è passati dal ciclo NEDC al ciclo WLTP tra 6B e 6C)
Tengo a precisare inoltre che la difficoltà di soddisfare EURO7 è rappresentata dal limite di NOx imposto.
Saluti.
 
Io dovrei essere furibondo perché
  1. Il Sony che ho (ce l'ho ancora non l'ho gettato via) ho dovuto sostituirlo con un Samsung (che anch'esso da dei problemi ma non gravi) solo perché non riuscivo a ricaricarlo. E non è nemmeno durato 3 anni!! Almeno se si potesse ripararlo per trasferire i contatti della rubrica...
  2. Certi ambientalisti dovrebbero ringraziarmi visto che il PC che avevo prima l'avevo fatto durare la bellezza di 10 anni, un' era geologica (o più) nel progresso dei PC.
  3. Tiriamo calci all'auto, ma, come ripeto, è ormai l'unico oggetto di uso comune che ancora ti danno la possibilità di riparare e alcuni suoi componenti si possono rigenerare (Alternatori, turbine, ecc..).
sono diversi anni che, i dati della rubrica si salvano nell'account google, proprio per trasferirli senza fatica :D

i pc di 10 anni fa, vanno come quelli attuali. io ne ho 2 su 4 in casa, che hanno 10 anni, e sono ancora in regolare uso.
qualche sfiga solo con software "rognosi", che usano la scheda grafica intensamente, in quel caso pero', si puo' sempre aggiornarla, se non e' un laptop (che comunque, quei software, non ci girano nemmeno se sono nuovi, in molti laptop).
 

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